Archivio

Posts Tagged ‘regime transitorio per i neocomunitari’

Lavoratori romeni e bulgari, il mistero della circolare sparita

8 giugno 2010 2 commenti

(L’Unità, 8 giugno 2010)

I fatti: il 3 dicembre 2009 viene pubblicata una circolare del ministero dell’Interno sui cittadini romeni e bulgari, comunitari dal 2007 ma sottoposti a un curioso regime di vincoli per quanto riguarda l’accesso al lavoro: possono infatti essere impiegati solo in alcuni settori (agricoltura e turismo alberghiero, lavoro domestico ed assistenza alla persona, edilizia, metalmeccanica, dirigenziale ed alimentare qualificato, lavoro stagionale), mentre per altri hanno bisogno del nullaosta. Moduli, attese, spese. Tante pratiche non vengono neppure prese in esame e questi diritti restano sulla carta.

Il 2009 doveva essere l’ultimo anno di proroga della moratoria, il ministro aveva assicurato la completa liberalizzazione. Ma così non è stato. I deputati Melis e Touadi (Pd) presentano una interrogazione alla Camera. Nessuna risposta. Se ne parla alla presentazione del libro “Romeni”, in presenza dei presidenti Fini e Amato. Meraviglia generale: ma come, dice Amato, siamo ancora alla moratoria? Ebbene sì. E a questo punto, il giallo. Sui portali del Ministero e della Prefettura di Roma la circolare non c’è più. Scomparsa. Inghiottita nell’etere. Ma entrambi i siti rimandano al modulo da scaricare per il nullaosta. Le telefonate fatte per chiedere spiegazioni non hanno chiarito la questione. Domanda che sorge spontanea: si può sapere allora qual è il regime vigente? Vale o no la circolare? Se la sono rimangiata? E che fine faranno le domande presentate da gennaio ad oggi? E, infine, romeni e bulgari saranno finalmente parificati agli altri europei, come era stato promesso e come logica e diritto pretenderebbero?

(Testo: l’Unità, rubrica Italia-razzismo. Vignetta sul ministro Maroni: umbertoromaniello.blogspot.com/)

Melis e Touadì: “Moratoria Ministero dell’Interno su romeni e bulgari, provvedimento inutile”

13 gennaio 2010 2 commenti

Presentata oggi dai deputati Guido Melis e Jean Leonard Touadì un’interrogazione parlamentare

In un comunicato stampa di oggi, i deputati del PD, Guido Melis e Jean Leonard Touadì, ricordano che la Circolare n. 7881 del 3 dicembre 2009 del Ministero dell’Interno ha prorogato il regime vincolistico sull’accesso al mondo del lavoro per i cittadini romeni e bulgari anche per l’anno 2010, denunciando che, in pratica, “i cittadini di queste due importanti comunità, appartenenti all’Europa unita, non possono accedere liberamente a tutte le occupazioni”. Infatti, il regime transitorio per i cittadini neocomunitari (si tratta degli allargamenti dell’UE che hanno coinvolto i Paesi ex-comunisti) consente solo l’accesso ad alcune occupazioni, mentre per molte altre resta l’obbligo di un’autorizzazione specifica.

I due deputati osservano che tale disposizione, “in contrasto con quanto si fa in altri Paesi (per esempio in Spagna), è in palese contraddizione con le promesse del nostro Governo e con gli interessi dell’economia italiana a integrare pienamente questi lavoratori, combattendo le forma di lavoro nero che derivano dall’attuale regime”.

“Non solo”, continuano i due parlamentari, “ma è un provvedimento assolutamente inutile perché non c’è alcun vincolo di numeri e nessuna verifica delle competenze professionali. Più che altro serve a creare un ulteriore intoppo burocratico al sistema delle assunzioni per le imprese e per i lavoratori. Per non parlare dei costi che gravano sugli uffici e dei ritardi che ne conseguono.”

“Abbiamo chiesto perciò al Ministro, in un’apposita interrogazione depositata questa mattina, se non sarebbe opportuno rimuovere immediatamente questa disposizione assurda, nonché dannosa per la nostra economia,” – concludono Melis e Touadì.

***

Testo dell’interrogazione:

Interrogazione a risposta orale

Guido Melis, Jean Léonard Touadi

Al Ministro dell’Interno

– Per sapere –

premesso che:
– per tutto il triennio 2007, 2008 e 2009 il governo italiano, relativamente all’accesso al mercato del lavoro dei cittadini comunitari bulgari e romeni, si è avvalso della facoltà di adottare un regime transitorio;

– in tale regime era previsto che l’accesso di tali lavoratori fosse libero solo per alcuni settori (agricoltura e turismo alberghiero, lavoro domestico ed assistenza alla persona, edilizia, metalmeccanica, dirigenziale ed alimentare qualificato, lavoro stagionale) mentre per i restanti settori produttivi l’assunzione dei lavoratori delle due nazionalità citate doveva obbligatoriamente avvenire attraverso la richiesta di nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione;

– una precedente comunicazione della Direzione dei Servizi Demografici del Ministero dell’Interno, indirizzata agli uffici anagrafe dei Comuni, aveva annunciato però che dal 1° gennaio 2008 sarebbe scaduta la vigenza del regime transitorio e si sarebbe dunque adottata la piena accessibilità a tutti i settori;

– al contrario, la Circolare n. 7881 del 3 dicembre 2009 del Ministero dell’Interno proroga il regime vincolistico anche per l’anno 2010 e ciò nonostante le assicurazioni circa il suo superamento fornite dal Governo italiano alla Comunità Europea;

– tale provvedimento, di carattere amministrativo, costituisce un ostacolo a che i cittadini romeni e bulgari possano liberamente spostarsi ed avviare rapporti di lavoro sul territorio nazionale italiano;

– d’altra parte è interesse dell’Italia regolarizzare con il massimo delle facilitazioni l’integrazione dei cittadini comunitari, anche in ragione della più volte annunciata opposizione del Governo italiano al lavoro in nero degli immigrati;

– inoltre un cittadino romeno o bulgaro che lavora in regola paga le tasse ed i contributi allo Stato Italiano e quindi concorre alla pari con gli italiani al budget dello stato;

– d’altra parte l’autorizzazione richiesta non è sottoposta ad alcun vincolo quantitativo  (tetti o quote) né alla verifica di particolari requisiti, si risolve in un procedimento quasi automatico e dunque in definitiva si traduce solamente in un inutile aggravio burocratico, accrescendo il lavoro degli uffici, con costi e ritardi a tutti evidenti, e ritardando l’inserimento dei cittadini comunitari delle due nazionalità citate nel complesso del mondo del lavoro italiano:

– né si può infine trascurare che col 2013 tali restrizioni saranno comunque vietate dalle norme europee,

per sapere

se non ritenga il Ministro di dover ritirare la circolare suddetta, realizzando, così come avviene da tempo in altri paesi europei (per esempio la Spagna, la cui situazione può essere assimilata all’Italia per la presenza in quel Paese di una consistente comunità romena), il pieno accesso senza limitazioni né ostacoli dei cittadini comunitari, romeni e bulgari all’intero mercato del lavoro.

13.01.2009

(fonte: ufficio stampa dell’on. Melis)