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Jazz e poesia romena a Bari

26 agosto 2014 Commenti disabilitati

27 e 28 agosto 2014, dalle ore 20,  Bar pizzeria Pane e Pomodoro, Lungomare Perotti 56, Bari:  “Jazz e poesia romena a Bari”. Due serate di musica e poesia, in occasione del Giorno della Lingua Romena.

Il progetto, organizzato dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest (in collaborazione con FIRI) prevede l’esibizione di gruppi di jazz e di musica tradizionale romena, e letture di testi tratti dall’opera di poeti contemporanei romeni e italiani, recitati in lingua originale e in traduzione.

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Mercoledì 27 agosto, Adrian Naidin (violoncello e voce), Irina Sârbu (voce) e Ciprian Parghel (contrabbasso e voce), riuniti sotto il nome di Tri, sosterranno un recital jazz con brani di Zavaidoc e Anton Pan di musica tradizionale romena e composizioni originali firmate da Adrian Naidin.

Giovedì 28 agosto è la volta del concerto del Paolo Profeti Quintet, un ensemble strumentale italo-romeno che offre un repertorio scritto dal sassofonista e compositore Paolo Profeti, ed eseguito insieme a Florian Radu (trombone), Michael Acker (contrabbasso), Octavian Scurtu (batteria) e Sorin Romanescu (chitarra).

I brani musicali di Paolo Profeti saranno accompagnati dalla lettura di testi poetici di Mariana Marin, Virgil Mazilescu, Mircea Ivănescu, Leonid Dimov e Răzvan Țupa, recitati dall’attrice Anda Saltelechi e da Clara Mitola, che li ha selezionati e tradotti.

 “Le poesie che ho scelto per accompagnare la musica di Paolo Profeti sono quadri preziosi dai colori brillanti, onirici, che descrivono l’essere umano nei suoi sogni, paure e debolezze. Ho cercato poeti e poesie tra i più jazz del grande mare della poesia romena contemporanea, per rispondere alle immagini con immagini, alla musica con la musica, la musicalità della lingua romena”. (Clara Mitola).

Entrambi gli eventi si svolgono a partire dalle ore 20, presso il Bar pizzeria Pane e Pomodoro, Lungomare Perotti 56, Bari. Ingresso libero.

***

I PARTECIPANTI

Collaboratore di Moby per la colonna sonora del film The Necessary Death of Charlie Countryman (di Fredrik Bond), Adrian Naidin è un musicista completo, sperimentato nel jazz come nella musica classica e folclorica.

Di formazione musicale e teatrale, Irina Sârbu vanta una florida carriera concertistica nazionale ed internazionale; collabora con i maggiori strumentisti della scena jazz romena, tra cui Marius Mihalache, Sorin Romanescu, Mircea Tiberian e Pedro Negrescu.

Ciprian Parghel dopo aver terminato gli studi presso il Conservatorio Reale di Bruxelles, ha collaborato con numerosi artisti di fama internazionale (Archie Shepp, Puiu Pascu, Mircea Tiberian, Garbis Dedeian, Paolo Radoni). Oggi è considerato uno dei maggiori contrabbassisti della sua generazione, capace di incantare il pubblico anche grazie al suo carisma scenico.

Musicista e compositore milanese, Paolo Profeti si forma presso il Conservatorio Giuseppe Verdi e l’Accademia Internazionale di Musica di Milano. Muovendosi tra Italia e Romania, suona nell’Artchipel Orchestra e nella Mamud Band, come anche nella Bucharest Jazz Orchestra, collaborando con musicisti di fama come Mihai Iordache, Nicolas Simion e Mircea Tiberian.

Florian Radu solista dell’Orchestra della Radio Nazionale romena a partire dal 2008, ha collaborato con musicisti come Garbis Dedeian, Decebal Bădilă, Johnny Răducanu e Harry Tavitian.

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Dopo aver conseguito gli studi all’Università Nazionale di Musica di Bucarest sotto la guida di Mircea Tiberian, Michael Acker si è affermato come uno dei maggiori bassisti romeni. Benché molto giovane, vanta una ricca carriera concertistica di esibizioni presso i maggiori festival musicali del Paese accanto a grandi personalità musicali.

Musicista sperimentato, compositore e produttore di Jazz, in chitarrista Sorin Romanescu è esperto del moderno linguaggio jazz, come anche di quello tradizionale, il cui stile ricorda quello di Joe Pass o Bill Frisell.

Nell’arco di quasi 20 anni di carriera, come batterista e produttore, Octavian Scurtu ha portato avanti numerosi ed eterogenei progetti musicali, dall’elettronica al jazz, esibendosi sulla scena nazionale e internazionale, accanto a numerose formazioni (Jazz Credit, Brigada Artistică Urbana, Outernational Space Gipsy Consortium, Aievea, East Village, Iordache, The:Egocentrics).

 

Clara Mitola ha studiato all’Università di Bari (Facoltà di Lettere e Filosofia), Italia. Ha tradotto tra altro il libro di Neagu Djuvara “Tra Oriente e Occidente” (Pavesiana, Bucarest, 2012), l’antologia di poesie in edizione bilingue “Zestrea de aur / La dote d’oro” (Pavesiana 2013) della poetessa Mariana Marin, il saggio di Lucian Boia “Fine dell’Occidente? Verso il mondo di domani” (Ediesse, 2014) e l’opera in edizione bilingue del poeta Virgil Mazilescu “Guillaume il poeta e l’amministratore / Guillaume poetul și administratorul” (Pavesiana).

Anda Saltelechi, nata a Reghin in Transilvania, è attrice del Teatro Odeon di Bucarest, e ha collaborato anche con produzioni in compagnie indipendenti: “Nostalgia 53” (tratto da Mircea Cărtărescu), “Mioritiche (alla ricerca di Dracula)”, “Esperimento Amleto”, “Poezisele” (regia di Crista Bilciu).

 

[Scarica locandina in pdflocandina ro_it]

Addio a Roman Vlad

22 settembre 2013 Commenti disabilitati

Si è spento a Roma, aveva 93 anni. Dal 1987 al 1993 è stato presidente della Siae.

(fonte: La Stampa, 22 sett. 2013)

 «L’Italia era e resta per me il Paese della cultura. Ho viaggiato molto, nessun’altra nazione ha altrettanta sostanza artistica. Anche se spesso viene celata dalla volgarità, dal degrado. Il raggio del banale si sta allargando. Bisogna reagire». Compositore prolifico e versatile, pianista e musicologo, uomo di profonda e vasta cultura, è morto a Roma, a 93 anni, Roman Vlad.

 Nato a Cernăuți in Romania (oggi Cernovtzy, in Ucraina) il 29 dicembre 1919, dove conseguì il diploma in pianoforte, si trasferì in Italia a 19 anni, nel 1938, ottenendo la cittadinanza nel 1951. Insignito nel 1995 della Medaglia d’oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte da parte della Presidenza della Repubblica Italiana, Vlad arrivò nel nostro paese per studiare proprio pianoforte con Alfredo Casella che ne aveva la cattedra all’Accademia di Santa Cecilia, ma raccontò recentemente di aver di avere presto abbandonato la carriera di concertista per quella di compositore dopo aver suonato e frequentato il Teatro delle Arti di Roma, dove, grazie ai fratelli Bragaglia, la musica moderna era di casa e si incontravano appunto Casella o Goffredo Petrassi. «Il pianoforte è proprio connaturato nella mia vita – affermava Vlad – è come fosse un mio prolungamento, attraverso cui si inverano pensieri e musica».

 Roman_VladNel secondo dopoguerra Vlad si fece apprezzare internazionalmente anche come musicologo e conferenziere: nel 1954 e 1955 tenne corsi di musicologia alla Summer School of Music di Dartington Hall e partecipò a congressi e seminari in tutta Europa, in America ed in Giappone. Ha scritto opere teatrali, sinfoniche e da camera, fra cui si ricordano le “Cinque elegie su testi biblici”, “Melodia variata” e il celebre ciclo de “Le stagioni giapponesi, 24 Haiku”, tutte composte negli anni ’90. Sue anche musiche per film e di scena, come la colonna sonora di ‘La bellezza del diavolo’ di René Clair, o il commento musicale a ‘Racconto di un affresco’, film di Luciano Emmer sul Giotto della Cappella degli Scrovegni.

Con l’aiuto di due musicisti e amici, Vittorio Bonolis e Silvia Cappellini, aveva pubblicato per Einaudi nel 2011 Vivere la musica. Un racconto autobiografico. Persone, luoghi, fatti, giudizi, vicende private e pubbliche: il libro è un atlante del nostro tempo culturale e politico. La dedica è alla moglie, l’archeologa Licia Borrelli, «che illumina la mia vita». Vlad per la prima volta apriva lo scrigno della sua memoria per restituire le vicende della sua lunga e avventurosa esistenza che ha abbracciato quasi un secolo della nostra Storia: i fatti, gli affetti, gli eventi, gli incontri – da Alfredo Casella a Igor Stravinskij a Riccardo Muti -, ma anche l’estenuante fatica che precedeva ogni sua felice ispirazione. «Sono immerso nella musica da quando ho memoria di me. I miei primi ricordi musicali risalgono alla primissima infanzia, quando vivevo a Vășcăuți, con i miei genitori nella grande casa di campagna di proprietà dei nonni materni. Vășcăuți, o Waschkoutz in tedesco, era un piccolo centro a circa 40 km da Czernowitz, antica capitale del ducato di Bucovina, dove sono nato il 29 dicembre 1919. In casa si faceva e si ascoltava molta musica; mio padre, magistrato, amava moltissimo l’opera lirica italiana, specie l’Aida. Avevamo il pianoforte, il grammofono e tanti dischi. Certo, non c’era la radio e tanto meno la televisione, si era ai primi anni del 1900».

 Padre di Alessio Vlad, anche lui musicista, e di Gregorio, fisico, dal 1958 è stato direttore della sezione musica dell’Enciclopedia dello spettacolo, mentre dal 1967 ha condiretto la Nuova Rivista Musicale Italiana. Dal 1980 è stato per due anni presidente della Cisac (Confédération Internationale des Auteurs et Compositeurs), dal 1987 al 1993 presidente della Siae. Tra le altre cariche ricoperte: direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana per due mandati (1955-1958 e 1966-1969), del Teatro Comunale di Firenze (1968-1972), dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino (1973-1989), presidente della Società Aquilana dei Concerti (1973-1992) e dell’Accademia Filarmonica Romana (1994-2006), membro del comitato direttivo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. È stato inoltre direttore artistico del Teatro alla Scala di Milano e sovrintendente del teatro dell’Opera di Roma.

Il 23 luglio Roman Vlad ha donato alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia il suo archivio personale. Tra i molti documenti si segnalano quelli relativi alle innumerevoli collaborazioni con il regista Luciano Emmer, gli studi preparatori per la musica dei film Romeo e Giulietta di Renato Castellani (1954) e La bellezza del diavolo di René Clair (1950).

Articoli correlati: Sandra Cappelletto, “Roman Vlad, la mia vita straordinaria”, intervista su La Stampa, 31 ott. 2011.

Moni Ovadia: “Noi/Altri”, sui sentieri della musica d’Europa

3 giugno 2013 1 commento

Martedì 11 giugno 2013, ore 20.30

Aula Magna – Sapienza Università di Roma

Noi/Altri

Un progetto di e con Mario Ancillotti, Moni Ovadia e Paolo Rocca

Narrazione di Moni Ovadia

Moni Ovadia Stage Orchestra

Ensemble Nuovo Contrappunto diretto da Mario Ancillotti

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PROGRAMMA:

Brahms Danza ungherese nelle versioni per violino e cymbalon e per pianoforte a 4 mani

Brahms Rondò alla zingaresca per archi e pianoforte (dall’op. 25)

“Soro Lume” Canto tradizionale romeno

Bartók Danze Romene

Suite di danze popolari romene

Enescu “Ciocârlia”. Sonata per violino e pianoforte 1° movimento

“Ioane Ioane” Canto popolare romeno

Bartók da “Contrasti”: n. 3 Sebes

El Mohle Rakhamin Canto ebraico

Shostakovich 3 Canti ebraici

Mickey Katz Klezmer

Prokofiev Ouverture su temi ebraici

“Dragoste” Canto popolare romeno

 – Fuori abbonamento –

Biglietti: € 25-20-15
Under 30: € 12
Studenti Sapienza under 30: € 8

 

L’Europa è un luogo in cui un gran numero di popoli diversi hanno coltivato le loro culture e tradizioni, in una osmosi straordinaria. Rom e magiari provenienti dall’Asia, e poi ebrei dal medio oriente, portatori di tradizioni lontane e affascinanti, di scale musicali misteriose, di danze esotiche, di canti di lamento e di esilio, hanno in maniera forte e vivificante influenzato le culture dei paesi che attraversarono, a loro volta rimanendone influenzati.

Non è un percorso musicologico che Moni Ovadia e i suoi collaboratori Mario Ancillotti e Paolo Rocca vogliono proporre, ma piuttosto la storia della suggestione di queste tradizioni nella cultura Europea dell’800 e del 900, evidenziando la vitalità di questi legami, confrontando e accostando le musiche tradizionali a quelle “colte”, a volte anche inserendo le une nelle altre.

 

UFFICIO STAMPA:

Mauro Mariani, tel. 335-5725816, mauromariani.roma@tiscali.it

Perugia, omagio a Sergiu Celibidache

14 febbraio 2013 Commenti disabilitati

Simposio “Omaggio a Sergiu Celibidache“. Perugia, 15-16 febbraio, auditorium del Conservatorio F. Morlacchi

Programma: 

Venerdì 15 febbraio 2013

14.30 Saluti

15.00 Film Über musikalische Phänomenologiedella ZDF, 1983 (“Della fenomenologia musicale”) prima proiezione italiana, con sottotitoli in italiano

16.00 Tavola rotonda e dibattito

17.00 L’orizzonte spirituale di Celibidache e le conseguenze pratiche per la tonalità sonora

Matthias Thiemel

Pausa

19.00 Concerto:

Il Concerto n.° 1 op. 15 di Johannes Brahms nella versione dell’autore per due pianoforti
Cosmin Boeru e Christa Bützberger

celibidache

Sabato 16 febbraio 2013

9.00 Il Trio op. 100 di Franz Schubert: prova pubblica con il Trio ARS ET LABOR

10.30 Fenomenologia e prassi strumentale

Christa Bützberger

11.30 Il metodo fenomenologico nel Progetto Alessandro Scarlatti

Giulio Gaeta, Marco Micheletti e Christa Bützberger

15.00 L’importanza della fenomenologia nell’insegnamento di base

Antonia Sfrangeu

15.30 Dibattito

16.00 I Quaderni di Sergiu Celibidache: sguardo nella bottega di un Maestro

Patrick Lang

17.00 Tavola rotonda e dibattito

17.45 Conclusione

19.00 Concerto:

Il Trio in Mi bemolle maggiore op. 100 di Franz Schubert nella versione integrale
Trio ARS ET LABOR

Al Simposio “Omaggio a Sergiu Celibidache”  è  conferita la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana.

Evento patrocinato da: Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Ministero della Cultura della Romania, Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Perugia, Ambasciata di Romania in Italia, Istituto Romeno di Cultura e Ricerca umanistica di Venezia, Fondazione PerugiAssisi 2019, Università per Stranieri di Perugia, Società Italiana di Musicologia, Istituto Tedesco di Perugia.

Con il contributo di: Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Conservatorio di musica “Francesco Morlacchi”, Centro Studi Ludwig Stein.

 

Info: 328-825.89.44, 349-56.20.758, info@arsetlabor.eu.

[Fonte: Ars et Labor, Perugia].

“non solo Bach” – concerto all’Accademia di Romania

11 ottobre 2012 Commenti disabilitati

Sabato 13 ottobre, ore 20:
Accademia di Romania – Sala Concerti
(ingresso libero).

Partendo dalle danze valacche, transilvane, ungheresi, turche e polacche della Suite Türkischer Eulen-Spiegel (1688) di Daniel Speer (compositore che ha soggiornato in Transilvania), si ripercorre lo spirito musicale di una famiglia-dinastia di musicisti, i Bach, tramite le opere di Johann Sebastian, ma anche dei figli e discepoli (Carl Philipp Emanuel, Christian Petzold) nelle sonorità del violino e del clavicembalo.

Programma:

J.S. Bach – Sonata IV per violino e cembalo obbligato in do minore BWV 1017
Chr. Petzold – Suite in Sol Maggiore dall’ Album per Anna Maddalena Bach
Daniel Speer – Suite da “Türkischer Eulen – Spiegel”
C.Ph.E. Bach – Sonata per violino e cembalo in si minore Wq 76
J.S. Bach – Sonata III per violino e cembalo obbligato in Mi Maggiore BWV 1016

Mauro Lopes Ferreira – violino, Cipriana Smarandescu – clavicembalo.

Mauro Lopes Ferreira  violino
Nato a Roma, si dedica al violino con Felix Ayo e approfondisce lo studio della musica antica con Enrico Gatti e Sigisvald Kuijken. Inizia giovanissimo la sua attività con varie orchestre di musica barocca in Italia e in Francia; suona con Jordi Savall (Concert de Nations, Hesperion XX), la Cappella dei Turchini, i Sonatori della Gioiosa Marca e il Concerto Italiano, sia in orchestra che in formazioni cameristiche, esibendosi nelle più prestigiose sale di tutto il mondo (Concertgebouw ad Amsterdam, Societé Philarmonique a Bruxelles, Accademia di Santa Cecilia a Roma, Cité de la Musique a Parigi, Arsenal a Metz, Lincoln Center a New York, Palau de la Musica a Barcellona, Teatro Colòn a Buenos Aires).
Nel 2001 è stato invitato come primo violino dall’Orchestra Barocca di Siviglia. Ha registrato per Opus 111, Armonia Mundi, Astrée, Alia Vox, Sony. Ha Inciso per Naïve, le Quattro Stagioni di Vivaldi, dove ha interpretato come solista il concerto op. 8 n. 2 “l’Estate” sotto la direzione di Rinaldo Alessandrini.

Cipriana Smarandescu clavicembalo
Diplomata in clavicembalo con Patrizia Marisaldi (Vicenza) e Ogneanca Lefterescu (Bucarest), si è perfezionata poi con Ton Koopman, Andreas Staier, Patrick Ayrton, Pierre Hantaï. Vince vari concorsi tra cui quelli di Milano (Umanitaria), Pesaro (G.Gambi), ottenendo il diploma di partecipazione al concorso J.S. Bach (Lipsia).
Si è esibita in importanti stagioni e festival in Italia, Spagna, Francia, Austria e Romania (Auditorium Parco della Musica, Oratorio del Gonfalone, World Bach Festival, Le cinque perle del Barocco, Pietà de Turchini, Festival dei Due Mondi, Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, Accademia Mozarteum, Filarmonica “George Enescu”, Radiodiffusione Romena, Bach 250, Musica Barcensis), registrando per la TVR, Radio Vaticana, Sarx Records, aliusmodum records. Membro fondatore dell’ensemble aliusmodum, ha suonato come solista in concerti di J.S. Bach, G.F. Haendel e F.J. Haydn e come continuista insieme a importanti nomi della musica antica.
Laureata in musicologia, si occupa di ricerca musicale, giornalismo e didattica, tenendo varie masterclass in Italia.

“Altre Risonanze” – festival all’Accademia di Romania in Roma

13 ottobre 2011 Commenti disabilitati

Roma, 14-23 ottobre 2011: Festival Internazionale di musica “AltreRisonanze – dall’antico al moderno”

Il Festival percorre un viaggio nella tradizione musicale di diverse culture nel mondo: dall’antichissima eredità musicale, passando attraverso il rinascimento, il barocco e il classicismo fino a cavallo del XIX e il XX secolo per giungere ai nostri giorni, spaziando dalle culture di riferimento in Europa (Italia, Francia, Germania, Austria e Spagna) fino a quelle del Sud America. Un lungo sentiero realizzato grazie al contributo di artisti di gran valore provenienti dalla Romania, dall’Italia e da altri paesi che rappresentano la propria cultura in questo caleidoscopio sonoro.

Un momento particolare è rappresentato dalla musica romena alla quale viene dedicata una conferenza e il concerto di chiusura del Festival entrambi aventi come ospiti musicisti d’élite provenienti dalla Romania.

Andrea Riderelli (Ensemble AltreRisonanze)

Altro momento estremamente importante di questo Festival è la presentazione di una rarissima versione della IV Sinfonia di Gustav Mahler arrangiata per ensemble da camera (12 strumentisti e soprano) da Erwin Stein nel 1921. Questa raffinata orchestrazione, che rende merito alla trasparenza musicale del compositore austriaco di cui ricorrono quest’anno i 100 anni dalla sua scomparsa, è eseguita in una tra le più belle sale da concerto a Roma: l’Oratorio del Caravita.

Il Festival è organizzato dall’Accademia di Romania in Roma, in collaborazione con l’Associazione Incontri Mediterranei, col sostegno di ICR Bucarest.

Programma

venerdì 14 ottobre 2011, ore 20 – Accademia di Romania, Biblioteca

…la paix du parnasse… 

la réunion des Goûts François et Italiens doit faire la perfection de la Musique (musiche di: Fr. Couperin, J.J.Froberger, J.Ph. Rameau, J.S. Bach, D. Scarlatti.)
Cipriana Smarandescu clavicembalo

sabato 15 ottobre 2011, ore 20 – Accademia di Romania, Sala Concerti
in collaborazione con l’associazione Incontri Mediterranei – Orte
…dal barocco al galante…

sonate per violino e clavicembalo obbligato di: J.S. Bach, C. Ph. E. Bach, W. A. Mozart, J. Haydn.
Mauro Lopes – Ferreira violino – Cipriana Smarandescu clavicembalo

domenica 16 ottobre 2011, ore 18 – Accademia di Romania, Sala Concerti
…begl’occhi, bel seno…

madrigali amorosi ed erotici del ‘600 italiano (musiche di: C. Monteverdi, B. Strozzi, F. Cavalli, G. Caccini, S. Landi, S. d’India, G. Frescobalci, G.F. Sances, W. Byrd, B. Pasquini, J.P. Sweelinck.)
Angela Bucci soprano – Cipriana Smarandescu clavicembalo

mercoledì 19 ottobre 2011, ore 20 – Accademia di Romania, Sala Concerti. In collaborazione con l’associazione Incontri Mediterranei – Orte 

…un solo cammino…

danze e improvvisazioni dalla Spagna al Sudamerica. Evangelina Mascardi chitarra barocca,  Lincoln Almada arpa gesuita e percussioni.

sabato 22 ottobre 2011, ore 20 – Oratorio del Caravita (Via del Caravita 7). Centenario dalla morte del compositore austriaco Gustav Mahler

…la vita celestiale…

G. Mahler – Sinfonia IV in Sol Maggiore (arr. per 12 strumenti e soprano di Erwin Stein)
Angela Bucci soprano

ensemble altrerisonanze: Mauro Lopes Ferreira, David Simonacci violini – Alessandro Santucci viola – Luca Peverini violoncello, Igor Barbaro contrabbasso – Pierluigi Tabachin ottavino e flauto – Stefania Mercuri oboe e corno inglese – Pietro Cingolani clarinetto e clarinetto basso – Elisabetta Di Filippo, Andrea Bonioli percussioni – Alvaro Lopes Ferreira pianoforte – Cipriana Smarandescu armonium. Andrea Riderelli direttore

domenica 23 ottobre 2011, ore 18 – Accademia di Romania, Sala Conferenze
… file din hronicul muzicii româneşti…

Ensemble Konick

conferenza Ioan Dobrinescu e concerto con trascrizioni di I. Dobrinescu e musiche originali di: Bartok, Caioni, Pann, Porumbescu, Dimitrescu, Scarlatescu, Golestan, Jianu, Negrea, Tagle Lara, Fernic, Vasilescu, Villnow, Enescu.
ensemble Konick: Mihai Dina, Andrei-Cristian Theodoru, Vasile Mocioc, Cristian-Eugeniu Petrisor clarinetti, Laura Smarandescu pianoforte.

 Altre info su www.altrerisonanze.it

Fanfara Shavale, concerto all’Accademia di Romania

10 maggio 2011 Commenti disabilitati

Notte dei musei all’Accademia di Romania: Sabato, 14 maggio 2011, ore 21.00 – 23.00, Accademia di Romania. Ingresso libero da Piazza José de San Martin, 1

 La Fanfara Shavale della Romania proviene da un villaggio [Zece Prăjini, distretto di Iași] della Moldavia centrale di sole 140 case e 560 abitanti. Ciò malgrado, questa piccola località vanta un’invidiabile fama: è il centro abitato con la maggiore concentrazione di bande musicali della Romania (e forse anche del mondo intero), dove ogni uomo sa suonare almeno uno strumento. Il talento musicale si trasmette da una generazione all’altra: dai bambini di 4 anni fino agli anziani di 74, ognuno è capace di interpretare un brano musicale, anche senza conoscere le note, il che assicura l’autenticità delle melodie. Non sorprende che il villaggio è ormai da tempo oggetto di studi e ricerche per musicologi, musicisti ed etnologi.

Ad iniziare dal 1999, i 10 membri della Fanfara Shavale promuovono con gran successo la musica tradizionale romena e rom in tutto il mondo, partecipando a concerti live e prestigiosi festival di world music, folk o jazz in Austria, Cina (alla recente Esposizione universale di Shanghai) Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Israele, Italia (Festa di Capodanno in Piazza San Marco e Carnevale di Venezia), Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria, Ucraina e Turchia.

Il loro album di debutto (2003), intitolato “Speed Brass of the Gypsies“, include 20 brani e porta uno spirito innovatore nella musica delle fanfare zingare, combinando più stili di musica tradizionale dell’area balcanica ad un ineguagliabile ritmo di oltre 200 battiti al minuto.

(fonte e info: Accademia di Romania in Roma)