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Posts Tagged ‘scrittori rumeni’

A maggio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

15 maggio 2013 1 commento

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 5, maggio 2013, anno III), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Salone di Torino: appuntamento con la Romania e con la nostra rivista

Dal 16 al 20 maggio si svolge la XXVI edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Tema della grande manifestazione è La creatività. Dove osano le idee. Per il quinto anno consecutivo, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, con il sostegno dell’Istituto Culturale Romeno, cura la partecipazione della Romania a questo importante evento con uno stand nazionale e numerosi appuntamenti sul tema LIBROmania al Salone di Torino. Sabato 18 maggio, alle ore 12, presso lo stand della Romania Padiglione 3, verrà presentata la nostra rivista.Stampa

L’Assoluta: Virginia Zeani, stella italo-romena nel firmamento della lirica

Per i fans era L’Assoluta, quando la Callas era La Divina e la Tebaldi L’Angelo. Lei, Virginia Zeani, povera migrante di Transilvania nell’Italia degli anni Quaranta, giunge ai vertici della lirica grazie alla sua splendida voce. Una storia bellissima, narrata nel libro-intervista di Sever Voinescu Canta che ti passa (Galaxia Gutenberg), ora in traduzione in italiano e qui in anteprima. Con settanta ruoli all’attivo, insieme ai grandi del mondo (Gigli, Del Monaco, Domingo, Pavarotti, e von Karajan, Mehta, Giulini), Virginia Zeani è un’autentica stella nel cielo della cultura italo-romena. Traduzione di Afrodita Cionchin.

Borghi d’Italia e villaggi di Romania: insieme nel segno della bellezza

Dici Italia, dici bellezza. Quasi sempre, quasi ovunque. Di sicuro, in tanti piccoli centri, spesso lontani dai grandi flussi turistici eppure custodi di un grande patrimonio di storia, arte, tradizioni, come ben sa il Club «I Borghi più Belli d’Italia», nato nel 2001 per curarne salvaguardia e promozione. Lo scorso 15 aprile, questo Club ha siglato, per mano del suo presidente Fiorello Primi, un accordo di collaborazione con l’omologa associazione romena «I villaggi più belli della Romania». Senso e prospettive di questa promettente iniziativa nell’intervista di Giovanni Ruggeri al presidente Primi.

«Almanacco degli accidenti». A proposito di Ştefan Agopian

Le opere di Ştefan Agopian vantano caratteristiche di particolare originalità nel panorama letterario della Romania ceauşista. La prosa di questo autore è assimilabile a una corrente antirealista e antipsicologica, basata sull’invenzione fantastica, sull’uso di ardite architetture temporali, sul ricorso alla parodia, al ludico, alla parabola filosofica, oltre che a una ricca e sapiente intertestualità. Almanacco degli accidenti è il primo libro di Agopian pubblicato in Italia (traduzione di Paola Polito, postfazione di Bruno Mazzoni, Felici Editore, Pisa 2012). Paola Polito lo presenta.

«Il poeta è il veltro delle orme del sacro». Versi di Geo Vasile

La silloge psico@terra.pia (Lietocolle, Faloppio 2012) raccoglie 33 poesie in romeno, riscritte in italiano dal loro autore, l’italianista Geo Vasile. Un viaggio spettacolare, fatto di emozioni forti e a tratti sconvolgenti, in compagnia di un Orfeo in perpetua ricerca della sua Euridice, che in realtà non trova mai, il libro ci accompagna nei meandri più impensati dell’animo del poeta, dandoci a volte l’illusione di esserci persi, per poi riprenderci per mano e riaccompagnarci verso l’uscita. La recensione di Ingrid Beatrice Coman è affiancata da una selezione di versi dell’autore.

Romeni a Torino: la Parrocchia Ortodossa «Santa Croce»-Torino II

Portati da un flusso migratorio divenuto percepibile soprattutto a partire dal 1991, i romeni presenti a Torino provengono da tutta la Romania, specialmente dalla Moldavia. La prima Chiesa romena che ha seguito i suoi fedeli in città è stata quella Ortodossa, con un’assistenza da Milano già dal 1975, poi nel 1979 con la Parrocchia «Santa Parasceve» di Torino. Il forte aumento dell’immigrazione in questa città ha indotto a fondare nel 2001 la Parrocchia «Santa Croce»-Torino II, guidata da padre Lucian Roşu. Nell’articolo, un ritratto di questa comunità e delle sue iniziative pastorali e caritative.

Papa Francesco: Vladimir Ghika è martire di Cristo

Di lui, Jacques Maritain aveva detto: «Principe nel mondo e, per una vocazione più alta, Sacerdote di Cristo». Ora che lo scorso 27 marzo la Chiesa Cattolica ha riconosciuto, con decreto di Papa Francesco, il suo martirio a causa dell’odio alla fede e intende procedere alla sua beatificazione, possiamo proclamarlo «Principe, Sacerdote e Martire glorioso di Cristo». Si tratta della nobilissima figura di Vladimir Ghika, sacerdote cattolico morto a Bucarest nel 1954, che rinunciò all’ingente patrimonio familiare per dedicarsi interamente a Dio e ai poveri. Un ampio ritratto, a firma di Paolo Risso.

Mateiu Ion Caragiale e «I dissoluti dell’Antica Corte»

Libro-culto per eccellenza della letteratura romena, Craii de Curtea-Veche di Mateiu I. Caragiale è uno scrigno narrativo di profondo splendore letterario, un unicum nella storia letteraria romena. Come tutti i capolavori, la sua lettura non è facile, né immediatamente fruibile per la sua densità stilistica e linguistica. Stranamente, l’opera non è mai entrata negli interessi della schiera di traduttori italiani che tanto si erano prodigati invece per molte opere classiche del periodo interbellico. La traduzione del primo capitolo che qui proponiamo è la prima in assoluto per l’Italia. A cura di Mauro Barindi.

Per il centenario di Gherasim Luca: poesie inedite in italiano

Il 2013 è l’anno centenario della nascita di Gherasim Luca (23 luglio 1913). Le sue prime poesie, che pubblichiamo per la prima volta in italiano tradotte da Maria Schiavone, sono uscite tra il 1930 e il 1931 sulla rivista «Alge». Barbară, Pătrundere, Developări, Femeia Domenica d’Aguistti presentano, retroattivamente, aspetti di fondamentale interesse per la grande questione, che mai abbandonerà il nostro autore, del desiderio e del suo oggetto, dell’amore e della donna che non esiste, anche se da qualche parte c’è. Presentazione di Giovanni Rotiroti.

Fondare un giornale a Bucarest: Luigi Cazzavillan e «Universul»

CazzavillanLuigi Cazzavillan [a destra in una caricatura dell’epoca] fu giornalista, imprenditore e filantropo nella Romania di fine Ottocento. Arrivato a Bucarest quale corrispondente di guerra per alcuni giornali italiani, finì per stabilirvisi e fondare la testata «Universul», il più importante giornale della «Romania piccola». A lui è dedicato il volume Un italiano a Bucarest: Luigi Cazzavillan (1852-1903), di Ioan-Aurel Pop e Ion Cârja (Editrice Viella 2012). Verso la fine del XIX secolo, Cazzavillan era considerato una delle più importanti personalità della comunità italiana di Bucarest, promotore anche di varie iniziative caritatevoli.

L’ultimo Pasolini, nostalgia di un’irriducibile passione sociale

Nell’ultima parte della sua vita, Pier Paolo Pasolini si dedicò ad un’intesa attività pubblicistica di impronta pedagogica. Tuttavia, viste le sue considerazioni sulla società, non sembra che tale attività si possa derubricare unicamente come progetto pedagogico, potendo invece rappresentare anche, da un lato, un chiarimento pubblico con se stesso e, dall’altro e soprattutto, un atto creativo peculiare e di sostanziale rilevanza. Sono queste le premesse dello studio presentato da Federico Sollazzo in un convegno di italianistica all’Università di Craiova, che qui pubblichiamo.

«L’inizio». Poesia per immagini nella prima mostra di Alina Ciuciu

«L’inizio». È questo il titolo – a valenza metafisica, verrebbe da dire – della prima mostra personale che, dal 27 aprile al 28 maggio, la pittrice romena Alina Ciuciu tiene a Salò (BS). Guardare un quadro di questa pittrice e venire catapultati in una dimensione diversa è pressoché simultaneo. Non si può, infatti, non rimanere catturati dai colori con i quali questa artista riveste  le sue emozioni. Perché tale è la sua pittura: dare corpo ai suoi pensieri, catturare istantanee della sua fantasia e fissarle sulla tela. Così Lorenzo Cipriani nell’introdurre l’opera di Alina Ciuciu.

«Se un DentediLEONE Parlasse». Artisti di Timişoara a Venezia

Programmato in concomitanza con la 55a edizione della Biennale dell’Arte di Venezia (27 maggio – 24 giugno), Se un DentediLEONE Parlasse presenta un’ampia scelta di opere d’arte, lavori video e materiale documentario di sigma 1, gruppo storico attivo negli anni Settanta a Timişoara, insieme ad opere individuali realizzate dai suoi membri, Ștefan Bertalan, Constantin Flondor e Doru Tulcan. La mostra si focalizza su un aspetto importante della prassi di questo gruppo: la formazione di una nuova scuola di pensiero, basata sul rapporto dell’uomo con la natura.

Ad aprile in “Orizzonti culturali italo-romeni”

4 aprile 2013 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 4, aprile 2013, anno III)), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.


Edizione italiana

«Sulla bellezza dimenticata della vita». La saggezza di Andrei Pleşu

A. PlesuAndrei Pleşu [foto accanto] è una personalità di primo piano della cultura romena contemporanea. Scrittore, saggista, storico dell’arte e fondatore di riviste culturali, è autore di opere tradotte in diverse lingue, tra le quali non figura ancora l’italiano. [Nota FIRI: Il libro Minima moralia. Elementi per un’etica dell’intervallo, traduzione italiana a cura di Horia Corneliu Cicortas, è pronto per la pubblicazione]. Quasi a mo’ di invito per l’editoria del Belpaese, Afrodita Cionchin ne presenta Sulla bellezza dimenticata della vita (Humanitas 2011), godibile opera che, in un singolare mix di acume, raffinatezza e ironia, si sofferma sul «qui ed ora» del nostro vivere quotidiano, in cerca di una risposta alla stringente domanda: «Cosa facciamo della nostra vita?».

Eliade/1. Il sacro e l’esoterico, nuove prospettive di interpretazione

Mircea Eliade ha sempre mostrato prudenza verso le interferenze della sua opera con l’esoterismo, cui molti hanno tentato di ricondurlo. A un approfondimento di questo tema, su ampio sfondo ermeneutico, è dedicato il volume Mircea Eliade. Le forme della Tradizione e del Sacro (Mediterranee 2012), frutto dei lavori di un congresso organizzato a Perugia nel 2007. I contributi sono a firma di Grazia Marchianò, Pietro Angelini, Enrico Montanari, Roberto Scagno, Giovanni Casadio, Pietro Mander, Carlo Prandi e Guido Ravasi. Recensione di Constantina Buleu.

Eliade/2. Tra filosofia e medicina: lo scambio con Valeriu Bologa

Mihaela Gligor, ricercatrice dell’Academia Română di Cluj, ha pubblicato Între filosofie şi medicină. Folclorul medical în viziunea lui Mircea Eliade şi Valeriu Bologa (2012), un volume dedicato ai rapporti epistolari tra Mircea Eliade e il medico e folclorista transilvano Valeriu Lucian Bologa, fondatore della scuola scientifica di Cluj insieme al francese Jules Guiart. Questo incontro, come mette ben in luce Giovanni Casadio nell’ampia presentazione, chiarisce tra l’altro alcuni aspetti dell’interesse di Eliade per gli studi di folclore, storia della medicina popolare e alchimia asiatica.

Lavinia Simion: «La cultura, motore del rinnovamento di Timişoara»

«Timişoara è l’unica città europea ad avere tre teatri nelle tre lingue nazionali – romeno, ungherese e tedesco – che condividono lo stesso edificio, il Palazzo della Cultura. Questo, insieme agli oltre mille primati in diversi ambiti, costituisce il background per la candidatura a Capitale Europea della Cultura nel 2021». Lavinia Simion, consigliere della Direzione per la Comunicazione del Comune di Timişoara, illustra il profilo culturale che caratterizza il passato e il presente della città, insieme alle iniziative programmate per sostenerne la candidatura al prestigioso titolo europeo.

Benjamin Fondane: «Il Salmo del lebbroso»

Pubblicato nel 1920 e ora tradotto in italiano da Irma Carannante, questo straordinario componimento di Benjamin Fondane ripropone il tema della teodicea giobbica, una «supplica invocativa» in cui risuona l’antica domanda biblica sul senso della sofferenza del giusto e sulla giustificazione del male nel mondo. Apparente parodia della preghiera con intenti distruttivi e blasfemi, in realtà è il riconoscimento del mistero abissale che circonda la parola del Totalmente Altro, nell’indissolubile legame etico del dolore con l’amore. Presentazione di Giovanni Rotiroti.

«Morte di un ballerino di tango». Stelian Tănase e la Romania innocente

La Bucarest degli anni ’40 è lo scenario in cui si staglia la figura di Gogu Vrabete, detto Tango, una sorta di «pícaro» balcanico della mahala bucarestina, splendido protagonista di questo romanzo di respiro «dickensiano» – così l’ha definito lo stesso Stelian Tănase – sullo sfondo di una Romania in procinto di perdere la sua innocenza, una Romania colta in quel limbo, in quel purgatorio inverso che conduce dall’Eden della fine del periodo d’oro interbellico agli inferi del durante e del secondo dopo-guerra. Proponiamo un frammento del romanzo, a cura di Mauro Barindi.

«La parrocchia» di Dan Coman, sguardo su un Paese giunto alla fine

Un villaggio, uno qualsiasi tra i monti e i boschi della Romania comunista alla fine degli anni ’80, e una casa parrocchiale intorno alla quale ruota un microcosmo di tipi umani, storie e quotidianità che si muovono insieme alla terra e al ritmo delle stagioni. Questo l’universo del romanzo di Dan Coman, costruito per giustapposizione d’immagini più che su base cronologica. La voce narrante sviluppa uno stile a metà strada tra prosa e poesia – Coman è anche poeta – in cui trovano spazio il brutale e l’innocente, il reale e l’onirico, la tragedia e l’umorismo. A cura di Clara Mitola.

Maestro Ruggero di Puglia e i Tartari alla conquista della Transilvania

A Maestro Ruggero di Puglia, monaco e documentarista del XIII secolo, si deve la storia della conquista della Transilvania e della pianura pannonica da parte dei Tartari nel 1241. Di questo racconto minutamente descrittivo, affidato al Carmen  Miserabile, proponiamo, in prima traduzione italiana a cura di Afdera Zirone, il capitolo XXXIV dedicato alla distruzione della città di Varadino, l’attuale Oradea. Di Walter Scudero, autore del volume Memoria intorno a Maestro Ruggero di Puglia ed il suo «Carmen Miserabile» (Edizioni del Rosone, Foggia 2012), l’ampia presentazione e profilo storico.

«La voce che non sai da che parte lasciare». Versi di Stefano Raimondi

Con il titolo La voce che non sai da che parte lasciare, pubblichiamo una selezione di versi della raccolta inedita Teatro delle corsie di Stefano Raimondi (Milano, 1964), poeta e critico letterario che si interessa anche di letteratura romena, in particolare di Paul Celan e Benjamin Fondane. Di recente è uscita la sua nuova raccolta, Per restare fedeli (Transeuropa Edizioni 2013), con testi scritti in circostanze particolarissime, segnate da grande abbandono affettivo ed eventi sconvolgenti, come i fatti di Genova (G8), l’11 settembre, la Seconda guerra nel Golfo (Iraq).

A marzo in “Orizzonti culturali italo-romeni”

6 marzo 2013 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 3, marzo 2013, anno III),

mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Mons. Bercea: Ioan Ploscaru, martire della persecuzione comunista

Arrestato nel 1949, chiuso per quindici anni nelle carceri comuniste, sorvegliato fino al 1989 dalla Securitate, il vescovo greco-cattolico Ioan Ploscaru è una personalità emblematica della comunità cristiana romena, segnata in tutte le sue confessioni dalla testimonianza di uomini che hanno pagato cara la loro fede in Cristo. Di recente è stato pubblicato in Italia il libro-testimonianza di Mons. Ploscaru, Catene e terrore. Un vescovo clandestino greco-cattolico nella persecuzione comunista in Romania (EDB, Bologna). Mons. Virgil Bercea, vescovo di Oradea, ne firma la prefazione.

Chiese romene in Italia, più vicine ai nostri immigrati. Parla P. Barbolovici

Il 16 marzo si terrà a Padova la presentazione del libro Catene e terrore di Ioan Ploscaru, organizzata da P. Vasile Alexandru Barbolovici. L’evento offre l’occasione per un dialogo sull’attuale situazione della Chiesa greco-cattolica romena, e non solo: «La Chiesa romano-cattolica italiana ha messo a disposizione degli immigrati romeni greco-cattolici e ortodossi molti luoghi di culto, esempio concreto di carità verso chi ha deciso di crearsi in Italia un futuro migliore. Noi pastori dobbiamo cercare di stare vicini ai nostri emigrati in ogni aspetto della vita, non soltanto in quello religioso».

Poesia è semplicità: Umberto Saba in Romania, a 130 anni dalla nascita

Il poeta Umberto Saba è conosciuto in Romania grazie a traduzioni pubblicate su varie riviste e a tre antologie (1944, 1970 e 2009). La più recente e complessa silloge, La capra e altri poemi / Capra şi alte poeme, è edita da Humanitas nella prestigiosa Biblioteca Italiana, a cura di Smaranda Bratu Elian, con traduzione e postfazione di Dinu Flâmând. «Un messaggio etico di semplicità e umiltà emerge dall’intera opera di Saba, la cui grandezza sta nella convinta adesione alla realtà, nei contenuti e nel linguaggio, insieme colto e semplice». Così Margherita Ganeri nella prefazione.

Fabio Stassi: «Credo nell’utopia di una letteratura libera e cosmopolita»

«Mi piacerebbe essere in qualche modo considerato uno scrittore siciliano, tunisino, cartaginese, albanese, sudamericano e forse anche romeno, un uomo che appartiene al nostro tempo meticcio. Continuo a credere, in maniera infantile, nell’utopia di una letteratura che abbia ancora al centro il personaggio-uomo, e che sia libera, e cosmopolita». Così Fabio Stassi, scrittore, che si presenta sulla scena culturale romena con il suo libro L’ultimo ballo di Charlot (Sellerio Editore 2012, ora in uscita presso Polirom). Cerasela Barbone, la traduttrice, lo ha intervistato.

«La poesia è anzitutto una forma di speranza». Versi di Octavian Paler

Octavian Paler (1926-2007), personalità di spicco della cultura romena, è noto prevalentemente come scrittore e saggista, ma la sua opera conosce anche il linguaggio della poesia. Magda Arhip ne traduce per noi alcuni passaggi, mentre Giovanni Rotiroti ci segnala che in questa poesia «vengono a raccogliersi suggestioni memoriali, segni culturali, allusioni sentimentali, che racchiudono l’ostinata ricerca di una forma mitica, di un’immagine appropriata che, oltre a rinviare a se stessa, riproduce l’idea, la raffigurazione di verità che il sacro tradizionalmente contiene».

Il Salinger romeno: Constantin Fântâneru e il suo «Interno»

Constantin Fântâneru (1907-1975) è il grande dimenticato e il grande solitario (a ragione gli è stato affibbiato l’appellativo de «il Salinger romeno») della straordinaria stagione letteraria romena del periodo interbellico. Scrittore avvolto nel mistero, rappresenta la primissima voce, la punta di diamante di quella generazione di intellettuali e di giovani scrittori (Cioran, Eliade, Ionesco, Blecher) che cominciavano a tracciare un solco di rinnovamento nella cultura romena del ’900. A cura di Mauro Barindi, proponiamo un frammento del suo romanzo Interior (Interno).
Matei Vişniec e la poetica del ‘teatro decomposto’

Visniec storia del comunismo copertinaDella drammaturgia di Matei Vişniec, noto per la sua attività in Francia, è uscito nel 2012 ‘La storia del comunismo raccontata ai malati di mente’ e altri testi teatrali (Editoria&Spettacolo Edizioni, collana Percorsi, saggio introduttivo e cura di Emilia David). Una introduzione al teatro modulare di Vişniec ci viene proposta da Emilia David, che segnala in tale opera microtesti riuniti in sequenza successiva come ‘moduli teatrali da comporre’, instaurando un’estetica della ricerca e della creazione destinata alla variabile riconfigurazione dei «tasselli» e ad un processo creativo con esiti sempre differenti.

Invito alla storia: il nuovo Atlante Storico Zanichelli 2013

Un avvincente invito alla storia, dove vicende, personaggi, congiunture, implicazioni si squadernano lungo i secoli e tra le latitudini, mentre il lettore è invitato e rimandato, dalla ricchezza di efficaci spunti, all’esigenza di approfondimenti su questo o quell’aspetto. È l’offerta dell’Atlante Storico 2013 edito da Zanichelli (Bologna 2012), opera in due volumi più dvd, che spazia dalla preistoria ai nostri giorni. E la Romania? La troviamo richiamata sempre e inevitabilmente in contesti di relazioni e vicende sovranazionali. Recensione di Giovanni Ruggeri.

Per una storia dei friulani in Romania. La comunità di Craiova

Elena Pîrvu evoca la storia della comunità italiana di Craiova, stanziatasi in questa città e dintorni a partire dal 1850. Il flusso migratorio, proveniente in gran parte dal Friuli, proseguì fino agli anni ’30 del Novecento, quando la comunità friulana raggiunse dimensioni ragguardevoli. Dopo il 1948, i provvedimenti restrittivi del regime comunista colpirono anche gli italiani, che furono privati di passaporto e cittadinanza. Nel settembre del 1991, dopo quarant’anni, la Comunità italiana di Craiova si è riorganizzata con il nome di «Comunità Italiana dell’Oltenia».

I «Versi esicasti» di Enrico DʼAngelo

Enrico D’Angelo, direttore della collana «I poeti della Smerilliana» delle Edizioni Di Felice, ha messo la sua nuova raccolta di poesie, Versi esicasti, sotto il segno della spiritualità ortodossa. Nella Lettera dalla Romania a un poeta italiano, Bruno Pinchard gli scrive: «Non vedo quale altra religione ti appartenga, se non quella dei poeti ed è proprio perché dal monastero sento risuonare le ore nellʼaria che vibra, che posso dirti che il tuo rito non è di convinzione, ma di perfezione; il tuo ritiro non è di contrizione, ma di assoluzione; la tua fede non è di confessione, ma di realizzazione».

Convegno internazionale di italianistica a Craiova. Call for papers

Il 20 e 21 settembre 2013 la sezione di Lingua e letteratura italiana della Facoltà di Lettere dell’Università di Craiova organizza il Convegno Internazionale Discorso e cultura nella lingua e nella letteratura italiana. La scadenza per l’iscrizione e per l’invio del titolo e del riassunto è il 30 giugno 2013.

A gennaio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

12 gennaio 2013 Commenti disabilitati

A GENNAIO IN ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI
www.orizzonticulturali.it (n. 1, gennaio 2013, anno III), mensile online di cultura, ISSN 2240-9645

La Transilvania che non c’è più: Dieter Schlesak, «Uomo senza radici»

Nel 2011 Dieter Schlesak ha pubblicato Uomo senza radici, un romanzo dove il protagonista – alter ego dello scrittore – scopre di mancare di radici proprio mentre torna alla sua terra d’origine. La Transilvania, patria di tutti i sassoni che lì sono nati, non c’è più, si è fatta altra, e la morte della madre del protagonista sancisce la fine di un’epoca, con le sue figure e i suoi riti. «Andarmene da questa luce. Non sentire più il rintocco delle ore, non sentire più niente. Nascondermi. Sparire. Essere un nessuno. E così poter sopportare tutto», scrive Schlesak. Vivetta Valacca lo recensisce.

Scrittori romeni tradotti in Italia, è boom. Ecco quel che è uscito nel 2012

La presenza della Romania come Paese ospite al Salone Internazionale del Libro di Torino ha fatto del 2012 l’anno con il maggior numero di autori romeni tradotti e pubblicati in Italia nel XXI secolo. Si tratta prevalentemente di scrittori contemporanei viventi, dove figurano tra l’altro il Premio Nobel Herta Müller, accanto ai ben noti Ana Blandiana, Norman Manea, Mircea Cărtărescu. Afrodita Cionchin presenta una rassegna completa di questi libri, rilevando come la narrativa faccia la parte del leone. I titoli sono inseriti anche nel database di questa rivista Scrittori romeni in italiano.

Una «virtuosa della lingua»: Florina Ilis e la sua opera narrativa

Florina IlisLa scrittrice romena Florina Ilis [foto sinistra]è nota al pubblico italiano per due libri in traduzione: La crociata dei bambini (Isbn Edizioni, 2010) e Cinque nuvole colorate nel cielo d’Oriente (Atmosphere Libri, 2011). Il traduttore Mauro Barindi ne presenta l’opera, soffermandosi in particolare sui due romanzi sopra citati: «Scrittura fluida e cristallina, eleganza e destrezza, capacità inventiva e fantasia, potrebbero conferire a Florina Ilis il qualificativo di “virtuosa della lingua” della narrativa romena. Certamente una delle autrici più apprezzate e discusse oggi in Romania».

Anteprima. Filip Florian gioca con «I giorni del re»

Di Filip Florian è già stato pubblicato in Italia il romanzo Dita mignole (Fazi Editore, 2010). Ora, per la cura di Maria Luisa Lombardo, proponiamo in anteprima alcuni brani del romanzo Zilele regelui (I giorni de re), libro con il quale Florian ci porta nella Romania del XIX secolo, crocevia di popoli e di culture. Il romanzo si incentra sulla storia del dentista berlinese Joseph Strauss, non senza implicarvi quella del suo gatto, Siegfried, e quella del futuro re dei Principati Uniti di Romania. Storie parallele e interdipendenti, dal cui intreccio scaturisce l’azione del romanzo.

Inedito. «Lisbona per sempre», l’amore secondo Mihai Zamfir

Mihai Zamfir, professore di letteratura e autore di romanzi pubblicati da grandi editori romeni, è ancora sconosciuto ai lettori italiani. Proponiamo in traduzione inedita alcuni brani del suo Lisbona per sempre, raffinato romanzo d’amore nel quale l’autore adotta una forma inattesa nella narrativa di oggi, quella epistolare. Affiancato da una tipica tecnica narrativa – quella del ritrovamento di un manoscritto (nel nostro caso, di un carteggio) – questo artificio serve allo scrittore per imbastire la propria storia, inframmezzata da pause e riflessioni. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.

Una protagonista della «Nuova Europa»: la Grande Romania

Un’incursione nella storia del primo Novecento, firmata da Alberto Basciani. Le trasformazioni che seguirono la prima guerra mondiale rappresentarono per la Romania l’occasione per realizzare il definitivo compimento della propria unità nazionale, iniziata nel 1859 con l’unione dei due piccoli Principati di Valacchia e Moldavia. Fu la prima tappa di un percorso accidentato e controverso al termine del quale nacque la cosiddetta România Mare (Grande Romania). Un’accurata ricostruzione della genesi di uno Stato, all’epoca il più esteso e popolato del Sud-est dell’Europa.

Davide Bigalli: «Nel tempo del conformismo, chi è libero non si piega»

«È una fase di crisi, lunga e non ancora risolta: quello che preoccupa è questa ʻidolatria dell’immagineʼ, questa concezione che si contenta di ʻeffetti di superficie’. Nel tempo del conformismo, è il tempo anche delle anime libere, che non si piegano e continuano, spes contra spem, a pensare, a votarsi al difficile lavoro della filosofia». Il ruolo della filosofia nella società e nella cultura contemporanea, segnate da frammentazione e conformismo, è al centro dell’intervista realizzata da Ciprian Vălcan con il professor Davide Bigalli, dell’Università di Milano.

Cinque nuvole colorate
Marmo e barrique, storie di cultura e di amicizia tra Timişoara e la Sicilia

Timişoara in Romania e Menfi in Sicilia: un legame che passa dalla cultura e dal buon vino. Ce lo presenta Gianluca Testa, raccontando prima la storia dello scultore Stefan Calarasanu che, colpito dalle rovine del sisma del ’68 nella Valle del Belice, ha voluto lasciare una sua testimonianza nella piazza principale di Menfi. Quindi è la volta di BarriqueArt, iniziativa legata al vino e all’arte con cui a gennaio si commemora il terremoto del Belice, a Menfi, esponendo diverse botti di barrique trasformate da alcuni artisti romeni in vere e proprie opere d’arte.

«Identificazione di una donna». Omaggio a Michelangelo Antonioni Si è da poco concluso il centenario della nascita di Michelangelo Antonioni (Ferrara 1912-Roma 2007), grande maestro del cinema italiano e mondiale. Rendiamo omaggio alla sua memoria, con un’analisi che Filippo Salvatore fa di Identificazione di una donna (1982), che ben può considerarsi, col senno di poi, la più autobiografica di tutte le sue opere. Il film presenta significati multipli e va decifrato a diversi livelli. La chiave che meglio può introdurre al suo ricco ventaglio di significati presenti è proprio la considerazione della natura del cinema come arte.

 

 

 

 

Scrittori romeni tradotti in italiano: rassegna dei volumi pubblicati nel 2012

6 gennaio 2013 3 commenti

di Afrodita Carmen Cionchin

Il 2012, con la presenza della Romania come Paese ospite al Salone Internazionale del Libro di Torino, ha registrato il numero più alto di autori romeni tradotti e pubblicati in Italia negli anni 2000. Si tratta prevalentemente di scrittori romeni contemporanei viventi. La parte del leone spetta alla narrativa, ma non mancano naturalmente presenze significative anche nell’ambito della saggistica e della poesia.libri

Alla narrativa la parte del leone: ecco i rappresentanti di spicco

Seguendo un criterio alfabetico per autore, partiamo dalla scrittrice Gabriela Adameşteanu, uno dei romanzieri più importanti della Romania. Nel 2012 sono stati pubblicati due suoi titoli: Una mattinata persa (traduzione di Roberto Merlo e Cristiana Francone, Atmosphere Libri) e Verrà il giorno (traduzione di Celestina Fanella, Cavallo di Ferro Editore). Il primo romanzo è incentrato su una conversazione apparentemente banale tra due donne, che ricostruisce sommessamente, ma meticolosamente, la tragica fine della generazione interbellica, mentre il secondo è la storia di Letiția Branea, nel suo passaggio dall’età dell’adolescenza a quella della maturità, in una Romania degli anni Cinquanta, già in pieno comunismo stalinista, prima però del regime di Ceauşescu.

Il romanziere e pubblicista Ștefan Agopian è presente col suo Almanacco degli accidenti (traduzione di Paola Polito, Felici Editore), romanzo singolare composto di sei storie ambientate nella Romania fanariota dei primi anni dell’Ottocento e scritte in piena era comunista.
Di Max Blecher, scrittore romeno di origine ebraica morto nel 1938 a soli ventinove anni, è Accadimenti nell’irrealtà immediata (traduzione di Bruno Mazzoni, Keller Editore), un vero e proprio «romanzo metafisico», come lo definiva Eugène Ionesco, sullo scontro tra i limiti di un mondo che non ha il potere di cambiare se stesso e le infinite e dolorose potenzialità di una mente che nelle momentanee irrealtà è costretta a trovare la propria casa.
Mircea Cărtărescu, uno dei più importanti scrittori romeni contemporanei, è presente con l’edizione integrale di Nostalgia (traduzione di Bruno Mazzoni, Voland Editore), un romanzo singolare composto di cinque lunghi racconti legati da un inventario di sogni, immagini e ossessioni.

Di Petru Dumitriu, scrittore romeno nato nel 1924 ed emigrato illegalmente in Occidente nel 1960 (quando comincia a scrivere in francese), è il romanzo Il sorriso sardo (tradotto dall’originale francese da Giulio Concu, postfazione di Marinella Lörinczi, Il Maestrale Edizioni).

Jaca Book ha pubblicato Gaudeamus di Mircea Eliade (traduzione di Celestina Fanella), romanzo di gioventù del grande studioso di religioni, caratterizzato dalle atmosfere universitarie della Bucarest degli anni Venti.

Scrittore e filosofo romeno della Bessarabia, Vasile Ernu circola in Italia con Gli ultimi eretici dell’Impero (traduzione di Anita N. Bernacchia, Hacca Edizioni), dialogo epistolare al confine tra saggio e romanzo, che ha come protagonisti due eroi anticonformisti appartenenti a due «imperi» diversi e generazioni diverse: uno è un vecchio terrorista dissidente che ha tentato di assassinare Stalin, l’altro è un giovane scrittore, esperto in frodi bancarie.

Florina Ilis firma Cinque nuvole colorate nel cielo d’Oriente (traduzione di Mauro Barindi, Atmosphere Libri), romanzo con cinque protagonisti – quattro in carne e ossa più un piccolo robot, Qrin – ambientato a Tokyo.

Liliana Lazăr, che vive in Francia, ci propone Terra di uomini liberi (traduzione dal francese di Silvia Fornasiero, Marco Tropea Editore), romanzo sociale, politico, di tessitura in parte gotica – in cui la foresta e le sue leggi arcaiche si radicano nel cuore degli «uomini liberi» – legato alla Transilvania e ai Carpazi, dove hanno origine miti, leggende e superstizioni.

Dan Lungu è presente con la seconda edizione del romanzo Sono una vecchia comunista (traduzione di Ileana M. Pop, Aìsara Edizioni).

Di Doina Ruști è L’omino rosso (traduzione di Roberto Merlo, Nikita Editore), romanzo che offre un quadro della vita romena ai nostri giorni, vista da una grande città come Bucarest, con scorie del passato regime ancora ben riconoscibili.

uccidimi copertinaAna Maria Sandu ci propone Uccidimi! (traduzione di Ileana M. Pop,Aìsara Edizioni), romanzo sulla dipendenza psicologica e affettiva, sull’amicizia e i suoi demoni.
Dumitru Ţepeneag, lo scrittore romeno vivente più conosciuto in Francia, arriva in Italia con La belle Roumaine (traduzione di Ileana M. Pop, Aìsara Edizioni). Il romanzo si incentra sulla «belle Roumaine» impegnata in un triangolo amoroso, che si muove tra la Francia, la Germania e la Romania all’indomani del crollo del Muro.

Saggistica, poesia e drammaturgia 

La saggistica propone al pubblico italiano alcuni titoli significativi. La grande poetessa Ana Blandiana si presenta con Il mondo sillaba per sillaba (traduzione di Mauro Barindi, postfazione di Lorenzo Renzi, Saecula Edizioni), un libro di luoghi e di sensazioni, a metà strada fra il diario e il saggio giornalistico.

Abbiamo poi la figura del grande umanista Dimitrie Cantemir (1675-1723), con il trattato filosofico L’immagine irraffigurabile della Scienza Sacro-Santa (traduzione dal latino di di Igor Agostini, introduzione e note di Vlad Alexandrescu, Le Monnier Università-Mondadori Education).

Al giornalista Grigore Cristian Cartianu appartiene La fine dei Ceaușescu (traduzione di Luca Bistolfi, Aliberti Editore), un’ampia ricostruzione del dicembre 1989 in Romania.
Di Norman Manea, due nuovi libri: Al di là della montagna. Paul Celan e Benjamin Fondane: dialoghi postumi (traduzione e a cura di Marco Cugno, Il Saggiatore) e Conversazioni in esilio (traduzione dal tedesco e a cura di Agnese Grieco, Il Saggiatore), un dialogo tra Manea e Hammes Stein.

Il premio Nobel Herta Müller arriva in Italia con Essere o non essere Ion (traduzione di Bruno Mazzoni, Transeuropa Edizioni), il primo libro scritto in romeno dopo che l’autrice è emigrata in Germania nel 1987. È un testo che mescola prosa, poesia e arte visiva, in un caleidoscopio di parole e immagini che riesce a unire una raffinatezza stilistica elevatissima e un’immediatezza giocosa e surreale.

Le raccolte poetiche uscite nel 2012 sono otto. Aracne Editrice ci fa conoscere due poeti dei nostri giorni: Ruxandra Cesereanu con la raccolta Coma (traduzione di Giovanni Magliocco, Aracne Editrice) e Nichita Danilov con La finestra del tramonto – Antologia 1980-2011 (traduzione e studio introduttivo di Danilo De Salazar). Joker Edizioni presenta altri due poeti: Ghérasim Luca, La Fine del mondo. Poesie 1942-1991 (a cura di Alfredo Riponi, traduzione dal francese di A. Riponi, Rita R. Florit, Giacomo Cerrai) e Eliza Macadan, della quale è stato pubblicato Paradiso riassunto.

Il nome di Tristan Tzara è legato ai movimenti d’avanguardia più radicali e libertari, in particolare al Dadaismo, come testimonia la raccolta poetica Avant Dada (traduzione di Irma Carannante, a cura di Giovanni Rotiroti, Barbès Editore).

Di Floarea Ţuţuianu è la raccolta Non voglio invecchiare nel sonno (traduzione di Angela Tarantino, Mobydick Edizioni).

Aggiungiamo le due antologie poetiche curate dall’italianista romeno Geo Vasile e pubblicate dalle Edizioni Akkuaria: Da Miorizza a Cristian Popescu. Florilegio di poesia romena moderna e contemporanea e Resistenze bruciate. Da Angela Marinescu a Linda Maria Baros.

La drammaturgia ci offre due volumi di Matei Vişniec, noto per l’intensa attività svolta in Francia e in lingua francese: ‘La storia del comunismo raccontata ai malati di mente’ e altri testi teatrali (con un saggio introduttivo e a cura di Emilia David, Editoria&Spettacolo Edizioni) e Occidental Express (traduzione dal francese e a cura di Gianpiero Borgia in collaborazione con il cast, saggio introduttivo di Gerardo Guccini, Titivillus Edizioni).

Per approfondire. La rivista bilingue Orizzonti culturali italo-romeni ha realizzato un inedito e utilissimo database, in costante aggiornamento: Scrittori romeni in italiano, che comprende i volumi di autori romeni pubblicati in Italia dal 1903 al 2012. 

Babbo Natale & Co – un romanzo da Guinness dei Primati

19 dicembre 2012 Commenti disabilitati

di Andreea Demirgian

Il 15 dicembre scorso, 53 scrittori romeni si sono incontrati nei laboratori della Facoltà di Matematica dell’Università di Bucarest e hanno scritto il più veloce romanzo maratona, dal titolo Babbo Natale & Co (Moș Crăciun & Co.). Il libro è stato scritto in 9 ore, 5 minuti e 8 secondi, sotto l’attenta sorveglianza di un arbitro internazionale di calcio, che ha cronometrato tutto, e di rappresentanti del Guinness dei Primati, contenti di venire in Romania a omologare un record dell’intelligenza collettiva. L’inedita iniziativa è stata promossa dall’Associazione Culturale Aedificatio, presieduta da Gabriel Horaţiu Decuble.

Babbo Natale & Co.Uno dei più noti critici letterari romeni, Marius Chivu, racconta come è avvenuto tutto. “È stato un esperimento molto piacevole. La letteratura è un’occupazione privata, che lo scrittore esercita nell’intimità della sua stanza; ma la letteratura può essere anche gioco, convenzione, può imporsi da sola delle norme, costrizioni. Assieme agli scrittori Florin Iaru, Răzvan Ţupa e Gabriel Horaţiu Decuble, abbiamo deciso il tema e i personaggi. Io sono stato un narratore che ha sorvegliato tutto questo lavoro. Come momento dell’azione ci serviva un giorno importante dal punto di vista narrativo, e abbiamo scelto la Vigilia di Natale; l’azione del romanzo è ambientata nel pomeriggio e la sera del 24 dicembre, e tratta una serie di vicende e momenti più o meno inediti nello schema dei preparativi natalizi, quando c’è tanto stress e tanta agitazione per le strade. Si tratta della Vigilia di Natale, a pochi giorni dopo che la fine del mondo non è avvenuta”, spiega Marius Chivu.

Dopo 9 ore, 5 minuti e 8 secondi, Babbo Natale & Co è stato impaginato e le prime dieci copie sono state stampate in solo mezz’ora  con l’aiuto dell’Editrice ART. Adela Greceanu è uno dei 53 autori. Le abbiamo chiesto un commento su questa meravigliosa avventura, dalla prospettiva dello scrittore.

“È stato divertente, in realtà ognuno di noi ha dovuto scrivere pochissimo, ha dovuto concentrarsi su una certa scena, sapendo alcuni dettagli sui personaggi e meno su tutto il romanzo. In fin dei conti è stato un gioco. Le cose non vanno prese troppo sul serio, né minimizzate. È stato un reale sforzo collettivo e una bella cosa, che 53 scrittori romeni sono giunti alle 9 in punto e hanno dovuto aspettare i temi da trattare affinché alla fine risulti un romanzo, spero, coerente. Ho letto alcuni brani su Internet; suonavano benissimo, avevano ritmo, stile, senza avere un’impronta estremamente personale. Non so chi, cosa ha scritto; i nomi degli autori appaiono solo sulla copertina, non è indicato quale brano abbia scritto ognuno di noi”, ha detto Adela Greceanu.

Il romanzo ha registrato anche un record in materia di reazione dei critici. “Non pochi sono i casi in cui gli scrittori, gli intellettuali, in generale, tendono a sottovalutarsi collettivamente e a sopravalutarsi individualmente. È un esperimento che si propone di contraddire questa tendenza e dimostrare che l’originalità e la creatività possono sorgere anche in seguito ad un impegno collettivo, basato sulla solidarietà di gruppo, non solo come risultato di un io singolare e irriducibile”, dichiarava all’inaugurazione dell’evento Laura Albulescu, direttrice editoriale dell’Editrice ART.

scriitori-mos-craciunAbbiamo chiesto al critico Marius Chivu quale valore letterario ha il più velocemente scritto romanzo del mondo. “Un romanzo che ha questa qualità di essere scritto molto rapidamente non significa granché di per se stesso. D’altra parte dobbiamo pensare che vuol dire un narratore formato di 53 autori. Ogni scrittore partecipante ha avuto quattro ore a disposizione per scrivere un unico capitolo, di poche pagine. Ciò significa un ritmo assolutamente normale, nelle condizioni in cui allo scrittore è stato indicato un momento molto chiaro da trattare e dei personaggi molto ben descritti. Pur essendo stato scritto in poche ore, il romanzo non è affatto superficiale. Abbiamo trattato molto bene il problema dei personaggi e della trama, ci siamo adoperati al massimo per renderlo attraente. Vi garantisco che è un romanzo che fa ridere, ma che fa anche commuovere, con cambiamenti di situazioni inattese. Siamo molto contenti del risultato. Vale veramente la pena di leggerlo”, ha detto il critico.

Babbo Natale &Co è già in vendita. Marius Chivu ci ha detto che nel Guinness dei Primati non c’era una categoria per questo record, ma i suoi rappresentanti sono stati felicissimi di inventarsene una. Finora, l’unico record letterario romeno apparteneva al sommo poeta romeno Mihai Eminescu, per “L’astro” (Luceafărul), il più lungo poema d’amore.

Traduzione di Carmen Velcu. Fonte: Radio Romania Internazionale

A novembre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

8 novembre 2012 Commenti disabilitati

 

A NOVEMBRE IN ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI
www.orizzonticulturali.it (n. 11, novembre 2012, anno II), mensile online di cultura, ISSN 2240-9645

Celan e Fondane, un dialogo immaginario firmato da Norman Manea

Un luogo immaginario di incontro tra Paul Celan e Benjamin Fondane. Ecco Al di là della montagna, l’ultimo libro di Norman Manea, curato da Marco Cugno (il Saggiatore, 2012), dove due ebrei nati in Romania nello stesso mese e accomunati da una medesima condizione di esilio, che sfocerà nella catastrofe, dialogano idealmente tra loro. Norman Manea, anche lui romeno di origini ebraiche, individua nella posterità della parola lo spazio di scambio tra Fondane e Celan. Inclusa nel libro un’accurata antologia di scritti esegetici e testimonianze sui due poeti.

Tra ricamo e labirinto: l’opera e la scrittura di Vincenzo Consolo

 L’opera narrativa di Vincenzo Consolo non si impone né per quantità, né per l’imprudenza di lusingare i gusti del lettore, spesso pervertiti e corrotti dal consumismo. Piuttosto, per questo scrittore, la letteratura appare come una scommessa e un riscatto: una scommessa con la Storia così come è sempre stata scritta-descritta, ma non vissuta; e un riscatto, quale tentativo di recupero mediante la parola, diventata pietra, capace di esorcizzare il reale vero, quello vissuto e mai tradito. Un’ampia ricognizione critica dell’opera di Consolo, firmata da George Popescu.

Cioran e il suicidio. Ciprian Vălcan a colloquio con Andrea Rossi

 Il suicidio e i suoi vari significati, riletti anche con rimando all’opera di Cioran, nichilista per eccellenza. Verte attorno a questo tema il dialogo tra il filosofo romeno Ciprian Vălcan e il suo interlocutore italiano Andrea Rossi, curatore e autore di pubblicazioni sul comportamento suicidario e socio fondatore dell’associazione L’Orecchio di Van Gogh, che ha pubblicato nel 2010 l’epistolario tra Emil Cioran e Friedgard Schulte-Thoma, Per nulla al mondo. Un amore di Cioran. Una lettura, quella di Rossi, che cerca una mediazione tra approcci diversi a un tema sempre inquietante.

E lo spirito italiano risuona all’Opera di Timişoara. Parla Corneliu Murgu

 Da dodici anni Corneliu Murgu dirige l’Opera Romena di Timişoara. Strettamente legato all’Italia per il suo articolato percorso umano e professionale, il maestro Murgu delinea l’attività di questa prestigiosa istituzione, presentandone i successi e illustrando anche la nuova stagione, ricca di manifestazioni speciali per festeggiare i sessantacinque anni di attività artistica dell’Opera. Di un fatto il maestro Murgu è convinto, con aperta soddisfazione: «Abbiamo portato qualcosa dello spirito e della mentalità italiana nel nostro teatro».

Anteprima. Tatiana Niculescu Bran: «Nella Terra di Dio»

La terra divina cui si fa riferimento nel titolo del libro di Tatiana Niculescu Bran non è quella biblica, ma una ben delimitabile geograficamente, ossia il Corno d’Africa (tra Somalia, Eritrea ed Etiopia). Agli occhi degli antichi Egizi, era una sorta di meraviglioso Eldorado perduto, una Terra di Dio, appunto. Qui, gli Egizi lasciarono in eredità alle popolazioni indigene una pratica ancestrale, successivamente fatta sua dalla religione, che l’ha trasformata in un feroce rito imposto alle donne: l’infibulazione, ossia l’asportazione del clitoride. Presentazione di Mauro Barindi.

«Il cavallo del diavolo». Nel centenario di Ion Luca Caragiale

Nel 2012 ricorre il centenario della morte di Ion Luca Caragiale, creatore del teatro romeno moderno. La sua genialità di commediografo si rivelò con Una notte tempestosa (1879) e Una lettera smarrita (1884). La sua sorprendente capacità d’invenzione verbale anticipa, nell’arte di ridurre il dramma a puro automatismo verbale, la tecnica di Ionesco. Caragiale trascorse gli ultimi anni a Berlino, dedicandosi al giornalismo e alla prosa, specie d’ispirazione fantastica, come dimostra Il cavallo del Diavolo che qui pubblichiamo, e che riprende il motivo di Belfagor di Machiavelli.

«Poeti romeni al bivio: continuità e rottura». Antologia di Geo Vasile

Nell’antologia bilingue romeno-italiana Poeti romeni al bivio: continuità e rottura, pubblicata in Romania (Fundaţia Scrisul Românesc, Craiova 2012), il critico e traduttore Geo Vasile presenta una raccolta di saggi e un repertorio di poesia romena moderna e postmoderna, a partire da George Bacovia, Lucian Blaga, Nichita Stănescu e Marin Sorescu, per continuare quindi con Virgil Mazilescu, Cezar Ivănescu, Mariana Marin, e arrivare ai nostri giorni con Ion Mureşan, Ruxandra Cesereanu, Eugenia Ţarălungă e Linda Maria Baros.

Risorgimento antieroico: «Il Cimitero di Praga» di Umberto Eco

 Filippo Salvatore analizza la versione antieroica dei fatti storici sul Risorgimento data da Umberto Eco nel suo Il Cimitero di Praga. Eco confuta l’esistenza di un complotto che guida la storia dell’umanità, ma ricorda che, ripercorrendo gli avvenimenti, si scoprono piccole congiure e trame che hanno effetti drammatici per chi ne è vittima. Lo scrittore ci ammonisce che i complotti, anche quando non esistono o sono basati su falsità, hanno fatali conseguenze nella vita reale. Una convinzione resta salda: il primo rimedio contro il male è la conoscenza, la forma più sublime di pietà.

Aurel Cosma Jr: «Tracce di vita italiana nel Banato» (II)

 Continuiamo il progetto editoriale «Presenza italiana a Timişoara e nel Banato» con la pubblicazione della seconda parte dello studio di Aurel Cosma Jr. intitolato Tracce di vita italiana nel Banato, edito nel 1939 dall’Istituto di Cultura Italiana, sezione di Timişoara. «Pulsazioni di vita italiana nel Banato troviamo anche nel campo militare, soprattutto all’epoca delle guerre contro i Turchi, quando innumerevoli Italiani versarono il loro sangue per la liberazione dal terrore della mezzaluna anticristiana» Spiccano le figure di San Giovanni da Capestrano e del conte Luigi Ferdinando Marsigli.

«Siamo felici come i giunchi». Versi di Virgil Mazilescu

 Pur muovendosi nel tardo-surrealista (onirismo) degli anni ’70, Virgil Mazilescu rappresenta una sorta di anello di congiunzione tra gli anni ’60 e gli anni ’80 della poesia romena. Già solo questo, la cronologia della sua attività, lascia immaginare la misura della complessità poetica di quest’autore, poco prolifico ma dotato di eccezionale accuratezza e intelligenza compositiva, capace di correggere per anni interi un singolo verso che inevitabilmente imparava a memoria, nell’ossessiva ripetizione della cura formale. Pubblichiamo qui alcuni suoi poemi tradotti da Clara Mitola.

Focus eventi. A Bologna «Noul Val. Il nuovo cinema romeno»

 Segnaliamo due presentazioni di Noul Val. Il nuovo cinema romeno, libro di Francesco Saverio Marzaduri, a novembre, presso due biblioteche di Bologna: l’8 novembre presso la Biblioteca Lame (via Marco Polo 21/13), il 28 novembre presso la Biblioteca Casa di Khaoula (via di Corticella 104).

 

 

 

 

 

Incontro con tre scrittori romeni a Roma

6 maggio 2012 Commenti disabilitati

Mircea Cărtărescu, Doina Ruşti e Horia-Roman Patapievici a Roma: Casa delle Letterature (Piazza dell’Orologio 3), 8 maggio, ore 18

Mircea Cărtărescu [foto accanto], Doina Ruşti e Horia Roman Patapievici sono invitati ad incontrare i propri lettori di Roma. La Fondazione Bellonci ha organizzato un incontro di lettura con professori, studenti universitari e del liceo, in seguito alla promozione, circa un mese fa, di alcuni libri dei tre scrittori romeni.

Nota come organizzatrice dei premi Strega, la Fondazione Bellonci verrà rappresentata da Stefano Petrocchio, che sarà anche il moderatore dei dibattiti. L’evento si aprirà con il discorso di Maria Ida Gaetta (direttrice Casa delle Letterature).

L’iniziativa è stata sostenuta dall’ICR-CENNAC (Centro Nazionale del Libro, Bucarest), che sarà presente nella persona di Dana Bleoca, vicedirettrice.