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Archive for novembre 2013

A novembre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

4 novembre 2013 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 11, novembre 2013, anno III), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

 Ocir nov. 2013Capolavori da salvare: le chiese in legno nei dintorni di Lugoj e Faget

Tra le straordinarie testimonianze di arte e spiritualità che costellano il territorio romeno, le antiche chiese di legno costituisco un capitolo di grande valore. Paolo Ceriani, ingegnere e specialista nel restauro dei monumenti, presenta con accurata documentazione fotografica alcune di queste chiese esistenti nel Banato, precisamente nell’area di Lugoj e Faget. Indiscutibile prodigio costruttivo di profondo valore storico e architettonico, oltre che ovviamente religioso, tali chiese sono attualmente interessate da un necessario progetto di restauro conservativo avviato dal Ministero della Cultura della Romania.

L’ortodossia romena, prospettive storiche e odierna presenza in Italia

La specificità culturale del popolo romeno, la cui presenza travalica i confini dell’attuale Romania, è inscindibilmente legata allo spazio in cui esso è vissuto e dove ha intessuto complesse relazioni con altre tradizioni. Sullo sfondo di un’efficace sintesi storica, Cesare Alzati segnala alcuni tratti essenziali dell’odierna presenza dell’ortodossia romena in Italia nel suo studio L’ortodossia nello spazio romeno e il significato della sua presenza in Italia per la comunione tra le Chiese pubblicato nel libro L’ortodossia in Italia. Le sfide di un incontro (EDB, Bologna 2011). Recensione di Giacomo Ruggeri.

«Do Not Cross»: eros e ricerca di sé nel nuovo romanzo di Dora Pavel

Le pulsioni erotiche e la ricerca di se stesso di un giovane omosessuale sono al centro del nuovo e avvincente romanzo, quasi un thriller, di Dora Pavel, intitolato Do Not Cross (Polirom, Iaşi 2013), un romanzo psicologico e forte dove tensione e introspezione si compenetrano sullo sfondo del drammatico rapimento del protagonista ad opera di uno psicolabile. Do Not Cross è certamente uno dei romanzi più interessanti e intensi usciti quest’anno in Romania, dove ha subito ricevuto una positiva accoglienza da parte della critica. A cura di Mauro Barindi.

Novità editoriale: Mircea Eliade, «Salazar e la rivoluzione in Portogallo»

A 71 anni dalla pubblicazione in Romania, il libro di Mircea Eliade Salazar e la rivoluzione in Portogallo approda anche in Italia, ad opera della casa editrice Bietti di Milano. Oltre al testo di Eliade – per la prima volta tradotto in italiano – il volume contiene due saggi critici, firmati da Sorin Alexandrescu, esegeta dell’opera eliadiana, e da Horia Corneliu Cicortaș, e verrà presentato in anteprima all’Accademia di Romania in Roma, il 7 novembre. Temi e attualità di questa novità editoriale vengono affrontati in una intervista con il curatore, Horia Corneliu Cicortaș.

Badea Cârțan, il contadino autodidatta arrivato a piedi a Roma

Lo storico Ionel Cionchin evoca la figura di Badea Cârţan (Gheorghe Cârțan, 1848-1911), il contadino amante dei libri e della storia diventato famoso per il suo viaggio a Roma, per vedere con i suoi occhi la Colonna Traiana. Partì a piedi dal suo villaggio, Cârţişoara (Sibiu), e vi arrivò dopo 45 giorni. Stanco come era, si addormentò sui gradini della Colonna e all’alba le guardie lo presero per un soldato daco sceso dal monumento, tale era la somiglianza. Ciò impressionò profondamente gli italiani e sui giornali del tempo uscì in prima pagina: «Un Daco è sceso dalla Colonna».

«Mi fu fatta la proposta di nascere uccello». Versi di Spiridon Popescu

È stata recentemente pubblicata, presso la Rediviva Edizioni di Milano, la silloge bilingue Supplemento di esistenza di Spiridon Popescu, a cura di Mirela Tingire. «Spiridon Popescu è un poeta particolare, con delle peculiarità alquanto rare. Per coloro che lo conoscono da vicino egli è il poeta che, attraverso il suo lirismo naturale, riesce a svelare ogni momento prosaico della vita. D’altronde la sua vita è un poema unico, un modo di essere interiore, fino ad arrivare all’estasi che solo la poesia riesce a creare» (Ion Hirghiduş). Pubblichiamo una selezione di versi.

do not cross
«Riviviscenze di lacerti». La pittura di Marco Paladini a Timişoara

Il 14 novembre sarà inaugurata la mostra «Riviviscenze di lacerti» di Marco Paladini, artista che vive da alcuni anni a Timişoara: «Per il mio lavoro, la contemplazione della bellezza e la sua relativa fruizione sono sempre stati motore energetico della mia creatività, ci dice. Da questo punto di vista credo di essere femmina che riceve la propria ingravidazione attraverso gli occhi. Il giorno in cui mi resi conto che in Italia questa realtà mi si sarebbe viepiù pregiudicata per ragioni socio-economiche ed etniche, incominciai a seguire un amico che da tempo frequentava la Romania».

Settimana della lingua italiana nel mondo: l’italiano parlato in Eritrea

Per la XIII Settimana della lingua italiana nel mondo, il Consolato Generale d’Italia a Timişoara, rappresentato dal dott. Flavio Ceneda, ha organizzato una serie di eventi tra i quali un’interessante conferenza del prof. Giampaolo Montesanto sull’italiano parlato in Eritrea. Il testo che qui pubblichiamo evoca la breve storia coloniale italiana e analizza i fenomeni linguistici che più hanno colpito l’attenzione del prof. Montesanto, docente di Lingue e Letterature Straniere presso l’Istituto Omnicompresivo ‘Guglielmo Marconi’ di Asmara, nel corso dei tredici anni trascorsi in Eritrea.

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Roma, giornata di studi dedicata a Mircea Eliade

4 novembre 2013 Commenti disabilitati

Giornata di studi dedicata a Mircea Eliade

Giovedì 7 novembre h. 17.00
Accademia di Romania
Roma, Piazza José di San Martin 1

Mircea EliadeLa biblioteca dell’Accademia di Romania ospita giovedì 7 novembre, dalle ore 17, una giornata di studi dedicata a Mircea Eliade (Bucarest, 1907 – Chicago, 1986).
L’iniziativa, concepita come una tavola rotonda di dibattiti che prendono spunto dalla presentazione di tre novità editoriali riguardanti l’opera di Mircea Eliade, prevede la partecipazione di specialisti, studiosi ed editori dell’opera dello storico delle religioni romeno, uno dei più importanti del Novecento.

I libri

AA.VV., Mircea Eliade. Le forme della Tradizione  e del Sacro, a cura di Giovanni Casadio e Pietro Mander, con una presentazione di Giancarlo Seri, Edizioni Mediterranee, Roma, 2012, pp. 170.

Il volume rappresenta la pubblicazione degli atti del convegno dedicato a Mircea Eliade in occasione del centenario dalla nascita, svoltosi a Perugia nell’ottobre del 2007. Contiene contributi di Pietro Angelini (“Eliade, De Martino e il problema dei poteri magici”), Giovanni Casadio (“Mircea Eliade visto da Mircea Eliade”), Pietro Mander (“L’assiorologia di Pietro Mander”), Grazia Marchianò (“L’ordine sacro del cosmo. L’imperativo smarrito. Posizioni a confronto Eliade-Zolla-Culianu”), Enrico Montanari (“Eliade ed Evola: aspetti di un rapporto «sommerso»”), Carlo Prandi (“Tempo del mito e tempo del moderno in Mircea Eliade”), Guido Ravasi (“La struttura iniziatica dell’opus. Il simbolismo metallurgico-biologico nella considerazione eliadiana dell’alchimia”) e Roberto Scagno (“Eliade e il Giudeo-Cristianesimo”).

Mircea Eliade, Salazar e la rivoluzione in Portogallo, edizione italiana a cura di Horia Corneliu Cicortaş. Postfazioni di Horia Corneliu Cicortaş e Sorin Alexandrescu, Editrice Bietti, Milano, 2013.

Quella italiana è la seconda traduzione, dopo l’edizione portoghese pubblicata nel 2011, del saggio di storia politica del Portogallo moderno incentrato sulla figura del dittatore Oliveira Salazar, scritto da Mircea Eliade all’inizio del suo soggiorno portoghese e pubblicato nel 1942 a Bucarest. L’edizione italiana contiene, oltre al testo di Eliade, due studi critici firmati da H.C. Cicortaş e S. Alexandrescu.

Lara Sanjakdar, Mircea Eliade e la Tradizione. Tempo, Mito, cicli cosmici, Ed. Il Cerchio, Rimini, 2013Sanjakdar - Eliade copertina
Si tratta di un rielaborazione della tesi di laurea di una giovane studiosa italiana, che in questo lavoro affronta dettagliatamente il tema del Tempo negli scritti di Mircea Eliade.

Intervengono:
Mihai Bărbulescu, Pietro Angelini, Giovanni Casadio, Horia Corneliu Cicortaş, Pietro Mander, Lara Sanyakdar, Roberto Scagno.
Sarà presente S.E. Adolfo Morganti, console onorario di Romania a San Marino.

Ingresso libero

AdR

Novità editoriale: Mircea Eliade, “Salazar e la rivoluzione in Portogallo”

2 novembre 2013 2 commenti

Novità editoriale: Mircea Eliade, “Salazar e la rivoluzione in Portogallo”

di Simona Vălan, FIRI

 ARCH_GALLI_IMPERO_ANTIM_1bA 71 anni dalla pubblicazione in Romania, il libro di Mircea Eliade Salazar e la Rivoluzione in Portogallo  approda anche in Italia, stampato dalla casa editrice Bietti di Milano, nella collana l’Archeometro. Oltre al testo di Mircea Eliade – per la prima volta tradotto in italiano -, il volume comprende due saggi critici, firmati da Sorin Alexandrescu e da Horia Corneliu Cicortaș, e sarà presentato in anteprima – una decina di giorni prima dell’inizio della distribuzione commerciale – all’Accademia di Romania in Roma, il 7 novembre prossimo. Abbiamo quindi approfittato per parlare di questa novità editoriale con il curatore, Horia Corneliu Cicortaș, un intellettuale romeno da molti anni in Italia, che vive e lavora tra la Toscana e Trento.

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Simona Vălan: Lei è uno studioso di Mircea Eliade, noto come studioso dello yoga o dello sciamanesimo, o anche come scrittore di narrativa. Com’è arrivato a occuparsi della traduzione di questo libro su António de Oliveira Salazar?

Horia Corneliu Cicortaș: L’iniziativa è partita dalla casa editrice Bietti, che ha voluto collocare questo libro, un po’ “dimenticato”, di Eliade, nella nuova collana di saggistica l’Archeometro. Attraverso Giovanni Casadio, storico delle religioni e ammiratore di Eliade, mi è stato proposto di curare l’edizione italiana. A sua volta, in qualità di nipote, detentore dei diritti d’autore e di esegeta delle opere di Eliade, Sorin Alexandrescu ha caldeggiato questa iniziativa, fornendo il saggio che, insieme alla mia postfazione, accompagna il Salazar e la rivoluzione in Portogallo.

Cosa potrebbe spingerci a leggere oggi un libro su un dittatore controverso, risalente al 1942, e a chi si rivolge?

A mio avviso il volume, così come viene proposto al pubblico italiano, con l’apparato critico necessario, susciterà non solo la curiosità degli studiosi di Eliade o degli storici del Portogallo, ma anche quella dei lettori interessati ad approfondire la storia europea del Novecento, comprese le dittature, le varie rivoluzioni e i protagonisti politici del “secolo breve”.  La travagliata storia portoghese moderna, con tutti i suoi capovolgimenti, colpi di stato e rivoluzioni, è raccontata in modo avvincente, con calore epico accompagnato da una sottile ironia, tipicamente eliadiana.

Salazar nei primi anni Quaranta.

Salazar nei primi anni Quaranta.

C’è stata poi una curiosa coincidenza: la lavorazione dell’edizione italiana è avvenuta in un periodo in cui abbiamo assistito al “fascino” dei governi tecnici e all’ascesa di movimenti di protesta nuovi, come il Movimento 5 Stelle. Ciò avviene oggi, come in passato ma ovviamente in forme attuali, a scapito – e, secondo alcuni, in conseguenza – del parlamentarismo partitico percepito come sistema di potere lontano, se non estraneo o addirittura ostile, ai “problemi della gente”. Anche da questo punto di vista e al di là di certe formulazioni e “tic mentali” dell’epoca, ormai fuori moda, il libro del 1942 può apparire stimolante e per certi versi, sorprendentemente attuale.

Ha avuto particolari difficoltà traduttive nel lavoro sul testo di Eliade?

Nella primavera del 1942, l’autore si trovava da soli due anni all’estero. Eppure in una lettera all’amico Noica, in cui gli chiedeva di aiutarlo a “limare” il dattiloscritto del Salazar, Eliade si lamentava dei legami “indeboliti” con la lingua romena, dovuti alla lontananza dal Paese e alla frequentazione esclusiva dei libri stranieri. A questo si aggiunge  il fatto che, essendo come sempre proteso verso nuovi progetti e cantieri, Eliade non aveva la pazienza di curare lo stile delle sue pubblicazioni.

A parte, quindi, gli inevitabili interventi “cosmetici”, la traduzione cerca di mantenere lo stile e il ritmo specifici della scrittura eliadiana.

Prima della traduzione del saggio su Salazar, sappiamo che si è occupato di alcune opere teatrali di Mircea Eliade. Quali sono i suoi progetti su questo versante?

Ho iniziato traducendo nel 2008 La colonna infinita, pièce del 1970 il cui protagonista è lo scultore Brancusi nel suo periodo di crisi creativa, successiva alla realizzazione dei grandi capolavori che lo hanno reso celebre nel mondo. In questi ultimi anni, tra altri progetti, ho completato la traduzione dei testi teatrali eliadiani (con Uomini e pietre, Ifigenia, 1241 e Avventura spirituale) la cui pubblicazione è prevista all’interno di un volume. Sono contento che lo spettacolo tratto da La colonna infinita, prodotto dalla compagnia toscana Telluris, sia andato in tournée non solo in Italia ma anche nella patria – e nella città – di Brancusi. L’anno scorso è stata poi la volta di Ifigenia, messa in scena dallo Stabile di Catania. Quindi, l’Italia ha reso tributo alla drammaturgia eliadiana, la quale deve però ancora arrivare sugli scaffali delle librerie.

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Nota: L’intervista è disponibile anche sulla pubblicazione online Orizzonti culturali italo-romeni, anno III, n. 11, novembre 2013, in italiano e in romeno; quest’ultima versione è uscita in forma cartacea sul quindicinale Ora României di Torino, anno IV, n. 69, sabato 26 ottobre 2013, p. 4.

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UPDATE – articoli correlati e recensioni:

Filippo Coralli, “Salazar e la rivoluzione in Portogallo. Note su Mircea Eliade”, in Orizzonti culturali italo-romeni, dicembre 2014.

Enrico Maria Romano, “Un dittatore cattolico: il professor Antonio de Oliveira Salazar”, in Campari & De Maistre, 23 settembre 2014.

 

Giovanni Sessa, “Eliade e la Rivoluzione spirituale. Un progetto politico tra Portogallo e Romania”, PoliticaMente, anno IX, n. 92, aprile 2014.

Stefano Di Ludovico, “Mircea Eliade, Salazar e la rivoluzione in Portogallo” (recensione), Diorama letterario, n. 318, marzo 2014.

Stefano Chemelli, “Salazar ‘quasi’ dittatore”, L’Adige, 2 aprile 2014 (qui accanto in jpeg).Chemelli_Eliade_Salazar

Marcello Sacco,“Salazar e la rivoluzione in Portogallo” (recensione), blog del sito web SulRomanzo.it, 16 febb. 2014.

Alessandro Vagnini, “Salazar e la rivoluzione in Portogallo”: Eliade critico (e autocritico) della democrazia, Orizzonti culturali italo-romeni, febbraio 2014.

Luca Gallesi, “Eliade esalta Salazar (e persino l’avvicina a Gandhi)”, recensione su Avvenire, 24 gennaio 2014 (qui sotto).

Carlo Gambescia, “Il libro della settimana”, recensione sul blog dedicato alla metapolitica, giovedì 23 gennaio 2014.

Dalmazio Frau, “Eliade e la rivoluzione portoghese”Totalità, 27 novembre 2013.

“Alle radici della crisi”, puntata di “Pagina 3” del 13 novembre 2013, Rai Radio 3, riascoltabile in modalità podcast.

Luca Negri, “Quando l’utopista Eliade tifava per il dittatore Salazar”, Il Giornale, 13 novembre 2013, p. 27. Versione web, qui e qui.

Iuliana Anghel,  “Presenze culturali a Roma”, con un’intervista radiofonica al curatore, Radio Romania Internazionale, 5 nov. 2013;

Eliade@Avvenire