“Orizzonti culturali italo-romeni”, nuova rivista online
NASCE LA RIVISTA BILINGUE «ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI»
«Italia e Romania hanno molto da dirsi e da darsi, ben al di là di stereotipi, luoghi comuni, interessi economici – legittimi ma miopi, se non culturalmente animati. La comune matrice latina e la condivisa appartenenza europea possono esprimere risultati di eccellente valore e significato: ne abbiamo tutti un gran bisogno per la reciproca conoscenza e integrazione». 
Nasce con questi auspici, diretta da Afrodita Carmen Cionchin, la nuova rivista on-line bilingue Orizzonti culturali italo-romeni / Orizonturi culturale italo-române, dedicata alla comunicazione interculturale tra Italia e Romania. Interviste, inchieste, studi, presenze letterarie, contributi di ospiti italiani e romeni presentano, con cadenza mensile, il grande patrimonio culturale dei due Paesi, spesso vittime di reciproci stereotipi o fraintendimenti. Tra le firme più prestigiose da parte italiana e romena, figurano intellettuali come Claudio Magris, docenti universitari romenisti e italianisti come Bruno Mazzoni, Lorenzo Renzi, Doina Condea Derer e Geo Vasile.
«Ci auspichiamo – sottolinea ancora l’ideatrice – che la rivista possa far crescere l’interesse del pubblico italiano, inclusi i grandi editori della Penisola, per la cultura e la letteratura romena, e suscitare, nel mondo culturale romeno, aperture e intersezioni con l’universo culturale italiano».
La rivista è edita dall’associazione “Orizzonti culturali italo-romeni”, che con la nuova rivista online prosegue il progetto del sito omonimo, avviato un anno fa.
Afrodita Carmen Cionchin
è docente, italianista, romenista e traduttrice.
Membro dell’Associazione Italiana di Romenistica e della Società di Studi Romeni “Miron Costin” dell’Università di Padova, affianca l’attività di ricerca e docenza con la collaborazione a varie pubblicazioni culturali e scientifiche, romene e italiane. (foto: Adevarul.ro)
Alla ricerca dell’assoluto – convegno in memoriam Rosa Del Conte (1907-2011)
Lunedì 5 dicembre 2011, ore 10.00
Sala Conferenze, Accademia di Romania in Roma (P.zza José de San Martin 1, Roma)
ALLA RICERCA DELL’ASSOLUTO
giornata di studi in memoriam Rosa Del Conte (1907 – 2011)
All’inizio del mese di agosto 2011 si è spenta Rosa del Conte - docente, critico letterario, traduttrice, considerata uno dei più preziosi “ambasciatori” della letteratura romena in Occidente. I suoi legami profondi con il mondo culturale romeno iniziano attorno all’anno 1940, proseguendo con la sua attività di insegnamento nelle università di Cluj e di Bucarest, attività completata da traduzioni e da ricerche scientifiche di altissimo livello.
Il cambio del regime politico in Romania la obbliga a rientrare in Italia dove inizia la sua “missione” di promozione della lingua e della letteratura romena prima presso l’Università di Milano e, dal 1956 in poi, presso l’Università “La Sapienza” di Roma. È rimasta fedele a questa sua missione per tutta la sua vita. Sono ben noti gli incontri, i convegni organizzati assieme a personalità del mondo accademico romeno in tempi per nulla facili per quest’ultimo, i suoi contributi scientifici concretizzati in articoli, studi, libri che restano tutt’oggi punti di riferimento nella storia e nella critica letteraria italiana e romena.
Considerata come uno dei migliori studiosi di Mihai Eminescu, Rosa del Conte è diventata membro d’onore dell’Accademia Romena di Bucarest nel 1994.
Il suo libro più importante, Mihai Eminescu o dell’Assoluto (Modena, 1962) è stato tradotto e pubblicato in Romania dal rimpianto italianista Marian Papahagi.
Ha tradotto delle opere dei grandi poeti romeni: Lucian Blaga, Tudor Arghezi e Vasile Voiculescu. Nel 1956 è stata lei a proporre la candidatura di Lucian Blaga al Premio Nobel per la Leteratura.
La giornata di studi a lei dedicata è un omaggio a Rosa Del Conte da parte della Cattedra di Lingua Romena del Dipartimento di Studi Europei, Americani ed Interculturali dell’Università “La Sapienza” e da parte dell’Accademia di Romania in Roma.
Programma
Ore 10,00 – Saluti delle autorità
Mihai BĂRBULESCU (membro corrispondente dell’Accademia Romena di Bucarest) - Rosa del Conte, membro dell’Accademia Romena di Bucarest
Sante GRACIOTTI (Accademia dei Lincei) - Un saluto e un ricordo
Luisa VALMARIN (Sapienza Università di Roma) - Da Noè a Noè
Bruno MAZZONI (Università di Pisa) - Per altezza d’ingegno…
Paolo D’ACHILLE (Università Roma Tre – Accademia della Crusca) – Rosa Del Conte traduttrice: note linguistiche
Doina DERER (Università di Bucarest) - Rosa del Conte – italianista in Romania
Cesare ALZATI (Università Cattolica, Milano) - Ripensando a Rosa Del Conte
Alin Mihai GHERMAN (Università “1 Decembrie” Alba Iulia) – Eminescu e la letteratura romena antica
Francesco GUIDA (Università Roma Tre) - Alla storia, attraverso la letteratura
Ore 11 – pausa caffè; ore 13.30 – rinfresco.
(Fonte e info: Accademia di Romania in Roma).
Articoli correlati:
Adrian Niculescu, In memoriam. Rosa Del Conte (10 aprilie 1907-3 august 2011), Observator Cultural, agosto 2011, Bucarest.
Luisa Valmarin, Alla ricerca dell’assoluto. Rosa Del Conte (1907-2011) (sul sito web dell’Associazione italiana di romenistica).
Inaugurato il consolato romeno a Catania
di Veronica Drugaş/FIRI
Il 22 ottobre scorso il ministro degli esteri romeno Teodor Baconschi (foto accanto) ha inaugurato la sede del nuovo consolato romeno generale a Catania (il primo in Sicilia e a sud di Roma). Una promessa mantenuta, per venire incontro alle esigenze delle centinaia di migliaia di romeni residenti nell’Italia meridionale. All’inaugurazione hanno partecipato il presidente della provincia di Catania Giuseppe Castiglione e il sindaco di Cattania Raffaele Sacanelli, rappresentanti delle istituzioni dei due Paesi – tra cui i parlamentari romeni eletti nelle circoscrizioni all’estero, il deputato William Brînză e il senatore Viorel Badea -, rappresentanti dell’associazionismo italo-romeno, giornalisti.
La nuova rappresentanza diplomatica risponde ad un bisogno di circa 80.000 romeni residenti nella zona di competenza del nuovo consolato, che include, oltre la Sicilia, anche le regioni meridionali Basilicata, Calabria e Puglia. Secondo varie associazioni operanti sul territorio, i romeni sarebbero in realtà circa 200 mila. Il consolato offrirà assistenza consolare e protezione diplomatica per i cittadini romeni, ma sarà anche un punto di riferimento per il rafforzamento della cooperazione economica italo-romena, e per scambio culturale. Inoltre, sarà sede elettorale in occasione delle prossime elezioni politiche (2012) e presidenziali (2014) programmate in Romania. Fino a questo momento, infatti, i numerosi cittadini romeni che vivono all’estero (con carta d’identità locale ma con passaporto romeno) possono esercitare il loro diritto al voto recandosi nelle rappresentanze diplomatiche, in attesa che un progetto di legge sul voto tramite corrispondenza venga approvato nel parlamento di Bucarest.
Dunque, l’importanza della nuova missione diplomatica è fuori discussione, soprattutto per i residenti romeni. Inoltre, la nuova sede diplomatica romena è il primo consolato generale straniero nella bellissima città ai piedi dell’Etna. (Per la cronaca, ricordiamo la presenza dei consolati onorifici di Svizzera, Polonia, Grecia e Regno Unito). Una missione in territori italiani non facili – imperversati da mafie, disoccupazione, lavoro nero.
La missione diplomatica a Catania, ubicata in via Misterbianco 1, ha per il momento un organico di quattro persone, guidate dal console generale Adriana Elena Moţa (foto sotto). L’orario di apertura è da lunedì a venerdì, nelle ore 9-13 e 15-17 (info sul sito web http://catania.mae.ro/).
Tra i vantaggi per i diretti interessati, secondo il ministro Baconschi, ci sarebbe un risparmio immediato di 400 euro, dovuti alle spese di trasferta per chi, in precedenza, doveva recarsi a Roma per accedere ai servizi consolari. Il risparmio di tempo e danaro per gli abitanti della Sicilia (soprattutto per i romeni residenti nella parte orientale dell’isola) e per quelli della zona di Reggio Calabria sono, d’ora in poi, rilevanti. Resta tuttavia il problema di chi, secondo le nuove zone di competenza consolare, abita nelle aree centro-settentrionali della Calabria, in Basilicata o, ancora peggio, in Puglia: è improbabile che un viaggio via treno o auto da Bari a Catania sia meno dispendioso di un viaggio per la Capitale. Del resto, negli anni scorsi si era parlato dell’apertura di consolati generali romeni a Bari o Cosenza, progetti in seguito accantonati. L’apertura della sede di Catania va salutata come necessaria, ma non è sufficiente per coprire le aree sopramenzionate. Un consolato a Bari, Napoli o Cosenza potrebbe migliorare la copertura territoriale delle regioni meridionali. Ricordiamo che, oltre al nuovo consolato di Catania, le sedi consolari romene (escludendo i consolati onorifici) sono quelle di Roma, Milano, Torino, Bologna e Trieste.
Infine, un’ultima considerazione sulle tariffe dei servizi consolari. Per i servizi che non richiedono in modo necessario l’intervento del consolato, come per esempio le traduzioni autenticate, certificate o giurate, è compito del singolo cittadino informarsi bene sulle possibilità di rivolgersi ai servizi di figure professionali pienamente riconosciute dalle autorità italiane (comuni, province, prefetture ecc.), come i traduttori giurati residenti in Italia, i quali offrono il più delle volte gli stessi servizi a prezzi concorrenziali rispetto a quelli praticati dai consolati.
Nota: L’autrice è traduttrice giurata in Italia (Traducător autorizat în Italia). Foto: Adevarul.it
Centenario – Cioran in Italia
Roma, 10 novembre 2011, dalle ore 16, Accademia di Romania (sala conferenze):
“Cioran in Italia” – giornata di studi in occasione del centenario della nascita di Emil Cioran
In occasione del centenario della nascita di Emil Cioran (1911-1995), l’Accademia di Romania in Roma, in collaborazione con la Facoltà di Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e FIRI (Forum degli intellettuali romeni d’Italia), organizza il 10 novembre 2011 un Convegno di studi dedicato al pensatore di Sibiu, una delle figure più rappresentative della vita culturale europea del secolo scorso.
L’obiettivo dell’iniziativa è di rendere omaggio a Emil Cioran, ripercorrendone le tappe biografiche e lo sviluppo speculativo, col fine di mostrare l’originalità e l’attualità del suo pensiero, nel contesto della filosofia contemporanea.
Il programma comprende interventi di studiosi italiani e stranieri che hanno dedicato a Cioran studi, traduzioni e ricerche specifiche: Massimo Carloni, Horia Corneliu Cicortaş, Aurélien Demars, Antonio Di Gennaro, Aldo Masullo, Francesco Miano, Mario Andrea Rigoni, Giovanni Rotiroti, Renzo Rubinelli e Barbara Scapolo.
“Con tale evento – afferma prof. Mihai Bǎrbulescu, direttore dell’Accademia di Romania –, intendiamo ricordare un grande filosofo del Novecento il cui vissuto e i cui scritti hanno acceso scintille un po’ dappertutto nel mondo. A volte ci possiamo riconoscere negli esiti di tale ricerca, a volte nell’intensità con cui è stata condotta.”
Il convegno si rivolge non solo a specialisti ma ad un pubblico più ampio, interessato al pensiero filosofico e alla cultura contemporanea, ai fini di promuovere e valorizzare la conoscenza di Cioran in Italia; “non è solo un’occasione di incontro e di confronto tra studiosi, ma soprattutto un’opportunità per le giovani generazioni di avvicinarsi ad un’esperienza speculativa di primissimo piano” (prof. Lazzaro Rino Caputo, Università Tor Vergata).
Ingresso libero (da piazza José de San Martin 1) fino ad esaurimento posti.
Il programma in pdf è disponibile qui: Convegno Cioran in Italia – Roma 10 novembre 2011.
I lavori possono essere visionati in diretta video, sul sito di InSchibboleth TV: http://www.inschibbolethtv.org/ (livestream).
Ricordando (l’ultimo) Culianu
L’ultimo Culianu. Ioan Petru Culianu nel ventesimo anniversario della morte
Lunedì 17 ottobre 2011, ore 15, Biblioteca di Scienze Religiose “Erik Peterson”,
Sala Michele Pellegrino, Via Giulia di Barolo 3A, Torino.
Horia-Roman Patapievici Ultimul Culianu, Humanitas, Bucureşti 2010.
Prolusione di Horia-Roman Patapievici.
Interventi di Leonardo Ambasciano, Horia Corneliu Cicortaş, Enrico Manera, Roberto Scagno.
- Incontro aperto a tutte le persone interessate -
locandina Culianu Torino (scarica il pdf)
Evento co-organizzato da: L’Università di Torino – Biblioteca di Scienze Religiose “Erik Peterson”, l’Associazione Amici della Peterson, l’Accademia di Romania in Roma e FIRI - Forum degli intellettuali romeni d’Italia.
***
Qui di seguito, un frammento in anteprima della prolusione di Horia-Roman Patapievici a Torino, I libri non scritti dell’ultimo Culianu.
(Traduzione italiana di Horia Corneliu Cicortaş).
La nozione di «ultimo». L’ultimo Nietzsche
Vi sono autori la cui opera sembra spaccata, da un certo momento in poi, dall’invenzione o dalla scoperta del principio dell’audacia nella conoscenza. Tale principio dell’audacia conoscitiva funziona come un fattore di rottura, che divide l’opera di questi autori in un ‘prima’ e un ‘dopo’. Incorporando questo fattore di rottura, la loro opera si trova separata in due da una drammatica cesura. L’esempio più alla portata di mano è di Nietzsche: la sua opera è divisa in due dall’«incontro con Zarathustra», quale che fosse la natura di tale incontro. L’ingresso della voce di Zarathustra nel suo pensiero è la cesura che gli lesiona la vita. Dopo tale cesura, Nietzsche sembra essere diventato il profeta di una nuova forma di conoscenza, nel contempo spietata e non conformista, e di un nuovo sentimento della vita, una vita inimitabile. Questa nuova forma di conoscenza, impertinente nei confronti di tutte le tradizioni, sembrava inarrestabile, e Nietzsche sembrava essere il paladino di un nuovo vangelo. Chiameremo questo Nietzsche, «l’ultimo» Nietzsche.
Nietzsche è stato colpito dalla pazzia poco dopo aver mandato alle stampe Ecce Homo, libro animato da una febbre che non è più, patologicamente e metafisicamente, normale. Il suo progetto di Umwerung aller Werte è rimasto allo stadio di cantiere. La volontà di potenza, il libro che non riuscì mai a completare, costituisce il cantiere di una Torre Babele dal quale il suo architetto è stato strappato nel momento stesso in cui si preparava ad annunziare la formula ultima, la via reale per unire il Cielo e la Terra. È come se la pazzia fosse stata lanciata nella mente di Nietzsche proprio per impedirgli di rivelare a noi, coloro che non siamo stati toccati dalle rivelazioni della cesura, qualcosa in più. Come nella teoria di Lucian Blaga (La censura trascendente, 1934), la censura è stata chiamata ad annullare gli effetti della cesura. Col nome di «censura trascendente», il filosofo romeno Lucian Blaga ha immaginato un meccanismo tramite il quale il principio metafisico assoluto ‘censura’ qualsiasi tentativo potenzialmente riuscito, da parte del soggetto conoscente, di conoscerlo. Di fatto, Blaga parte da una realtà epistemologica banale – l’impossibilità del soggetto conoscente di arrivare a una conoscenza adeguata del principio metafisico assoluto – che interpreta miticamente nella chiave del divieto. La sua idea è che una conoscenza è censurata tanto tramite le limitazioni cognitive intrinseche dei nostri strumenti conoscitivi, tanto, in casi speciali, attraverso l’azione ‘volontaria’ del principio metafisico assoluto, il quale ‘si difende’ da quelle operazioni cognitive il cui potere penetrante rischia di svelarne l’essere in modo ‘positivamente adeguato’. Di conseguenza, la censura trascendente entra in azione quando l’assoluto corre il pericolo di essere conosciuto mediante approcci o teorie adeguati.
Qualcosa di analogo è avvenuto anche col Rinascimento, ci dice «l’ultimo» Nietzsche: è stato ucciso proprio quando si trovava sul punto di proporre una tipologia umana del tutto nuova, un nuovo tipo di civiltà, un nuovo tipo di cultura, un nuovo tipo di valori. Qualcosa ci ha negato questo frutto eccezionale, per la cui promessa e assenza – è sempre Nietzsche a dircelo – soffriamo tutt’oggi. Questo ‘qualcosa’ non è stato necessariamente Lutero, il «funesto monaco» cui Nietzsche attribuisce la responsabilità per l’assassinio del Rinascimento. Lutero va guardato piuttosto come lo strumento di un nuovo modo di agire che non è riducibile a lui – come lo dimostra il fatto, segnalato con pertinenza da Ioan Petru Culianu (in Eros e magia nel Rinascimento) che la Riforma e la Controriforma, sebbene nemiche, hanno agito nello stesso senso: la ‘castrazione’ dell’immaginario magico rinascimentale.
La cesura/censura trascendente
Lo schema generale della mia teoria sarebbe il seguente. Un creatore talentato diventa, ad un certo momento, inverosimilmente dotato. Una cesura inattesa lo rende un altro uomo. Questo creatore diventa una sorta di finestra su qualcosa di molto più ampio rispetto all’esperienza comune degli altri creatori de suo ambito di attività. Egli vede meglio, più profondamente, più radicalmente, rovesciando, col suo nuovo strumento di conoscenza, i confini fissati. Anzi, la sua creazione si manifesta pienamente come chiave universale del mondo. Semplice, riguarda qualsiasi cosa, può rendere conto di tutto; diventa più imperativa, più febbrile, più strana. Sotto il profilo conoscitivo, essa rassomiglia al grido penetrante di un poema geniale. Dopo la cesura, tutti i risultati così ottenuti ci esortano ad accettare che tutto quanto stia intraprendendo questo creatore, rappresenti la ‘rimozione dei veli’ dal ‘volto sconosciuto dell’esistenza’. Gli riesce tutto, e noialtri assistiamo alla sua esperienza vertiginosa col cuore in gola. Poi, quando il creatore sembrava vicinissimo al rivelarci il tutto, in maniera definitiva, qualcosa che è al di là di lui lo ammutolisce. Lo strappa via da noi. Lo getta ‘oltre’ – se di quell’oltre verso il quale ci guidava la sua creazione si tratti. Sopraggiunge una – come chiamarla diversamente? – ‘censura trascendente’. Quasi tutti i creatori colpiti veramente dalle illuminazioni della cesura finiscono per essere ridotti al silenzio dai rigori della censura trascendente.
Una tragica illustrazione di questo schema è stata offerta dalla vita e dall’opera di Ioan Petru Culianu, nato il 5 gennaio 1950 a Iaşi e assassinato il 21 maggio 1991, a Chicago. La mia congettura è che verso la fine della sua breve vita, dopo, diciamo, il 1985 (nel mezzo del cammin), Culianu sia entrato in possesso di uno schema universale di conoscenza. La scoperta di questo principio cognitivo gli ha rivalutato radicalmente tutte le conoscenze precedenti, già formidabili, lanciandolo in una corsa vertiginosa di oltrepassamento dell’intera storia culturale, arrivando però soltanto ad abbozzarla.
[…] In fondo, ciò che chiamo qui «l’ultimo Culianu» rappresenta l’esplosione creativa vissuta da Ioan Petru Culianu a partire dal momento in cui aveva compreso che la sua scoperta metodologica ha delle conseguenze ontologiche inattese e che, se capita bene, essa potrebbe rendere conto di tutto. La chiave metodologica universale si è rivelata essere anche una potenziale mathesis universalis. Questa è la ‘rivelazione’ che la cesura gli ha dato.
Come il perfetto Lönnrot del racconto La morte e la bussola (1942) di Jorge Luis Borges, anche l’ultimo Culiano aveva trovato una delle varianti della risposta finale. Nel racconto di Borges, Lönnrot è stato ucciso secondo un piano che sarebbe fallito se la sua enorme intelligenza non l’avrebbe spinto ad conformarvisi pienamente. La mia percezione strana, che non posso argomentare, è che l’ultimo Culianu, a causa della ‘chiave universale’ che aveva trovato, è entrato (forse senza volerlo) nel frattale di un paradosso di tipo perfetto Lönnrot.
Horia-Roman Patapievici è stato docente di Fisica all’Università di Bucarest fino al 1996, anno in cui ha abbandonato la carriera accademica per dedicarsi interamente alla cultura umanistica, di cui è oggi una delle voci più autorevoli in Romania. Autore di numerosi volumi e saggi inediti in Italia, dal 2005 è il presidente dell’Istituto di cultura romeno. In Italia è stato pubblicato il suo volume Gli occhi di Beatrice. Com’era davvero l’universo di Dante? (Bruno Mondadori, 2006).
“Altre Risonanze” – festival all’Accademia di Romania in Roma
Roma, 14-23 ottobre 2011: Festival Internazionale di musica “AltreRisonanze – dall’antico al moderno”
Il Festival percorre un viaggio nella tradizione musicale di diverse culture nel mondo: dall’antichissima eredità musicale, passando attraverso il rinascimento, il barocco e il classicismo fino a cavallo del XIX e il XX secolo per giungere ai nostri giorni, spaziando dalle culture di riferimento in Europa (Italia, Francia, Germania, Austria e Spagna) fino a quelle del Sud America. Un lungo sentiero realizzato grazie al contributo di artisti di gran valore provenienti dalla Romania, dall’Italia e da altri paesi che rappresentano la propria cultura in questo caleidoscopio sonoro.
Un momento particolare è rappresentato dalla musica romena alla quale viene dedicata una conferenza e il concerto di chiusura del Festival entrambi aventi come ospiti musicisti d’élite provenienti dalla Romania.
Altro momento estremamente importante di questo Festival è la presentazione di una rarissima versione della IV Sinfonia di Gustav Mahler arrangiata per ensemble da camera (12 strumentisti e soprano) da Erwin Stein nel 1921. Questa raffinata orchestrazione, che rende merito alla trasparenza musicale del compositore austriaco di cui ricorrono quest’anno i 100 anni dalla sua scomparsa, è eseguita in una tra le più belle sale da concerto a Roma: l’Oratorio del Caravita.
Il Festival è organizzato dall’Accademia di Romania in Roma, in collaborazione con l’Associazione Incontri Mediterranei, col sostegno di ICR Bucarest.
Programma
venerdì 14 ottobre 2011, ore 20 – Accademia di Romania, Biblioteca
…la paix du parnasse…
la réunion des Goûts François et Italiens doit faire la perfection de la Musique (musiche di: Fr. Couperin, J.J.Froberger, J.Ph. Rameau, J.S. Bach, D. Scarlatti.)
Cipriana Smarandescu clavicembalo
sabato 15 ottobre 2011, ore 20 – Accademia di Romania, Sala Concerti
in collaborazione con l’associazione Incontri Mediterranei – Orte
…dal barocco al galante…
sonate per violino e clavicembalo obbligato di: J.S. Bach, C. Ph. E. Bach, W. A. Mozart, J. Haydn.
Mauro Lopes – Ferreira violino – Cipriana Smarandescu clavicembalo
domenica 16 ottobre 2011, ore 18 – Accademia di Romania, Sala Concerti
…begl’occhi, bel seno…
madrigali amorosi ed erotici del ‘600 italiano (musiche di: C. Monteverdi, B. Strozzi, F. Cavalli, G. Caccini, S. Landi, S. d’India, G. Frescobalci, G.F. Sances, W. Byrd, B. Pasquini, J.P. Sweelinck.)
Angela Bucci soprano – Cipriana Smarandescu clavicembalo
mercoledì 19 ottobre 2011, ore 20 – Accademia di Romania, Sala Concerti. In collaborazione con l’associazione Incontri Mediterranei – Orte
…un solo cammino…
danze e improvvisazioni dalla Spagna al Sudamerica. Evangelina Mascardi chitarra barocca, Lincoln Almada arpa gesuita e percussioni.
sabato 22 ottobre 2011, ore 20 – Oratorio del Caravita (Via del Caravita 7). Centenario dalla morte del compositore austriaco Gustav Mahler
…la vita celestiale…
G. Mahler – Sinfonia IV in Sol Maggiore (arr. per 12 strumenti e soprano di Erwin Stein)
Angela Bucci soprano
ensemble altrerisonanze: Mauro Lopes Ferreira, David Simonacci violini – Alessandro Santucci viola – Luca Peverini violoncello, Igor Barbaro contrabbasso – Pierluigi Tabachin ottavino e flauto – Stefania Mercuri oboe e corno inglese – Pietro Cingolani clarinetto e clarinetto basso – Elisabetta Di Filippo, Andrea Bonioli percussioni – Alvaro Lopes Ferreira pianoforte – Cipriana Smarandescu armonium. Andrea Riderelli direttore
domenica 23 ottobre 2011, ore 18 – Accademia di Romania, Sala Conferenze
… file din hronicul muzicii româneşti…
conferenza Ioan Dobrinescu e concerto con trascrizioni di I. Dobrinescu e musiche originali di: Bartok, Caioni, Pann, Porumbescu, Dimitrescu, Scarlatescu, Golestan, Jianu, Negrea, Tagle Lara, Fernic, Vasilescu, Villnow, Enescu.
ensemble Konick: Mihai Dina, Andrei-Cristian Theodoru, Vasile Mocioc, Cristian-Eugeniu Petrisor clarinetti, Laura Smarandescu pianoforte.
Altre info su www.altrerisonanze.it
Un documentario italiano su Ştefan Delureanu
7 ottobre, Italiano di Cultura di Bucarest: presentazione in anteprima del documentario di Edoardo Inglese, da un’idea di Alberto Basciani Ştefan Delureanu – una storia, la Storia
Il documentario è costruito attorno ad un’intervista realizzata nel giugno 2010 allo storico Ştefan Delureanu, studioso del Risorgimento italiano e traduttore di importanti autori della letteratura italiana. Nella conversazione Delureanu ripercorre le tappe più significative della sua vita: dalla gioventù spensierata trascorsa a Mangalia tra artisti e una popolazione cosmopolita, alla dura reclusione nel campo di lavoro forzato prima in Dobrugia e poi in Moldavia, fino agli studi risorgimentali e alla difficile transizione postcomunista.
Nel racconto le sue vicende personali si intrecciano con quelle del secolo appena trascorso. Il risultato è un affresco affascinante, ma allo stesso tempo terribile della storia del Novecento dal quale emerge la figura di un uomo coerente che non ha mai voluto rinunciare ai suoi ideali e alla sua vocazione di storico.
Il documentario, nato da un’idea di Alberto Basciani, è stato realizzato da Edoardo Inglese, col sostegno del Dipartimento di Studi Internazionali dell’Università Roma TRE (DIPSI) e dell’Istituto Italiano di Cultura “Vito Grasso” di Bucarest. Il lavoro si è inoltre avvalso del supporto scientifico del Centro Romeno Italiano di Studi Storici (CeRISS), dell’Associazione Italiana di Studi del Sud-Est Europeo (AISSEE) e dell’Associazione Italiana Studi di Storia dell’Europa Centrale e Orientale (AISSECO).
Il trailer del documentario può essere visionato qui.
Intervista con Alberto Basciani sul sito di Radio Romania Internazionale, qui.
Altre info, sul sito di AISSECO.
“Srotolando la storia”, mostra di Anca Seel-Constantin a Roma
6 ottobre – 3 novembre 2011
Inaugurazione: giovedì 6 ottobre, ore 19
Roma, Accademia di Romania, Sala esposizioni
La mostra di Anca Seel-Constantin propone un percorso artistico che definisce in maniera fedele il suo ultimo ciclo creativo. Si tratta di pittura, tessuti, installazioni e libri d’arte, opere caratterizzate da un “espressionismo lirico con accenti autobiografici” (Le Livre libre, ed. Buchet -Chastel, Paris, 2010). Anca Seel-Constantin si è formata all’Istituto Nicolae Grigorescu di Bucarest e all’Università di Neuchâtel.
Dal 1991 al 2010 l’artista romeno-elvetica ha organizzato 26 mostre personali, tra cui, le più importanti, sono quelle di pittura presso l’Alexander Onassis Center – New York, la Galleria La Haune Brener di Parigi, a Chateau de la Napoule – Cannes, alla Gallery 44 New York e quelle dedicate ai libri d’arte (Institut du Monde Arabe Paris, Salon of Graphic Arts – Parigi, Fiera d’arte di Francoforte e quella presentata nell’ambito del 15° Congresso Mondiale di Estetica di Tokyo). È stata ospite della Fondazione Henry and Mary Clews a Chateau de la Napoule di Cannes. Nel 2009 ha partecipato al “Mulan Art Show” in Corea del Sud. Ha presentato le sue opere sugli angeli al Patriarcato Ortodosso di Alessandria. Nel periodo giugno-settembre 2010 le sue opere sono state esposte allo Swiss Montessori Centre.
La mostra sarà presentata dal prof. Dario Evola (Accademia di Belle Arti di Roma, presidente dell’associazione culturale Orienteoccidente).
[Fonte e info: Accademia di Romania in Roma].
Serate letterarie dedicate ai poeti George Bacovia e Mario Luzi
- A Roma, incontri con lo studioso Geo Vasile dedicati a due grandi poeti del Novecento -
In occasione dei 130 anni dalla nascita del poeta romeno George Bacovia (1881, Bacău – 1957, Bucarest), lo scrittore, italianista e traduttore romeno Geo Vasile presenta giovedì 29 settembre a Roma il suo volume antologico di traduzioni col testo a fronte – Cu voi/Con voi -, contenente una selezione di oltre ottanta poesie di Bacovia.
L’evento si svolgerà nella Galleria La Pigna (via della Pigna, 13) dalle ore 18 e comprenderà interventi, letture bacoviane in romeno e italiano, una performance e la presentazione di alcune opere grafiche dedicate a Bacovia, realizzate appositamente per l’evento. Coordina: Horia Corneliu Cicortaş.
Qui accanto, G. Bacovia secondo l’artista bulgaro Stoyan Lechtevski
***
Il giorno successivo, venerdì 30 settembre all’Accademia di Romania (piazza José de San Martin 1), dalle ore 18, sarà la volta di un altro incontro letterario con Geo Vasile, questa volta dedicato al poeta italiano Mario Luzi (1914, Firenze – 2005, Firenze). Sarà presentato l’antologia italo-romena Conoscenza per ardore/Cunoaştere prin ardoare, curata dallo stesso Geo Vasile.
Gli interventi e le letture luziane saranno coordinati da Tatiana Ciobanu.
Per visualizzare il programma completo dei due eventi, cliccare sull’immagine della locandina accanto.
Qui di seguito, sono disponibili i testi di alcuni interventi, in pdf (per scaricarli, cliccare sul link corrispondente):
- Roberto Piperno su George Bacovia
- Laura Rainieri su Bacovia (“Dalle influenze straniere all’approdo in Patria”)
Julius Evola, “Lettere a Mircea Eliade 1930-1954″
Domenica 25 Settembre 2011, ore 16,30
Accademia di Romania in Roma, Sala conferenze
Piazza José di San Martin n. 1
Presentazione di libro
La Fondazione Julius Evola e la Scuola Romana di Filosofia politica presentano il volume Julius Evola, Lettere a Mircea Eliade 1930-1954,
a cura di Claudio Mutti, Controcorrente, Napoli 2011. (Quaderni di testi evoliani n. 46)
Relatori:
Francesco Saverio Festa, docente di Storia della filosofia politica all’Università di Salerno.
Roberto Scagno, docente di Lingua e Letteratura romena all’Università di Padova.
Intervengono:
Giovanni Casadio, docente di Storia delle religioni all’Università di Salerno e prefatore del volume.
Pietro Golia, Edizioni Controcorrente.
Il dibattito sarà moderato da Gianfranco de Turris, segretario della Fondazione Evola.











