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Archive for marzo 2008

Le poesie di Nichita Stănescu, a Venezia e Padova

28 marzo 2008 1 commento

La carovana letteraria – serate dedicate al poeta Nichita Stănescu a Venezia e a Padova

Lunedì 31 marzo, a Venezia (presso il Palazzo Correr-Campo Santa Fosca) e giovedì 3 aprile, a Padova (Sala Fornace Carotta, Via Siracusa, 61) si svolgeranno serate letterarie-musicali dedicate al poeta romeno Nichita Stănescu (Ploiesti, 1933 – Bucarest, 1983).

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L’evento fa parte del progetto “La carovana letteraria nelle comunità romene all’estero”, organizzato dall’ICR (Institutul Cultural Român) di Bucarest e dall’IRCCU (Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia), in collaborazione con l’Unione degli Scrittori di Romania.

I due incontri segnano 75 anni dalla nascita (31 marzo 1933) del poeta, uno tra i più importanti del Novecento romeno.

Relatori saranno gli scrittori romeni Nicolae Prelipceanu, Adrian Popescu e Ion Mircea.

Il programma si concluderà con un recital sostenuto dal noto cantante Nicu Alifantis (canzoni con versi di Nichita Stănescu e di altri poeti romeni).

Per info sulla serata di Padova: http://www.ass-columna.org/eventi.html.

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Funerali di Chiara Lubich

18 marzo 2008 Commenti disabilitati


Si sono svolti oggi pomeriggio, nella Basilica S. Paolo a Roma, i funerali di Chiara Lubich, fondatrice e presidente del movimento ecumenico dei Focolari, morta nei giorni scorsi all’età di 88 anni.
Chiara Lubich è una delle figure più rappresentative del dialogo interreligioso e interculturale. Grande amica di Giovanni Paolo II e anche dell’attuale Papa, Benedetto XVI, ha avuto l’intuizione di fondare uno tra i movimenti più innovativi del mondo ecclesiastico, presente oggi in 87 nazioni con 780 comunità sparse in tutto il mondo: 140 mila membri attivi e oltre 2 milioni di aderenti alla spiritualità del Movimento. Unità, pace e dialogo tra popoli e culture: questi i tre pilastri dei Focolari.
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Chiara Lubich (il suo nome di battesimo è Silvia) nasce a Trento, il 22 gennaio 1920, da una famiglia di tipografi. Suo padre perse il lavoro a causa delle sue idee socialiste e così tutta la famiglia visse anni di estrema povertà. Per mantenersi e pagarsi le spese universitarie (si iscrisse a filosofia a Venezia), sin da giovanissima, diede lezioni private e agli inizi degli anni ’40 insegnò nelle scuole elementari nella città natale. Durante la Seconda Guerra mondiale, Silvia scelse “Dio Amore” come proprio motto di vita. Condivise questa idea con un piccolo gruppo di compagne, che come lei si erano formate nell’Azione Cattolica. Il 7 dicembre 1943, sola in una cappella, fece a Dio la promessa di donarsi a lui per sempre, e scelse di cambiare il suo nome in quello di Chiara, in onore della santa di Assisi. Questa data è considerata l’inizio del Movimento dei Focolari.
Al parlamento italiano, nel 1948, incontrò lo scrittore, giornalista e deputato democristiano Igino Giordani, da lei poi ribattezzato “Focò”, ritenuto cofondatore del movimento per il suo contributo all’incarnazione nel sociale della spiritualità dell’unità.
Nel 1962, Papa Giovanni XXIII diede la prima approvazione al movimento; tuttavia gli statuti vennero approvati solo nel 1990 da Giovanni Paolo II.
Nel 1964 Chiara Lubich fondò la cittadella di Loppiano nelle colline del Valdarno, presso Firenze, prima di una serie di cittadelle in vari paesi del mondo, dove l’obiettivo è vivere la spiritualità dell’unità a tempo pieno in tutti gli aspetti della vita. Nel 1966 diede vita al Movimento Gen (Generazione Nuova), rivolto ai giovani.
Nel 1984 Giovanni Paolo II visita il Centro internazionale di Rocca di Papa. Riconosce nel Movimento i lineamenti della Chiesa del Concilio, e nel suo carisma un’espressione del “radicalismo dell’amore” che caratterizza i doni dello Spirito nella storia della Chiesa.
Nel 1991 visita il Brasile e, colpita dalla miseria delle favelas, lancia l’Economia di Comunione, prospettando una nuova teoria e prassi economica basata anche su una diversa distribuzione degli utili (un terzo per lo sviluppo dell’azienda, un terzo ai poveri, un terzo alla formazione dei membri del movimento) e aggregando in breve tempo un migliaio di aziende.
Nel 1994 è nominata tra i presidenti onorari della Conferenza mondiale delle Religioni per la pace (Wcrp).
Dal 1997 al 1998 si dedicò ad aprire nuove prospettive per il dialogo interreligioso. Nel 1981 fu la prima donna cristiana ad esporre la propria testimonianza in un tempio a Tokyo di fronte a 10.000 buddhisti, e nel 1997 in Thailandia a monache e monaci buddhisti. Qualche mese dopo, nella storica Moschea ‘Malcolm X’ di Harlem a New York, parlò di fronte a 3.000 musulmani afro-americani ed in Argentina alla comunità ebraica di Buenos Aires.
Nel 2001 infine, va in India: si apre una nuova pagina nel dialogo del Movimento con il mondo indù. La pacifica rivoluzione evangelica che parte da Trento suscita l’interesse anche di persone senza una fede religiosa. Con il mondo laico si svilupperà infatti un dialogo sulla base dei grandi valori umani come solidarietà, fraternità, giustizia, pace e unità tra singoli, gruppi e popoli.
Un impegno, quello di Chiara Lubich, che va oltre l’aspetto religioso, ma intacca anche quello civile e politico. Nel 1997 viene invitata a parlare dell’unità dei popoli ad un Simposio al Palazzo di Vetro dell’Onu; un anno dopo interviene a Berna alla celebrazione per il 150esimo della Costituzione Svizzera. Sempre nel 1998, a Strasburgo, la Lubich presenta l’impegno sociale e politico del Movimento ad un gruppo di deputati del Parlamento Europeo e l’anno successivo interviene alla Conferenza per il 50esimo del Consiglio d’Europa su “Società di mercato, democrazia, cittadinanza e solidarietà”, presentando l’esperienza dell’Economia di Comunione.
Tra i premi ricevuti, quello Templeton, a Londra, nel 1977 per lo sviluppo della religione; a Parigi, nel 1996, l’UNESCO le conferisce il Premio per l’Educazione alla Pace. Nel 1998 a Strasburgo riceve dal Consiglio d’Europa il Premio Diritti Umani ’98. Ha ricevuto numerose lauree honoris causa e cittadinanze onorarie in Italia ed all’estero.

(fonti: La Stampa, Ansa).

Romania FilmFest

13 marzo 2008 Commenti disabilitati

Romania FestFilm

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Rassegna di cinematografia rumena

13 – 16 marzo 2008
Casa del Cinema
Roma, Villa Borghese

Largo Marcello Mastroianni, 1 (ingresso da Piazzale del Brasile)
Evento patrocinato dal Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, si svolge in collaborazione con la Casa del Cinema – Azienda PalaExpo, con l’Istituto Culturale Romeno e col Centro Nazionale della Cinematografia (Romania).

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Programma

GIOVEDI 13 MARZO
SALA DELUXE ore 17.00
Tavola rotonda sulla cinematografia romena.
Intervengono:
Cãtãlin Mitulescu, regista
Bogdan Mustaţă, sceneggiatore Tudor Voican (California Dreamin’)
Maria Dinulescu, attrice (California Dreamin’)
modera la Prof.ssa Manuela Cernat, Università Nazionale d’Arte Teatrale e Cinematografica, Bucarest

ore 18.30
Una bella giornata da spiaggia (O zi bunã de plajã) di Bogdan Mustaţă, 2007, 20’
Come ho vissuto la fine del mondo (Cum mi-am petrecut sfârşitul lumii) di Catalin Mitulescu, 2006, 1h 50’

VENERDI 14 MARZO
SALA DELUXE ore 16.00
TRAFFICO (Trafic) di Catalin Mitulescu, 2004, 15’
ACQUA (Apa) di Costantin Popescu, 2007, 33’
LA VALVOLA (Lampa cu căciula) di Radu Jude, 2006, 23’
CARNE di Miruna Boruzescu, 2006, 9’
IL PESO DELL’OMBRA (Povara umbrei) di Dragos Iuga, 2006, 9’
ONDE (Valuri) di Adrian Sitaru-2007, 16’
VERSO LE 23 DI VENERDÌ (Vineri in jur de 11) di Iulia Rugina 2006, 18’

ore 18.30
A EST DI BUCAREST (A fost sau n-a fost) di Corneliu Porumboiu,
2006,1h 29

SALA KODAK ore 16.00
Gli sceneggiati fantastici
a cura di Rai Teche
LA TRACCIA VERDE di Silvio Maestranzi
1976, durata: 3h16’

SABATO 15 MARZO
SALA DELUXE ore 16.00
IL GALLO DECAPITATO (Cocoşul decapitat) di Radu Gabrea, 2007, 1h 37

ore 18.00
LA MORTE DEL SIGNOR LAZARESCU (Moartea Domnului Lăzărescu) di Cristi Puiu, 2005, 2 h 33,
SALA KODAK ore 16.00
Gli sceneggiati fantastici
a cura di Rai Teche
EXTRA di Daniele D’anza,1976, 2h22’

DOMENICA 16 MARZO
SALA DELUXE ore 16.30
NON TE LA PRENDERE, MA… (Nu te supăra, dar…) di Adina Pintilie, doc., 2007, 50’

ore 18.00
CALIFORNIA DREAMIN’
di Cristian Nemescu,
2007, 2 h 35

SALA KODAK ore 16.00
Gli sceneggiati fantastici
a cura di Rai Teche
IL FAUNO DI MARMO di Silverio Blasi, 1977, 2h54’

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Bucureşti, 13 marzo 2008
È morto l’attore Ovidiu Iuliu Moldovan

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L’attore Ovidiu Iuliu Moldovan è morto mercoledì sera, all’Ospedale Universitario di Bucarest, all’età di 66 anni.
Nato il 1 gennaio 1942 a Sărmaş, nel distretto di Cluj (Transilvania), Moldovan si era diplomato all’Istituto di Arte Teatrale e Cinematografica di Bucarest nel 1964. Ha debuttato a 23 anni, sulla scena del Teatro Nazionale di Timişoara, in Scende l’inverno (Winterset) di M. Anderson.

Dopo quattro anni di attività al Nazionale di Timişoara (nei ruoli di Mio in Winterset, regia di Emil Reus, Paul nei Dattilografi di Schisgall, regia di I. Veakis, Emiliano in Romolo il Grande di F. Durenmatt, regia di C. Anatol, Adamo nelle Stagioni di A. Werker, regia di A. Manea o Sebastiano nella Dodicesima notte di W. Shakespeare, regia di Marietta Sadova), dal 1970 è presente sulla scena del Teatro Nazionale di Bucarest, nei seguenti ruoli: il Barone nell’Asilo notturno di M. Gorki, regia di Ion Cojar; Penteo nelle Baccanti di Euripide, regia di M. Mănuiuţiu; Platonov nell’opera omonima di A. P. Cehov, regia di Ivan Helmer; Tamerlano in Tamerlano il Grande di W. Shakespeare, regia di Victor Ioan Frunză; Lopahin nel Giardino dei ciliegi di A.P. Cehov, regia di Andrei Şerban; Orsino nella Notte dei re di W. Shakespeare, regia di Andrei Şerban; Avram Iancu in Avram Iancu di Lucian Blaga, regia di H. Popescu; Iasone in Una trilogia antica – Medea secondo Euripide e Seneca, regia di Andrei Şerban; Gelu Ruşcanu in Jocul ielelor di Camil Petrescu, regia di Sanda Manu e tanti altri ancora.

L’attore è diventato molto popolare in Romania grazie alle sue presenze in numerosi film di cinema, come Di una certa felicità, regia di M. Constantinescu (1974), L’attore e i selvaggi, regia di Manole Marcus (1975), Oltre il ponte, regia di Mircea Veroiu (1976 ), Il profeta, l’oro e i transilvani, regia di Dan Piţa (1978), Bietul Ioanid, regia di Dan Piţa (1980), Il segno del serpente, regia di Mircea Veroiu (1981), Il castello sui Carpazi, regia di Stere Gulea (1982), Giustizia in catene, regia di Dan Piţa (1983), Punto e da capo, regia di Al. Visarion (1986), L’isola che dorme, regia di Mircea Veroiu (1994) e tanti altri ancora, per non parlare dei suoi ruoli nei film e nei drammi per la televisione o in quelli radiofonici.

Considerato uno dei più grandi attori romeni di teatro e cinema, Ovidiu Iuliu Moldovan è noto anche per i suoi numerosi spettacoli di recitazione di poesia, soprattutto delle poesie di Eminescu.

Dopo il 1997 l’attore ha rinunciato al cinema per dedicarsi al teatro. Il suo ultimo spettacolo è stato L’altro Cioran – un montaggio dei Quaderni di Emil Cioran (regia di R. Penciulescu, 2002), ma è salito per l’ultima volta sul palcoscenico il 15 gennaio 2008 per lo spettacolo Trecut-au anii (Son passati gli anni) secondo Mihai Eminescu.

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“Era un attore di testa e, nonostante le apparenze, credo che il suo ruolo migliore sia stato quello di Caligola [di A. Camus] nella regia di H. Popescu. Era uno che usava mezzi moderni in ruoli romantici, un artista che nel teatro romeno di oggi non potrebbe essere sostituito da nessuno. Forse Iureş è simile a lui, ma non così marziale; Iuliu s’imponeva per la sua autorità scenica. Rassomigliava a Gheorghe Cozorici, apparteneva alla stirpe di Vraca, aveva un fascino senza limiti.” (Magdalena Boiangiu, critico teatrale)

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