Archive

Archive for aprile 2009

Mostra di Victor Brauner a Venezia

27 aprile 2009 Commenti disabilitati

Victor Brauner

Venezia – dal primo al 29 maggio 2009

alla “GALERIE BORDAS”, Piazza San Marco 1994b, tel. 041-5224812

Una selezione di opere dell’artista surrealista rumeno Victor Brauner. La mostra presenta oltre a un significativo insieme di opere grafiche (incisioni, litografie) e manifesti originali, i più importanti libri illustrati.

Biglietti: ingresso libero. Vernissage: 1 maggio 2009, ore 18

Dal 1 fino al 29 maggio la Galerie Bordas presenterà una selezione di opere dell’artista surrealista rumeno Victor Brauner. La mostra presenta oltre a un significativo insieme di opere grafiche (incisioni, litografie) e manifesti originali, i più importanti libri illustrati (Yvan Goll “Le char triomphal de l’antimoine”, Sarane Alexandrian Brauner “L’illuminateur”, Alain Jouffroy “Tire à l’arc”, Gherasim Luca “L’extrème occidentale”, Benjamin Peret “Main forte”), alcuni dei libri illustrati del periodo rumeno (Ilarie Voronca “Restristi”), la rivista Unu, cataloghi, monografie e documenti. La mostra sarà documentata da un catalogo. Pittore dadaista poi surrealista. Ha fatto parte, come Constantin Brancusi, Tristan Tzara, Eugène Ionesco, Mircea Eliade, Panait Istrati e Emil Cioran, dell’importante comunità di artisti e intellettuali rumeni di Parigi. Victor Brauner nasce in una famiglia ebraica a Piatra-Neamţ, nell’est della Romania, il 15 giugno 1903. Nel 1921 frequenta temporaneamente la Scuola di Belle Arti di Bucarest, dove dipinge paesaggi alla maniera di Cézanne. Alla prima personale, che si svolge alla Galerie Mozart di Bucarest nel 1924, espone dipinti in stile espressionista. È tra i fondatori della rivista dada “75 HP” a Bucarest. Nel 1925 si reca a Parigi, ma ritorna a Bucarest circa un anno dopo dove nel 1929 collabora alla rivista dada e surrealista UNU. Nel 1930 si stabilisce a Parigi e diventa amico del connazionale Brancusi, che lo inizia nell’arte della fotografia. Successivamente incontra Yves Tanguy che verso il 1933 lo introduce nel gruppo surrealista. André Breton scrive una presentazione entusiastica per il catalogo della prima personale parigina di Brauner alla Galerie Pierre nel 1934. La mostra però non ha successo e nel 1935 l’artista ritorna a Bucarest, dove rimane fino al 1938. A Parigi, vive temporaneamente con Tanguy e dipinge un certo numero di opere raffiguranti figure umane distorte con occhi mutili. Queste tele, databili al 1931, si rivelano macabramente profetiche perché nel 1938 viene ferito gravemente ad un occhio durante una rissa. All’inizio della seconda guerra mondiale, durante l’occupazione nazista, fugge nel sud della Francia dove mantiene i contatti con altri surrealisti a Marsiglia. Successivamente si rifugia in Svizzera, ma non potendo avere a disposizione materiali idonei, utilizza la cera di candela per realizzare lavori ad encausto e sviluppa la tecnica a graffito.

Dopo la fine della guerra ritorna a Parigi e nel 1947 partecipa alla “Exposition internationale du surréalisme” alla Galerie Maeght. Nelle opere pittoriche del dopoguerra inserisce forme e simboli ispirati ai tarocchi, ai geroglifici egizi e agli antichi codici messicani. Negli anni ’50 visita la Normandia e l’Italia, ed espone alla Biennale di Venezia del 1954 e del 1966. L’artista muore a Parigi il 12 marzo 1966, proprio nell’anno in cui era stato scelto, come artista ormai consacrato, a rappresentare la Francia alla Biennale.

(fonte: www.exibart.com)

Vita e Pasqua nel Maramureş

18 aprile 2009 Commenti disabilitati

Roma, Venerdì, 24 aprile, ore 19,00 Accademia di Romania, Sala Conferenze:

Vita e Pasqua nel Maramureş

Proiezione del documentario di Duccio Pugliese (Trieste). Durata: 83′, ingresso libero

Mentre l’Occidente ha appena festeggiato la Pasqua, i romeni, in maggioranza figli della cristianità orientale, si preparano in questi giorni a festeggiare la Risurrezione del Signore secondo il calendario giuliano. Il documentario di Duccio Pugliese li sorprende proprio nella Settimana santa, che ferve di grandi preparativi esteriori ed interiori. Per realizzarlo, il regista è andato nei villaggi di una delle regioni più belle e che ha meglio conservato l’autenticità delle sue tradizioni: i villaggi del Maramureş. Girato nel 2007, il documentario presenta i preparativi che tradizionalmente precedono la Pasqua nelle famiglie del Maramureş, nel nord della Romania, in una dimensione famigliare, quotidiana, comunitaria e spirituale. Regione multietnica (in cui una maggioranza romena convive da secoli con magiari e ruteni) e multiconfessionale (ortodossi, cattolici di rito romano e orientale, protestanti) nel nord della Transilvania, il Maramureş mantiene viva l’impronta tradizionale nell’ architettura, nelle tradizioni e nel modo di vivere le feste. Buon conoscitore della regione, il regista Duccio Pugliese propone una riflessione sul destino di questi luoghi, tra conservazione di tradizioni belle e particolarità identitarie, da un lato, e l’inevitabile tendenza contemporanea all’omologazione, dall’altro.

Quando erano gli emigrati italiani ad essere criminalizzati

16 aprile 2009 7 commenti

Quando i clandestini eravamo noi e la Romania non voleva gli italiani

di Stefania Parmeggiani, La Repubblica di Parma, 15 aprile 2009 (http://parma.repubblica.it/dettaglio/baby-mendicanti-e-clandestini-quando-i-romeni-eravamo-noi/1618020?edizione=EdRegionale)

Mostra all’Archivio Storico di Parma: “Tracce dell’emigrazione parmense e italiana fra il XVI e XX secolo”, dal 16 aprile al 27 giugno


Il ministero dell’Interno nel 1942 cercò di fermare gli espatri a Bucarest dove i nostri connazionali erano malvisti. A Bombay chi aveva a che fare con la prostituzione veniva chiamato “italiano”. Documenti di un’epoca nella quale a varcare le frontiere erano i poveri del nostro Paese, a volte criminali, spesso criminalizzati.

Quando i rumeni eravamo noi… E le cose andavano più o meno come oggi, solo a ruoli invertiti. Gli italiani andavano a Bucarest in cerca di fortuna, per lavorare come falegnami, nelle miniere o nelle fabbriche. Avevano un permesso di soggiorno in tasca, ma alla scadenza restavano oltre confine. Clandestini appunto. Come erano molti rumeni in Italia prima del loro ingresso nell’Unione Europea. Non graditi, come lo sono oggi che vengono guardati con rabbia e sospetto. A metà del ‘900 non erano gli italiani a considerare i rumeni criminali, ma i rumeni a controllare le dogane per non essere invasi dagli italiani. I nostri connazionali creavano non pochi problemi: violenti, indisciplinati. La loro storia, fatta di stracci e pregiudizi, si è intrecciata con i tentativi italiani di evitare che gli indesiderabili lasciassero i confini nazionali e andassero a creare problemi alla dittatura amica del generale Ion Antonescu. Cancellati dalla memoria di un Paese, facile a rovesciare i pregiudizi su altri, i problemi dell’emigrazione italiana in Romania escono dalla polvere degli Archivi di Stato grazie alla mostra “Tracce dell’emigrazione parmense e italiana fra il XVI e XX secolo”. Oltre cento documenti, molti gli inediti. Tra questi una lettera con il timbro del ministero dell’Interno inviata il 28 agosto 1942 a tutti i questori del Regno, al ministero degli Affari esteri, al Governo della Dalmazia, alla direzione di polizia di Zara e all’alto commissario di Lubiana. Diramava un ordine preciso: evitare che gli italiani espatriassero in Romania. […]

D’altronde che tra gli emigrati non ci fossero solo lavoratori in cerca dell’America, ma anche avventurieri con pochi scrupoli è storia risaputa e testimoniata, in questa mostra, da altre missive, denunce e lamentele. La più antica è una lettera del console italiano in India che nel 1893 informava la madrepatria come a Bombay tutti coloro che sfruttavano la prostituzione venissero chiamati “italiani”. Un’associazione di idee non certo lusinghiera. I nostri connazionali, come tutti gli emigranti, non rappresentavano solo un problema di sicurezza, ma anche una risorsa economica, tanto che Mussolini, come testimonia una delle circolari esposte, vietò l’espatrio alla manodopera specializzata. Potevano partire solo operai semplici, braccia che rischiavano di finire nel tritacarne dell’immigrazione clandestina. Che esisteva allora come oggi. La mostra documenta una serie di espatri irregolari avvenuti tra il 1925 e il 1973: gli italiani arrivavano in Francia e in Corsica, ma anche in altri paesi, con permessi turistici e poi si fermavano ben oltre la scadenza, altri entravano con in mano un visto di transito, ma non lasciavano il paese in cui erano solo di passaggio. Altri ancora ottenevano passaporti falsi o raggiungevano l’America tramite biglietti inviati, ufficialmente, da parenti e amici. In realtà, una volta dall’altra parte dell’Oceano, ad attenderli erano agrari che li costringevano a turni di lavoro massacranti perché ripagassero, senza stipendio, il costo di quel viaggio della speranza. Anche questo “racket”, documentato con materiale del 1908, contribuisce all’affresco di un’epoca, non troppo lontana, in cui i rumeni – criminalizzati, non graditi o sfruttati – eravamo noi.

Cfr. su quest’argomento l’articolo dell’ottobre scorso su Corriere della Sera, firmato da Gian Antonio Stella, “Quando erano italiani gli immigrati da linciare”: http://www.corriere.it/cultura/08_ottobre_10/italiani_linciare_aigues_mortes_stella_6aab0f7a-969f-11dd-9911-00144f02aabc.shtml

Quando la notizia diventa sciacallaggio

11 aprile 2009 2 commenti

COMUNICATO STAMPA congiunto FIRI, ERI e Amici della Romania

Quando la notizia diventa sciacallaggio

Roma, 11 aprile 2009

Le associazioni italo-romene Forum degli intellettuali romeni d’Italia (FIRI), EuRomeni d’Italia (ERI) e Amici della Romania denunciano l’ennesimo tentativo di colpevolizzazione dei romeni ad opera dei media italiani. In seguito ad un presunto atto di sciacallaggio ad opera di quattro cittadini romeni residenti in Abruzzo, fermati ieri a San Panfilo d’Orce vicino L’Aquila dai carabinieri e assolti in seguito dal giudice monocratico del processo per direttissima perché il fatto non sussiste, le agenzie di stampa riprese dai media e dalle TV hanno diramato la relativa notizia, mettendo in evidenza, in maniera strumentale e diffamatoria, la nazionalità delle quattro persone ingiustamente accusate. Colpisce che ad avvallare una simile notizia sia stato lo stesso capo del governo, Silvio Berlusconi, nel corso della sua conferenza stampa di ieri sera alla caserma della Guardia di finanza, dando così risalto ad una notizia che riportava accuse rivelatesi in seguito false. Come nel recente caso di Karol Racz e di Alexandru Loyos Isztoika, la semplice nazionalità di persone sospettate di reati diventa subito occasione per un linciaggio mediatico fomentato da mass-media e da esponenti del mondo politico, i quali non sono altrettanto attenti a sottolineare la nazionalità delle tante vittime straniere nei fatti di cronaca nera, nel caso delle frequenti morti bianche oppure, come in questo caso, il tributo di vite nello stesso sisma abruzzese, in cui sono morti almeno cinque romeni accertati. Le associazioni italo-romene fanno un appello al mondo delle istituzioni e dei media ad abbandonare il vicolo cieco della tensione interetnica e a mantenere invece un profilo professionale adeguato per una informazione libera e corretta.

Radu Motoca (segretario FIRI), Octavian Neamu (pres. EuRomeni), Alina Harja (pres. Amici della Romania)

Le Associazioni italo-romene aiutano i terremotati d’Abruzzo

11 aprile 2009 1 commento

Le Associazioni italo-romene aiutano le vittime del terremoto in Abruzzo

Nei giorni scorsi, in seguito al terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo provocando quasi trecento morti (di cui  cinque accertati di origine romena), numerosi feriti e migliaia di edifici distrutti o danneggiati, le associazioni locali dei romeni, in particolare a L’Aquila e a Sulmona, si sono adoperate fin da subito per dare il loro contributo concreto a favore dei terremotati. Allo stesso tempo, altre associazioni italo-romene si sono attivate, partecipando direttamente ai soccorsi degli sfollati immigrati (come ad esempio Silviu Ciubotaru, presidente dell’Associazione “Noi suntem români”) oppure alla raccolta di beni di prima necessità, organizzata dalla Federazione delle Associazioni per i Romeni in Italia, il cui rappresentante legale e portavoce dell’Associazione EuRomeni d’Italia, Fabio Maria Galiani si è recato all’inizio della settimana nella zona interessata dal sisma per organizzare, in coordinamento con le associazioni e i volontari locali, le operazioni di raccolta di aiuti a sostegno degli sfollati più bisognosi, indipendentemente dalla loro nazionalità. (Fonte: FIRI; foto: http://www.corriere.it).

COMUNICATO STAMPA: Solidarietà e aiuti alle persone colpite dal terremoto in Abruzzo

Roma, 10 aprile 2009. Le Associazioni aderenti a F.A.R.I., Federazione delle Associazioni per i Romeni in Italia (costituita il 25 giugno 2008), stanno organizzando l’invio di aiuti in favore delle persone, di qualsiasi nazionalità, colpite dal sisma in Abruzzo, alle quali esprimono profonda solidarietà. Nei giorni 6 e 7 aprile Fabio Maria Galiani, Portavoce dell’Associazione EuRomeni d’Italia nonché Coordinatore F.A.R.I., si è recato personalmente nelle zone colpite dal terremoto, nei luoghi degli scavi tra le macerie e nei campi di soccorso in via di allestimento, tra i quali Onna, Paganica, Bazzano, Poggio Picenze, San Gregorio e L’Aquila, per verificare le necessità più impellenti e le condizioni degli sfollati, non solo di nazionalità romena, accertare eventuali disparità di trattamento, ed organizzare i primi soccorsi. Nei prossimi giorni le Associazioni aderenti a F.A.R.I. invieranno volontari nelle zone terremotate per fornire il loro contributo. L’iniziativa di solidarietà è aperta all’adesione di cittadini, associazioni ed altri enti privati e pubblici, italiani o stranieri. (Info: Fabio Maria Galiani, cell. 339-1246254)

“Mar Nero”, in proiezione all’Accademia di Romania

2 aprile 2009 Commenti disabilitati

Venerdì, 3 aprile, ore 19,00 Roma, Accademia di Romania, Sala Conferenze

Proiezione del film Mar Nero
(95’, regia Federico Bondi,
co-produzione Italia, Francia, Romania, 2008)


“Mar Nero”, il film di debutto del giovane regista Federico Bondi, è stato accolto con entusiasmo dalla critica italiana ed europea, vincendo ben tre premi alla 61-a edizione del Festival di Film di Locarno, 2008. La trama, declinata quasi esclusivamente al femminile, è costruita intorno all’incontro tra Gemma (Ilaria Occhini), una signora italiana anziana rimasta di recente vedova, e Angela (Dorotheea Petre), una giovane romena, arrivata da poco in Italia. L’obiettivo indaga su quelli spazi interiori, difficili ma privilegiati, in cui i due personaggi scoprono di aver bisogno l’una dell’altra.

Assisterà alla proiezione il produttore Francesco Pamphili.
In collaborazione con: FIRI – Forum degli intellettuali romeni d’Italia.