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Posts Tagged ‘Romania’

A febbraio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

5 febbraio 2013 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 2, febbraio 2013, anno III), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare QUI.

Edizione italiana

Esilio ed erranza: Benjamin Fondane, il pensatore «non rassegnato»

 fondaneLa rivista italiana di cultura «Humanitas» ha dedicato nel 2012 un intero numero a un nome di primo piano della cultura europea, ma ancora pressoché sconosciuto al grande pubblico italiano: Benjamin Fondane. Nato in Romania nel 1989, stabilitosi in Francia all’età di 25 anni, Fondane fu un protagonista delle origini del movimento esistenziale francese. L’importanza dell’esilio, la sua relazione con la creazione, è essenziale in questo pensatore, apertamente in opposizione alla cultura dominante. Da Alice Gonzi, curatrice del quaderno monografico, una panoramica introduttiva.

«Cioran in Italia», un volume per i cento anni dalla nascita del filosofo

Gabriella Molcsan e Antonio di Gennaro presentano il volume Cioran in Italia (Aracne Editrice, 2012), che raccoglie gli interventi dell’omonimo convegno organizzato nel 2011 a Roma, presso l’Accademia di Romania, in occasione del centenario della nascita di Emil Cioran. Figura di spicco della scena culturale europea, Cioran resta un autore tuttora inspiegabilmente trascurato in ambito accademico, soprattutto in Italia. Dai contributi di questo volume, prospettive illuminanti sullo stretto intreccio tra vita e pensiero che fu proprio del pensatore di Sibiu.

Quel sapore ancestrale della modernità sboccata: «Manele»

Siete andati in Romania e avete ascoltato canzonette vagamente ziganeggianti e magari un po’ volgari? Erano manele, genere musicale recente, di origine semi-folclorica e di diffusione commerciale, nato negli anni ’80 in alcuni Paesi dell’Est. In Romania si è diffuso soprattutto nelle periferie urbane, con una forte penetrazione anche in ambito rurale, specialmente tra la popolazione giovanile dei sobborghi chiamati mahala. Il dibattito sulla qualità artistica delle manele è attualmente molto acceso in Romania. Marisol Pezzutto ne analizza caratteristiche e tendenze.

Il teatro di Maria Stefanache e la «Memoria passata del personaggio»

 Maria Stefanache è una regista romena che vive e lavora da venti anni a Milano, dove ha fondato il Centro di Produzioni Teatrali. «Il mio lavoro di regista – dichiara – è stato sempre focalizzato sull’attore: ho sempre pensato a come poter aiutare e rinforzare l’attore nel lungo processo di studio, lavoro e ricerca necessario alla costruzione del personaggio che gli è stato assegnato». Queste riflessioni hanno preso corpo in due libri: Memoria passata del personaggio. Un metodo innovativo per Teatro, Aziende e Università e La parola alla regia (Editore Uroboros 2011).

Inedito. Andrei Ruse, «Spacciatore per un giorno»

dilar pentru o zi Andrei Ruse è un giovane scrittore romeno, promotore di vari progetti online in ambito culturale. Offriamo per la prima volta in italiano, a cura di Mauro Barindi, un frammento del suo romanzo Dilăr pentru o zi (Spacciatore per un giorno). Radu Călin, agente della Squadra antinarcotici della Polizia di Bucarest, decide di infiltrarsi nel mondo dello spaccio della droga, correndo seri rischi per sé e per la sua famiglia, con ripercussioni imprevedibili. Una trama avvincente, per un romanzo coraggioso e insolito che non mancherà certo anche di far discutere.

Tra Europa e Romania: gli studi linguistici di Marco Antonio Canini

 Marco Antonio Canini (1822-1891), linguista, poeta, traduttore e ideologo, fu una figura pionieristica per la conoscenza della cultura romena in Italia. Trasferitosi con la famiglia a Bucarest, conobbe vari uomini politici della Romania e fu sostenitore dell’unificazione politica dei principati romeni. Matteo Veronesi presenta la figura di questo studioso che, con la sua ricerca delle origini, trovò un’idea d’Europa che salvaguardasse, insieme, la totalità e le identità particolari, l’universalità e le comunità nazionali. Interessanti, ancorché non di rado discutibili, le sue suggestioni etimologiche.

Zéno Bianu: «Poema dei gradi (Kaddish per Paul Celan)»

 «Fai saltare i bacini di luce / la parola fluttuante è al crepuscolo / dal primo all’ultimo respiro / la parola non ti appartiene / ferita / ferita / d’un dio in esilio». Pubblichiamo, nella traduzione di Giovanni Rotiroti, un ampio poema di Zéno Bianu dedicato a Paul Celan e intitolato Poema dei gradi (Kaddish per Paul Celan). Zéno Bianu è uno scrittore francese di origine romena, nato a Parigi nel 1950 da madre francese e padre romeno, rifugiato politico. Il poema è tratto dal volume di Bianu, Le désespoir n’existe pas [La disperazione non esiste] (Paris, Gallimard 2010).

«Zabriskie Point»: lo sguardo di Antonioni sull’America (e su di noi)

 Filippo Salvatore reinterpreta, circa quarant’anni dopo la sua uscita, il film Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni. Il regista riesce a captare gli aspetti appariscenti e grotteschi della società dei consumi, insistendo molto sulla banalità e sulla bruttezza. Antonioni, nato e cresciuto a Ferrara, in una realtà urbana caratterizzata dalla raffinatezza estetica, è stato un acuto interprete delle forze esterne che impediscono ai contemporanei di gioire di un equilibrio paragonabile all’aurea mediocritas, ideale proposto dall’altro grande ferrarese della corte estense: Ludovico Ariosto.

Alice dietro il muro delle meraviglie. Una pittrice abruzzese all’opera

 George Popescu evoca l’incontro con la pittrice abruzzese Alice (Adelina di Sabatino di Diodoro): «Nel suo atelier vissi all’improvviso la sensazione di uscire da un tempo (quello presente) per entrare, non in un altro tempo, bensì in altri diversi tempi-mondo. Da tutti gli angoli lo sguardo era letteralmente colpito da volti, figure, occhi (soprattutto) dei quadri che conservano qualcosa dell’alone delle vecchie icone, e delle tele (termine improprio in quanto, tecnicamente, la sua arte richiede il travaglio con pezzi di muro, pigmenti e lastra, sabbia e intonaco)».

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“Orme di Roma”. Tra Italia e Romania all’insegna di Roma antica

15 novembre 2012 Commenti disabilitati

“Orme di Roma”. Tra Italia e Romania all’insegna di Roma antica.

– Incontro di studi –

Venerdì, 16 novembre 2012, ore 16.00, Accademia di Romania, Biblioteca

Indirizzi di saluto – ore 16,00
Prof. Mihai Bărbulescu. Direttore dell’Accademia di Romania in Roma
Prof. Paolo Sommella. Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Romani

Introduzione – ore 16,30
Avv. Enrico Silverio. Direttore della collana Studia Juridica
Le ragioni di un incontro di studi

Interventi – ore17,00
Prof. Ioan-Aurel Pop. Rettore dell’Università “Babeș-Bolyai” di Cluj–Napoca
L’impronta di Roma: il legato della latinità nella coscienza dei Romeni

Prof. Stefan Damian. Università “Babes-Bolyai” di Cluj–Napoca
Roma nei viaggiatori romeni dell’Ottocento in Italia

Avv. Enrico Silverio. Direttore della collana Studia Juridica
L’idea di Roma nel Regno d’Italia sino alla Mostra Archeologica del 1911

Dott.ssa Anna Maria Liberati. Sovraintendenza ai Beni Culturali Roma Capitale. Responsabile delle Collezioni del Museo della Civiltà Romana e
Dott.ssa Giuseppina Pisani Sartorio. Archeologa. Direttore del Bollettino della Unione Storia ed Arte
La Mostra Archeologica del 1911 e il viaggio della Unione Storia ed Arte in Romania

Prof. Mihai Barbulescu, Prof. Stefan Damian
Le lupe capitoline in Romania

Dott.ssa Lucrezia Ungaro. Sovraintendenza BB. CC. Roma Capitale. Responsabile Valorizzazione del Patrimonio dei Musei Archeologici e Polo Grande Campidoglio.
Romania – Italia: un legame culturale in continuo rinnovamento. Il ruolo dell’Accademia di Romania a Roma e della Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale

“I colori delle avanguardie – Arte in Romania 1910-1950”, al Vittoriano

31 agosto 2011 Commenti disabilitati

Complesso del Vittoriano, Salone Centrale (via S. Pietro in Carcere), Roma, dal 3 settembre al 15 ottobre 2011. Inaugurazione 2 settembre, ore 18,30.

I colori delle avanguardie. Arte in Romania 1910-1950

Dal 3 settembre al 15 ottobre 2011 il Complesso del Vittoriano ospita una mostra che, attraverso 74 olii di 24 artisti provenienti da importanti musei della Romania, desidera ripercorrere la produzione dei grandi Maestri delle Avanguardie romene nel periodo che va dal 1910 al 1950.
La rassegna, a cura di Erwin Kessler, è organizzata dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest e dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale, è realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia ed è promossa dall’Ambasciata di Romania in Italia e dall’Accademia di Romania in Roma.
Le opere in mostra provengono da nove musei della Romania e sono firmate dagli artisti Apcar Baltazar, Victor Brauner, Marius Bunescu, Stefan Dimitrescu, Hans Eder, Marcel Jancu, Petre Iorgulescu Yor, Max Herman Maxy, Hans Mattis-Teutsch, Corneliu Michailescu, Theodor Pallady, Jules Perahim, Alexandru Phoebus, Elena Popeea, Stefan Popescu, Magdalena Radulescu, Camil Ressu, Szolnay Sándor, Ion Theodorescu Sion, Francisc Sirato, Jean Al. Steriadi, Nicolae Tonitza, Ion Tuculescu, Alexandru Ziffer. Quattro grandi temi tessono in filigrana l’organizzazione dello spazio espositivo: il pathos etico dei temi sociali, le utopie dell’identità, angosce e sogni urbani, la fine del viaggio.

“C’è anche un elemento esterno che unisce tutti questi movimenti e tendenze diversi, dal simbolismo al costruttivismo, dal tradizionalismo al surrealismo e all’estetismo… Nonostante il conflitto ideologico e la loro vocazione rispettivamente provocatoria o convenzionale, i tanti modernismi, avanguardismi e tradizionalismi hanno una cifra comune: il trionfale uso del colore che rende possibile la proliferazione cerimoniale di opere e oggetti artistici di fattura eccelsa, soprattutto dipinti” (E. Kessler).

La mostra è stata già allestita nel 2007 in cinque importanti musei romeni (Museo Brukenthal di Sibiu, Museo Nazionale d’Arte di Bucarest, Museo d’Arte di Timișoara, Museo d’Arte di Constanța, Museo d’Arte di Oradea) e nel 2009 presso il Museo Nazionale d’Arte Contemporanea di Lisbona (Museo do Chiado) e presso la Galleria Nazionale di Praga.

Ingresso libero.
Catalogo bilingue (italiano/inglese) disponibile presso la libreria del Complesso Vittoriano.
Inaugurazione: venerdì 2 settembre alle ore 18,30 presso il Complesso del Vittoriano. Orario mostra: tutti i giorni ore 9.30-19.30. Accesso consentito fino a 45 minuti prima dell’orario di chiusura.

Compagne di viaggio. Racconti di donne ai tempi di Ceausescu

29 maggio 2011 Commenti disabilitati

Roma, lunedì 30 maggio, ore 17 – Fondazione Europea Dragan (Foro Traiano 1/A, primo piano)

Presentazione del volume Compagne di viaggio. Racconti di donne ai tempi del comunismo,  a cura di R. P. Gheo e Dan Lungu, traduzioni dal romeno di M. Barindi, A.N. Bernacchia e M.L. Lombardo. Sandro Teti Editore, collana ZigZag, 237 pp., 18 euro.  

Intervengono: Alina Harja, Daniela Mogavero, Anita Bernacchia e Sandro Teti.

Il libro e le autrici

L’incubo di un aborto clandestino. I privilegi della nomenklatura. L’emancipazione di genere, per molti versi rimasta lettera morta nei proclami del regime. La persistenza di un patriarcato ancestrale. Un’epoca grigia che bandisce la libera scelta ed esige conformità. Benvenuti nella Romania di Nicolae Ceausescu! Diciassette scrittrici narrano la vita quotidiana al tempo della dittatura, per svelare i più intimi rovesci della condizione femminile in una società autoritaria. Mischiando registro epistolare e pagine di diario, fiction e autobiografia, “Compagne di viaggio” restituisce la resistenza dell’altra metà del cielo. Ora tragiche ora scanzonate, queste pagine fotografano la condizione delle donne fino alla caduta del regime, nel 1989, anno di grandi promesse, in parte tradite.

“Credo che se vogliamo comprendere bene un’epoca, dobbiamo capire come si svolgeva la vita quotidiana e le piccole cose in quel dato periodo. Voglio però evidenziare che i testi delle autrici hanno un valore letterario straordinario. Il volume conta non solo come testimonianza, ma anche come letteratura.” Dan Lungu

Scrittori romeni al Salone del Libro 2011

10 maggio 2011 Commenti disabilitati

Per il terzo anno consecutivo, l’Istituto Romeno di Venezia e il Centro Nazionale del Libro dell’ICR Bucarest organizzano lo stand nazionale della Romania al Salone, nonché una serie di manifestazioni sul tema La letteratura romena, oggi.

Per l’occasione, saranno presenti a Torino 16 tra i più importanti scrittori romeni contemporanei, della cui opera sono stati pubblicati di recente titoli importanti in Italia: Gabriela Adameşteanu, Adriana Babeţi, Adrian Chivu, Vasile Ernu, Radu Pavel Gheo, Florina Ilis, Nora Iuga, Florin Lăzărescu, Dan Lungu, Răsvan Popescu, Adina Rosetti, Doina Ruşti, Cecilia Ştefănescu, Cristian Teodorescu, Lucian Dan Teodorovici, Varujan Vosganian.
Lo stand della Romania (72 mq) è stato costruito secondo un concetto innovativo e attrattivo, sia per attirare il pubblico largo, sia per illustrare la produzione delle case editrici romene rappresentative per il tema scelto. Fotografie dei 16 scrittori romeni invitati, realizzate da Mircea Struţeanu, saranno riprodotte tanto sulla struttura esterna dello Stand, quanto nell’ambito di una campagna visiva di promozione dell’evento sugli autobus della città.
Grazie alla collaborazione con la libreria Cărtureşti, il pubblico che desidera farlo potrà acquistare i libri esibiti presso lo Stand.
Il partner delle due istituzioni organizzatrici è, per la prima volta, la cattedra di italiano della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Bucarest.

L’apertura ufficiale dello Stand della Romania si svolgerà giovedì, 12 maggio 2011, dalle ore 13.00, nel Padiglione 3 (P26 – R25). Prenderanno la parola Ovidiu Dajbog-Miron (ICR Bucarest), Dana Bleoca (Centro Nazionale del Libro – Bucarest), Gian Luca Kannes, Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, i professori Marco Cugno dell’Università di Torino, Bruno Mazzoni dell’Università di Pisa e Smaranda Bratu Elian dell’Università di Bucarest.
Durante quattro giorni (12-15 maggio), sia presso lo Stand della Romania, sia presso altri spazi del Salone saranno presentate le traduzioni di letteratura romena in lingua italiana, pubblicate nel corso dell’ultimo anno, nonché i recenti risultati dell’italianistica romena e della romenistica italiana.
L’edizione di quest’anno segnerà la più consistente presenza romena al Salone di Torino, sia grazie alla ricca raccolta di traduzioni di letteratura romena, che al grande numero di invitati: oltre 50 tra scrittori, traduttori, critici letterari e giornalisti, italianisti e romenisti di spicco, rappresentanti di alcune case editrici.
Media partners: Radio Torino International, Centro 95 e il giornale Ora României di Torino.

Convegno sull’arte medievale della Romania, a Catania

18 gennaio 2010 Commenti disabilitati

L’Associazione “Concordia” di Riposto (CT) organizza venerdì  22 gennaio 2010 presso il Centro Culturale Ciminiere di Catania,  dalle ore 16.30, la 2-a edizione del progetto culturale “Il volto della Romania”, nella forma di un convegno dedicato all’arte medioevale e al ricordo della Rivoluzione anticomunista del 1989.

Il progetto “Il volto della Romania” si propone di presentare la Romania, la sua storia e civiltà in manifestazioni tematiche. La prima edizione, nel dicembre del 2008, è stata dedicata all’arte popolare rumena con una mostra di abiti tradizionali e ceramica popolare.
La scelta del tema della seconda edizione è dovuta all’importanza dell’arte medioevale rumena nel panorama culturale. Essa è testimonianza dell’affermazione dell’indipendenza degli Stati medioevali Valacchia e
Moldavia, nonché della difesa dell’identità cristiana, messa in pericolo dalla penetrazione degli Ottomani in Europa. La Romania conserva infatti importanti monumenti e opere medioevali che illustrano i rapporti col mondo bizantino ma anche con l’arte occidentale.

Il programma del convegno può essere visto cliccando sull’immagine della locandina.

(Fonte: Associazione “Concordia”)

Radu Gabrea vince al LIFF

18 novembre 2009 Commenti disabilitati

Il film su Curzio Malaparte, premiato al festival di cinema di Bari

Anita Bernacchia/FIRI, 17 nov. 2009

Il regista romeno Radu Gabrea ha vinto il premio per la miglior regia alla settima edizione del LIFF (Levante International Film Festival) di Bari, sezione “Custom”, con il lungometraggio Călătoria lui Gruber/Il viaggio di Gruber. Il film, già presentato con successo a Chicago, Atlanta, Philadelphia, Washington, Toronto, Vancouver, Buenos Aires, Gerusalemme, si aggiudica il trofeo Titus, una statuetta dalle sembianze di gorilla, omaggio del festival a questa specie in via di estinzione, celebrata nel 2009 “Anno del gorilla” dell’UNESCO.

Quest’anno LIFF ha visto la partecipazione di registi e film da 31 paesi del mondo. Il cinema romeno è stato rappresentato, oltre che da Radu Gabrea, da Alexandru Solomon con Apocalipsa după şoferi/L’Apocalisse secondo gli automobilisti) concorrente nella sezione “Investigation”. Fuori concorso sono stati presentati, inoltre, il documentario Război pe calea undelor/Onde fredde (Solomon),  În căutarea lui Schwartz/Alla ricerca di Schwartz e Cocoşul decapitat/Il gallo decapitato (Gabrea).

Il festival LIFF ha visto trionfare nella sezione “Experience” il lungometraggio tedesco Absurdistan di Veit Helmer, alla sezione “Custom” il cortometraggio di animazione sloveno Cikorja an’ kafe/Cicoria e caffè di Dusan Kastelic, e alla sezione “Investigation” il documentario messicano Entrevista con la tierra/Intervista con la terra, di Nicolás Pereda.

Il viaggio di Gruber

Il lungometraggio di Gabrea, girato a Iaşi e Bucarest, per un budget investito di 750.000 Euro, è stato scritto da Răzvan Rădulescu e Alexandru Baciu, grandi sceneggiatori del cinema romeno contemporaneo, e si ispira alla visita dello scrittore e giornalista italiano Curzio Malaparte a Iaşi, in Romania, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale.

Nel giugno 1941, Malaparte, sulla strada verso il fronte russo, si ferma a Iaşi, alla ricerca di un medico specialista ebreo. Solo Josef Gruber, infatti, può guarirlo dalla grave allergia da cui è affetto.

Quell’estate, quando le truppe romene e tedesche muovono guerra alla Russia sovietica, a Iaşi, all’epoca importante centro culturale ebraico della Romania, si consuma un atroce massacro. Oltre 5000 ebrei vengono trucidati nel cortile della Questura, mentre altre migliaia vengono caricate in vagoni merci ermeticamente chiusi e lasciati preda del caldo torrido, finché la maggior parte non soccombe.

Per lunghi anni, i tragici eventi di  Iaşi e i tremendi treni della morte sono stati negati, o preda di presentazioni distorte, o semplicemente nascosti dalla storia ufficiale romena. Curzio Malaparte, allora corrispondente per Il Corriere della Sera, fu il primo a parlare al mondo dei tragici eventi di  Iaşi, in un capitolo del suo romanzo Kaputt. Il film di Radu Gabrea è il primo lungometraggio ad affrontare questa pagina di storia romena ancora sepolta.

“Radu Gabrea – che ha vissuto gli eventi descritti nel film – ritorna alla ribalta della cinematografia romena con questo film sobrio e sconvolgente, che evita ogni tipo di “melodrammatizzazione”. […] Un film che ti apre gli occhi, da vedere assolutamente.” (Alex Leo Șerban)

Trailer ed altre info sul film, nel post del 4 settembre scorso.