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Archive for ottobre 2008

Poeti romeni in traduzione italiana, a Roma

31 ottobre 2008 8 commenti

Mercoledì 5 novembre 2008, ore 18.00 – Accademia di Romania, sala conferenze

L’Accademia di Romania e la Fondazione “Marino Piazzolla” hanno l’onore di ospitare una ricchissima serata di traduzioni e novità editoriali all’insegna della poesia. Ospite è il dottor Geo Vasile, italianista, critico letterario e noto traduttore di letteratura italiana in romeno e di letteratura romena in italiano. Già traduttore di Italo Calvino, Giuseppe Bonaviri e di Paolo Ruffilli in romeno, il regalo più recente di Geo Vasile è il volume di poesie tradotte da “I fiori del dolore/Florile durerii” di Marino Piazzolla, recentemente apparso presso la Fermenti Editrice di Roma. Questo volume sarà presentato accanto ad altri due volumi dedicati questa volta al pubblico italiano che ama, che studia o desidera scoprire la letteratura romena. Si tratta di due autori, di due poeti classici della letteratura romena: Mihai Eminescu (1850-1889) e George Bacovia (1881- 1957). Al primo è dedicato il volume “Iperione. Poesie scelte” e racchiude la traduzione di alcune delle sue poesie più belle, mentre il secondo volume, intitolato “Piombo. Versi”, offre un’antologia bilingue di poesie di George Bacovia.

Con l’occasione, a Geo Vasile verrà conferito il “Premio FIRI per la promozione della cultura romena in Italia”, Prima Edizione, Anno 2008. Un messaggio del presidente FIRI Cicortas verrà letto in absentiam.

Interventi:
Geo Vasile, “Il tema del dolore universale nei tre poeti: Piazzolla, Eminescu, Bacovia”
Donato Di Stasi: “Marino Piazzolla, genealogia dell’ uomo contemporaneo”
Antonella Calzolari: “Lettere della sposa demente” e “Il Pianeta Nero” di Marino Piazzolla
Leggono brani degli autori Manuela Cerri e Paolo Gioia, con l’accompagnamento musicale di Anna Cara (chitarra).

George Bacovia, Piombo. Versi, antologia romeno-italiana, saggio critico e biobibliografia a cura di Geo Vasile, Fermenti, Roma, 2008. La prima antologia bilingue pubblicata in Italia della lirica di George Bacovia (1881-1957) presenta una scelta significativa, di oltre 80 testi, tratti dall’opera del più attuale tra i poeti interbellici romeni. La selezione comprende l’intero percorso poetico di Bacovia, dalle pose simboliste del primo volume Piombo, del 1916, fino agli originali accenti prosastici delle Stanze borghesi del 1946, offrendo un’immagine completa di una voce lirica unica e precorritrice, che ha esercitato un grandissimo influsso sulla poesia romena negli ultimi tre decenni del ventesimo secolo, restando tuttora attuale, a 50 anni dalla morte dell’autore. Il volume è corredato inoltre di una biobibliografia e di una sostanziale prefazione, firmate dal traduttore Geo Vasile.

Mihai Eminescu, Iperione. Poesie scelte, versione italiana, commenti critici e biobibliografia a cura di Geo Vasile, postfazione di Fulvio Del Fabbro, Fermenti, Roma, 2008. Il volume presenta una scelta di poesie, altamente rappresentative, di quello che è unanimemente considerato il più grande poeta lirico romeno, Mihai Eminescu (1850-1889), riunendo i suoi capolavori consacrati e i testi più famosi, da Venere e Madonna a Gli epigoni fino alle Epistole e naturalmente a Iperione (Luceafărul). Completano il volume, che vuole essere anche un invito alla lettura di un poeta di grandezza e respiro europei, una breve antologia di commenti critici, alcuni succinti ma sostanziali dati biobibliografici, nonché una nota del traduttore. La postfazione, che verte sulla ricezione di Eminescu in Italia, è firmata dal romenista Fulvio del Fabbro.


Andrei Scrima e il linguaggio contemporaneo

29 ottobre 2008 Commenti disabilitati

Andrei Scrima e il linguaggio teologico contemporaneo

29-30 ottobre 2008, Roma: convegno internazionale di due giorni sull’opera del monaco e del teologo Andrei (André) Scrima.


Organizzatori: Accademia di Romania a Roma & Ambasciata di Romania presso la Santa Sede ed il Sovrano Ordine Militare di Malta

Sotto il Patrocinio del Pontifico Consiglio per la Cultura e della Diocesi Ortodossa Romena per l’Europa Occidentale e Meridionale

In collaborazione con il Pontificio Istituto Orientale
Con il sostegno dell’Istituto Culturale Romeno (ICR) e New Europe College, Bucarest.


Programma del colloquio

29 ottobre, Accademia di Romania

9.00 Mihai BARBULESCU, Marius LAZURCA, Horia – Roman PATAPIEVICI: Allocuzioni d’apertura

9.40 -11.10 Vlad ALEXANDRESCU L’enseignement pneumatologique d’Andre Scrima, Andrei GĂITĂNARU Apophatism and christocentric pneumatology, Lucian PETRESCU La réflexion anthropologique du Père Scrima

11.10 – 12.00 Discussioni (Moderatore: Vlad Alexandrescu)

12.00 – 14.30 Pausa pranzo

14.30 -16.00 Vincenzo POGGI s.j. Un incontro benedetto, Michel JALAKH o.a.m. “Chiese sorelle”: parabola di un’espressione, Bogdan TATARU-CAZABAN Andrei Scrima et la recherche de l’unité. Fragments d’un “journal” orthodoxe du Concile Vatican II 15.30 – 16.00

16.00 – 16.50 Discussioni (Moderatore: Bogdan Tataru – Cazaban)

17.00 – 18.30 DOCUMENTARIO IN MEMORIA DI ANDREI SCRIMA. Regia di RADU GAINA, TVR Cultural

18.30 – 19.30 Rinfresco

30 ottobre 2008, Pontificio Istituto Orientale

9.00 – 9.20 Cyril VASIL’ s.j., Edward FARRUGIA s.j., Mons. FORTINO, Lettera Card. SCHÖNBORN: Allocuzioni d’apertura

9.20 – 10.20 Michel DOUSSE “Prophétisme: messianisme et eschatologie (regard sur l’Islam)”, Claude GEFFRÉ L’énigme du pluralisme religieux et l’unicité du Mystère du Christ

10.20 – 11.20 Discussioni seguite dalla pausa (Moderatore: Claude Geffré o. p.)

11.20 – 12.20 Anca MANOLESCU Un langage de dépassement, Marco TOTI Andrei Scrima e l’ “orientamento tradizionale”,

12.20 – 12.50 Discussioni seguite dalla pausa pranzo (Moderatore: Enrico Montanari)

15.00 – 16.00 Enrico MONTANARI Metafisica e ascesi: le “tracce” di A. Scrima nel mondo moderno, Anca VASILIU Solitude du principe et singularité de l’homme. Langage théologique et réflexion philosophique chez André Scrima

16.00 – 16.40 Discussioni seguite dalla pausa (Moderatore: Anca Vasiliu)

16.40 – 17.10 Daniela DUMBRAVĂ Andrei Scrima e il linguaggio teologico contemporaneo

17.20 – 18.20 TAVOLA ROTONDA “Cultura ed educazione sulla stessa strada del dialogo fra le chiese” (Moderatore: Horia – Roman Patapievici)

18. 30 CONCLUSIONI DEL COLLOQUIO

***

“Per quanto mi riguarda, è con infinita gratitudine che ricordo un monaco della Chiesa ortodossa romena, padre André Scri­ma, che negli anni ’60 ha iniziato molte comunità monastiche francofone alla pratica della preghiera di Gesù. Prima di giunge­re esule in occidente, padre Scrima era stato in Romania figlio spirituale di un monaco russo, padre Ioan Kulygin, superstite proprio dell’allora soppresso monastero di Optina, e in seguito internato in un gulag sovietico, dal quale fu liberato per l’avan­zata delle truppe tedesche nel 1942. Padre Scrima aveva rice­vuto una benedizione particolare da padre Ioan, che quest’ul­timo a sua volta conservava dal proprio padre spirituale a Op­tina, ed è grazie a quella benedizione che egli riteneva di aver ricevuto il carisma della paternità spirituale. E’ lecito pensare che attraverso le parole e la preghiera di padre Scrima, e anche attraverso quella benedizione, che egli talora acconsentiva, in via eccezionale, a impartire ai figli spirituali d’occidente, qual­che cosa della grazia di Optina Pustyn’ abbia oggi portato dei frutti fin nel monachesimo latino?” (tratto da André Louf, La paternità spirituale nel monachesimo d’Occidente oggi, www.esicasmo.it)



Cuore di Romania, festival a “Teatri di vita” di Bologna

26 ottobre 2008 Commenti disabilitati

Bologna, 17 ottobre – 15 novembre: Festival “Cuore di Romania”

Dopo Cina (2005), India (2006) e Turchia (2007), a Teatri di Vita è il momento della Romania. Musica, danza, teatro, cinema e letteratura sono le protagoniste di Cuore di Romania per raccontare la complessità culturale di una nazione troppo spesso incompresa e mal vista. Il paese balcanico si svela ai nostri occhi e ci mostra il suo pulsare, la sua arte, il suo cuore appunto, attraverso la selezione dei suoi artisti contemporanei più significativi a livello internazionale.

Il festival Cuore di Romania si svolge dal 17 ottobre al 15 novembre, con il coinvolgimento di importanti istituzioni romene come il Teatro Nazionale di Bucarest e l’International Short Film Festival di Targu-Mures.

Prime nazionali in programma:

Quartet for a lavaliere, coreografia di Vava Stefanescu, Teatri di Vita, 28-29 ottobre;

You come to see the show and you’ll get an extra-burger!, regia e coreografia di Mihai Mihalcea, 31 ottobre -1 novembre;

Sado-Maso Blues Bar di Maria Manolescu, regia di Gianina Carbunariu, 7-8 novembre;

L’usignolo e la rosa (Privighetoarea si trandafirul) di Oscar Wilde, regia di Carmen Lidia Vidu, Teatro Nazionale di Bucarest, 14-15 novembre.

Fonte e informazioni ulteriori sul programma: http://www.teatridivita.it/italiano/cuorediromania.html

AAA Associazioni vendonsi…

17 ottobre 2008 1 commento

Fabio Maria Galiani  – Horia Corneliu Cicortas

AAA Associazioni vendonsi…

In un sistema compiutamente democratico l’associazionismo gioca un ruolo centrale. Ciò non solo per quanto riguarda le attività sociali e culturali. Quanto piuttosto quale controllore della corretta gestione della res publica, del rispetto dei diritti fondamentali dell’individuo, dell’onestà e della rettitudine dei pubblici amministratori.

L’associazionismo per i romeni, purtroppo, è ancora lontano anche dal solo prefiggersi questi scopi. Ma anche l’attività sociale e culturale da essi svolta, talvolta, sembra scaturire più dalla voglia di accedere a risorse finanziarie che non nell’ambito di un progetto a medio lungo termine con obiettivi chiari predeterminati e soprattutto apolitici. Ciò che invece caratterizza oggi detto associazionismo è il fine politico che molte associazioni si prefiggono. Pronte a vendersi alle istituzioni ed ai partiti politici per un tozzo di pane, un sacco di patate o una carica, una poltrona o anche una sediolina da spiaggia. Così che gli iscritti che l’associazione dovrebbe tutelare, diventano merce di scambio.

Tale situazione non è solo riprovevole in sé perché denota una politica amorale e non democratica che piuttosto di riconoscere il ruolo dell’associazionismo lo soffoca con i suoi tentacoli tentando di tirarla verso questo o quel partito. Ma crea un danno, anche indirettamente, ancora maggiore. La pratica dell’associazionismo in vendita al miglior offerente lede, ovviamente, la credibilità e l’incisività delle associazioni presso le istituzioni ed i media. Così che gli interessi di una comunità che dovrebbero essere tutelati dall’associazionismo vengono abbandonati e traditi. Conseguentemente le istituzioni ed i media si sentono liberi di calpestarli, non temendo assolutamente la reazione di alcuno dei soggetti portatori di tali interessi. Dunque nascono i provvedimenti del tipo decreto c.d. anti-romeni; le iniziative mediatiche contro i Romeni; le campagne elettorali italiane basate sulla caccia al romeno. In quanto manca un organismo unitario slegato totalmente dai partiti e dagli interessi economici che abbia l’autorevolezza di porsi quale tutore dei diritti e degli interessi di una comunità, senza poter essere attaccato nella sua indipendenza dalle istituzioni e nella equidistanza dai partiti politici.

Molte associazioni non hanno debellato questo virus, perché non vogliono o non possono farlo. Ci sono però moltissime associazioni, piccole, medie o grandi, che vogliono fare Associazionismo puro, vero, costruttivo e trasparente. Ma le loro buone intenzioni sono occluse da quelle poche pseudo-associazioni che legando l’associazionismo alla politica, ottengono in cambio una sorta di riconoscimento di rappresentatività, con patrocini, finanziamenti e partecipazioni istituzionali ai propri eventi, che ad altre associazioni sono negati.

Questo è il buio che circonda l’associazionismo per i romeni. Ma in tale oscurità si intravede un consistente spiraglio di luce: F.A.R.I., nata spontaneamente su sollecitazioni di un idealista indipendente, è svincolata da qualsiasi appoggio o fine politico ed è l’occasione per la rinascita dell’associazionismo unito contro coloro che l’associazionismo hanno messo in vendita al miglior offerente (attenzione, neanche in cambio di un maggiore impegno politico nella tutela degli interessi che dette associazioni dovrebbero salvaguardare, bensì in cambio di vantaggi personali). Il primo obiettivo che la FARI si è dato è infatti quello di elevare l’associazionismo, renderlo finalmente professionale, tenerlo indipendente dai partiti e dalla politica, con la quale pur si deve dialogare, ma mai sottomettersi. FARI deve unire tutte quelle associazioni fatte di gente onesta, ciascuna con le proprie idee politiche, ma che non usano l’associazionismo per la propria carriera politica.

L’ultimo sfruttamento delle associazioni si è avuto proprio in questi giorni. Il metodo è semplice, non richiede grandi cervelli. Si entra in un’iniziativa costruttiva e trasparente. Poi, per far apparire divisi i partecipanti a detta iniziativa e dunque farla fallire, si sferrano attacchi contro l’iniziativa, la persona, con futili pretesti, quali la contestazione di legittime elezioni, la nazionalità di chi si impegna per un associazionismo pulito, ecc. Poi sul falso presupposto del fallimento dell’iniziativa, o di presunti interessi personali dietro di essa, si chiamano a raccolta le associazioni in pseudo congressi dei romeni, con la scusa di unire le associazioni e la comunità romena, che poi invece si ritrova, ancora una volta, in vendita all’ennesima tribuna elettorale! Dati in pasto ai politici, che invece le associazioni si dovrebbero mangiare per la continua strumentalizzazione politica dell’associazionismo.

Le polemiche di questi giorni, dopo il successo dell’associazionismo a Madrid, non erano altro che il rigurgito di chi non riesce a digerire un associazionismo indipendente, che quindi non può piegare a fini politici.

Ci auguriamo che Fari si liberi dei tentacoli della politica sull’associazionismo. Dimostrando che da oggi in poi i politici che mettono le mani sulle associazioni, non tornano con le mani piene, ma con le mani bruciate.

Non è, del resto, casuale che la strumentalizzazione tentata da alcuni venditori ambulanti di associazioni si sia verificata subito dopo il successo di Madrid. Successo, si. Anche se non sfugge a nessuno il fine politico che ruotava intorno al Forum Europa 2008.

Ma l’ingombrante presenza del Presidente della Repubblica all’assemblea mondiale delle associazioni per i Romeni e la numerosa presenza dei politici, non è stata sufficiente a zittire le Associazioni. Queste infatti si sono rifiutate di essere rappresentate da una struttura centralizzata con tutti i poteri in mano ai pochi organizzatori. Hanno chiesto ed ottenuto la creazione di un Comitato che proponga ad un’assemblea apolitica le modifiche allo Statuto Fadere, secondo principi di decentramento delle funzioni, trasparenza, democrazia, indipendenza dalla politica e dai partiti e partecipazione paritaria delle associazioni.

Dunque il ranocchio politico trovato a Madrid, baciato dal principe (l’associazionismo) è diventato la bella principessa: una struttura trasparente ed apolitica.

Madrid è stato il primo esempio di ribellione dell’associazionismo all’interferenza politica ed istituzionale.

Eppure, i media, le istituzioni ed i politici hanno esaltato il lato politico elettorale di Madrid. Non hanno percepito o voluto percepire o far sapere quanto di buono, nonostante tutto, è accaduto a Madrid nel mondo dell’associazionismo mondiale per i Romeni.

Sarà proprio per la scarsa credibilità dell’associazionismo corrotto o forse per il maggiore clamore mediatico della polemica politica, ma i media non hanno ottemperato appieno al dovere di informazione nei confronti dei cittadini in merito ad un evento sociale rilevante per una moderna democrazia europea: la riscossa dell’associazionismo indipendente e trasparente.

Da quanto detto ci sentiamo in dovere di lanciare qualche appello.

Ai politici ed alle istituzioni: via i tentacoli dalle associazioni.

Alle associazioni: ribellatevi ai tentacoli dei partiti e delle istituzioni.

Ai media: riconoscete all’associazionismo l’importante ruolo che riveste in una società moderna ed informate i cittadini del suo sviluppo. Perché le lotte dell’associazionismo possono essere vanificate solo dal silenzio e dalla censura. Contribuite anche voi media, mediante un’informazione precisa e puntuale, alla crescita democratica della società.

Per concludere: tra la via più facile e la via più giusta bisogna perseguire la via più giusta, soprattutto in tema di enti no profit. Anzi, bisogna lottare per la meritocrazia. La maggiore visibilità va conquistata sul campo in base all’apporto (non politico) che un’associazione da nel suo campo di azione. Analogamente, la rappresentatività va guadagnata sul campo, non in virtù di politici o partitici o istituzionali proclami. Si è vincenti quando si è indipendenti. Un’associazione visibile in virtù di appoggi politici, è perdente a prescindere dalle contaminazioni; anzi, lo è proprio in virtù delle contaminazioni esterne.

A sua volta, il mondo politico in senso stretto (istituzioni e partiti) deve essere scisso dall’associazionismo il quale non può determinare la propria azione ed il proprio giudizio in base ad un pensiero politico o ad una dottrina politica o ancora ad una corrente politica. Il mondo politico in senso stretto cerca il consenso. Il mondo associativo deve cercare il giusto, l’equo, il democratico, la tutela di diritti fondamentali. I fini sono diversi, dunque i soggetti non possono confondersi, onde evitare che i fini perseguiti dagli uni siano sacrificati, umiliati, al cospetto dei fini degli altri.

Entrambi legittimi. Ma con diversi ruoli.

Roma, 16 ottobre 2008

Madrid, FADERE e le associazioni dei romeni all’estero

7 ottobre 2008 Commenti disabilitati

Nei giorni scorsi, i rappresentanti delle associazioni dei romeni della diaspora riunitisi ad Alcalá de Henares, vicino Madrid, hanno raggiunto un accordo sulla creazione di una struttura associativa federale a livello europeo (e, in prospettiva, a livello mondiale), con lo scopo di rafforzare le organizzazioni dell’emigrazione che cercano di costituirsi in interlocutori affidabili e coesi nei confronti sia delle autorità dei Paesi ospitanti che dello Stato romeno.

Il contributo decisivo alla convergenza raggiunta lo hanno dato le associazioni italo-romene, che hanno proposto e fatto approvare una mozione che incarica un comitato provvisorio, formato da delegati nazionali eletti democraticamente, a modificare lo Statuto di Fadere in senso democratico e federale (decentramento dei poteri e delle funzioni).