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Archive for giugno 2008

Il Mar Nero e la geopolitica attuale: conferenza a Roma

20 giugno 2008 Commenti disabilitati

L’ambasciata di Romania presso la Santa Sede, in collaborazione con l’ambasciata di Georgia presso la Santa Sede, organizza il 26 giugno 2008 alle ore 12 la conferenza del professore Charles King, della Georgetown University (Washington, DC). La conferenza si svolgerà presso lAccademia di Romania a Roma (Piazza José de San Martin, 1).

Intitolata Mare Maggiore: The Rebirth of the Black Sea World, il contributo fa parte di un ciclo di conferenze internazionali lanciato l’anno scorso dall’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede, dedicate a temi geopolitici di ampio interesse.

La conferenza si occuperà delle evoluzioni nella regione del Mar Nero negli ultimi quindici anni, con accento sulla sua rinascita come zona d’interesse strategico per l’Europa allargata, ma anche per gli Stati Uniti d’America.

Charles King è professore si relazioni internazionali e titolare della cattedra “Ion Raţiu” (uomo politico scomparso negli anni Novanta) di studi romeni presso la Georgetown University. Ha pubblicato, tra altro, i volumi I fantasmi della libertà: una storia del Caucaso (2008), Il Mar Nero: una storia (2004) e I moldavi: la Romania, la Russia e la politica culturale (2000). Esperto di storia dell’Europa Orientale, conosce bene il romeno e il russo.

Giornata di studi a Venezia sull’avanguardia romena

18 giugno 2008 Commenti disabilitati

Venerdì 20 giugno, giornata di studio italo-romena: “L’avanguardia romena in dialogo con le avanguardie europee”

“C’è un movimento internazionale delle pubblicazioni d’avanguardia, che crea di là dei confini degli stati un’atmosfera di emulazione e di stimolo reciproco, di scambio di idee e di ispirazioni, che porterà alla fine alla scoperta dello stile tanto ricercato dell’epoca e dell’intero pianeta”.
Ion Vinea, Promesse, Contimporanul (N. 50-51, 1924, Bucarest).

ore 10.00 – 13.00, Aula Magna Ca’ Dolfin – Università Ca’ Foscari, Dorsoduro 1686
L’avanguardia romena e europea tra letteratura, estetica e politica. Coordina: EMILIA DAVID
ION POP, Università Babeş-Bolyai di Cluj-Napoca, Geo Bogza, poeta dell’“esasperazione creatrice”
FRANCA BRUERA, Università di Torino, Avanguardia, “une lanterne pour aveugles”? Zampilli di sperimentalismo nel dialogo tra le avanguardie romene e europee
– Pausa –
ANGELO D’ORSI, Università di Torino, Il futurismo tra rivoluzione estetica e reazione politica

13.30-15.30: Discussione seguita da pranzo

*

ore 15.30 – 18.00, Sala Conferenze dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica, Palazzo Correr, Cannaregio, 2214

Sperimentalismo tipografico e pittorico nell’avanguardia romena e nel futurismo
Coordina: ANGELO D’ORSI
ERWIN KESSLER, critico d’arte, Bucarest, M. H. Maxy in the labyrinth of the avant-garde, 1920-1970
EMILIA DAVID, Università di Torino, Affinità pitto-poetiche nelle avanguardie europee: tra parole belliche in libertà e modernolatria
– Pausa –
Discussione e Conclusioni

*

Venerdì 20 giugno, alle 18.30: inaugurazione della mostra Acque lustrali di Sergio Sansevrino, allestita presso l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica.

I fannulloni della cultura italiana all’estero

17 giugno 2008 Commenti disabilitati

Sull’ultimo supplemento domenicale del Sole 24 ore è uscito l’articolo seguente di Riccardo Chiaberge, che ci aiuta a capire come, non solo nel caso dell’Italia, certi meccanismi della promozione culturale s’inceppano nella mediocrità nutrita burocraticamente. Lo riproduciamo qui perché esso, mutatis mutandis, serve come spunto di riflessione e come monito per gli “specialisti” (o per i “dilettanti” volontari come noi del FIRI!) nel campo della promozione della Romania all’estero.

I fannulloni della cultura italiana all’estero

Se rischiamo di essere estromessi dagli europei di calcio, come ci piazzeremo nelle Olimpiadi dell’arte e della creatività? L’equivalente della squadra azzurra, in questi campi, è la rete degli Istituti italiani di cultura. Sono ben 88 sparsi in altrettante città di tutti i continenti, da Tirana a Caracas. Dovrebbero essere un punto di riferimento per i nostri connazionali all’estero e una piattaforma di lancio per scrittori, artisti, cantanti.

Ma non fanno bene né l’uno né l’altro mestiere. I dieci istituti più importanti, come Londra, New York o Parigi, sono retti da direttori «di chiara fama» che restano in carica da due a quattro anni. Alcuni si mostrano all’altezza della loro fama, altri no. Ma procurano comunque un danno limitato. Il vero problema è il personale, gli «addetti culturali» e i «contrattisti» che lavorano (o dovrebbero lavorare) alle loro dipendenze.

Gli addetti culturali (due o quattro per ogni sede, di cui molti ex-professori d’inglese o tedesco delle scuole medie in soprannumero, presi in carico dalla Farnesina e spediti nel mondo), per lo più sanno poco della cultura del loro paese e meno ancora del paese in cui si trovano, ma vengono pagati come superesperti (otto-diecimila euro al mese) e si comportano da impiegati statali. Il direttore di un importante istituto racconta di aver convocato una riunione un pomeriggio alle 16,30 con due suoi «addetti» e questi dopo 25 minuti si sono alzati, perché era finito il loro orario giornaliero: «Se no facciamo straordinari e poi ce li deve dare come recupero». Il contratto prevede 36 ore e 17 minuti la settimana di presenza. Ogni minuto in più va a sommarsi al già cospicuo «monte ferie» (42 giorni se la sede è «disagiata», cioè extraeuropea: come se stare a Tokio o a New York comportasse disagi tremendi).
Alcuni di questi signori girano il mondo da vent’anni, cinque anni a Londra, cinque a Buenos Aires, e magari non parlano nemmeno la lingua del posto. Sono i Rom della cultura, un’emergenza per l’erario che il ministro Brunetta dovrebbe affrontare con la stessa «tolleranza zero» che si usa per i campi nomadi. Poi ci sono gli stanziali, legati indissolubilmente a una sede finché morte non li separi: chiamati «contrattisti», sono impiegati che guadagnano circa la metà degli «addetti». Molti sposano indigeni o indigene e si fanno una famiglia in loco, perdendo ogni legame con la lingua e la cultura d’origine. Se gli nomini Ozpetek, Saviano o Cattelan, sgranano gli occhi: loro sono rimasti fermi ai tempi di Pavese e Sofia Loren. Molti non si prestano nemmeno più a fare gli interpreti, ruolo che cedono volentieri ai giovani locali, disposti a lavorare 10-12 ore al giorno per mille euro mensili.
Ci sono per fortuna le eccezioni, funzionari colti e volonterosi, che fanno onore al Paese. Ma devono remare controcorrente in un oceano di mediocrità e di fannullaggine. E i direttori non hanno nessun potere di promuoverli, come non ne hanno di licenziare gli ignoranti. Così, invece di esportare il made in Italy artistico e letterario, diffondiamo nel mondo due prodotti tipicamente nostrani: la burocrazia e l’incultura.

(riccardochiaberge.blog.ilsole24ore.com/2008/06/i-fannulloni-de.html)

Ţara mea – La mia terra. Documentari sulla Romania di oggi, a Torino

11 giugno 2008 Commenti disabilitati

ŢARA MEA – LA MIA TERRA

LA ROMANIA DI OGGI ATTRAVERSO GLI OCCHI DEI GIOVANI DOCUMENTARISTI

Torino, mercoledì 11 giugno 2008

Cinema MASSIMO 3, via Verdi 18

Ore 16.00: Last Peasants (Gli ultimi contadini)

Angus Macqueen, U.K., 2003, 150 min.

Introduce il film il Dott. Pietro Cingolani

The Last Peasants segue la vita di tre famiglie del piccolo villaggio romeno di Budeşti, famiglie accomunate dall’avere uno o più membri che hanno scelto la strada dell’immigrazione clandestina in Europa per superare le difficoltà economiche del proprio paese. Girato in Romania, a Londra, Parigi e Dublino, e con una lavorazione durata ben 4 anni, The Last Peasants narra non solo una storia di migranti, ma anche la scomparsa del mondo contadino romeno, sotto le spinte di una modernizzazione ormai inarrestabile.

Ore 20.30: Podul peste Tisa (Il ponte sul Tibisco)

Ileana Stanculescu, Romania, 2004, 75 min.

Introduce il film la regista Ileana Stanculescu

Uno dei ponti che attraversano il fiume Tibisco ha una lunga e complicata storia: è il ponte che collega Sighet e Slatina. Sighet è una piccola cittadina nel nord della Romania vicino al confine tra Romania e Ucraina e Slatina è la cittadina confinante sulla riva ucraina del fiume. Il ponte è stato costruito durante l’impero Austro Ungarico e distrutto subito prima della fine della seconda guerra mondiale. Una fitta rete di legami familiari, culturali ed economici è stata frantumata nel secondo dopoguerra. La riva nord è diventata parte dell’Unione Sovietica mentre la riva sud è continuata ad essere romena. Il fiume Tibisco ha separato le due città per più di cinquant’anni, fino a quando…

Ore 22.30: Satul şosetelor (Il villaggio delle calze)

Ileana Stanculescu, Romania/Germania, 2006, 78 min.

Introduce il film la regista Ileana Stanculescu

Nel piccolo villaggio di Viscri (in tedesco, Deutschweisskirch), nel cuore della Transilvania, tutte le donne producono calzetti. Un anziano musicista tedesco vende i calzetti in Germania, in Austria e in altri Paesi europei. Si è innamorato di Viscri, ha deciso di trasferirsi e insegna il tedesco ai bambini del posto. Il paese si è spopolato, dopo che la maggioranza dei sassoni è partita con la fine del comunismo. A Viscri non c’è lavoro, ma molti turisti cominciano ad arrivare per visitare l’antico castello e la produzione di calzetti. Questo documentario è il ritratto di un villaggio speciale, isolato in un magnifico paesaggio ma ancora pieno di vita.

L’intero programma si trova su www.fieri.it e su www.comune.torino.it/cultura/biblioteche

FIERI – Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione
International and European Forum on Migration Research
Via Ponza, 3
10121 Torino – Italy
Tel. +39 011 5160044
Fax +39 011 5176062

Italia non riconosce i titoli professionali dei neocomunitari: deferita alla Corte di giustizia europea

6 giugno 2008 Commenti disabilitati

Roma – 5 giugno 2008. L’Italia limita la libertà di circolazione dei lavoratori romeni e bulgari, non riconoscendo automaticamente, come dovrebbe, i loro titoli professionali.

È l’accusa mossa dalla Commissione europea, che ha deciso di aprire una procedura di infrazione deferendoci alla Corte di giustizia europea per mancata attuazione della normativa comunitaria. Il nostro Paese non avrebbe infatti ancora recepito in pieno la direttiva 2006/100/CE, che adegua alcune direttive sulla libera circolazione delle persone dopo l’adesione di Bulgaria e Romania.

Tra le altre cose, quella direttiva aggiorna tutti gli elenchi delle qualifiche che godono di riconoscimento automatico, completandoli con le corrispondenti qualifiche bulgare e romene, ma in Italia, secondo la Commissione, “non sono ancora in vigore tutte le disposizioni necessarie”. La deadline era fissata al 1° gennaio 2007 e a farci compagnia tra gli adempienti è rimasta solo la Polonia.

Intanto, i lavoratori neocomunitari subiscono le conseguenze di questo ritardo.
“In assenza di recepimento della direttiva, – denuncia la Commissione – i professionisti in possesso di una qualifica bulgara o romena rischiano di dover subire procedure burocratiche lente e non necessarie per poter esercitare il diritto a prestare la loro attività ovunque nell’Unione europea”. Senza contare che “i potenziali utilizzatori dei servizi di questi professionisti potrebbero essere privati dell’opportunità di valersi delle loro competenze”.

(fonte: www.stranieriinitalia.it)

Transilvania Film Festival: un altro sguardo in Europa

2 giugno 2008 Commenti disabilitati

Tiff: 30 maggio – 8 giugno, Cluj-Napoca

La settima edizione del più importante festival rumeno, dal 30 maggio all’8 giugno a Cluj-Napoca. Tra le pellicole presenti: il remake di Funny Games di Haneke, e Boogie di Radu Munteanu.

Il Festival del Cinema Internazionale della Transilvania (Tiff) è ormai diventato il palcoscenico per presentare le più importanti pellicole rumene. Il pubblico del Tiff è stato, ad esempio, testimone delle prime visioni di film rumeni diventati poi successi internazionali. Un esempio? La morte del signor Lazarescu (2005) di Cristi Puiu, che si è aggiudicato il premio di Cannes “Un certain regard”, 12:08 A est di Bucarest (2006), e il lavoro di Crisitan Mungiu 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni (2007), Palma d’oro nel 2007.

L’edizione del 2007 si è rivelata un successo: 50.000 i visitatori, divisi nelle quattro sale del teatro Cluj-Napoca, dove si è tenuto il festival, e più di 100 le pellicole originali proiettate.
L’edizione del 2008 inizia il 30 maggio ed esordirà con il regista austriaco Michael Haneke, con un remake, in versione americana, del suo Funny Games. Tra gli altri eventi: lo showcase musicale Doc’n’roll e il workshop Let’s Go Digital, per insegnare a giovani amatori ad usare una telecamera digitale, a scrivere un copione e a realizzare un corto, che sarà poi proiettato durante la cerimonia finale l’8 giugno.

Una delle proiezioni più attese del Tiff è Boogie di Radu Munteanu che dirige Dragos Bucur e Anamaria Marinca (conosciuta per aver recitato in 4 mesi…). È un film dedicato alla «generazione di quanti si avvicinano ai trenta», si afferma sul sito ufficiale del Festival, divertente e con una sceneggiatura impeccabile, opera di Răzvan Rădulescu e Alex Baciu. La sezione di Cannes Quinzaine des réalisateurs, lo ha annoverato nella sua lista dei suoi preferiti.
Altre pellicole che meritano di essere menzionate sono Calatoria lui Gruber (Il viaggio di Gruber, 2007) di Radu Gabrea, che racconta la storia della deportazione e dello sterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, Pescuit sportiv (Pesca sportiva, 2007) di Adrian Sitaru o il documentario Podul de flori (Il ponte di fiori).

Durante l’edizione del 2007, Alexandra Maria Lara, attrice tedesca di origini rumene ed ex membro della giuria del Tiff ha presentato due dei suoi ultimi film: Offset (2006), una coproduzione tedesco-rumena e Control di Anton Corbijn (2007), storia del cantante della band inglese Joy Division.

Florin Lipan (traduzione di Francesca Zecca). Fonte: www.cafebabel.com