Archivio

Posts Tagged ‘teatro romeno’

A luglio-agosto in “Orizzonti culturali italo-romeni”

21 ottobre 2015 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 7-8, luglio-agosto 2015, anno V) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Romania_Beit«Romania. Storia e cultura». L’opera di Keith Hitchins ora in italiano È da poco uscito in italiano il volume di Keith Hitchins, Romania. Storia e cultura (Beit editrice, Trieste), grande affresco delle principali tappe della complessa storia romena. Come segnala Alberto Basciani nella articolata postfazione, che qui pubblichiamo, Hitchins fa continui riferimenti ai grandi dibattiti culturali e politici che accompagnarono l’evoluzione delle terre romene, in particolare tra il XVII e il XX secolo. Significativa novità dell’opera è l’aver fatto della questione culturale il vero e proprio tessuto connettivo della narrazione storica e del divenire del popolo romeno.

La «dimensione romena» di Paul Celan, secondo l’amico Petre Solomon Gli occhi dell’amico Petre Solomon per illuminare il periodo romeno della vita e dell’opera di Paul Celan. È questa la sostanza del libro di Petre Solomon Paul Celan. La dimensione romena, recentemente pubblicato in italiano per la cura di Giovanni Rotiroti (traduzione di Irma Carannante, postfazione di Mircea Ţuglea, Mimesis 2015). Una comune ricerca poetica lega questi due amici nella Bucarest dell’immediato dopoguerra, dove Celan traduce in romeno, con l’aiuto di Solomon, la prima versione della Todesfuge. Una testimonianza preziosa e di prima mano sul grande Celan.

Şoimiţa Lupu, quando grazia e vigore che danzano insieme «La danza è un’arte così complessa che unisce non solo la poesia, la musica, il movimento, ma anche la pittura, il teatro, la regia. Non mi sono mai annoiata in questo lavoro, perché ho sempre qualcosa di nuovo da imparare per migliorare me stessa. È una continua trasformazione, una piena corrispondenza tra spirito, mente e corpo». Şoimiţa Lupu, prima ballerina al Teatro Massimo di Palermo, testimonia come talento innato e severo esercizio siano alla base della seria carriera che ne ha fatto oggi un nome importante del balletto internazionale. Intervista di Claudia Mandi.

Radu Paraschivescu: «Astăzi este mâinele de care te-ai temut ieri» Una vicenda che prende lo spunto da un evento calcistico per sviluppare scenari e intrecci quanto mai variegati. Ce la racconta Radu Paraschivescu – prosatore, traduttore, giornalista sportivo – nel suo romanzo Astăzi este mâinele de care te-ai temut ieri (Humanitas, Bucarest, 2012). Sintesi perfetta di finzione e realtà, epopea e agonismo sportivo, anelito alla libertà e caso umano, il romanzo di Paraschivescu sa combinare e trasformare elementi disparati in un racconto originale e accattivante, sospinto da una scrittura vivace e generosa. A cura di Mauro Barindi.

Giorgio Stabile: Leopardi e Galilei, la modernità tra natura e disincanto Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è il professor Giorgio Stabile, i cui interessi di studio comprendono filosofia, scienza, religione, arti, dall’antichità al XVII secolo. L’intervista affronta aspetti di acuta modernità che accomunano i due grandi, ossia Leopardi e Galilei. «Leopardi, nello Zibaldone, chiama Galilei “primo riformatore della filosofia e dello spirito umano” – segnala Stabile –, con perfetta coscienza che Galilei aveva aperto una nuova epoca e strada alla filosofia europea sradicando dalle fondamenta l’edificio dottrinale aristotelico-scolastico».

Letteria Giuffrè Pagano: «teatROmania», un festival sull’identità Si è recentemente conclusa la quinta edizione del Festival «teatROmania_emersioni sceniche» di Roma, di cui la nostra rivista è media partner. Un articolato bilancio della manifestazione viene dall’intervista di Mauro Barindi a Letteria Giuffrè Pagano, direttore artistico: «Il nesso che ha legato le rappresentazioni quest’anno è quello della identità. La risposta del pubblico a questo appuntamento ormai annuale per i romani ma anche per la comunità romena, con interessanti discussioni a fine serata, ci fa pensare che non abbiamo deluso le aspettative nemmeno questa volta».

Ion Caramitru al festival teatROmania_emersioni sceniche, insieme al musicista A.O.Popa, in "Dor de Eminescu".

Ion Caramitru al festival teatROmania_emersioni sceniche, insieme al musicista A.O.Popa, in “Dor de Eminescu”.

Gellu Naum, un grande surrealista europeo a cento anni dalla nascita Il mese di agosto segna la ricorrenza della nascita di Gellu Naum, uno dei più grandi poeti surrealisti europei (1 agosto 1915 – 29 settembre 2001). Esordisce come poeta nel 1931, quindi nel 1938 è a Parigi per studi di specializzazione in filosofia. Rientrato in Romania dopo lo scoppio della guerra, fa parte del «gruppo surrealista di Bucarest» (1941-1947) con Virgil Teodorescu, Paul Păun, Gherasim Luca e Trost. Pubblichiamo una selezione di versi tratti dall’antologia La poesia romena del Novecento (traduzione e cura di Marco Cugno).

San Martino del Carso, memoria e riconciliazione Il Museo della Grande Guerra di San Martino del Carso ospita fino al 30 settembre 2016 l’esposizione internazionale «San Martino e l’Albero Storto. C’era una volta. Storie da una trincea», L’Albero Storto qui esposto è un tronco di albero che fa parte della collezione del Museo del Banato di Timișoara, ritornato dopo un secolo sul territorio in cui era cresciuto. La sua singolare storia, risalente alla Prima guerra mondiale, viene qui evocata da Claudiu Ilaş, manager del Museo del Banato di Timișoara, presente all’inaugurazione dell’esposizione.

Nel segno del gestualismo: l’arte di Laurian Popa Ileana Pintilie presenta l’opera di Laurian Popa, artista nato nel 1980 ad Arad, dove vive e lavora. Interessato alla pittura figurativa, Popa segue per lo più la via del gestualismo come mezzo di espressione, vicino alla sua zona di ricerca visuale e anche al suo temperamento. Membro dell’Unione degli Artisti Plastici della Romania, ha partecipato a numerose mostre collettive in Romania e in varie capitali europee (Parigi, Madrid, Berlino, Kiev e Budapest). In Italia, ha avuto una mostra personale nel 2012, Spazi chiusi, dove ha cercato nuove soluzioni espressive improntate alla geometria.

«Epifania». La poesia cristiana di Daniel Turcea «Io ho scordato paura e tristezza / non mi resta che varcare il confine / della mia ombra, l’imbrunire / del mio essere. Signore, ho trovato / un principio per ciò che ha una fine». Ricorrono a luglio settant’anni dalla nascita di Daniel Turcea, considerato uno dei grandi poeti della letteratura cristiana romena del XX secolo. I suoi versi, scritti nel periodo dell’oppressione comunista, acquistano oggi un significato ancora maggiore. Ne pubblichiamo una selezione, dall’antologia La poesia romena del Novecento (traduzione e cura di Marco Cugno).

 

Teatrul Act di Bucarest, in scena nel Piemonte

1 giugno 2013 1 commento

jocuri in curtea din spate

La produzione del teatro Act va in scena a Torino (sabato e domenica) e in provincia di Novara, a S. Maurizio d’Opaglio (lunedì 10 giugno):

Torino, Cavallerizza Reale, sabato 8 giugno ore 21 e domenica 9 giugno ore 19;

San Maurizio d’Opaglio (NO), Teatro degli Scalpellini, lunedì 10 giugno 2013, ore 21

JOCURI ÎN CURTEA DIN SPATE

di Edna Mazya
con Ioana Manciu, Pavel Ulici, Florin Hritcu, Cezar Grumăzescu, Vlad Pavel
regia Bobi Pricop
produzione Teatrul ACT (Bucarest)
testo italiano Serena Bertetto per il Festival delle Colline Torinesi

La pièce Tratto da un testo della pluripremiata drammaturga israeliana Edna Mazya, ispirato ad un processo per stupro, lo spettacolo porta alla ribalta una giovane compagnia romena, raccontando una storia emozionante sull’amore, sull’adolescenza tradita, sull’ipocrisia del sistema giudiziario. Nel 2012 in occasione del Festival Nazionale di Teatro di Bucarest, lo spettacolo ha ricevuto il Premio della Critica e l’attrice Ioana Manciu il premio come miglior giovane interprete.

Edna Mazya ha immaginato uno schema drammaturgico assai scaltro: gli adolescenti e i loro avvocati, la ragazza e il pubblico ministero, sono interpretati dagli stessi attori. La transizione da un personaggio all’altro è veloce, avviene con un solo gesto: i capelli tirati all’indietro o un cambiamento giacca.

Bobi Pricop ha concepito uno spettacolo minimalista, quasi austero, con una scena fatta di cinque sedie, con poco movimento e un accumularsi di dettagli che costruiscono cinematograficamente i personaggi.

Spettacolo con sottotitoli in italiano

Teatrul Act è un teatro indipendente (non sovvenzionato), nato come fondazione privata nel 1995, con un suo spazio underground nella centralissima Calea Victoriei di Bucarest. La sua ricerca teatrale e le sue produzioni sono orientate verso la drammaturgia contemporanea. Uno dei principali animatori del teatro è il noto attore di teatro e cinema Marcel Iureș.

Biglietti

Cavallerizza Reale, via Verdi 9 – Torino
interi €15, ridotti €10.
Info: 011-19740291

Teatro degli Scalpellini, via  Marconi – San  Maurizio  d’Opaglio  (NO)
ingresso unico €5.
Info: info@teatrodelleselve.it,  cell. 339-6616179

 

Spettacolo presentato in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi nell’ambito del progetto Adotta una Compagnia – Bottega d’Arte Teatro delle Selve.

Il teatro di Cluj, due spettacoli in Toscana

4 aprile 2013 2 commenti

Questo mese vanno in scena – per la prima volta a Pontedera – due produzioni del Teatro romeno “Lucian Blaga” di Cluj: L’idiota nella regia di Anna Stigsaard, e Amleto. Essere, un altro Amleto, nella regia di Roberto Bacci.

Finora, l’unica pièce prodotta a Pontedera ad essere portata in tournée in Romania è stata, invece, La colonna infinita della compagnia indipendente Telluris Associati (nel 2012); si tratta di un one-man show con Tazio Torrini nella regia di Letteria Giuffrè Pagano, adattamento del testo omonimo di Mircea Eliade.

 

mercoledì 10 aprile ore 21 – prima nazionale 

Teatro Era – Pontedera

Teatrul Național Lucian Blaga – Cluj-Napoca

L’IDIOTA

di F.M. Dostoievski

regia Anna Stigsgaard

con Petre Băcioiu, Ionuț Caras, Miriam Cuibus, Ramona Dumitrean, Cristian Grosu / Silvius Iorga, Anca Hanu, Romina Merei, Cristian Rigman, Matei Rotaru
drammaturgia Anna Stigsgaard e Ștefana Pop-Curșeu

– spettacolo con sopratitoli in italiano –

Idiota CJ Stigsgaard

Mentre racconta la storia del romanzo, l’Idiota di Anna Stigsgaard, prodotto dal Teatro Nazionale Romeno di Cluj-Napoca, ci offre momenti musicali e visivi di grande potenza.
Gli attori, considerati tra i migliori del loro paese, rendono presenti i personaggi creati da Dostoievski ricreando sulla scena, nella cornice di una festa che porta verso la morte, le passioni, le lotte, la disperazione di un mondo che non può essere salvato dalla bellezza e dalla bontà.

La regista Anna Stigsgaard filtra il romanzo con una chiave di lettura legittima e forte e conduce lo spettatore nel mondo delle essenze, verso il dramma universale dell’uomo.

sabato 13 aprile ore 21 – prima nazionale

Teatro Era – Pontedera

Teatrul Național Lucian Blaga – Cluj-Napoca

AMLETO
Essere, un altro Amleto
di William Shakespeare
traduzione in romeno Maria Rotar
regia Roberto Bacci
con Cristian Grosu, Cătălin Codreanu, Eva Crişan/Patricia Brad, Cătălin Herlo, Radu Lărgeanu, Miron Maxim, Irina Wintze
drammaturgia Roberto Bacci e Stefano Geraci
scene e costumi Marcio Medina
musiche Ares Tavolazzi
scherma Peter Habala
assistenti alla regia Savino Paparella, Maria Rotar
asisstente per le scene e i costumi Valentin Codoiu
luci Jenel Moldovan
direzione tecnica Doru Bodrea

– spettacolo con sopratitoli in italiano –

Hamlet CJ Bacci

Essere, un altro Amleto

Giorno dopo giorno siamo Amleto.
Nasciamo al mattino e moriamo la sera, come un personaggio della nostra vita.

Forze di cui non siamo consapevoli ci spingono non si sa dove.
Forze della natura.
Forze presenti nella società.
Forze delle nostre deboli credenze.
Forze degli affetti.
Forze dell’odio.
Forze della riproduzione.
Forze di nostro padre e di nostra madre.
Forze della paura.
Forze che prendono la forma, le parole ed il nome di coloro che ci circondano: i personaggi della nostra storia, della nostra vita, i compagni del nostro destino.
Cosi é per il nostro Amleto.
Le forze che lo richiamano ad essere colui che deve essere ai nostri occhi, producono i personaggi della storia di cui Amleto é protagonista e vittima.
Che cosa significa allora essere se stessi? Ripetere un testo scritto da un autore che non conosciamo?
Qualcuno ha detto che i personaggi si realizzano soltanto dopo la loro morte.
Un epitaffio, allora…

“Qui si presentò Amleto.
Malgrado de sue aspirazioni ed i suoi errori,
Fu soltanto un altro Amleto.”
Roberto Bacci

Info e biglietti: Teatro Era di Pontedera.

“Iona” di Marin Sorescu, in scena a Milano e a Genova

31 gennaio 2012 5 commenti

Il giovane italo-romeno Vlad Scolari mette in scena il suo “Iona” (su testi di Marin Sorescu), a Genova e Milano

Traduzione, adattamento e regia: Vlad Scolari

Produzione: Compagnia Altroquando di Genova

Con: Marco Bonadei

Musiche originali: Federico Branca Bonelli

 

Dove/quando

Milano, Teatro Elfo Puccini, sala Bausch, mercoledì 8 febbraio, ore 19,30 (prima assoluta).

Genova, Teatro Hop Altrove, venerdì 10 febbraio (ore 20) e sabato 11 febbraio (ore 19.30).

Sinossi
Iona è un uomo solo, abbandonato alla compagnia di se stesso, un pescatore che tenta di nutrirsi di un mare povero e sporco. In uno stagno putrido, nel ventre buio di un grande pesce, Iona si ribella alla sua condizione di mortale miseria. Il pescatore sceglie la vita, la rinascita, la ricerca di una condizione migliore. Non è forse quello di oggi quel ‘mondo inquinato’ e sempre più povero di cui siamo vittime e carnefici al tempo stesso e che vorremmo risanare?
Iona vive in un mare di rifiuti e decide di rinascere da quelle stesse macerie che lo hanno affogato. Ecco il gesto ribelle e rivoluzionario che ci ha tanto appassionato: la necessità di cambiamento, il desiderio di rinascita. Se il mondo in cui viviamo è prossimo alla fine, dobbiamo innanzitutto accettarlo dopodiché provare a cambiarlo.
Crudele, ironico, attualissimo Iona.

L’attore. Marco Bonadei, attore nato a Genova nel 1986, si diploma nel 2009 alla Scuola del Teatro Stabile di Torino. Collabora con diversi teatri italiani lavorando, tra altri, con i registi Mauro Avogadro, Daniele Salvo, Elio de Capitani. Nel 2011 vince il premio UBU come migliore attore under 30 con lo spettacolo The History Boys. Da  anni continua a praticare e approfondire il lavoro con la maschera e la Commedia dell’Arte.

Il regista. Vlad Scolari, attore e regista italo‐romeno nato a Genova nel 1987, si è diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Collabora con diverse compagnie milanesi e nazionali sia in qualità di attore che di regista e drammaturgo.

Vlad Scolari è attore protagonista in una recente pièce, Verso un’altra fiamma, ispirata dall’opera omonima di un altro noto scrittore romeno, Panait Istrati, dove è affiancato dall’attrice Alice Protto che canta brani di musica tradizionale romena (accompagnamento dal vivo del musicista Federico Branca Bonelli).

teatROmania 2011

22 settembre 2011 1 commento

di Horia Corneliu Cicortaș/FIRI

Rispetto all’anno scorso, quando la prima rassegna teatrale ospitata negli spazi dell’Accademia di Romania in Roma si è avviata all’insegna della molteplicità dei linguaggi artistici (musica, performance e teatro), il cartellone della seconda edizione si è concentrato sulle produzioni teatrali e in particolare, sulla drammaturgia romena contemporanea.

Così, alle produzioni già collaudate in Romania – Hess, Amalia respira profondamente e Il buffone del re – si è affiancata la prima assoluta della compagnia toscana Telluris AssociatiUomo spazzatura show #1 [foto accanto], su testi di Matei Visniec, uno dei pochi drammaturghi romeni di oggi noti in Italia. Senza dimenticare la mise en éspace Sorescu alle prove della compagnia di Roma Progetto Miniera, realizzata nella suggestiva cornice della biblioteca dell’Accademia.

"Il buffone del re" (Radu Botar, Teatrul de Nord)

Nelle quattro sere del festival, aperto col vernissage della mostra fotografica “Lo spazio scenico”,  sono andati in scena ben 11 spettacoli (rispetto ai 6 programmati un anno prima), di cui 5 in lingua italiana e 6 in romeno (con soprattitoli in italiano). Diversi anche gli spazi che hanno reso l’Accademia di Romania, per quattro giorni, un luogo teatrale: l’emiciclo all’aperto, la sala concerti, la biblioteca.

Le compagnie partecipanti, oltre alle due italiane prima menzionate, sono state Teatrul de Nord di Satu Mare, Teatrul Bacovia di Bacău e Teatrul Ariel di Tîrgu Mureș, le cui produzioni sono state molto apprezzate dal pubblico presente, anche dai più esigenti e critici operatori del settore.

In un intervento occasionato dall’incontro che la drammaturga Alina Nelega  – special guest della kermesse romana, autrice di due pièces rappresentate al “teatROmania” – ha avuto col pubblico al termine della prima italiana di Hess, sabato sera, l’attore-regista Thomas Otto Zinzi ha elogiato la bravura degli attori provenienti dalla Romania (Radu Botar col suo Buffone del re, Daniela Vrînceanu in Amalia e soprattutto Nicu Mihoc in Hess): “nei loro confronti, ci sentiamo dei ragazzi perché abbiamo tanto da imparare”. Simili pareri sono stati espressi anche da voci autorevoli del mondo teatrale italiano come Massimo Verdastro, che ha seguito entusiasta i lavori messi in scena dai registi di Uomo spazzatura show #1 (Letteria Giuffrè Pagano) e Hess (Gavril Cadariu), intrattenendosi poi a lungo con gli ospiti e lo staff del festival.

"Uomo spazzatura show #1"

Certo, gli spettacoli in lingua originale, con il rispettivo accompagnamento dei soprattitoli, hanno tenuto lontano una parte degli spettatori italiani poco inclini ad accettare la fatica della lettura parallela del testo; eppure, chi ha accettato la sfida dell’incontro con testi recitati in lingua originale, è stato ricompensato da un’alta qualità artistica delle rappresentazioni, di sicuro non inferiore a quella della pièce di Telluris Associati, che ha goduto di maggiore affluenza di pubblico.

A questa osservazione tecnica va aggiunta anche la considerazione che, a parte la comicità intrinseca del Buffone del re – interessante collage di testi shakespeariani fusi con brani poetici del drammaturgo novecentesco Victor Eftimiu -, i testi firmati da Alina Nelega  rappresentati a Roma implicano entrambi un tuffo non certo sereno in due realtà dolorose della storia recente: il nazismo (Hess) e la dittatura comunista (Amalia respira profondamente). Esperienze  la cui rievocazione, sia pure per spettatori non direttamente riguardati dai due esperimenti dittatoriali, non sono tali da svagare chi si sente troppo oppresso dalla pesantezza del momento attuale (inter)nazionale.

Resta di fatto che, proseguendo su una strada ben tracciata nella prima edizione, “teatROmania_emersioni sceniche” compie un ulteriore passo avanti per la conoscenza di realtà teatrali ancora esotiche o ignorate in Italia, ma anche per il rinvigorimento dei legami all’interno di una Europa tutta da ritrovare.

Nicu Mihoc in "Hess" di Alina Nelega

Il teatro di Visniec – due giorni in scena a Roma

29 giugno 2011 Commenti disabilitati

Mercoledì 29 giugno, ore 20.30 e giovedì 30 giugno 2011, ore 20.30, Teatro dell’Angelo di Roma, via Simone de saint Bon, 19 (rione Prati, metro Ottaviano – San Pietro)

Il teatro di Matei Visniec è un progetto proposto dall’Accademia di Romania in Roma, dal Teatro dell’Argine/ITC Teatro di San Lazzaro e dal CIMES (Centro di Musica e Spettacolo – Dipartimento di Musica e Spettacolo – Alma Mater Studiorum – Università di Bologna) che ha come fine quello di valorizzare l’attenzione dedicata all’opera di Visniec dall’Ateneo e dal mondo teatrale di Bologna. È in questo contesto che, su invito dell’Accademia di Romania, la Compagnia del Teatro dell’Argine sarà in scena con il dittico visniechiano composto dagli spettacoli Del sesso della donna come campo di battaglia nella guerra in Bosnia e I cavalli alla finestra.

La rassegna si apre mercoledì 29 giugno alle ore 20,30 con la messa in scena dello spettacolo Del sesso della donna come campo di battaglia nella guerra in Bosnia con Micaela Casalboni e Giulia Franzaresi, per la regia di Nicola Bonazzi. Un titolo arduo ed enigmatico per una vicenda semplice ed emozionante, che ci riporta al cuore della nostra modernità lacerata. Due donne, Kate e Dorra, si confrontano sul tragico destino di sopraffazione toccato a quest’ultima. Lo scenario è quello della guerra nella ex-Jugoslavia. Kate, una psicologa americana chiamata a coadiuvare i militari impegnati nella riapertura delle fosse comuni, si occupa ora di Dorra, una giovane donna che ha subito violenza in un’azione di rappresaglia, restandone segnata nella mente e nel corpo. Nell’asettica tranquillità di una clinica svizzera, Dorra, dopo silenzi ostinati e furiosi, ripercorre le ragioni dell’odio secolare di cui è stata vittima, mentre Kate annota i progressi della sua condizione, integrandoli con osservazioni teoriche sulle pulsioni di aggressività che l’uomo balcanico mostra nei confronti delle donne. Quando la volontà di annientamento di Dorra sembra prevalere, un evento inatteso riapre la porta alla speranza. Matei Visniec, uno dei maggiori drammaturghi europei, rilegge la violenza delle guerre inter-etniche alla luce di una sensibilità acuta e penetrante, alternando riflessione e rappresentazione, monologo e dialogo, referto scientifico e analisi introspettiva, e delineando due indimenticabili figure di donna alle prese con un dramma irriducibile, in un teatro della parola che riesce a dare evidenza fisica al dolore e allo strazio di ogni guerra.

La sera seguente (giovedì 30 giugno ore 20,30) si prosegue con I cavalli alla finestra con Micaela Casalboni, Giovanni Dispenza e Andrea Gadda, per la regia di Andrea Paolucci. Tre diverse storie, tre finali quasi “gialli” per raccontare la follia della guerra e il fascino malefico del potere. Una vecchia madre e un figlio rimbambito, una figlia accomodante e un padre malato, una moglie fragile alle prese con un marito violento. Tre storie distinte eppure unite dalla presenza di un suadente messaggero che arriva, puntuale come la morte, a recapitare una busta gialla e un colorato mazzo di fiori. Tre diverse fotografie per raccontarne mille, perché da sempre l’uomo in guerra comincia da eroe, ma non può far altro che finire nella polvere, calpestato da zoccoli e scarponi.

Visniec, grazie ad una scrittura immaginifica e stralunata, ci porta in un universo sgangherato e beffardo, surreale e insensato. Un universo fatto di vittime che si credono eroi, vecchi derelitti alla ricerca del proprio giorno da leoni, donne sacrificate al grido di battaglia. Una danza macabra, affascinante e grottesca, dove il tempo scorre avanti e indietro mangiandosi le lancette dell’orologio, le porte sbattono come granate e i cavalli sinistramente, nell’ombra, tramano…
Scritto nel 1987 e bloccato dalla censura rumena la sera precedente la prima, I cavalli alla finestra è stato rappresentato con enorme successo in Europa, Stati Uniti e Giappone. Questa è la prima rappresentazione italiana.

I cavalli alla finestra sarà introdotto da un intervento del drammaturgo Matei Visniec, dei registi Nicola Bonazzi e Andrea Paolucci. Il prof. Gerardo Guccini (Univ. di Bologna) presenterà il libro di Matei Visniec Drammi di resistenza culturale (Ed. Titivillus, 2009).

Con il patrocinio dell’ALMA MATER STUDIORUM e di ALLIANCE FRANÇAISE, con la collaborazione di DMS – Dipartimento di Musica e Spettacolo – Università di Bologna.

 

Lutto nel cinema romeno: Gheorghe Dinică se n’è andato

10 novembre 2009 3 commenti

Uno dei più grandi attori romeni di teatro e cinema, Gheorghe Dinică, è morto oggi all’età di 75 anni, nell’ospedale Floreasca di Bucarest dove era stato ricoverato, in condizioni di salute critiche, lo scorso 22 ottobre.

dinica

Gheorghe Dinică (Bucarest, 1 gennaio 1934) si era laureato all’Istituto di Arte Teatrale e Cinematografica “I.L. Caragiale” nel 1961, anno del suo debutto teatrale nel ruolo dell’ispettore Goole nella pièce An Inspector Calls di J. B. Priestley. Ma aveva manifestato la vocazione per l’arte drammatica fin dall’adolescenza (“Sono salito sulla scena e mi sembrava di stare lì da sempre”). Nel cinema, Gheorghe Dinică debutta nel 1963 (“Lo straniero”), e la sua lunga carriera di attore teatrale, di cinema e televisivo (oltre 60 film) conta numerosissime interpretazioni.

Mircea Albulescu, anch’egli uno dei grandi attori romeni, ha dichiarato oggi (Agerpres): “Un attore vive per la propria arte, non per la propria vita, e ha un solo grande desiderio: di morire in scena. Il che è quasi ciò che è successo a Dinică, visto che dalle riprese se ne è andato direttamente in ospedale”.

Durante le prove del film “Turnul din Pisa” (2002) l’attore ha scoperto il piacere di cantare. Nella conferenza stampa per il lancio della pellicola, ha dichiarato: “Le cose che mi sono piaciute di più sono state quelle fatte per la prima volta. Per esempio, cantare”(Gândul). Dinică ha preso così sul serio il ruolo di cantante anche nella vita, registrando cd musicali insieme a Ştefan Iordache e Nelu Ploieşteanu, molto apprezzati dal pubblico.

Su Dinică, si veda anche il post di oggi (“Ultimul vals”),  sul blog del nostro amico italiano a Timisoara, Catrafuse.

Sotto, immagini con l’attore Gheorghe Dinică e la sua canzone “Sunt vagabondul vietii mele” (Sono il vagabondo della mia vita) come sfondo musicale.