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Archive for giugno 2009

Incontri con scrittori romeni, a Piazza del Popolo, Roma

28 giugno 2009 1 commento

Nell’ambito dell’evento “Roma si libra – Festa dell’editoria romana” (27 giugno – 3 luglio), mercoledì 1 luglio e venerdì 3 luglio, l’Accademia di Romania a Roma presenta al pubblico della capitale alcune opere, recentemente pubblicate in Italia, di scrittori romeni di oggi.

MERCOLEDÌ, 1 LUGLIO 2009

Piazza del Popolo, Spazio incontro A

Ore 18.00 Letteratura Romena in Italia

*  Presentazione del libro Perché amiamo le donne di Mircea Cărtărescu, Ed. Voland, 2009

A fronte di un quotidiano grigiore che talvolta rende inaccettabile la nostra stessa esistenza, si ritrova qui in ogni racconto un seme di ‘eccezionalità’, che produce frutti sorprendenti e si cela in ciò che è ‘ordinario’. Un omaggio – spesso nell’accezione più concreta, sentimentale ed erotica – tributato alle donne per il solo fatto “di essere donne”. Storie raccontate in maniera divertente e raffinata da un narratore la cui vita assomiglia, quasi fossero due gocce d’acqua, a quella di Mircea Cărtărescu, autore dallo stile ricercato, apprezzato dal pubblico e dalla critica.

Mircea Cărtărescu è nato a Bucarest nel 1956. È considerato uno dei più interessanti scrittori dell’Est Europa, e sicuramente il più importante autore romeno contemporaneo. I suoi libri sono stati tradotti in tutte le maggiori lingue europee. Dello stesso autore Voland ha già pubblicato Travesti (2000), Nostalgia (2003) con il quale Cărtărescu si è aggiudicato il prestigioso Premio Acerbi nel 2005, e Abbacinante. L’ala sinistra (2007).

Interverranno: Sandra Pertignani, critico letterari, e il prof. Bruno Mazzoni, Univ. di Pisa, docente di romenistica e traduttore del libro.

* Presentazione del libro La farfalla dalle ali bruciate di Ştefan Damian, Edizioni Nemapress, 2009.

Metafora della soggezione a un despota, reale o immaginario, politico o sentimentale, La farfalla dalle ali bruciate di Stefan Damian può significare la morte della fantasia, ma, prima di tutto, l’agonia della libertà.

Ştefan Damian è nato a Hodoş – Bodrog (Arad), nel 1949, laureato in lettere italiane e romene all’Università di Cluj, dove insegna l’italiano. E’ autore di diversi saggi dedicati alla letteratura italiana tra cui Federigo Tozzi, Una lezione contestuale (2000), Le versioni romene del Cantico di Frate sole (2001), Lettere dai tempi di guerra (2006).

In presenza dell’autore, con la partecipazione di: Bruno Rombi, critico letterario, Neria di Giovanni, presidente Editrice Nemapress e vicepresidente  dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari.

Dalle ore 19.00 presso lo Stand delle Accademie “Finalmente in questa capitale” seguirà una lettura pubblica di Ştefan Damian.

VENERDÌ 3 LUGLIO 2009

Piazza del Popolo, Spazio incontro B

Ore 19.00 Presentazione libro: Il Cavaliere della rassegnazione di Vintilă Horia, Il Cerchio, 2009

La Casa Editrice Il Cerchio ha pubblicato una nuova edizione in lingua italiana del grandioso romanzo di Vintilă Horia Il Cavaliere della rassegnazione, con un’inedita e feconda Introduzione di Franco Cardini, medievista di fama internazionale.

Anche ad una successiva rilettura, si tratta di un’edizione pregiata per un testo di assoluta contemporaneità, che indaga sui rapporti tra l’Europa e l’Islam, e tra l’Oriente e l’Occidente: tutti temi di grande attualità.

L’Autore, dopo la pubblicazione di Dio è nato in esilio, vincitore del prestigioso Premio Goncourt, scrisse quest’ultimo romanzo, che è una metafora non solo dell’esilio della grande cultura romena in fuga dal totalitarismo stalinista, ma rappresenta anche per immagini le sfide dell’Europa di fronte alla pressione dell’Islam, la lotta per la difesa della propria storia ed identità. Un’opera profetica, che ha anticipato di 50 anni i grandi temi di cui oggi l’Europa discute, con cui si confronta, di fronte ai quali è chiamata a crescere.

Interverrà:  Simonetta Bartolini, Università S. Pio V, Roma

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Per l’intera durata della fiera presso lo Stand delle Accademie saranno disponibili materiali legati all’attività dell’Accademia di Romania in Roma. Info, http://www.romasilibra.it/

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DOMINEDDRACULA di Francione e gli acrostici di Sacco all’Isola Tiberina

28 giugno 2009 Commenti disabilitati

Roma, Isola Tiberina, 1 luglio 2009

All’Isola Tiberina Gennaro Francione, presentato da Domenico Sacco e dai suoi acrostici, leggerà  poesie e canterà la canzone di Dracula, tutte tratte dal suo romanzo Domineddracula (Ed. D’Agostino, Roma, 2002).

Si tratta di  un romanzo storico-biografico, descrivente gli orrori  draconiani di Vlad Ţepeş l’Impalatore, voivoda rumeno ertosi coraggiosamente  col suo piccolo popolo contro i turchi di Mohammed il Conquistatore. L’operazione di scrittura vampirica è rovesciata rispetto al Dracula di Stoker: non più dalla realtà di Vlad al mito del Vampiro, ma dal  sanguinario dell’inconscio collettivo leggendario alla storia reale.

Domenico  Sacco, detto l’acrosticator cortese,  presenterà alcuni suoi acrostici e/o poesie su temi emergenti dalla serata dalle varie letture poetiche e in peculiar modo dall’eroe-vampiro.

Quando: Mercoledì 1 luglio alle  19-21. Dove:  L’Isola del Cinema – Isola Tiberina – Piazza San Bartolomeo all’Isola

Caffè letterario nella magia del reperto archeologico della “Nave di Esculapio” condotto da Agostino Raff.

Per info sul romanzo Domineddracula: http://www.antiarte.it/cyberomanzofrancione/domineddracula.htm; sull’opera teatrale omonima: http://www.antiarte.it/adramelekteatro/domineddracula.htm.

Alain Paruit e Matei Călinescu – in memoriam

26 giugno 2009 Commenti disabilitati

Dan Lupescu

Sono scomparsi nei giorni scorsi Alain Paruit, grandissimo traduttore in francese di molti autori romeni, e Matei Călinescu, scrittore e professore universitario di letteratura comparata negli Stati Uniti.

Alain Paruit, uno dei migliori traduttori della letteratura romena in francese, è morto questo mese in un ospedale di Parigi, al termine di una lunga sofferenza. Aveva compiuto da poco settant’anni.

Figlio di padre romeno e madre francese, conosceva perfettamente le due lingue, e per questo è stato sempre sollecitato dalle grandi case editrici francesi a tradurre autori romeni. Ha tradotto dal romeno 80 volumi di letteratura, soprattutto saggisti e narratori contemporanei (Eliade, Cioran, Sebastian – autori noti anche in Italia -, Vona, Adameşteanu, Ţepeneag, Cărtărescu, Norman Manea, Nedelcovici, Paler ed altri), oltre agli scritti dei poeti  Cezar Baltag, Marta Petreu, Virgil Mazilescu, Mircea Dinescu, Bogdan Ghiu ed altri. Noto per il suo ruolo nel periodo più buio del regime comunista, quando era ascoltato nelle trasmissioni radiofoniche culturali di „Radio Europa Libera” realizzate da Monica Lovinescu e Virgil Ierunca, è stato il primo traduttore dei libri di Paul Goma, che hanno aumentato in Francia la già forte simpatia e solidarietà nei confronti della Romania.

„Ha reso accessibile al mondo un’intera letteratura, lavorando come un benedettino, superando la barriera di una lingua poco conosciuta”. (Mircea Anghelescu).

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Mercoledì scorso, a Bloomington, Indiana, dove era stato professore di letteratura comparata, si è spento Matei Călinescu, all’età di 75 anni.

Aveva studiato all’università di Bucarest, dove si era laureato nel 1957 diventando dal 1960 l’assistente e poi lettore di Tudor Vianu presso la cattedra di letteratura universale della Facoltà di Lettere. Nel 1973 riceve una borsa di ricerca Fulbright e decide di restare negli Stati Uniti, chiedendo asilo politico. Dal 1979 ha insegnato alla Indiana University di Bloomington, scrivendo numerosi saggi e studi di letteratura comparata in pubblicazioni come  Partisan Review, World Literature Today, Salmagundi, The Journal of Religion, TheDenver Quarterly, Southeastern Europe, History of European Ideas, Cadmos, Comparative Literature Studies, East European Politics and Societies. In America, ha pubblicato i volumi Five Faces of Modernity: Modernism, Avant-Garde, Decadence, Kitsch, Postmodernism, (Duke University Press, 1987), Rereading (Yale University Press, 1993) e Matthew’s Enigma… A father’s portrait of his autistic son (Indiana University Press, 2009). Dopo la caduta del regime comunista Matei Călinescu ha ripreso a pubblicare in Romania, dove peraltro è tornato a vivere nel 2003, in seguito alla morte del figlio.
Oltre ai volumi di poesia Segno, 1968, Versi, 1970, Ombre d’acqua, 1972, Fragmentarium, 1973, Tu: elegie e invenzioni, 2003, Călinescu ha pubblicato nel 1969 un romanzo molto originale e premiato, La vita e le opinioni di Zacharias Lichter, e numerosi saggi di storia e critica letteraria dedicati a Eminescu, Mateiu Caragiale e ad altre figure e correnti letterarie moderne, ma anche, ad esempio, un interessante volume su Mircea Eliade e Ioan Petru Culianu (Iaşi, 2002). In Francia, ha recentemente (2005) pubblicato il volume Ionesco: Recherches identitaires.

Articoli correlati (in romeno): Mircea Anghelescu, Alain Paruit, in “Observator cultural”, 18 giugno 2009, Mircea Cărtărescu, Din nou despre intelectuali, in “Evenimentul Zilei”, venerdì 26 giugno 2009.

Il Premio Letterario “Insula Europea” – prima edizione

15 giugno 2009 Commenti disabilitati

Riceviamo dall’Associazione amica NUBE (Nuova Biblioteca Europea) il seguente comunicato, riguardante la Prima edizione del Premio Letterario “Insula Europea”, destinato a giovani narratori europei (under 35) che abbiano pubblicato in un Paese dell’UE un’opera ancora inedita in Italia:


Nell’ambito del progetto “Ottobre piovono libri. I luoghi della lettura” promosso dal Centro per il Libro, in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italia e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, parallelamente al premio letterario “Insula romana” rivolto a opere letterarie edite in italiano,

l’Associazione Pro Loco di Bastia Umbra, con il concorso delle Associazioni NubeVoci di Babele,

bandisce la I edizione del premio letterario internazionale “Insula Europea” rivolta ad autori under 35, cittadini della Unione Europea, che abbiano pubblicato un’opera di narrativa, inedita in Italia, in una nazione dell’Unione Europea, in una delle lingue ufficiali della stessa.

Possono concorrere al premio tutte le opere edite dopo il 31 gennaio 2008.

La partecipazione al concorso è gratuita ed è ammessa una sola opera per autore.

L’opera dovrà pervenire in n. 3 copie, con relativi recapiti dell’autore, al seguente nominativo e indirizzo:

Premio letterario “Insula europea”, c/o Carlo Pulsoni

Facoltà di Lettere

piazza Morlacchi 11

06123 Perugia

Italia

entro il 31 luglio 2009. Le opere pervenute dopo questa data non saranno valutate.

Le opere non saranno restituite.

Info e bandi relativi (in più lingue), scaricabili qui: http://www.insulaeuropea.eu/

Il Comune di Venezia premia Geo Vasile

10 giugno 2009 3 commenti

Il Comune di Venezia premia Geo Vasile, traduttore ed italianista romeno

Il traduttore e l’italianista Geo Vasile riceverà una medaglia di riconoscimento da parte del Comune di Venezia.
Il Comune di Venezia conferirà al traduttore ed italianista Geo Vasile una medaglia per il riconoscimento dei suoi meriti nella promozione delle relazioni culturali italo-romene. La medaglia sarà consegnata dall’on. Luana Zanella, Assessore per la cultura di Venezia, nell’ambito di una cerimonia che si terrà giovedì, 11 giugno, all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in occasione alla presentazione del volume di poesia di Gellu Naum, a cura e con la traduzione in italiano di Geo Vasile.
Geo Vasile ha studiato al Collegio “Sf. Sava” e all’Università di Bucarest, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere (dipartimento italiano-romeno), dove si è laureato con un tesi sulla poesia e la narrativa di Cesare Pavese. E’ membro dell’Unione degli Scrittori di Romania e la sua attività è stata ricompensata col Premio per la traduzione dal romeno in lingue straniere (Associazione degli Scrittori di Bucarest, 2000), il Premio per il debutto con studio (Colloqui tomitani, Constanţa, 2002), il Premio speciale al Salone Internazionale del Libro (Oradea, 2002), il Premio FIRI (Forum degli Intellettuali Romeni in Italia) per la promozione della cultura romena in Italia (Roma, novembre 2008), il Premio per le traduzioni della rivista “Convorbiri Literare”, XIII edizione (Iaşi, 2009).

Tra il 2000 ed il 2008 ha pubblicato edizioni bilingue, romeno-italiane, comparse in Romania e Italia, dalle opere di alcuni poeti romeni: Mihai Eminescu, George Bacovia, Ion Vinea, Gellu Naum. Inoltre, nell’intervallo 2004-2008 ha tradotto in romeno dall’opera di Italo Calvino, Umberto Eco, Giovanni Sartori, Tiziano Scarpa ecc. E’ l’autore di sei volumi di storia e critica letteraria.

(fonte: http://www.culturaromena.it)

Un’intervista a Geo Vasile in occasione del premio FIRI del novembre scorso può essere letta qui.

Eppur si vota!

5 giugno 2009 7 commenti

Alcune riflessioni sul diritto di voto per i non italiani comunitari

Horia Corneliu Cicortas

Stamattina sono andato al Comune a ritirare la mia tessera elettorale. Ci sono andato perché non l’avevo ricevuta, sebbene nelle ultime settimane abbia guardato con crescente curiosità la mia cassetta postale, in attesa di trovarvi il documento con il quale, da cittadino comunitario non italiano residente in Italia, avrei potuto votare sia per le elezioni amministrative (nel mio caso, per la provincia di Pisa e per il comune di Pontedera), sia per le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Mi ricordo che, qualche mese fa, parlando con dei connazionali romeni, di cui alcuni sono impegnati in organizzazioni civiche o politiche, vennero fuori dei racconti un po’ buffi circa le informazioni errate o fuorvianti che circolavano attorno al diritto di voto dei cittadini comunitari, informazioni che provenivano spesso dai funzionari stessi dei Comuni incaricati (e pagati) per fornire simili informazioni agli interessati. Per esempio, veniva detto in certi Comuni, una volta fatta l’opzione di votare per il Parlamento Europeo a favore dei candidati provenienti dalle liste italiane, lo straniero comunitario non avrebbe più potuto votare nel proprio Paese.

Falso.

Eppure alcuni, disorientati o intimiditi davanti a posizioni del genere, hanno rinunciato a fare la domanda in questione. Il funzionario avrebbe dovuto invece dir loro: “Se fate questa opzione, voterete per il Parlamento Europeo a favore dei candidati italiani, non potendo esercitare contemporaneamente il voto per candidati di altri Paesi comunitari. Per il resto, voi potrete sempre esercitare il voto alle elezioni politiche del vostro Paese”. In altre parole, chi – come me – ha fatto l’opzione di votare per il Parlamento Europeo sulle liste italiane di candidati, non può andare un’ora dopo a votare al consolato romeno più vicino per votare sulle liste dei candidati al PE eletti in Romania. Ma questo non mi impedisce di andare a votare a novembre, quando in Romania ci saranno elezioni presidenziali, al consolato, dato che l’elezione del Presidente della Romania (come anche l’elezione per il parlamento) è un diritto che spetta a tutti i cittadini romeni, compresi quelli residenti all’estero. E non mi impedisce, se un domani dovessi cambiare idea o residenza, di ritornare a votare per le liste del proprio Paese.

Ma torniamo alla mia cittadina della Toscana, regione tradizionalmente di sinistra e in genere molto accogliente nei confronti dei non toscani e dei non-italiani, ben fornita di servizi sociali ecc.

Al comune, il funzionario mi ha prima guardato sorpreso quando gli ho detto che a casa non mi è arrivata la tessera elettorale. Pensavo fossi l’unico sfigato, dei comunitari non italiani residenti, ma il funzionario ha attentamente guardato in un cassetto pieno, invece, di buste bianche non consegnate e, alla fine, ha trovato soddisfatto la mia busta, porgendomi un foglio da firmare. Gli ho chiesto come mai la busta non mi era stata spedita, e mi ha risposto che qualcuno del Comune era venuto per consegnarla a mano, ma non mi aveva trovato. Infatti, mentre tornavo verso casa, ho notato che sulla mia busta era scritto a mano “non ce mai” (proprio così: pensavo che solo noi stranieri facciamo errori grammaticali del genere), e sono scoppiato a ridere da solo. Casualmente, il mio lavoro di free-lance mi porta a viaggiare spesso. La lettera raccomandata, con il solito avviso fatto di cartoncino giallastro che tutti conosciamo (e che non va confuso con quello, più inquietante, di color verde chiaro), lasciato dal postino nella cassetta delle poste, è un valido rimedio per le assenze del destinatario, considerato che di solito il postino passa la mattina, quando la maggior parte dei mortali è fuori a lavorare.

Io però alterno giornate e nottate di lavoro trascorso in casa a giorni o settimane passate fuori. E così, se proprio nei giorni in cui sia io che mia moglie siamo assenti, il volenteroso funzionario del comune passa a distribuire le tessere elettorali, è chiaro che non mi troverà e allora, stufo di tanta ricerca, scriverà sulla busta “non ce mai”.

Naturalmente, senza lasciare un biglietto, sia pure scritto a mano, in cui io venga invitato a ritirare personalmente la tanto desiderata tessera elettorale.

Il problema è che, come me, ci sono tanti altri, forse distratti o fiduciosi nel funzionamento della posta (che questa volta non c’entra). E’ vero, chi vota deve essere motivato a farlo, indipendentemente alle proprie scelte politiche, ma se l’informazione sul diritto di voto è imprecisa o addirittura fuorviante, e se la distribuzione delle schede elettorali avviene con modalità come quelle descritte sopra, il messaggio percepito può essere questo: “Vabbè, puoi venire a votare, visto che fai la domanda, ma bada bene, non potrai votare più nel tuo Paese” (che è falso, come abbiamo detto), “e comunque ti consegneremo la tessera elettorale ma solo se sei a casa. Se passi poi qui, magari avrai la fortuna di riceverla”. A parte gli scherzi, è ciò che io ho percepito ed è ciò che mi è stato riferito in passato. Ecco una delle ragioni per cui, ad esempio, solo 58.000 romeni su oltre 700.000 aventi diritto, si sono iscritti sulle liste elettorali per il PE e per le amministrative. Bisogna vedere quanti sono i votanti polacchi, i tedeschi e tutti gli altri comunitari messi insieme. Comunque, la loro presenza al voto non può ormai più essere ignorata e penso che d’ora in poi anche certi capi politici amanti della caccia alle streghe dovranno riconsiderare sia i toni che i contenuti dei loro periodici sfoghi.

Insomma, l’informazione sul diritto al voto è carente, anche da parte delle autorità preposte e della stampa, e solo alcune associazioni si sono prodigate a informare adeguatamente gli aventi diritti.

Mi chiedo a questo punto se non fosse più semplice pagare, al momento della presentazione della domanda, il costo di una lettera raccomandata per la consegna a casa della tessera elettorale.

Sarebbe più facile coinvolgere i nuovi elettori, anziché tenerli lontani da processi politici che riguardano anche loro, non solo gli autoctoni.

Anzi, chi scrive è convinto che anche i cittadini non comunitari, residenti almeno da cinque anni in Italia, andrebbero ammessi al voto amministrativo, come accade in altri Paesi dell’UE. Credo che questo sia stato anche il senso della recente decisione della Regione Toscana, che è andata controcorrente rispetto alle scelte anti-immigrazione del governo nazionale. Il coinvolgimento al voto passivo e attivo darebbe più dignità, più impegno e peso sociale (grazie alla contrattazione che è, in fondo, il voto), ma anche più responsabilità agli stranieri stabilizzati in Italia, i cui figli, del resto, non saranno più immigrati, ma saranno invece cittadini italiani di origine straniera. Al contrario, tenere i cittadini stranieri residenti lontani dalle urne equivale al tenerli lontani dalla cittadinanza attiva e dal coinvolgimento in processi che, volenti nolenti, riguardano anche loro. Se poi si vuole che gli immigrati siano solo individui anonimi da tollerare in quanto operai, camerieri, badanti, consumatori e silenziosi contribuenti alle casse dello Stato, senza dare loro una prospettiva di co-partecipazione alle sorti della Polis, allora bisogna anche prendersi le responsabilità di una simile visione delle cose.

Una visione che, a mio avviso, è semplicemente miope.