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Archive for marzo 2014

“Steinhardt e la vocazione della libertà”, convegno a Roma

25 marzo 2014 Commenti disabilitati

 

Mercoledì 26 Marzo 2014 alle ore 16, 
Pontificio Istituto Orientale, piazza S. Maria Maggiore 7, Roma

 

Nicolae Steinhardt e la vocazione della libertà”

– convegno di studi –

steinhardt

 

Programma:

 

Indirizzi di saluto

R.P. Prof. James McCANN, SJ (Rettore del Pontificio Istituto Orientale),

S.E. Sig. Bogdan TATARU-CAZABAN (Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede),

Dott. Giuseppe Sergio BALSAMÀ (Presidente Associazione “Insieme per l’Athos”).

 

Relazioni
S.E.R. Mons. SILUAN, Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia
Il monaco Nicolae visto con gli occhi di un giovane studente degli anni ’90
– modello di libertà, di fede e di cultura

R.P. Abate Michel VAN PARYS, O.S.B., Egumeno del Monastero Esarchico di “Santa Maria” di Grottaferrata
Un itinerario paradossale – da dandy a monaco

Prof. Gheorghe CARAGEANI, Già ordinario di Lingua e Letteratura romena
I.U.O. Napoli – Università “La Sapienza” Roma
“Diario della felicità” – riflessioni polifoniche

Dr. Anca MANOLESCU, Collegio Nuova Europa – Bucarest
Nicolae Steinhardt e la scrittura come esercizio spirituale

R. P. Prof. Germano MARANI, SJ, Docente di Teologia Orientale, P.I.O.- Missiologia, PUG
Nicolae Steinhardt e la sua sensibilità europea

 

Moderatore: R.P. Prof. Edward FARRUGIA, SJ,
Docente di Teologia Dogmatica e Patrologia Orientale, P.I.O.

 

Organizzatori: Associazione onlus “Insieme per l’Athos”, Ambasiata di Romania presso la Santa Sede, Diocesi Ortodossa Romena in Italia, Pontificio Istituto Orientale di Roma.

 

Clicca qui per visualizzare la locandina in pdfconvegno_steinhardt_programma

Eliade-Salazar, presentazione a Trento

24 marzo 2014 Commenti disabilitati

Pubblicato da pochi mesi nella collana l’Archeometro, il libro di Mircea Eliade “Salazar e la rivoluzione in Portogallo” (Bietti, Milano, 2013) verrà presentato a Trento giovedì 3 aprile.

L’appuntamento col pubblico trentino è alle 17.30 nella Sala Affreschi della Biblioteca Comunale. Interverranno: Stefano Chemelli (del Museo Storico di Trento), Horia Corneliu Cicortas (FBK-CSSR, curatore del volume) e Andrea Zanotti (Università di Bologna).

L’iniziativa trentina arriva dopo le presentazioni del volume a Roma (7 novembre) e Milano (4 dicembre), a un mese prima dell’apertura del Salone del Libro a Torino, dove la casa editrice sarà presente con le ultime novità, tra le quali il carteggio Cioran-Krauss (di prossima pubblicazione) e un numero monografico della rivista Antarès, dedicato alla Romania.

Copia di INVITO_SOLINAS_MI

Articoli correlati:

Stefano Chemelli, “Salazar, ‘quasi” dittatore”, L’Adige, 2 aprile 2014.

Novità editoriale: Mircea Eliade, Salazar e la rivoluzione in Portogallo” (intervista di Simona Valan col curatore dell’edizione italiana), FIRI, 2 novembre 2013

Carlo Gambescia, “Il libro della settimana”, recensione sul blog dedicato alla metapolitica, giovedì 23 gennaio 2014.

Alessandro Vagnini, “Salazar e la rivoluzione in Portogallo”: Eliade critico (e autocritico) della democraziaOrizzonti culturali italo-romeni, febbraio 2014.

A marzo in “Orizzonti culturali italo-romeni”

3 marzo 2014 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 3, marzo 2014, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

OCIR III 2014

Expo Milano 2015, appuntamento con la Romania Nutrire il pianeta, energia per la vita. È questo il tema della Expo Milano 2015, in programma dal 1° maggio al 31 ottobre 2015, al quale la nostra rivista intende dedicare sin da ora costante attenzione. In entrambe le edizioni linguistiche, verranno presentati al pubblico italiano e romeno aspetti e contenuti di questa grande manifestazione, con riferimento alla partecipazione della Romania. Il padiglione romeno verrà realizzato nel cuore del sito dell’Expo, in uno spazio espositivo di 887 metri quadrati, vicino al Cardo, l’area dedicata all’Italia. Budget di investimento: 3,5 milioni di euro.


Antonio Batani: Grand Hotel Italia, ecco il mio sogno per Cluj-Napoca 
«In quel cocuzzolo, ci starebbe bene un albergo, anzi il più bell’albergo della città». Italiani in Romania, storia di un’imprenditoria sempre sorprendente, specie se si tratta di raffinata ospitalità e prelibatezze a tavola. Così è la storia di Antonio Batani, grande nome dell’hotellerie italiana – suoi sono Select Hotels Collection e il leggendario Grand Hotel di Rimini – che a Cluj-Napoca ha realizzato da zero il più grande e lussuoso hotel cinque stelle della Transilvania. Scommettendo su un Paese che lo sta ripagando con molte soddisfazioni. Servizio di Giovanni Ruggeri.


«Vedute»: Benjamin Fondane-Fundoianu tradotto in italiano 
Poeta visionario, pensatore esistenziale, saggista, drammaturgo, cineasta, Benjamin Fondane-Fundoianu è uno dei più grandi scrittori europei del XX secolo. In prossima uscita, il volume Vedute, a cura di Giovanni Rotiroti e Irma Carannante (Edizioni Joker 2014). Si tratta di una raccolta di poesie romene, scritte tra il 1917 e il 1923, tradotte ora in italiano per la prima volta. La poesia di Fondane si inscrive nella letteratura esistenziale di matrice ebraica e questo volume è di fondamentale importanza per lo studio della letteratura europea del Novecento. Presentazione di Giovanni Rotiroti.

Cioran/1: L’intellettuale senza patria Spettatori indiscreti di uno spettacolo a cui non a tutti è dato prender parte. Questa è la sensazione che si prova nel leggere Emil Cioran. L’intellettuale senza patria. Intervista con Jason Weiss, recentemente pubblicato per la cura di Antonio Di Gennaro, con traduzione di Pierpaolo Trillini (Mimesis Edizioni, 2014). Il volume riporta l’intervista rilasciata da Cioran al giornalista, scrittore e traduttore americano Jason Weiss, nella famosa mansarda parigina in rue de l’Odéon 21, nell’agosto del 1983. Ora viene pubblicata per la prima volta in italiano. Recensione di Marisa Salzillo.


Cioran/2: Il nulla. Lettere a Marin Mincu (1987-1989) 
La figura di Constantin Noica, un testo in memoria di Eminescu e una discussione sulla pubblicazione delle opere di Cioran in Italia. Sono questi i tre temi principali attorno ai quali si raccoglie lo scambio epistolare tra Cioran e Marin Mincu, avvenuto tra il 1987 e il 1989, ora pubblicato nel volume Il nulla. Lettere a Marin Mincu (1987-1989). Il libro, curato e tradotto da Giovanni Rotiroti, ha una postfazione di Mircea Ţuglea e un’appendice di Antonio Di Gennaro (Mimesis Edizioni, 2014). Di non secondario interesse, anche il suo valore documentario. Presentazione di Irma Carannante.

Bucarest reietta: Adrian Schiop e il suo nuovo «Soldații» Adrian Schiop è un autore coraggioso, capace di sbatterci in faccia il lato più crudo di chi sta ai margini della città. Con il suo nuovo romanzo, Soldații – Poveste din Ferentari (Polirom 2013), ci si imbarca per un viaggio in un mondo sconosciuto, in quel quartiere-pianeta della Bucarest schivata, nascosta, reietta, chiamato Ferentari: sideralmente lontano dalla Bucarest perbene che, esterrefatta, ci vive accanto e lo guarda dall’alto in basso. Forse Schiop pecca talvolta di ingenuità, ma è proprio questo suo lato innocente e schietto che lo rende unico. A cura di Mauro Barindi.


Letture dantesche, Roberto Benigni a scuola da Boccaccio 
La nota celebrità e il meritato successo di pubblico riscosso dalle tre edizioni del riuscitissimo spettacolo «Tutto Dante» di Roberto Benigni – eccezione aurea in un paesaggio culturale spesso desolante – vantano antecedenti storici di tutto rispetto. Ce ne parla Laszlo Alexandru, che presenta le «Letture dantesche» inaugurate già dai tempi di Boccaccio e arrivate ai nostri giorni. Tra le esperienze recenti, gli incontri di Franco Nembrini e gli happening danteschi avviati dall’attore e regista teatrale Franco Palmieri. Anticipazione: pare che Benigni prepari un film su Dante.

L’isola dei lipovani, un modello culturale e paradigma etnico Alla fine del 1600, prese vita in Russia un movimento religioso di protesta contro le riforme ecclesiastiche, chiamato dei Vecchi credenti o lipovani, che si trasferì presto in Romania, sul basso Danubio, dove ancora oggi vive. A questa comunità appartiene Ivan Evseevlinguista, etnologo, traduttore e critico letterario (Tulcea 1937) – che ad essa ha dedicato il libro Gândurile şi tristeţile unui rus lipovean, («Pensieri e tristezze di un russo lipovano», CRLR, Bucureşti 2005). Ne pubblichiamo un frammento, incentrato sul simbolo dell’Isola, archetipo per i lipovani. A cura di Natasha Danila.

daniel vighi

«Il sex-appeal delle missionarie». Daniel Vighi e le parodie italo-romene  Daniel Vighi [foto destra] è un romanziere, saggista e giornalista romeno appartenente alla schiera degli scrittori postmoderni degli anni Ottanta. Dopo il debutto, nel 1985, numerosi volumi sono venuti a confermarne il profilo di intellettuale interessato all’arte e alla cultura in ogni sua forma. Pubblichiamo un frammento di un suo romanzo inedito che, prendendo spunto da aspetti a dir poco risibili, propone la parodia di una tipologia di personaggi più che improbabili della comunità di affari italo-romena, costituitasi in Romania dopo il 1989. A cura di Mauro Barindi, traduzione di Valentina Elia.

Mărţişor (1 Marzo) – festa romena della primavera

1 marzo 2014 Commenti disabilitati

Il Mărţişor – “piccolo Marzo” o marzolino, associato al mese di martie (marzo) e al dio Marte – è una delle più rappresentative tradizioni romene e rappresenta il ritorno della primavera. Secondo i Traci, di cui facevano parte i Daci, gli attributi di marzo erano propri del dio Marsyas Silen, considerato l’inventore del flauto traverso, e il cui culto era legato alla madre terra e alla vegetazione. Le feste di primavera, dei fiori e della fecondità della natura erano consacrate a questo dio. Le origini della tradizione del Mărţişor sono narrate anche in una leggenda dacia legata a un’eclissi solare. Un giovane coraggioso si era recato a liberare il sole catturato da un drago. Dopo tre stagioni arrivò dove si trovava il drago, e combatterono. Il suo sangue colò sulla neve fresca, ed è da allora che il rosso e il bianco si intrecciano per combattere i mali dell’inverno e annunciare il ritorno alla vita della natura.

Un mărţişor di oggi è una finissima spiga formata da due fili di seta intrecciati, uno bianco e l’altro rosso, ai quali viene attaccata una piccola figurina di legno o metallo (un cuore, una lettera, un fiore, uno spazzacamino, un ferro di cavallo o un quadrifoglio), che diventa un portafortuna. Esso si porta all’interno delle giacche o attaccato al polso. Di solito i mărţişor vengono offerti alle donne o ai bambini, spesso insieme a dei fiori primaverili (mughetti o violette).

martisor

Un tempo, il filo rosso bianco con un amuleto – uno scudo in oro o argento, una conchiglia – veniva legato dai genitori al polso dei piccoli, offerto dai giovanotti alle ragazze (e viceversa, in Moldavia), oppure scambiato tra ragazze con l’augurio di buona fortuna e di salute. I fili erano quasi sempre rossi e bianchi ma potevano anche essere neri e bianchi o d’oro e argento. Con il passare del tempo il piccolo scudo è stato sostituito da vari oggetti, in oro o argento, con degli amuleti dai significati più svariati, seri, sentimentali o divertenti.

Il mărţişor veniva regalato all’alba del 1° marzo e indossato per dodici giorni, a volte fino a quando fioriva il primo albero o sbocciava la prima rosa. A quel punto veniva appeso a un ramo fiorito con la speranza di vedere i fiori sbocciare tutto l’anno. A volte invece si continuava a portarlo nei capelli. In Dobrogea, veniva portato fino all’arrivo delle cicogne e quindi lanciato verso il cielo perché la fortuna fosse più “grande e alata”. Nei villaggi della Transilvania, il mărţişor rosso e bianco, di lana, era appeso alle porte, alle finestre, alle corna e ai recinti degli animali, ai secchi dei manici, per allontanare gli spiriti malefici e per invocare la vita, la sua forza rigeneratrice, attraverso il rosso, il colore della vita stessa. Nei villaggi di montagna il primo giorno di marzo era quello in cui le ragazze si lavavano con l’acqua della neve sciolta, per essere belle e bianche come la neve.

Il filo intrecciato del mărţişor, chiamato anche “la treccia dei giorni, delle settimane e dei mesi dell’anno” simboleggia dunque la coesione inseparabile degli opposti, lo scambio di forze – vitalità e purificazione – che generano gli eterni cicli della natura.

Mărţişor è il momento dell’anno in cui riconquistiamo speranza, ottimismo e fiducia. Buona primavera!