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Archive for settembre 2009

La scultrice Magda Nica, premiata al Baiocco 2009

29 settembre 2009 Commenti disabilitati

Tra i premiati di quest’anno, la scultrice romena Magda Nica.

magda

Sabato 26 settembre sono stati conferite a Roma le onorificenze del Premio Baiocco, antica tradizione del XX Municipio. Il premio risale al 1841, quando una comitiva composta perlopiù da artisti stranieri festeggiò nell’antica osteria del Grappolo d’Oro l’addio a Roma del celebre scultore Bertel Thorwaldsen, che per l’occasione ricevette l’onorificenza simbolica del Baiocco (ovvero una medaglia), per il valore delle sue opere.

Per le sue suggestive opere in vetro soffiato, la scultrice romena Magda Nica ha ricevuto il premio speciale conferito ad un artista straniero. “Portare un sorriso è la mia vocazione, l’illuminazione la mia meta”, ha dichiarato l’artista premiata. “Per me questo è un premio importante perché è dato dalla città di Roma che è sicuramente il più bel posto dove vivere”.

Come ogni anno la manifestazione ha voluto ricordare la sua tradizione in cui la premiazione avveniva in un’osteria tra canti e risate. Per questo ad introdurre l’iniziativa sono stati una serie di stornelli e canzoni tipicamente romane intonate da Leonardo Donghi sul palco allestito in mezzo al Ponte Mollo, all’aperto, tra il passaggio della gente. Una serie di tavolini con tarallucci e vino hanno riempito inoltre lo spazio, ricostruendo proprio quell’osteria in cui un tempo avveniva la premiazione, che prevedeva poi l’entrata nella Società di Ponte Mollo per colui che avesse ricevuto il premio.
Seguendo il cerimoniale tradizionale, ogni premiato è stato accompagnato da un sonetto in romanesco composto apposta per l’occasione da Stefano Ambrosi e da formule di rito, insieme ad assaggi di vino.
I premi, assegnati dall’Assessore alla Cultura in XX Municipio, Marco Perina e dal vicepresidente Giorgio Mori insieme ad altre personalità del Municipio sono stati assegnati a Roberto Ciufoli per le arti recitative. Per le discipline sportive hanno ricevuto il premio i tuffatori Tommaso e Nicola Marconi e per le arti figurative Marco Agostinelli: “Lo sperimentare è per me vocazione e meta” ha ammesso. Per l’impegno sociale ha invece ricevuto il premio www.vignaclarablog.it/, giornale online interamente dedicato alle notizie del XX Municipio, e per l’artista straniero è stata premiata la scultrice romena Magda Nica, per le sue opere in vetro soffiato.

Premio speciale per la ricerca in campo letterario è infine stato assegnato a Simonetta Bartolini. Tra gli assenti, l’immunologo Fernando Aiuti (premio per le discipline tecniche e scientifiche), Alberto Bevilacqua (per le discipline letterarie) e Mauro Mazza (per le attività artigianali e professionali).

Il premio tra allegria e spensieratezza ha saputo essere divertente come ogni anno nel perfetto stile della manifestazione.

(Fonte: www.lungotevere.org/)

Il Brancusi di Mircea Eliade in scena. Conversazione con Tazio Torrini

28 settembre 2009 Commenti disabilitati

Alina Lungu: Come ti sei sentito nel ruolo di Brancusi? Hai mai interpretato un ruolo simile, quello di un artista-scultore?

Tazio Torrini: No, ma avevo già lavorato sul poeta Dino Campana nel cinema e sul giornalista Raffaele Favero in teatro. Non è facile interpretare persone realmente esistite: subentra un certo pudore per l’inevitabile furto di identità. Inoltre il Brancusi di Mircea Eliade è anziano, mentre io ho trentatré anni. Più che sulla “persona Brancusi”, ho lavorato sulla sua opera, sul suo pensiero, sul suo vissuto interiore di uomo e di artista. In un certo senso il “Brancusi” in scena è una convenzione affinché si riesca a far rivivere il significato interiore e le suggestioni della sua opera. La produzione artistica del maestro, per esempio, abbiamo scelto di non replicarla; chi è incuriosito può aprire un libro o andare in un museo, perché in scena non ci sono riproduzioni delle sue sculture. Ci sono azioni compiute con dei teli o semplicemente col solo movimento del corpo, funzionali rendere l’energia, lo sforzo creativo, il movimento interiore che si fa esteriore, i lampi di luce, le linee di energia che lo scultore cerca di trasporre nella materia grezza. Attraverso questo abbiamo cercato di raccontare qualcosa di più universale del mero dato biografico.

Il piacere creativo, così come l’interrogarsi sul proprio operato di uomo penso che siano esperienze comuni a tutti. Credo che sia per questo che lo spettacolo ha coinvolto profondamente persone di ogni tipo.

Il tuo ruolo è anche di resistenza fisica. Riesci ad abbinare meravigliosamente il testo con l’espressione del corpo e della voce. Conduci alla fine tutto lo spettacolo senza segni di stanchezza. Come riesci a fare questo?

E’ una domanda interessante. Una piccola conferma che, forse, il mio percorso di lavoro sia sulla buona strada. È vero, non arrivo stanco alla fine dello spettacolo. Nonostante sia fisicamente impegnativo, non c’è dispersione di energia. Lavoro volentieri a questo spettacolo per la sensazione di vitalità che me ne viene. Da circa tre anni, infatti, ho cominciato a elaborare una metodica di lavoro che propongo anche nei miei laboratori teatrali. Lì ci sono le mie esperienze professionali e personali, le letture più o meno “esoteriche”, la mia visione sull’essere umano. Cerco di realizzare una presenza in scena che costituisca un’amplificazione dell’esperienza vitale. Energia fisica, attenzione, assenza di blocchi, ricerca dell’armonia fanno sì che il corpo sia una membrana sensibile che si plasma sotto gli impulsi di una precisa ispirazione. Non c’è casualità, non c’è sforzo. Lo spirito trova agevole espressione ai suoi moti.

Quali sono i tuoi modelli nel teatro?

Ho qualche modello vivente. Fra gli italiani Claudio Morganti, Massimo Verdastro e Danio Manfredini. Recentemente ho scoperto Pippo Delbono, che trovo dotato di una personalità sconvolgente. Ho avuto la fortuna di assistere a una delle ultime performances di Leo De Berardinis; era un attore unico. Purtroppo mi è mancato Carmelo Bene, ero troppo giovane; credo che lo avrei adorato. Di tutte queste persone mi ispira la “pienezza” del loro stare in scena. Devo menzionare anche altri due straordinari artisti: il boliviano César Brie e il brasiliano Cacà Carvalho, il più famoso attore del Sudamerica oltre che amico personale. Anche alcuni scritti e saggi sul teatro mi hanno suggestionato molto: parlo dei libri dell’attore Michail Cechov e di Yurij Alschitz. Importante è stato il breve incontro con Riccardo Caporossi,  regista che mi ha insegnato lo stare in scena; il metodo di lavoro di Ingemar Lindh attraverso i suoi continuatori Magdalena Petruska e Roger Rolin; e infine la tradizione di Pontedera Teatro che attraverso una infinità di stimoli ha avuto parte fondamentale in quello che sono attualmente.

Che cosa conosci del teatro romeno? Registi, attori…

Conosco molto poco. Sarà scontato, ma mi viene in mente Ionesco. Ne ho letto le opere, ma non le ho mai viste rappresentate. Mi è capitato invece di vedere a Firenze una rappresentazione della Compagnia di Oradea. Un tragedia greca trasposta in chiave contemporanea, molto energica e bella da vedere.

*****

(Nota red. FIRI: La versione romena e integrale dell’intervista, insieme all’intervista al traduttore della pièce, entrambe a cura di Alina Lungu, sono state pubblicate sulla rivista Tribuna di Cluj, n. 170, 1-15 ott. 2009, pp. 16-18).

Dracula is dead

26 settembre 2009 Commenti disabilitati

“Dracula è morto”: un libro sulla Romania di oggi, a 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino, scritto dall’ex ambasciatore SUA a Bucarest, Jim Rosapepe insieme alla moglie Sheilah Kast.

DRACULA IS DEAD
How Romanians Survived Communism, Ended it, and Emerged Since 1989 as the New Italy

By Sheilah Kast and Jim Rosapepe

Published by Bancroft Press, Publication date: November 2009

400 pages, 32 black-and-white photographs, 8 maps, $25.95 hardcover

Il libro “Dracula is dead” (Dracula è morto) sarà lanciato il 9 novembre, ricorrenza della caduta del muro di Berlino, in America e in Romania. Scritto dai coniugi Sheilah Kast e Jim Rosapepe (ex ambasciatore degli Stati Uniti in Romania negli anni 1998-2001), il volume, strutturato in 14 capitoli, è una pubblicazione ben documentata e insieme facile da leggere; un libro che narra una Romania positiva, i suoi valori, la sua gente. Gli autori hanno visitato approfonditamente numerose regioni e città del Paese per avere la massima precisione delle informazioni.

Fine del regime comunista di Ceausescu (dicembre del 1989)

Fine del regime comunista di Ceausescu (dicembre del 1989)

“Poiché abbiamo viaggiato così tanto attraverso la Romania e poiché adesso sappiamo che questo Paese non è solo Bucarest, abbiamo strutturato il libro a partire dai nostri viaggi. Come tutti gli americani, siamo stati affascinati dai racconti del periodo comunista – cosa andava, cosa non andava, perché alcuni hanno lasciato la Romania in quei 42 anni e perché altri vi sono rimasti anche se avrebbero potuto lasciarlo, come alcuni si ricordano con orrore di quel periodo mentre altri hanno ricordi mescolati”.

Daniela Vitelaru

Più info sul libro e gli autori sul sito web: www.draculaisdead.com/

“La colonna infinita” di Mircea Eliade approda in Sicilia

8 settembre 2009 Commenti disabilitati

Messina, Cinema-Teatro Savio, via Lenzi 24. Martedì 15 settembre, ore 21,00

"La colonna infinita", Firenze, 29 luglio 2009

"La colonna infinita", Firenze, 29 luglio 2009

La tournée di esordio della performance teatrale La colonna infinita approda in Sicilia per un appuntamento col pubblico di Messina. Dopo gli appuntamenti estivi nelle città di La Spezia, Roma, Padova, Milano e Firenze, la performance teatrale va in scena al teatro Savio in occasione della IX Conferenza Annuale della EASR (European Association for the Study of Religions, http://ww2.unime.it/easr09/ita/index.html) che si svolgerà nella Città dello Stretto dal 14 al 17 settembre. La pièce, incentrata sulla figura di Constantin Brancusi che ha rivoluzionato la scultura del Novecento, ha infatti come autore il noto storico delle religioni Mircea Eliade, ormai conosciuto anche come scrittore e recentemente scoperto dal cinema grazie al film Youth without youth (”Un’altra giovinezza”) di Francis Ford Coppola.

Si tratta della prima messa in scena de La colonna infinita in Italia, dove il teatro di Eliade in generale è ancora quasi sconosciuto. Lo spettacolo è prodotto dalla compagnia toscana Telluris Associati, in collaborazione col Forum degli intellettuali romeni d’Italia.

Il testo, ancora inedito in Italia, è stato tradotto da Horia Corneliu Cicortas dall’originale romeno (Coloana nesfârşită) e messo in scena dalla messinese Letteria Giuffrè Pagano per l’attore Tazio Torrini.

Voci correlate: la recensione di Teo Orlando su Gothic Network.

locandina Messina

I messaggeri della luce. Mostra di ricami dell’artista Zoe Vida Porumb

8 settembre 2009 Commenti disabilitati

Roma, dal’11 al 25 settembre 2009

Accademia di Romania, Sala Esposizioni

Inaugurazione : 11 settembre 2009, ore 19.30
Interviene il critico d’arte Grigore Arbore Popescu (Venezia)
Inaugurazione seguita da un miniconcerto di Cipriana Smărăndescu al clavicembalo

“I ricami di Zoe Vida Porumb sono immersi in una storia dei tempi che non passano mai. Dentro di noi trasciniamo un lungo medio evo spirituale, con il suo corredo di immagini che non tramonteranno mai e che nessun movimento informale potrà sostituire o annichilire. Questo corredo di immagini esprime incertezze, speranze, indica volti salvifici, crea luce e getta ombre.
La trasparenza del linguaggio delle sue opere è il risultato di una connaturata propensione verso la traduzione, in immagini-simbolo, del flusso dei pensieri, dei ricordi, delle emozioni. Un flusso alimentato dalla propria biografia culturale, dai propri rapporti con l’arte millenaria della regione di origine, il leggendario Maramureş, dalle contaminanti semplificazioni-essenzializzazioni formali introdotte nelle loro opere da alcuni corifei dell’arte moderna, da Klee e Kandinsky fino a Calder, Hartung e Burri.” (Estratto dalla presentazione del critico Grigore Arbore Popescu).

La mostra comprende opere che sono il frutto di oltre trent’anni di lavoro. Prima di Roma, la mostra itinerante ha riscosso l’apprezzamento del pubblico e dei critici a Cluj-Napocca, Baia Mare e al Palazzo di Mogoşoaia a Bucarest.

“Il viaggio di Gruber”, film su Curzio Malaparte, lanciato oggi in Romania

4 settembre 2009 Commenti disabilitati

Un giorno dopo la presentazione a Venezia del film di Bobby Paunescu “Francesca” sul tema della recente emigrazione verso l’Italia, oggi è stato lanciato nelle sale di cinema in Romania il film di Radu Gabrea realizzato nel 2008 e non distribuito ancora in Italia, Calatoria lui Gruber (“Il viaggio di Gruber”, in inglese Gruber’s Journey), sulla deportazione degli ebrei nella seconda guerra mondiale e al romanzo “Kaputt” (1944) di Curzio Malaparte, una delle prime e più importanti testimonianze letterarie sull’Olocausto.

Nel giugno del 1941, pochi giorni dopo l’attacco della Germania e della Romania contro l’Unione Sovietica, Curzio Malaparte, inviato di “Corriere della Sera” al fronte, arriva a Iaşi. Malaparte (interpretato da Florin Piersic jr.) soffre di una forte allergia e l’unica possibilità di salvarsi è di trovare un famoso medico ebreo che aveva studiato a Firenze, Josef Gruber (nel film, Marcel Iureş). Mentre lo cerca, scopre che pochi giorni c’era stato un pogrom contro gli ebrei della città; i sopravvissuti erano stati evacuati in treno verso una destinazione incerta. Per trovare Gruber, presumibilmente deportato, Malaparte si fa aiutare dal console italiano di Iaşi, Guido Sartori, ma si scontra con la burocrazia e l’atteggiamento grottesco delle autorità, che vogliono nascondere qualcosa delle atrocità commesse.

“Francesca”, il film romeno a Venezia: applausi e polemiche

4 settembre 2009 6 commenti

Applausi e polemiche politiche per il film proiettato alla Mostra del cinema

“Francesca”, il film del regista romeno Bobby Paunescu, uscirà in Italia tra metà ottobre e novembre distribuito dalla Fandango di Domenico Procacci “senza cambiamenti rispetto alla versione proiettata a Venezia”. A chiarirlo, dopo le proteste di Alessandra Mussolini – che ha annunciato un’azione legale – per gli insulti rivolti a lei e al sindaco di Verona Flavio Tosi da uno dei protagonisti della pellicola, è stato proprio Procacci, arrivato alla Mostra del Cinema di Venezia per la presentazione del film che inaugura la sezione Orizzonti.

“La mia intenzione – afferma il produttore – è di rispettare il lavoro del regista. Quegli insulti sono parole che un personaggio del film pronuncia in un certo contesto. Non sono lo slogan o il centro del film. Se poi un’azione legale dovesse avere successo – aggiunge – valuteremo con il regista il da farsi”. Procacci ha spiegato di aver scelto di distribuire il film in Italia perché “si tratta di una gran bella pellicola e perché quello che il film racconta è importante che arrivi in Italia”.

Intanto, nella proiezione in anteprima per la stampa ci sono stati applausi a scena aperta per gli insulti nei confronti dei politici italiani. Il film, applaudito anche nel finale, è tutto incentrato “sulla crisi di identità che permea la società degli ex Paesi comunisti – come afferma lo stesso regista – senza alcun valore e punto fermo”, e racconta la storia di Francesca (l’attrice Monica Bîrlădeanu), una giovane maestra d’asilo romena che sogna di emigrare in Italia.

In realtà il film, che non vedrà mai realizzarsi l’arrivo in Italia della ragazza, è una pesantissima critica alla società romena. “Francesca – sottolinea il regista – è un’opera che tratta delle cose cui siamo fin troppo pronti a rinunciare nell’aspirazione a una vita migliore condotta altrove, mentre tutti si sforzano di trovare il loro posto nel mondo. Si tratta di una storia contemporanea sulla famiglia, sui rapporti, sul bisogno di fidarsi l’uno dell’altro e sulla necessità di affrontare i rischi che si incontrano lungo il cammino, ma anche di uno specchio su questo mondo violento, aggressivo e insicuro”, conclude il regista, che è un noto produttore romeno al suo debutto nel lungometraggio. (Fonte: Adnkronos).

Una breve intervista col regista Bobby Paunescu può essere letta qui.

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Aggiornamento 8 settembre (Il Gazzettino): BUCAREST (8 settembre) – Il premier romeno Emil Boc ha dichiarato che, durante la visita ufficiale che farà presto in Italia, discuterà con il collega italiano Silvio Berlusconi il caso del film “Francesca”, le cui proiezioni sono state sospese nei cinema veneziani.

«Si tratta della libertà di espressione e della creazione artistica. Credo sia un eccesso che vada risolto», ha detto Boc ieri sera in un programma alla tv privata B1 e citato oggi dai media romeni. «Discuterò questo aspetto (con Berlusconi – ndr), perché è una persona estremamente aperta e disposta ad affrontare qualsiasi argomento», ha aggiunto il premier.
La decisione di sospendere il film, che include nei dialoghi accuse di razzismo e insulti contro Alessandra Mussolini e il sindaco di Verona Flavio Tosi, era stata presa nei giorni scorsi dal Circuito Cinema Comunali di Venezia su richiesta della casa di distribuzione Fandango.
La fonte precisa che, durante la visita che farà a metà settembre in Italia, su invito del Presidente del Consiglio Berlusconi, Boc sarà anche ricevuto da Papa Benedetto XVI.