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“Dalle tombe alle culle”

19 dicembre 2012 Commenti disabilitati

Viene qui riprodotto il testo dell’intervento di Julia Holloway in occasione della presentazione del progetto MoveAct (“L’Europa siamo noi? Vivere in Italia da cittadino europeo”) all’auditorium dell’Istituto Stensen di Firenze, sabato 15 dicembre scorso:

Dalle tombe alle culle

di Julia Bolton Holloway

Amo molto l’Italia. Sono arrivata in Toscana per rimanervi dall’Inghilterra nel 1996 dopo il mio prepensionamento in America, dove ho insegnato in diverse università. Accolta come studiosa e come religiosa, nel 2000, mi sono state affidate la custodia e la cura del Cimitero degli Inglesi, proprietà della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera, che ospita anche la Mediateca ‘Fioretta Mazzei’, biblioteca fondata quello stesso anno. Patrimonio mondiale dell’umanità, nel Cimitero degli Inglesi in Piazzale Donatello molti dei sepolti hanno legato il proprio nome alla lotta contro la schiavitù e lo schiavismo; contro la schiavitù dei neri in America, a favore delle donne e dei bambini, contro l’oppressione dei popoli. E’ una forte testimonianza del cosmopolitismo della Firenze ottocentesca, con i suoi abitanti inglesi, svizzeri, russi, americani, rumeni, polacchi, ungheresi, greci, ecc.

cemtoday3Con la conoscenza e la frequentazione dei Rom rumeni in un percorso di aiuto e sostegno alle famiglie ho scoperto ancora viva in loro quell’artigianalità e maestria che sarebbero state necessarie al restauro del nostro famosissimo cimitero. Un cimitero in stato di abbandono e che per diversi anni non era visitabile. I Rom sono bravissimi fabbri e muratori, falegnami e giardinieri. A loro insegno i rudimenti dell’alfabeto. Per loro nel corso di questi anni sono stati creati e avviati programmi di inserimento lavorativo per il suo restauro e mantenimento inseriti nel progetto denominato ‘Dalle tombe alle culle’.

 Gli stessi Rom, schiavi nei monasteri e dei nobili dal Medio Evo fino all’Ottocento, conoscono la libertà nel 1856 – quando Uncle Tom’s Cabin di H. Beecher Stowe è tradotto in rumeno. Con i nobili discendenti inglesi e gli studiosi internazionali, dopo aver appreso a scrivere il proprio nome, alcuni divengono soci della nostra Aureo Anello Associazione. E i nostri soci internazionali approvano. Lavorano in tal modo legalmente senza più mendicare per le strade di Firenze.

 Successivamente in Romania nasce l’associazione gemella denominata Agrustic Somnacuni, ovvero “Aureo Anello” (‘Inel de aur’ in rumeno), associazione per preservare le famiglie rom e la lingua romanì.

 Esmeralda che ora frequenta la nostra Scuola di Alfabetizzazione la domenica, e la scuola ufficiale nei giorni feriali, ha dieci anni e ha appreso le moltiplicazioni e come leggere. Per caso, cercando lei di leggere l’italiano medievale dal mio computer, mentre lavoravo sul Tesoro di Brunetto Latino – maestro di Dante Alighieri – è riuscita a leggere perfettamente la sezione in cui Brunetto traduce l’Etica di Aristotele sulla giustizia. Questa dopo solo un anno di scuola! E l’italiano è la sua terza lingua, dopo il romanì e il rumeno!

 Mi perdonerete se non parlo della mia esperienza, di me cittadina britannica ed europea. Di me persona privilegiata. Credo sia più giusto parlare della loro esperienza come cittadini del mondo, la cui lingua ha una forte affinità con il sanscrito. Lingua dell’India che ritroviamo parlata dai Rom in Europa, in America, in Asia, in Australia. Un popolo senza un Paese. Senza un esercito. Che ha vissuto l’Olocausto.

DanteZoita

Dalla mia posizione privilegiata con queste persone – tra le più disprezzate – posso dire di aver trovato un Tesoro. Un Tesoro nella nostra bellissima città. Sono grata all’Italia, a Firenze, ai Rom, alla Romania.

Daniel-Claudiu Dumitrescu, Presidente dell’Asociazione Agrustic Somnacuni – Inel de Aur,  lavorando con il CNR ha eseguito la pulitura della nostra bellissima scultura dell’Allegoria della Speranza di Odoardo Fantacchiotti. Credo che questi progetti, con la  valorizzazione dei monumenti, dei popoli, della storia, dell’arte, delle culture, siano la nostra speranza.

 La speranza per l’Italia, per l’Europa, per il mondo intero.

Julia HollowaySuor Julia Bolton Holloway è eremita nel Cimitero degli Inglesi a Firenze. Nata in Inghilterra, ha studiato negli Stati Uniti e ha insegnato letteratura medievale nelle università di Berkeley, Quincy, Princeton e Boulder. Ha pubblicato diversi libri su Dante e le donne contemplative. E’ curatrice dei siti web www.florin.ms, www.umilta.net, www.ringofgold.eu.

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Fanfara Shavale, concerto all’Accademia di Romania

10 maggio 2011 Commenti disabilitati

Notte dei musei all’Accademia di Romania: Sabato, 14 maggio 2011, ore 21.00 – 23.00, Accademia di Romania. Ingresso libero da Piazza José de San Martin, 1

 La Fanfara Shavale della Romania proviene da un villaggio [Zece Prăjini, distretto di Iași] della Moldavia centrale di sole 140 case e 560 abitanti. Ciò malgrado, questa piccola località vanta un’invidiabile fama: è il centro abitato con la maggiore concentrazione di bande musicali della Romania (e forse anche del mondo intero), dove ogni uomo sa suonare almeno uno strumento. Il talento musicale si trasmette da una generazione all’altra: dai bambini di 4 anni fino agli anziani di 74, ognuno è capace di interpretare un brano musicale, anche senza conoscere le note, il che assicura l’autenticità delle melodie. Non sorprende che il villaggio è ormai da tempo oggetto di studi e ricerche per musicologi, musicisti ed etnologi.

Ad iniziare dal 1999, i 10 membri della Fanfara Shavale promuovono con gran successo la musica tradizionale romena e rom in tutto il mondo, partecipando a concerti live e prestigiosi festival di world music, folk o jazz in Austria, Cina (alla recente Esposizione universale di Shanghai) Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Israele, Italia (Festa di Capodanno in Piazza San Marco e Carnevale di Venezia), Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria, Ucraina e Turchia.

Il loro album di debutto (2003), intitolato “Speed Brass of the Gypsies“, include 20 brani e porta uno spirito innovatore nella musica delle fanfare zingare, combinando più stili di musica tradizionale dell’area balcanica ad un ineguagliabile ritmo di oltre 200 battiti al minuto.

(fonte e info: Accademia di Romania in Roma)