Archivio

Archive for luglio 2013

“teatROmania_emersioni sceniche”, terza edizione

11 luglio 2013 Commenti disabilitati

Accademia di Romania, Roma, 11-14 luglio 2013

Riparte, all’Accademia di Romania, il festival di teatro e arti performative “teatROmania_emersioni sceniche”, giunto alla terza edizione. L’iniziativa propone , dedicato al dialogo interculturale e al pluralismo di linguaggi scenici, propone al pubblico di Roma sei spettacoli presentati da compagnie e artisti provenienti da più Paesi.

Il festival, finanziato dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, è organizzato dalla compagnia Telluris Associati di Pontedera in  collaborazione con l’Accademia di Romania e il Forum degli Intellettuali Romeni d’Italia (FIRI).

hunger songs

PROGRAMMA

Giovedì 11 luglio

giardini dell’Accademia

Ore 20.00: APERICENA e presentazione festival

sala esposizioni

Ore 21.00: DA QUANDO SONO AL MONDO performance-concerto su testi di Emil Cioran

con Umberto Fabi e Paolo Schianchi_produzione Scenari Armonici (Parma) e Emersioni Sceniche

la rotonda

Ore 22.00: HUNGER SONGS performance su testi di  Andrei Pleșu

con Gey Pin Ang, Francesca Netto e Nickolaj Nickolov_ produzione Sourcing Within (Singapore/Bulgaria)

Venerdì 12 luglio

la rotonda

Ore 21.30: VERSO UN’ALTRA FIAMMA dall’opera di Panaìt Istrati

con Vlad Scolari, Alice Protto e Federico Branca Bonelli, adattamento e regia di Vlad Scolari_ Produzione Wasabi (Milano).

a seguire emersioni critiche incontro con gli artisti

Sabato 13 luglio 

la rotonda

Ore 21.30: DONNE SOLE da Dario Fo & Franca Rame

con Eliza Noemi Judeu, regia Geo Balint, produzione Pouch Theatre Company (Bacău, Romania)

Premio „Ștefan Iordache” al festival internazionale Gala Star, Bacău, 2012

a seguire emersioni critiche incontro con gli artisti

 Domenica 14 luglio

Sala esposizioni

Ore 21.00: L’ILLUSIONISTA tratto da Matei Vișniec

con Tazio Torrini, regia di Letteria Giuffrè_ produzione Telluris Associati (Pontedera/Firenze)

la rotonda

Ore 22.00: LA LUCE DEL BUIO tratto da Matei Vișniec

con Dan Mirea, regia di Dan Vasile, produzione Teatrul de Vest Reșița (Romania)

A luglio e agosto in “Orizzonti culturali italo-romeni”

5 luglio 2013 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 7-8, luglio-agosto 2013, anno III), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana
La visione delle non-parole: Nichita Stănescu a ottant’anni dalla nascita

Nel 2013, Nichita Stănescu, promotore della seconda rivoluzione del linguaggio poetico romeno dopo Mihai Eminescu, avrebbe compiuto 80 anni. Già la sua prima raccolta, Sensul iubirii (Il senso dell’amore), del 1960, testimonia un io libero di rigenerare il mondo nel linguaggio, nonostante un regime avverso alla libertà. Creatore di universi immaginari, Stănescu scarcera le parole dal loro significato convenzionale e mediante le sue non-parole crea una poesia capace di «inventare un fiore/ cui noi siamo/ il profumo». Presentazione e traduzioni poetiche di Geo Vasile.
Matei Vişniec: «Sindrome da panico nella Ville Lumière»

Il ruolo dello scrittore e lo choc degli intellettuali dell’Europa dell’est a contatto, negli anni del socialismo reale, con l’Occidente. Sono alcuni dei temi ricorrenti in «Sindrome da panico nella Ville Lumière» (Cartea Românească, 2009), secondo romanzo di Matei Vișniec, poeta, scrittore e drammaturgo nato in Bucovina (1956) ed emigrato in Francia. Libro-puzzle metaforico, (auto-)ironico e autobiografico, labirintico e insieme allegro, ha ricevuto un’ottima accoglienza dalla critica romena e francese, e nel 2012 è stato tradotto in Francia. A cura di Mauro Barindi.
«Villaggi di Romania, un patrimonio da salvare». Parla Nicolae Marghiol

Proteggere e promuovere l’originale patrimonio che ancora oggi rimane nei più bei villaggi di Romania. È l’obiettivo dell’Associazione «Cele mai frumoase sate din România», nata da un’idea di Nicolae Marghiol, che oggi ne è presidente. Nello scorso aprile, Marghiol è stato in Italia, con altri colleghi romeni, per sottoscrivere un accordo di collaborazione con l’omologa associazione italiana «I borghi più belli d’Italia». In Romania, denuncia Marghiol, «si governa senza piani turistici e culturali: dobbiamo invece conservare l’ultima oasi d’Europa ancora incontaminata, proteggere la biodiversità».
La memoria dell’oppressione nella prosa di Carmen Bugan

carmen bugan book Gli echi dolorosi dell’oppressione comunista e la piena adesione alla condizione di esule delineano l’orizzonte di Burying the typewriter (Picador, Londra 2012), libro di Carmen Bugan, scrittrice romena rifugiatasi oltre Oceano per motivi politici. La ferocia della storia risuona da una lontananza remota, stagliandosi come ombra immane sul paradiso perduto di un’infanzia apparentemente idillica nell’arcaica atemporalità della campagna romena, di fatto sempre insidiata dagli occhi e dalla orecchie dell’onnipresente, famigerata Securitate. Recensione di Matteo Veronesi.
Olocausto e consapevolezza: Ilse Weber, il dolore che trasforma

Nei campi di sterminio dove l’Olocausto ha realizzato la sua strategia di morte, ogni Paese dell’Europa centro-orientale ha i suoi morti da piangere. Ilse Weber, giovane ebrea cecoslovacca internata nel campo di Theresienstadt, a nord di Praga, ha tenuto accesa la lampada della vita in questo mare di dolore. Nel libro Quando finirà la sofferenza? Lettere e poesie da Theresienstadt (Lindau, Torino 2013) sono raccolte le lettere inviate da Ilse all’amica Lilian e le poesie e canzoni scritte per i bambini ebrei del campo di Theresienstadt. Recensione di Giacomo Ruggeri.
Una breve storia del cinema romeno

Il successo dell’invenzione dei Fratelli Lumière giunse con rapidità anche nella lontana Bucarest. La «Piccola» Parigi di fine Ottocento respira Francia a pieni polmoni e il 27 maggio 1896, a soli cinque mesi dalla prima proiezione francese, anche il cinema mette piede in in Romania. Dettaglio curioso: a Roma e Milano le prime pellicole arrivarono nel mese di marzo. Queste e altre notizie aprono il delizioso libro di Marian Ţuţui, O scurtă istorie a filmului românesc (Una Breve storia del cinema romeno), con traduzione a fronte in inglese. Presentazione di Achille Tramarin.
«Serate Italiane» a Bucarest, per un nuovo rapporto fra giovani e libri

Ogni mese, un classico della letteratura italiana per una serata con personalità della cultura romena in una prestigiosa libreria di Bucarest. Ecco la sostanza delle «Serate Italiane», iniziativa legata alla collana bilingue «Biblioteca Italiana», inaugurata nel 2006 dalla casa editrice Humanitas, collana unica nel paesaggio editoriale romeno in quanto bilingue dedicata ai classici di un altro Paese. Di volta in volta, il volume preso in considerazione offre l’occasione per un dibattito sull’attualità della rispettiva problematica. Due progetti di significativo interesse, ideati e coordinati da Smaranda Elian.
«Uccelli del cielo» di Vasile Andru. Una lettura di Diego Zandel

In Romania la letteratura continua a fare i conti con la propria storia recente, come ben testimoniano i diversi romanzi le cui tematiche affondano le radici negli anni di Ceausescu. Da questa idea muove Diego Zandel nel recensire Uccelli del cielo di Vasile Andru (Edizioni Controluce-Besa, 2008), opera narrativa composta di due storie distinte e tenute insieme da un io narrante che intreccia con i protagonisti un rapporto di complicità esistenziale, sì da diventarne il testimone. Il romanzo stesso incarna questa testimonianza e: gli uccelli del cielo, da cui il titolo, ne sono gi artefici.
Il racconto della colonna traiana, libro-rotolo nel cuore di Roma

Come noto, ricorre quest’anno il diciannovesimo centenario della colonna traiana a Roma. Con l’occasione, si è svolto il mese scorso a Trento il convegno internazionale «La religiosità dei Daci». Pubblichiamo una sintesi dell’intervento del professor Luciano Canfora sulla colonna «come rotolo librario». Tale libro-rotolo era posto tra le due biblioteche – greca e latina – dove culminava il foro di Traiano: le biblioteche circondavano la colonna e rendevano possibile una visione ravvicinata e ad altezza adeguata del «testo» racchiuso nelle 154 scene.
Alessandro Moscè: «Lo scrittore saccheggia le sensazioni di morte»

«Le ossessioni sono creative. Lo scrittore saccheggia in continuazione le sensazioni di morte che lo ossessionano. Il mio libro Il talento della malattia contiene un avvertimento, un sintomo: il panico, che assomiglia molto alla mortalità e testimonia l’apice della paura come spettro ancestrale e, appunto, l’ossessione delle ossessioni». Muove da queste premesse, e spazia a tutto campo sui temi della creatività letteraria, il dialogo tra la scrittrice romena Eliza Macadan e Alessandro Moscè, critico letterario e autore de Il talento della malattia (Avagliano Editore 2012).
Serenata dell’Angelo, un leitmotiv per la Transilvania

Proponiamo alcune pagine del libro di Walter Scudero Emozioni di viaggio (Genesi Editrice, Torino 2008), dove l’autore raccoglie narrazioni scaturite da suoi viaggi. Il testo che pubblichiamo riprende la memoria di un soggiorno in Romania a soli due anni dalla deposizione di Ceauşescu. Quali impressioni? «Per questo mio viaggio nei Carpazi, attraverso la Valacchia e la Transilvania – scrive Scudero – m’è parso che la composizione musicale più idonea, da scegliere come leitmotiv fosse quella, languida ed evocativa, della Serenata dell’Angelo di G. Braga».

Column of Trajan

UE-28: benvenuta Croazia!, ma… dove?

2 luglio 2013 2 commenti

UE-28: benvenuta Croazia!, ma…dove?

di Horia Corneliu Cicortas, FIRI

La Croazia ha ritrovato la strada, smarrita in seguito alla guerre che hanno insanguinato l’ex Yugoslavia negli anni Novanta, e da ieri è il 28-esimo Stato Membro dell’Unione Europea.

A differenza della Slovenia (ormai da 9 anni nell’UE), che è stata coinvolta solo superficialmente nello scontro con le truppe di Belgrado all’indomani della duplice secessione, la Croazia di Tudjman ha dovuto combattere per anni contro la Serbia di Milosevic, che non le voleva cedere regioni di confine abitate da molti serbi (la Slavonia e la Krajna). Non solo: è stata poi trascinata, seppure non direttamente, nella spaventosa guerra di Bosnia-Erzegovina tra bosniaci musulmani, croati cattolici e serbi ortodossi. Il sogno della “grande Serbia”, che aveva alimentato le guerre intestine nelle varie repubbliche e regioni che formavano una volta la Yugoslavia di Tito, si è risolto alla fine in una piccola Serbia, che ha perso tutto, compreso il Montenegro e soprattutto il Kossovo.

STEPHFF_croatia_UEDopo la prima grande ondata di allargamento verso l’Europa centro-orientale dell’UE, nel 2004, seguita dall’adesione della Bulgaria e della Romania nel 2007, il processo di integrazione europea si è apparentemente raffreddato. E questo, non solo per le condizioni particolari richieste alla Croazia e agli altri Paesi coinvolti nelle guerre balcaniche, ma anche per un certo clima di stanchezza, litigiosità interna, mancanza di visione comune e di leadership europea, cui si è venuta aggiungendosi la crisi economico-finanziaria internazionale; una crisi che ha scosso soprattutto l’edificio della moneta euro, ma che ha avuto effetti negativi anche su quei Paesi i quali, pur non facendo parte dell’Eurozona, sono fortemente condizionati dalle dinamiche delle economie facenti capo alla BCE di Francoforte. Pertanto, non dobbiamo meravigliarci se a Zagabria oggi, come ieri a Varsavia o a Bucarest, la gioia dell’adesione (o del ritorno nella famiglia europea) è accompagnata da dubbi e timori.

Come se i vecchi euro-scetticismi non bastassero, l’ingresso della Croazia nell’Unione Europea è stato accompagnato nei giorni scorsi da due eventi, apparentemente senza connessione tra di loro, destinati a gettare nuove ombre sulla coesione europea: il fallimento del progetto del gasdotto Nabucco e il caso Snowden. Il gasdotto Nabucco (Nabucco Pipeline) avrebbe dovuto trasportare gas dal Mar Caspio a Vienna, attraverso il territorio turco, la Bulgaria, la Romania e l’Ungheria. A quanto pare, l’Azerbaigian ha preferito un progetto alternativo di trasporto verso l’Adriatico, promosso da un consorzio internazionale alternativo e, a differenza di Nabucco, non sostenuto ufficialmente dall’Unione Europea. La posta in gioco delle reti di trasporto energetico è costituita dall’importanza, per l’Europa, di diversificare le sue fonti di approvvigionamento per non dipendere troppo da chi, come la Russia di Putin, ha le mani sui rubinetti e usa l’energia come arma di ricatto per i propri interessi, chiamiamoli geo-strategici (specialmente a scapito dei Paesi dell’Europa centro-orientale). Con la sconfitta di Nabucco, Gazprom ha motivi per esultare. Ma quando la Russia (di oggi) esulta, l’Europa non ha tanti motivi per essere felice.

Infine, il caso dell’Europa spiata dalla NSA, rivelato da Der Spiegel, che rende la vicenda Snowden ancora più complessa di quanto sembrasse inizialmente. I leader europei hanno espresso il loro stupore per la notizia e hanno chiesto spiegazioni agli Stati Uniti, partner tradizionale dell’Europa considerata nel suo insieme. Un brivido in più per i Paesi del fianco orientale dell’Unione, che hanno puntato tutto sull’alleanza con chi, in fondo, è tutt’ora il protettore militare del vecchio continente. Anche in questo caso, la posizione della Russia esce avvantaggiata. L’alleanza nord-atlantica, basata sulla fiducia reciproca tra i membri che la compongono, rischia di essere messa duramente alla prova, tra imbarazzi americani e delusioni europee. La questione è tutta da chiarire e reimpostare, non solo sul versante dei rapporti con gli USA, ma soprattutto all’interno dell’UE, se si vuole ritrovare quella coesione ancora latitante. Benvenuta, Croazia!