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Posts Tagged ‘Romania Bulgaria Schengen’

Uno spazio ancora negato

30 settembre 2013 2 commenti

EU

di Valentina Elia, FIRI (oblò)

Nuovo ostacolo (francese) per l’adesione allo spazio Schengen di Romania e Bulgaria

Pochi giorni fa in Francia si è alzato un vero e proprio polverone politico che sembra aver anticipato di quasi sei mesi le elezioni locali ed europarlamentari, previste per la primavera del 2014. Oggetto di discussione sembra essere ancora una volta la candidatura di Romania e Bulgaria all’area Schengen, lo spazio in vigore dal 1995 in cui è consentita la libera circolazione delle persone, senza controlli alle frontiere interne.

Negli anni scorsi, diversi stati membri avevano espresso perplessità sull’ingresso di Romania e Bulgaria, arrivando persino a minacciare il veto per bloccare la candidatura (congiunta) dei due paesi danubiani nell’area Schengen. Ad alzare la voce furono stati come la Germania e l’Olanda. Oltre alla presunta inadeguatezza di Romania e Bulgaria nella gestione e prevenzione dei flussi migratori, Germania e Olanda contestavano anche la loro capacità nel fronteggiare la corruzione e la criminalità ai propri confini. Contestazioni che certamente non piacquero agli stati interessati, dati gli enormi sforzi compiuti per mettersi al pari con gli altri membri del club. Ma a queste preoccupazioni politiche ora si accostano le preoccupazioni “culturali” da parte della Francia. A mettere in allarme il Governo francese sono i 20.000 rom stranieri presenti sul territorio della Francia, i quali, si afferma negli ambienti vicino al presidente Hollande, “hanno uno stile di vita estremamente differente”.Schengen-Map

Per la prima volta, un argomento di questo genere viene utilizzato per bloccare l’adesione di un Paese UE nello Spazio Schengen. La Commissione europea, pertanto, ha giudicato scandalose le affermazioni della Francia, ricordando che la libera circolazione delle persone costituisce uno dei valori su cui si basa l’Unione Europea. E neppure il commissario della giustizia Viviane Reding è stata clemente nei confronti della Francia, accusandola di usare la questione rom come una sorta di scudo dietro il quale rifugiarsi per non affrontare questioni scottanti come il bilancio del Paese o il debito pubblico.

A smorzare un po’ i toni, cercando di precisare e chiarire alcune questioni alla base delle accuse francesi, è il premier romeno Victor Ponta. Egli ha ribadito che “non esiste una connessione tra l’adesione della Romania allo spazio Schengen e la minoranza rom, per il semplice motivi che la Romania non è ancora un membro dello spazio Schengen, eppure i rom sono già lì”.

 Fonte: Gazeta Românească

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Romania e Bulgaria in Schengen: decisione rinviata a settembre

14 giugno 2011 Commenti disabilitati

Per superare il veto di Francia, Germania e Olanda, si profila un ingresso graduale: nel 2011 le frontiere aeroportuali e nel 2012 quelle marittime e terrestri.

 Rinviata a settembre la decisione sull’ingresso di Romania e Bulgaria nell’area Schengen. Lo ha annunciato la presidenza ungherese di turno dell’Ue dopo la prima parte dei lavori del Consiglio giustizia e affari interni (Gai) che si è svolto a Lussemburgo.
“Tutti i Paesi membri hanno sottolineato gli sforzi fatti dai due Paesi per adeguarsi ai requisiti tecnici e politici per l’ingresso in Schengen e hanno deciso che il dossier potrà essere fatto avanzare ancora sotto la presidenza polacca” del Consiglio Ue che prenderà avvio a luglio, ha spiegato il ministro dell’Interno ungherese Sandor Pinter e, più precisamente, “gli Stati membri saranno chiamati a esprimersi sulla questione a settembre”. Sempre secondo Pinter, per i due Paesi si profila la possibilità di ingresso in Schengen a tappe, con un’apertura degli aeroporti già nel 2011 e le frontiere marittime e di terra nel 2012.
Francia, Germania e Olanda da tempo esprimono le proprie riserve sul via libera ai due Paesi, temendo un afflusso massiccio di immigrati irregolari attraverso le frontiere controllate da Sofia e Bucarest. La posizione graduale cerca di mediare questa posizione, considerando che su tale tema è richiesta l’unanimità del Consiglio europeo.
Poco prima dell’inizio dei lavori del Consiglio Gai, il ministro per l’Immigrazione olandese, Gerd Leers, commentando il voto dell’Europarlamento di mercoledì , aveva dichiarato “è ancora troppo presto per prendere una decisione”. “Quello che chiediamo – ha aggiunto Leers – è che i Paesi che entrano siano in grado di controllare effettivamente la frontiera comune ed è importante che le riforme giudiziarie chieste a Bulgaria e Romania siano effettive ed irreversibili”.

(Immigrazione Oggi, 10 giugno 2011)