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Posts Tagged ‘zingari romeni’

Fanfara Shavale, concerto all’Accademia di Romania

10 maggio 2011 Commenti disabilitati

Notte dei musei all’Accademia di Romania: Sabato, 14 maggio 2011, ore 21.00 – 23.00, Accademia di Romania. Ingresso libero da Piazza José de San Martin, 1

 La Fanfara Shavale della Romania proviene da un villaggio [Zece Prăjini, distretto di Iași] della Moldavia centrale di sole 140 case e 560 abitanti. Ciò malgrado, questa piccola località vanta un’invidiabile fama: è il centro abitato con la maggiore concentrazione di bande musicali della Romania (e forse anche del mondo intero), dove ogni uomo sa suonare almeno uno strumento. Il talento musicale si trasmette da una generazione all’altra: dai bambini di 4 anni fino agli anziani di 74, ognuno è capace di interpretare un brano musicale, anche senza conoscere le note, il che assicura l’autenticità delle melodie. Non sorprende che il villaggio è ormai da tempo oggetto di studi e ricerche per musicologi, musicisti ed etnologi.

Ad iniziare dal 1999, i 10 membri della Fanfara Shavale promuovono con gran successo la musica tradizionale romena e rom in tutto il mondo, partecipando a concerti live e prestigiosi festival di world music, folk o jazz in Austria, Cina (alla recente Esposizione universale di Shanghai) Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Israele, Italia (Festa di Capodanno in Piazza San Marco e Carnevale di Venezia), Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria, Ucraina e Turchia.

Il loro album di debutto (2003), intitolato “Speed Brass of the Gypsies“, include 20 brani e porta uno spirito innovatore nella musica delle fanfare zingare, combinando più stili di musica tradizionale dell’area balcanica ad un ineguagliabile ritmo di oltre 200 battiti al minuto.

(fonte e info: Accademia di Romania in Roma)

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La storia di Lutvija e del chiodo arroventato

21 dicembre 2009 Commenti disabilitati

Una storia tragicomica che racconta un intero popolo in fuga dalla maledizione evangelica del chiodo che fu usato per la Croce, secondo la leggenda forgiato da un fabbro zingaro.

Feri Lainšček, La storia di Lutvija e del chiodo arroventato, Barbès Editore, Firenze,  2009 (euro 12,00). Traduzione di Sabina Trzan.

Recensione di Eva Brugnettini (pubblicata sulla rivista Lo Scirocco, dicembre 2009, p. 29):

Ne La storia di Lutvija e del chiodo arroventato, Lutvija Belmoldo Aus Shangkai Gav ci racconta le peripezie di quattro generazioni di zingari. A partire dal nonno Jorga Mirga, il “generalissimo tzigano”, che spostatosi dalla Romania verso la Jugoslavia ai tempi di Tito, aveva abbracciato il comunismo, ma poi finì in galera. Passando per il padre Ujaš Mirga, diventato ricco grazie al contrabbando di jeans e calze di nylon sfruttando il confine permeabile tra Italia e Jugoslavia. Fino a Lutvija stesso, che fin da piccolo voleva porre fine alle lunghe peregrinazioni della sua famiglia, e fondò la città di Shangkai Gav, senza fare i conti con l’antica maledizione zingara. Una parentesi è dedicata al figlio, Dono Belmoldo Mirga, “il primo rom del paese che si è dato alla droga”. Ma il destino degli zingari è segnato da un mito, che ha inizio duemila anni fa a Gerusalemme.

È un racconto divertente, dissacrante, tragico anche, che mentre dipinge le vite di una famiglia, apre la strada alla grande storia: alle deportazioni di rom durante il nazismo, all’era di Tito in Jugoslavia fino alle guerre degli anni ’90. Si riconosce un gusto per una sorta di realismo magico alla Hrabal, ma più semplice e più volgare. Vediamo i Mirga compiere ogni tipo di crimine, dal traffico d’armi al tentato stupro o omicidio, ma sempre con una grazia divertita e una leggerezza da fiaba.

Feri Lainšček (1959) è uno dei più famosi scrittori sloveni contemporanei. Ha vinto numerosi premi per i suoi romanzi, diversi dei quali sono stati adattati per il cinema, con grande successo. In Italia è stato pubblicato anche il suo romanzo La ragazza della Mura (Editrice Beit, Trieste, 2009).