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Archive for febbraio 2011

Matei Visniec: “Sul lavaggio del cervello a Est e a Ovest”

27 febbraio 2011 Commenti disabilitati

Roma, 3 – 4 marzo 2011. TransEuropaExpress – 6 edizione

Sessione pomeridiana del 4 marzo (ore 15.00 – 18.00), Auditorium Ara Pacis, Lungotevere in Augusta: Ebba Witt-Brattström (Svezia) – “La Svezia e il paese delle donne”; Leonidas Donskis (Lituania) – “Tra politica e storia”; Matei Vişniec (Romania) – “Sul lavaggio del cervello a Est e a Ovest”; Paul Torday – “L’identità culturale – la prospettiva di uno scrittore inglese”.

“Sul lavaggio dei cervelli a Est e a Ovest” del drammaturgo e giornalista Matei Visniec verte a TransEuropaExpress uno degli appuntamenti con la sesta edizione del seminario europeo ideato e promosso dalla Casa delle Letterature dell’Assessorato alle Politiche Culturali di Roma Capitale con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e con le Ambasciate e gli Istituti culturali stranieri di Roma.

TransEuropaExpress è un appuntamento in cui scrittori, filosofi, storici ed altri intellettuali provenienti da numerosi paesi europei si interrogano e discutono su temi ogni anno diversi. “Storie e identità. L’Europa degli intellettuali” è il tema scelto per questa edizione. I relatori analizzeranno, scegliendo liberamente la prospettiva e la modalità,  il rapporto tra intellettuali e storia del proprio Paese.

Ospite dell’Accademia di Romania nell’ambito di TransEuropaExpress sarà lo scrittore, drammaturgo e giornalista Matei Vişniec. Nato in Romania nel 1956, attualmente vive a Parigi dove lavora per Radio France International. Essendo le sue opere sistematicamente bandite dal regime comunista, dal 1987 Matei Vişniec ha chiesto asilo politico in Francia. Dopo la caduta del regime è diventato uno degli autori più presenti sui palcoscenici romeni. Le sue opere sono state tradotte e rappresentate in oltre venti paesi del mondo.

Matei Vișniec: “L’unico conforto dell’intellettuale che vive in una società totalitaria: il male è estremamente facile da  identificare.

Nell’Europa dell’Est durante il comunismo sapevamo con molta precisione dove stesse il male, chi lo incarnasse e come dovesse essere combattuto. Il Male era visibile, dispiegato in tutta la sua brutalità e stupidaggine. I simboli del male erano chiari, le persone che lo servivano avevano un nome.
Nella Romania comunista il male era incarnato dalla coppia presidenziale, dall’apparato repressivo e dal partito unico. Gli strumenti del male erano facili da detestare e la popolazione si inventava una barzelletta a sfondo politico ogni giorno per resistere contro l’oppressione. Nel mondo libero ho l’impressione che sia l’industria del divertimento a burlarsi di me. A volte mi sento come un intellettuale senza avversario. La manipolazione tramite gli slogan della società di consumo è infinitamente più sottile, il vero avversario rimane invisibile.” (frammento dell’intervento a Roma; fonte: Italian Network)

Brochure-TransEuropaExpress (sesta edizione)

Concerti George Enescu in Italia

21 febbraio 2011 2 commenti

Sabato, 26 febbraio 2011, ore 21, Teatro La Fenice di Venezia: concerto inaugurale della tournée “George Enescu in Italia” dedicato al 130° anniversario dalla nascita del grande violinista, compositore e direttore d’orchestra George Enescu.

Nella stessa occasione, nel foyer del teatro sarà inaugurata la mostra “Omaggio a George Enescu – 130”, organizzata dal Museo Nazionale “George Enescu” di Bucarest.
Solisti del concerto saranno i violinisti Remus Azoiţei (direttore artistico della Società Enescu di Londra) e Gabriel Croitoru (vincitore del diritto d’utilizzo del violino Guarnieri appartenuto al maestro Enescu) e dai pianisti Eduard Stan (fondatore del Festival Enescu di Heidelberg/Mannheim – 2005) e Karim Said (vincitore della prima borsa offerta dalla Società Enescu di Londra e dall’Istituto Culturale Romeno di Londra in partenariato con la Royal Academy of Music).

L’evento è organizzato dall’Istituto Romeno di Venezia in collaborazione con la Enescu Society di Londra e il Romanian Cultural Institute di Londra, il Museo Nazionale “George Enescu” di Bucarest, il Festival Internazionale “George Enescu”, la Fondazione del Teatro La Fenice e il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia.

Info: Teatro La Fenice.

Il programma del concerto:

George Enescu, Suite no. 1 in G minore per pianoforte (solista Karim Said),

Ludwig van Beethoven, Sonata no. 5 per pianforte e violino (solisti Gabriel Croitoru e Karim Said),

Eugène Ysaÿe, Sonata no. 3 per violino (solista Gabriel Croitoru), George Enescu,

Sonata no. 3 in la minore “in carattere popolare romeno” (solisti Remus Azoiţei e Eduard Stan).

Sostenuta dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, la tournée “George Enescu in Italia” prevede quest’anno concerti in altre tre città italiane: Verona (25  marzo, sala Maffeiana del Teatro Filarmonico), Torino (7 maggio, Auditorium RAI) e Roma (1 dicembre, Accademia Nazionale S. Cecilia).

Romeni a Milano, Maria Stefanache si candida per loro

16 febbraio 2011 1 commento

di Ginevra Battistini, Mixa (Milano)

Milano come la Parigi di Eugène Ionescu, Mircea Eliade, Emile Cioran, Tristan Tzara, i grandi scrittori e artisti della cultura romena. È il sogno di Maria Ștefanache, uno dei motivi per cui ha scelto di candidarsi come consigliere comunale alle elezioni di maggio nella lista dell’aspirante sindaco Giuliano Pisapia.

Nata a Bucarest nel 1962, da vent’anni è e si sente milanese e a Milano lavora come regista teatrale dal 1992. Della politica l’affascina la partecipazione, il protagonismo, la voglia di darsi da fare in prima persona per cambiare il volto della città. Un volto raggiante, fresco come il suo che si accende con un sorriso.

Maria incarna alla perfezione la donna di teatro: è piena di energia, è convinta e convincente. Ha entusiasmo da vendere e ride appena può. Sull’ottimismo, la positività, l’ironia e la speranza punterà la sua campagne elettorale. “I romeni sono così, e lo sono anch’io. Come Tristan Tzara, il fondatore del Dadaismo. ‘Da’  significa sì, va bene, siamo d’accordo”. Un sì alla vita e alla voglia di fare, piuttosto che disfare. “Esatto, ripartiamo da qua. Io non farò mai polemiche con nessuno, sono una persona pacifica e mi interessa costruire lasciando perdere le critiche alla destra”. Piuttosto, guardiamo avanti e ragioniamo sul da farsi è il senso del suo impegno politico. “Ogni volta che nomini la destra poi, in particolare il signor B., porti energia alla loro parte. Un disastro” dice ridendo. Sulla sua scelta di campo, risponde, ancora una volta, con una battuta: “Ti pare che un’artista come me, possa votare per la destra? Ne ho di amici di destra ma c’è poco da fare: è la sinistra o il centrosinistra ad avere un’apertura maggiora verso gli stranieri, una più forte solidarietà sociale. Qui ho trovato fatti concreti, contenuti. Dall’altra parte, non mi hanno dato mai retta e solo ora, in vista delle elezioni, tentano di corteggiarmi. Ma è solo perché vogliono esibire un manichino”.

Impresa ardua portare dalla sua i circa 12 mila romeni residenti a Milano che come tutti i cittadini comunitari possono votare alle elezioni comunali. Secondo diversi sondaggi, il voto degli immigrati romeni va soprattutto a destra. “È normale. Per molti di loro sinistra significa comunismo” spiega Maria. E comunismo significa il regime di Ceausescu durato più di vent’anni. […]

L’articolo intero su Mixa Magazine.

Italia-Romania, mosse pre-elettorali

14 febbraio 2011 3 commenti

“Oblò”. Italia-Romania, mosse pre-elettorali

di Horia Corneliu CICORTAȘ

Il 14 gennaio scorso è stato firmato a Roma, dal segretario del Partito democratico italiano Pierluigi Bersani e dal presidente del Partito socialdemocratico romeno Victor Ponta, un accordo di collaborazione tra i due partiti di sinistra, attualmente all’opposizione nei rispettivi parlamenti di Roma e di Bucarest. L’accordo, nato dall’iniziativa del Psd, stipula tra altro l’impegno da parte del Pd di “coinvolgere in modo attivo nella  vita sociale e politica italiana i cittadini romeni segnalati dal Psd” (con analogo riferimento agli italiani residenti in Romania segnalati dal Pd ai colleghi del Psd) e, in particolare, di “sostenere la candidatura di un rappresentante della comunità romena in Italia in seno al Parlamento italiano”. L’intesa siglata da Bersani e Ponta stipula inoltre la creazione in Italia di una filiale del Psd, nell’ambito dell’organizzazione Psd all’estero, per sostenere il Pd “nei rapporti diretti con la comunità romena”, ai fini della “promozione degli esponenti della comunità romena in Italia” in occasione delle elezioni politiche, europee ed amministrative.

L’accordo, che ha ricevuto un certo spazio sulla stampa romena, è passato quasi inosservato in Italia, dove la politica è cronicamente concentrata sui problemi di Berlusconi.

Ciò che ad un primo sguardo appare come promessa per un futuro ipotetico romeno nel Parlamento italiano, può essere visto piuttosto come una mossa strategica da parte del giovane leader del Psd in vista delle prossime elezioni presidenziali, previste per il 2014. È vero che in una recente intervista, l’on. Livia Turco, responsabile immigrazione del Pd, considera che l’Italia sia pronta  per un parlamentare romeno, ritenendo “che il Pd debba candidare anche persone originarie di altri Paesi”. Ma dobbiamo ricordarci che alle elezioni politiche possono votare – ed essere votati – soltanto i cittadini italiani. Ecco perché, in assenza di una partecipazione significativa dei cittadini comunitari alle elezioni amministrative, la poltrona del primo parlamentare romeno-italiano sarà difficile da conquistare sul campo. E questo vale anche per lo sherpa dell’accordo tra i due partiti, George Teseleanu, nel caso in cui volesse provare la scalata al Montecitorio.

 

Da sinistra a destra: Ponta, Bersani, Rizea (Psd diaspora) e Teseleanu (console onorario della Romania ad Ancona)

Perché, allora, tanta fretta da parte di Ponta? Molti ritengono che, dopo la sconfitta subita nel 2009, quando il presidente uscente Băsescu riuscì a sconfiggere l’avversario socialdemocratico Geoană al secondo turno, per una manciata di voti arrivati proprio dalla diaspora (in particolare dall’Italia e dalla Spagna, dove i votanti hanno espresso, come alle politiche dell’anno precedente, una chiara opzione di centro-destra), il Psd abbia imparato la lezione, preparandosi perciò a rifare il terreno perso rispetto al Partito democratico-liberale (Pdl). Il Pdl aveva vinto le elezioni del 2008, creando una fragile maggioranza parlamentare insieme all’Unione democratica dei magiari di Romania (Udmr), mentre l’ex partito alleato a destra, i liberali del Pnl, era entrato in opposizione dal 2007 per dissidi tra l’allora premier liberale Tăriceanu col presidente Băsescu, dando nascita ad una insolita collaborazione proprio col Psd. Al di là delle stranezze della politica romena, che vede uniti contro il governo di centro-destra (sostenuto da Pdl ed Udmr) un partito di destra e uno di sinistra con storie, elettorati e programmi divergenti, resta da vedere se e come l’accordo transnazionale Pd-Psd riuscirà a produrre i frutti desiderati. Da una parte, il Pd italiano dovrà convincere i romeni d’Italia di essere sinceramente interessato alla loro piena integrazione, anche sul piano politico. Dall’altra, il Psd romeno dovrà dimostrare di essere un partito di sinistra nel senso riformista e occidentale del termine, a vent’anni dalla caduta del mondo sovietico. Un primo banco di prova, per testare l’interesse dei romeni per la vita politica italiana e la capacità dei partiti italiani a coinvolgere nella vita politica gli stranieri con diritto di voto, sarà rappresentato dalle elezioni comunali di questa primavera; elezioni che, come qualche anno fa, vedranno iscritti nella corsa per i posti di consiglieri municipali anche alcuni cittadini romeni. I precedenti, a parte il caso di Nona Evghenie, eletta proprio sulle liste del Pd nel consiglio comunale di Padova, sono finora di rilevanza modesta rispetto al notevole potenziale elettorale rappresentato dai cittadini neo-comunitari; un bacino finora trascurato dai grandi partiti italiani, che può tuttavia rivelarsi decisivo nella composizione delle future amministrazioni locali.

Nel frattempo, la battaglia di Bucarest per i voti della diaspora romena va avanti. Il Pdl, i cui due parlamentari eletti nelle circoscrizioni dei romeni all’estero, Badea e Brînză, hanno creato numerose filiali del partito all’estero, sostiene un progetto di legge del Ministro degli esteri Baconschi sul voto per corrispondenza, accantonando un progetto per l’introduzione del voto elettronico presentato da una cordata di Ong. Il progetto è stato duramente criticato dal Psd, che denuncia il rischio di frodi, mentre i liberali del Pnl, più prudenti, studiano una possibile intesa con il neonato Fli, per intercettare l’elettorato della diaspora orientato a destra, ma allergico ai vari Pdl.

Le elezioni amministrative italiane sono imminenti, ma la temperatura elettorale aumenta soprattutto nei parlamenti: a Roma, dove il governo può cadere da un momento all’altro, e a Bucarest, dove ci si prepara per le elezioni dell’anno prossimo (prima le amministrative e poi le politiche). In mezzo, gli emigrati romeni, chiamati a far emergere i propri diritti civili e a bilanciare la sproporzione tra lo scarso coinvolgimento politico e il notevole contributo nell’economia italiana.

 

Milano, serata dedicata al poeta Grigore Vieru

6 febbraio 2011 Commenti disabilitati

giovedì 17 febbraio 2011 ore 21, Casa della Poesia, Milano

Poeti europei: Un Orfeo malato d’amore. Grigore Vieru e la poesia moldava

serata a cura di Amos Mattio

Grigore Vieru, (1935-2009) moldavo, è uno di più noti poeti contemporanei in lingua romena, ma ancora poco conosciuto presso il pubblico italiano.

Olga Irimciuc, curatrice e traduttrice di Orfeo rinasce nell’amore, una ricca antologia bilingue di poesie di Grigore Vieru, ne presenterà la figura e la poetica.

Da questo spunto verrà presentato il quadro più ampio della poesia romena del Novecento, con l’intervento della dott.ssa Violeta Popescu, presidente del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano (associazione co-organizzatrice, insieme all’Associazione di promozione sociale Italia-Moldavia, dell’evento).