Archivio

Posts Tagged ‘rapporti culturali Italia-Romania’

A marzo in “Orizzonti culturali italo-romeni”

15 marzo 2015 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 3, marzo 2015, anno V), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Escono in romeno le «Lettere dal manicomio» di Torquato Tasso È in uscita presso l’editrice Humanitas di Bucarest l’edizione bilingue delle Lettere dal manicomio di Torquato Tasso, selezione dell’enorme epistolario che lo scrittore produsse nel periodo tra il 1579 e il 1586, durante i sette anni di reclusione nell’ospedale-carcere Sant’Anna di Ferrara. Alla modernità di Tasso, che nelle lettere parla di sé ma indirettamente rivela aspetti essenziali della sua epoca, è dedicata l’intervista a Sergio Zatti, dell’Università di Pisa, prefatore del volume e specialista dell’epica cavalleresca del Cinquecento italiano. A cura di Smaranda Bratu Elian.

La guerra e il corpo. Daniela Zeca-Buzura sul libro di Paolo Giordano «Nella guerra siamo soltanto corpo, anzi il corpo umano è il vero protagonista». Daniela Zeca-Buzura – narratrice, saggista, critico letterario e realizzatrice in Romania di trasmissioni radiotelevisive – propone un’ampia analisi del romanzo di Paolo Giordano, Il corpo umano (tradotto in romeno e pubblicato a fine 2014 da Humanitas) quale occasione per più ampie considerazioni sul tema della guerra e del rapporto tra letteratura e guerra. Con un ammonimento: esiste anche «la guerra assente, il cui soffio ci porta in situazioni inattese come quella di Charlie Hebdo». Intervista di Cristina Gogianu.

«Roma, ebbrezza e incanto della creatività». Intervista a Claudia Mandi «Mi chiedo sempre che cosa sia la creatività, che arriva quando qualcosa di più forte di me mi porta su altre strade, diverse da quelle che ho intravisto in partenza». L’arte e la sua ispirazione, l’Italia e in particolare Roma sono alcuni temi dell’intervista a Claudia Mandi, artista plastico, curatore presso il Museo d’Arte di Craiova e coordinatrice della sezione Orizzonti d’arte della nostra rivista. Con un attivo di numerose mostre personali a Roma, Napoli e in Sardegna, Claudia Mandi presenta in questa intervista la sua esperienza umana e professionale. A cura di Afrodita Cionchin

«Abonatul nu poate fi contactat»: l’esordio letterario di Cristina Andrei  abonatul-nu-poate-fi-contactat
Coinvolgente, forte e sincero. Il romanzo di debutto di Cristina Andrei, Abonatul nu poate fi contactat (Nemira, Bucarest 2014), è un bel biglietto da visita per l’autrice, qui alla sua prima esperienza in prosa dopo una lunga consuetudine professionale col giornalismo televisivo. Eclettismo stilistico, cura dei dettagli, capacità di delineare con pochi tratti tanti tipi psicologici sono evidenti in tutto il libro, i cui temi maggiori sono il vuoto di comunicazione, la perdita dei valori e lo sgretolamento dei rapporti tra le persone, con sullo sfondo il tema religioso. A cura di Mauro Barindi.

Cioran l’eretico. Tesi universitaria di Mattia Luigi Pozzi «Un’eresia. Se esiste una possibilità di definizione per il pensiero e l’opera di Emil Michel Cioran, essa risiede proprio in questa parola così affilata e, al contempo, così vaga. Eterodosso rispetto a qualunque ortodossia, Cioran corrisponde al suo destino di pensatore dispiegando un pensiero frammentario che si declina come feccia, come residuo. E donandoci un’opera miracolosa per tono e stile, per la capacità di mostrare il lavorio del silenzio attraverso le parole, per la possibilità di dire nascondendo». Tesi universitaria di Mattia Luigi Pozzi.

Biblioteca Orizzonti: Aurel Cosma Jr, «Impressioni sul viaggio in Italia» Impressioni sul mio viaggio in Italia (Zanetti Editore, Venezia 1932) propone le note che Aurel Cosma Junior, avvocato, giornalista e intellettuale di spicco del Banato del primo Novecento, stese in occasione del suo viaggio in Italia.Cosma jr

L’autore ci ha lasciato un’importante testimonianza sulla presenza italiana nel Banato, in particolare sulla comunità italiana di Timişoara e sul Circolo italiano di lettura ivi sorto nel 1922. Il testo di Cosma si inserisce nella sezione della Biblioteca Orizzonti, destinata a pubblicare testi in pdf di libri e lavori editi e inediti sulla storia delle relazioni italo-romene.

«Su un greto estraneo io conto i miei passi». Versi di Veronica Balaj Con il titolo Su un greto estraneo io conto i miei passi, pubblichiamo in edizione bilingue una selezione di poesie di Veronica Balaj, poetessa, prosatrice e giornalista, «argento vivo – come qualcuno l’ha caratterizzata – della letteratura femminile del Banato». Membro dell’Unione degli Scrittori di Romania, ha pubblicato diverse raccolte poetiche e romanzi. Le poesie che qui proponiamo sono tratte dalla raccolta bilingue romeno-francese Exil de zi şi noapte / Exil de jour et de nuit (Ed. Anthropos, Timisoara, 2010) e sono tradotte in italiano da Alina Damian.

Andrea Camilleri e il romanzo giallo alla XXXI Serata Italiana di Bucarest Nell’ambito della collaborazione tra la nostra rivista e le Serate Italiane della Humanitas, Diana Constantin propone la cronaca dell’incontro dello scorso 17 febbraio, incentrato sull’opera di Andrea Camilleri. La Serata è partita dal volume Il ladro di merendine e il dibattito si è sviluppato sul romanzo giallo più in generale, con la partecipazione di George Arion (scrittore di romanzi thriller&mistery, giornalista, critico letterario, presidente del Romanian Crime Writers Club), Stelian Ţurlea (scrittore e giornalista) e Alexandra Florescu (giornalista, traduttrice e PR Nemira).

La violenza: «call for papers» della rivista «Krypton» «Krypton», periodico semestrale del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre, ha in corso di preparazione il numero 5-6/2015, dedicato al tema della violenza. Il numero si propone di indagare sulle forme che la violenza assume in prospettiva storica, sociologica e antropologica, come pure culturale, letteraria, artistica e linguistica. Pubblichiamo il «call for papers»: gli articoli, redatti in una delle lingue previste (francese, inglese, italiano, portoghese, romeno, spagnolo) dovranno essere inviati entro il prossimo 10 luglio all’indirizzo email di «Krypton».

Annunci

A febbraio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

9 febbraio 2015 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 2, febbraio 2015, anno V), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Cioran/1. «Una verità enigmatica e mutante». Parla Giovanni Rotiroti «Cioran è colui che aiuta a scorgere nel buio delle parole un’apertura che non nasconde nulla di riducibile al sapere, e che per questo consente di entrare in dialogo con se stessi senza rimanerne sopraffatti. Quella dell’opera di Cioran è una verità enigmatica e mutante, che ama mantenersi sempre aperta nel campo della lingua e del desiderio di domandare». È quanto afferma Giovanni Rotiroti, professore all’Università Orientale di Napoli, in un’ampia intervista dedicata ad alcuni temi di fondo dell’opera di Emil Cioran, con l’apporto di originali prospettive ermeneutiche.

Cioran/2. Leggere la storia alla luce dell’utopia. Tesi di Paolo Vanini Rileggere l’opera di Cioran come una variazione filosofica sul tema dell’utopia. È quanto si propone Paolo Vanini, nella sua tesi di laurea che qui pubblichiamo. «Rispetto alla letteratura critica degli ultimi anni, che ha visto nell’utopia di Cioran una specie di corollario all’interno della tematica storica, noi – scrive Vanini – vogliamo osservare la storia alla luce dell’utopia». La tesi rilegge, sulla base di questo registro, tutta l’opera di Cioran, segnalando come questo pensatore, nonostante il pessimismo che lo caratterizza, sia capace di creare uno spazio etico, pur privo di un ideale normativo positivo.

 «Se io uccido un romeno…». Quando la giustizia italiana non funziona Lo scorso 30 gennaio il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo dello scrittore Antonio Pennacchi, premio Strega 2010, con al centro due notizie di cronaca nera e giudiziaria che hanno visto coinvolte, con opposti ruoli, due cittadine romene. La tragicità dei fatti, delle conseguenze e delle implicazioni solleva gravi interrogativi circa il sistema giudiziario italiano e il contesto in cui esso opera. Giovanni Ruggeri segnala alcuni aspetti bisognosi di urgenti interventi, primi tra tutti certezza della pena, superamento del formalismo, realizzazione di adeguati accordi internazionali tra Italia e Romania.

Romanian_Athenaeum_in_BucharestìNicolae Lascu: «Che geniali quei mastri architetti italiani in Romania…» Ci sono in Romania edifici che tutti apprezzano: l’Ateneo Romeno, il palazzo Cotroceni, il castello Peleş di Sinaia e molti altri. Pochi, però, sanno che alla bellezza di tali opere hanno dato uno speciale apporto anche alcuni mastri architetti italiani. Ce lo spiega Nicolae Lascu, architetto e grande specialista in urbanistica e patrimonio della Romania, riprendendo alcune acquisizioni del monumentale volume bilingue La via del marmo artificiale da Rima a Bucarest e in Romania tra Otto e Novecento (a cura di Enrica Ballaré, Zeisciu Centro Studi, Magenta, 2012). Intervista di Smaranda Bratu Elian.

«Atac în bibliotecă», il grande giallo di George Arion Salutato dalla critica come il primo vero romanzo poliziesco romeno, Atac în bibliotecă di George Arion è un giallo spassoso e quasi parodistico di questo genere paraletterario. Stile vivace e ironico, l’autore punta con frecciatine allusive e asprigne alla realtà sociale e al clima politico dell’epoca (dittatura di Ceaușescu), bolsaggine del relativo linguaggio inclusa, sfuggendo incredibilmente alle grinfie della censura. Pubblicato a Bucarest nel 1983, il romanzo si sta facendo ora conoscere nei Paesi di lingua inglese e francese, in attesa di trovare un editore anche in Italia. A cura di Mauro Barindi.

Silvio Guarnieri, dieci anni di vita e studi a Timişoara. Un inedito  Silvio Guarnieri (1910-1992) fu uomo di lettere, scrittore e docente universitario. Nel 1938, insofferente delle limitazioni imposte dalla censura fascista, giunse in Romania come direttore dell’Istituto italiano di cultura, sezione di Timişoara, fino al 1948. A questa singolare figura di studioso e diplomatico, Doina Condrea Derer ha dedicato un importante volume monografico, Silvio Guarnieri. Universitar în Romania și Italia (2009). Pubblichiamo, in traduzione italiana, il capitolo dedicato all’attività pubblicistica di Guarnieri in Romania, con una lettera inedita.

Ungaretti, la vergine semplicità della parola che parla «Ogni colore si espande e si adagia / negli altri colori / Per essere più solo se lo guardi». Il 24 maggio 1915 l’Italia entrava in guerra contro l’Austria e Giuseppe Ungaretti si arruolava volontario. Trincea e massacri gli impediranno per sempre le magniloquenze stilistiche proprie di una certa poesia, per ritrovare piuttosto nella semplicità del vocabolo un nucleo capace di trasmettere significati inconsueti. Ungaretti abbandona i vecchi schemi retorico-stilistici e impone i propri codici di comunicazione poetica, realizzando così un raccordo con la grande poesia europea. Analisi di Hanibal Stănciulescu.

«Nessuna patria è al di sopra». Versi di Dan Dănilă Con il titolo Nessuna patria è al di sopra, pubblichiamo in edizione bilingue una selezione di poesie di Dan Dănilă, poeta, traduttore e artista plastico, nato a Sibiu nel 1954. Dănilă è presente in numerose antologie e sulla stampa letteraria romena e internazionale con poemi propri, traduzioni dal tedesco, inglese e francese, saggi e opere di pittura e grafica. Membro dell’Unione degli Scrittori Romeni e dell’Exil PEN, dal 1990 vive in Germania. Le poesie sono estratte dalla raccolta Atlantida există (Atlantide esiste, 2011) e tradotte da Francesca Paşcalău e Laszlo Alexandru.

Maschere e abiti tradizionali, la Transilvania in mostra a Venezia L’abbigliamento tradizionale, utilizzato in Transilvania fino alla metà del XX secolo, ha ben rispecchiato le identità etniche e territoriali delle varie aree culturali di questa grande regione. All’abbigliamento si sono affiancate nel corso dei secoli anche numerose maschere tradizionali, in uso particolarmente nelle festività invernali. Fino al 18 febbraio, la Nuova Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia ospita la mostra Maschere e abiti tradizionali festivi della Transilvania.maschere di transilvania

Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, la mostra è a ingresso libero.

XX Colloquio internazionale di studi «Emil Cioran»: Sibiu, 7-9 maggio Dal 7 al 9 maggio prossimo avrà luogo a Sibiu e a Răşinari la XX edizione del Colloquio internazionale di studi «Emil Cioran», organizzato dal Dipartimento di Studi romanzi dell’Università «Lucian Blaga» di Sibiu, a continuazione della lungimirante iniziativa ideata, avviata e condotta per anni dal compianto professor Eugène van Itterbeck. Tema dell’edizione 2015 sarà la morte, ossessione che attraversa l’insieme dell’opera di Cioran e che si impone come soggetto di studio a 20 anni dalla sua scomparsa. Gli interessati a partecipare possono inviare la loro comunicazione entro il 15 marzo.

A gennaio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

21 gennaio 2015 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 1, gennaio 2015, anno V), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana
«L’utilità dell’inutile». Nuccio Ordine e il suo bestseller «eretico» «L’utilità dell’inutile» è il titolo di un fortunato bestseller, pubblicato in francese nel 2013 e tradotto in numerose lingue – incluso, in prossima edizione, il romeno – di Nuccio Ordine, illustre specialista di studi sul Rinascimento e direttore, insieme a Smaranda Bratu Elian, della «Biblioteca Italiana» edita da Humanitas. Le discipline umanistiche, ritenute «inutili» nella logica mercantilistica della nostra società, sono invece indispensabili per il miglioramento di sé e la crescita dell’umanità. Questi alcuni degli assunti espressi e approfonditi nell’intervista realizzata da Smaranda Bratu Elian.

bajani se consideri le colpeAndrea Bajani: «La letteratura? Una grande macchina per stupire» «L’arte è una relazione, quando scrivo devo consegnare a qualcuno una verità. Se voglio capire cosa sta succedendo in Europa, vengo a Bucarest, perché qui le contraddizioni sono molto più visibili». Così Andrea Bajani, autore tra l’altro di un noto romanzo ambientato in parte in Romania (Se consideri le colpe, Einaudi), nell’intervista realizzata da Cristina Gogianu in occasione della partecipazione al Festival di Letteratura di Bucarest. Scrittura e letteratura, il legame con Antonio Tabucchi, la condizione della famiglia, Bucarest e la sua immagine: un ampio caleidoscopio di temi e spunti.

Cioran/1. «Indimenticabile Jenny!». Due lettere a Jeni Acterian Jeni Acterian è stata, insieme ai fratelli Arşavir e Haig, sensibile testimone del dibattito culturale interbellico in Romania. Di lei ci sono rimasti il diario intimo e una raccolta di lettere. Tra i suoi diversi corrispondenti figura Emil Cioran, con il quale intrattenne uno scambio epistolare nei primi anni del suo definitivo trasferimento a Parigi. Per la prima volta in traduzione italiana presentiamo due lettere scritte verso la fine degli anni ’30. Vi traspaiono dettagli interessanti della biografia esteriore e interiore di un giovane Cioran, da poco giunto in Francia. A cura di Francesco Testa.

Cioran/2. Tra gnosticismo e redenzione: note al «Cahier de Talamanca»  Nell’estate del 1966, come si legge nel Cahier de Talamanca (tr. it. Adelphi 2011), Cioran progetta un saggio sulla redenzione. Umberto Cardinale analizza le corrispondenze di questo concetto quale si trova in Basilide, famoso eresiarca gnostico del II secolo, e lo schopenhaueriano Philipp Mainländer, autore di una Filosofia della redenzione, con l’obiettivo di delineare una fenomenologia dello gnostico in Cioran. Il dubbio dello scettico di Raşinari resiste tanto alla forma d’assoluto dell’ortodossia gnostica quanto a quella della radicale redenzione mainländeriana.

Da Confindustria Romania Premio per la Cultura al nostro direttoreAfrodita Cionchin

Il Confindustria Romania Awards For Excellence 2014 ha assegnato il Premio per la Cultura al nostro direttore Afrodita Cionchin [foto destra, n. FIRI], quale riconoscimento di valore onorifico per la «sua attività di traduttrice e studiosa e per la rivista bilingue on-line che ha fondato e dirige, “Orizzonti culturali italo-romeni”, valido strumento di comunicazione per promuovere, in Italia, i valori culturali romeni e l’immagine della Romania, e nello stesso tempo la cultura italiana in Romania».Tra gli altri premiati, Pirelli Romania (Premio Responsabilità), Tenaris (Premio Education), Rifil (Premio Eccellenza nel Manifatturiero). [In basso, un’immagine della cerimonia.]

Saper invecchiare è una virtù, anzi un’arte. Parola di Andrei Pleșu La crisi inevitabile per ogni uomo è quella della soglia della vecchiaia: a ogni età si attende quella successiva, solo nella vecchiaia si attende una vita ‘altra’. Muovono da questo dato di esperienza le considerazioni proposte al XXI Convegno ecumenico di spiritualità ortodossa di Boseda da Andrei Pleșu, nome di prima grandezza nel paesaggio culturale romeno contemporaneo, sul tema della vecchiaia. «L’anziano vive simultaneamente su due piani differenti: nel qui e nell’altrove. Chiunque vi riesce, anche in altra età, acquisisce la virtù della vecchiaia». Di Giacomo Ruggeri.

Ormós Zsigmond e la collezione d’arte italiana del Museo di Timişoara La collezione d’arte europea antica del Museo dell’Arte di Timişoara è in gran parte dovuta a Ormós Zsigmond, personalità di notevole rilevanza per il collezionismo dell’Ottocento. Di particolare ampiezza e pregio la sua raccolta d’arte italiana, composta da 53 dipinti e da vari disegni e stampe, alcuni dei quali successivamente venduti. Un pregevole studio di Marius Cornea traccia un ampio profilo di Ormós e della sua attività di collezionista. L’articolo inaugura la collaborazione tra la nostra rivista e Banaterra. Enciclopedia del Banato, di cui ci è stata affidata l’edizione in lingua italiana.

A Milano il primo incontro degli scrittori romeni in Italia Si è svolto lo scorso 13 dicembre a Milano il primo incontro degli scrittori romeni in Italia, iniziativa promossa da Viorel Boldis, noto poeta romeno nella Penisola, col sostegno di George Bologan, console generale di Milano, in collaborazione con la nostra rivista e il Centro Culturale Italo-Romeno di Milano. Moderatori del dibattito Roberto Merlo, docente dell’Università di Torino, e Alexandru Cohal, ricercatore presso l’Università di Pavia. Una mostra fotografica di Diana Pascu e i quadri di OTA, acronimo del pittore Tudor Andrei Odangiu, hanno arricchito l’evento.

«Se la poesia mi potesse aiutare». Versi di Amelia Stănescu Nata il 22 giugno 1974 a Costanza, laureata in filologia e legge, Amelia Stănescu ha al suo attivo numerose raccolte poetiche: debutta in poesia nel 1993 e diventa membro dell’Unione degli Scrittori di Romania nel 2000. A cura e in traduzione di Lucia Tarase, pubblichiamo una selezione di versi estratti dalla raccolta I meccanismi dell’essere (Ed. Ex Ponto, 2013), preceduti dall’inedito Un castello di sabbia, con il quale la poetessa ha partecipato nel 2013 alla finale del «Concorso internazionale di poesia Città di Gualtieri».

Tra realtà e fantasia, il «Viaggio in Romania» di Laura Rainieri Si intitola Viaggio in Romania. Tra realtà, fantasia e utopia il libro che Laura Rainieri dedica ai suoi percorsi di scoperta di questo Paese (Ed. Studia, Cluj Napoca, 2014). Spazialità e temporalità dei luoghi assumono plastica evidenza agli occhi del lettore grazie alla sapiente guida che conduce tra città e paesi, di cui risaltano efficacemente bellezza e peculiarità, ma anche aspetti meno eclatanti. Suggestivi i richiami letterari, di cui l’autrice intesse pagine del suo testo, all’importante poeta romeno Tudor Arghezi e all’illustre italianista Nina Cassian. Recensione di Franca Maria Ferraris.

La poesia di Giorgio Caproni alla XXX Serata Italiana di Bucarest La poesia del grande Giorgio Caproni è stata al centro della XXX Serata Italiana, tenutasi lo scorso 17 dicembre presso la libreria Humanitas-Kretzulescu di Bucarest. Con l’occasione, particolare spazio è stato accordato alla prima grande antologia dell’opera di Caproni pubblicata in Romania da Humanitas, con il titolo: Giorgio Caproni, Poesie/ Poezii. In un breve filmato, Biancamaria Frabotta, prefatrice del volume e docente di letteratura italiana all’università Sapienza di Roma, ha offerto una pregevole introduzione all’opera di Caproni. Presente alla serata l’Ambasciatore d’Italia in Romania.

ConfindustriaRomania_premio_cultura_2014

A gennaio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

17 gennaio 2014 Commenti disabilitati


ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 1, gennaio 2014, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana
Settecento anni di Boccaccio, Bucarest celebra il grande italiano Per gli italianisti e per gli studiosi del Medioevo letterario, il 2013 è stato un anno del tutto speciale: si sono celebrati i 700 anni dalla nascita dello scrittore Giovanni Boccaccio (1313-1375). Corina Anton, professoressa dell’Università di Bucarest, presenta una rassegna degli eventi organizzati nella capitale romena per celebrare l’autore del Decameron, capolavoro alla base della prosa europea moderna. La nutrita serie di manifestazioni e interventi, di cui si dà qui conto, segnala il notevole interesse degli specialisti romeni per l’opera del grande classico italiano.

Mircea CartarescuLe donne e gli amori: rileggere Cărtărescu sulla scorta del Decameron «È il mio omaggio alla parte migliore del mondo». Del celebre Perché amiamo le donne, di cui lo stesso autore, Mircea Cărtărescu [foto a sinistra], così disse alcuni anni fa, si è scritto molto. Giovanni Rotiroti ne propone ora un’interessante chiave di rilettura a partire dal Decameron di Boccaccio, dove la maggior parte delle novelle è ispirata all’amore e ha come protagoniste le donne. Come in Boccaccio la donna non è più la figura evanescente della tradizione medievale, così in Cărtărescu si tenta il recupero del neosurrealismo romeno dei vari Gherasim Luca, Gellu Naum, Paul Păun, Virgil Teodorescu.

Arşavir Acterian: «Ricordi di Emil Cioran» «Emil Cioran è stato uno degli amici con cui negli anni ’30 mi intendevo meglio. Ci preoccupavamo intensamente di trovare un motivo all’ineluttabilità della sofferenza e della morte, cercando di convincerci reciprocamente che questa vita, a dispetto di tutti i suoi piaceri, non avesse alcun senso». Amintiri despre Emil Cioran è un ritratto-ricordo che Arşavir Acterian scrisse attorno agli anni ’90, pubblicando una corrispondenza epistolare che va dal 1933 ai primi anni Novanta, dove ben si riflettono molti tratti del carattere e del pensiero di Cioran. A cura di Francesco Testa.

Giancarlo Repetto: «Bucarest, dove le storie ti vengono a cercare» «Bucarest mi ha fatto ritrovare la voglia e il piacere di scrivere: è una città strana e affascinante nella quale le storie mi vengono a cercare». Dal 2008 Giancarlo Repetto insegna al Liceo bilingue «Dante Alighieri» di Bucarest e nel 2012 ha istituito, insieme a Smaranda Bratu Elian e Oana Bosca-Malin, il «Festival di lettura giovane». Autore di un romanzo e della recente raccolta di racconti Ventotto tagli di luna (Neos Edizioni, Torino 2013), il professor Repetto propone alcune considerazioni sulla società romena e sulla sua esperienza umana e professionale a Bucarest.

«Lo scultore delle campane»: Ştefan Călărăşanu, una vita donata all’arte Il 2 dicembre 2013 si è spento, all’età di 66 anni, l’artista Ştefan Călărăşanu, meglio noto come «lo scultore delle campane». Testimonianze della sua arte si trovano anche in Italia: nel 2012, lo scultore trascorse tre settimane a Menfi, in provincia di Agrigento, dove scolpì una campana di marmo che poi regalò alla comunità locale, in memoria del terremoto del 1968 nella Valle del Belice. Lo ricordiamo attraverso le immagini dei suoi disegni, realizzati durante quel soggiorno italiano, in prossima pubblicazione nel catalogo curato dall’amico Gianluca Testa, autore del presente testo.

«Literatura de azi», benvenuto a un nuovo sito letterario in lingua Inaugurato alcuni mesi fa, «Literatura de azi» è un sito ideato da una delle nuove leve di critici letterari romeni, Daniel Cristea-Enache, che ne è anche direttore. La rivista vuole essere una piattaforma di dialogo e discussione, una vetrina sulla cultura e sulla letteratura in generale, non solo romena, anche se questa ne è l’ingrediente principale, con il contributo di saggi, interventi, commenti, tratti da opere di scrittori. Tredici le rubriche e un parterre di collaboratori, critici, scrittori e artisti di primo piano. Ai colleghi di «Literatura de azi» un cordiale benvenuto e… spor la lucru!

Urmuz, il precursore romeno della letteratura Dada in Europa Il 2013 ha segnato la ricorrenza dei 130 anni dalla nascita e 90 anni dalla scomparsa di Urmuz, pseudonimo letterario di Demetru Demetrescu-Buzău (1883-1923). Definito da Eugène Ionesco un anticipatore della «tragedia del linguaggio», Urmuz è considerato un precursore della letteratura Dada in Europa. Ne evochiamo l’opera mediante due «antiprose» illustrative, L’imbuto e Stamate e Ismaïl e Turnavitu, tratte dall’antologia Poesia romena d’avanguardia. Testi e manifesti da Urmuz a Ion Caraion (a cura di Marco Cugno, con la collaborazione di Marin Mincu, Milano, Feltrinelli 1980).

urmuz pagini bizare

«Ciò che sono stata non è finito ancora». Versi di Riri Sylvia Manor Un soffio straripante di vita, sentimenti, emozioni nei nuovi versi di Riri Sylvia Manor: amore, tristezza, gioia di vivere, ricordi, vecchiaia fra passato, presente e futuro. Con trentotto composizioni inedite, nella sua nuova silloge poetica intitolata Încă (Tracus Arte, 2013) ritorna a incantarci la magia lirica dei versi della Manor, uniti da un filo che sembra voler tessere tutta un’esistenza sviscerata attraverso i ricordi, il presente, il continuo divenire e rinascere nonostante l’incalzare biologico dell’età, l’erotismo rivendicato e brandito come diritto e necessità vitali. A cura di Mauro Barindi.

Lambretta o vespa? Gli italiani negli anni del «miracolo economico»Lo scorso ottobre, il documentarista Enrico Settimi è intervenuto all’Università di Timisoara con un originale contributo dedicato al miracolo economico italiano degli anni Sessanta, visto attraverso il «filtro» della lambretta (cui ha dedicato un documentario distribuito dall’Istituto Luce). In questo articolo, senza trascurare la rivalità tra vespa e lambretta, Settimi analizza la rappresentazione di sé degli Italiani in quel periodo. Il quadro ci restituisce l’immagine di anni in chiaroscuro, pieni di luci e di ombre, ben lontani dai colori pastello dell’iconografia successiva.

A dicembre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

9 dicembre 2013 Commenti disabilitati


ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 12, dicembre 2013, anno III), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Poesia e amicizia: la lunga fedeltà di Nina Cassian e Paul Celan Amica per tutta la vita di Paul Celan e traduttrice delle sue poesie in romeno, Nina Cassian è preziosa voce poetica accessibile oggi al lettore italiano, grazie alla raccolta C’è modo e modo di sparire. Poesie 1945-2007, curata per Adelphi (2013) da Anita Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica. La più nobile stagione del Novecento – da Mandel’štam a Cvetaeva, da Apollinaire a Brecht – echeggia nelle sue poesie, dove sempre troviamo anche Celan. Giovanni Rotiroti delinea i tratti della lunga fedeltà di amicizia tra questi due poeti molto diversi tra loro, eppure uniti da profonda comunicazione.

Essere e poesia: Nichita Stănescu, il romeno che pensava come Celan Oggetto di grande attenzione in ambito filosofico – da Heidegger ad Adorno, Gadamer e Derrida – la poesia di Paul Celan potrebbe avere accanto a sé quella di Nichita Stănescu. Grande poeta, ma poco noto fuori dalla Romania perché ha scritto in una lingua di scarsa circolazione mondiale, Stănescu presenta negli strati più profondi della sua scrittura, una «veduta» ontologica comune a Celan, che nel linguaggio e nella comunicazione ha uno dei suoi temi centrali. Ad una raffinata analisi di tratti che accomunano Celan e Stănescu è dedicato lo studio di Mircea Ţuglea.

Benjamin Fondane: «Baudelaire e l’esperienza dell’abisso» «Il est certain qu’on n’a jamais écrit quelque chose de plus profond sur Baudelaire». Scriveva così Emile Cioran a proposito del testo di Benjamin Fondane che ora possiamo leggere nella prima edizione critica italiana, Baudelaire e l’esperienza dell’abisso (Aragno, Torino 2013, cura e traduzione di Luca Orlandini). Monografia eccentrica, oltre qualsiasi canone di critica letteraria, il Baudelaire di Fondane obbliga ad andare oltre ogni lettura estetica, risultando essenziale per capire l’unicità di Baudelaire. E, naturalmente, si presenta come un testo importante anche per comprendere lo stesso Fondane.

Tatiana Niculescu Bran«Confessione a Tanacu»

confessione a tanacu«Un libro molto duro che però non è contro la fede, bensì contro una interpretazione di essa ridotta a una visione cieca e oscurantista di quello che, viceversa, stando alle parole del Cristo, dovrebbe essere un messaggio d’amore  e di apertura verso gli altri». Un caso di cronaca nera, realmente accaduto in Romania nel 2005, è stato ricostruito, con il taglio narrativo proprio del romanzo, da Tatiana Niculescu Bran in Confessione a Tanacu, edito da Hacca. Il caso ha ispirato anche il film Oltre le colline del regista Cristian Mungiu, premiato al Festival di Cannes. Recensione di Diego Zandel.

Simona Neumann: «Come costruire una Capitale Europea della Cultura» «Prepararsi a diventare Capitale Europea della Cultura è un’opportunità per la città candidata di svilupparsi a livello sociale, economico e turistico, è un processo che contribuisce allo sviluppo urbano, dell’industria creativa, dell’immagine della città a livello nazionale e internazionale. Lo status di Capitale Europea della Cultura innesca centinaia di lavori di ricostruzione, innumerevoli eventi culturali, e la città entra a far parte del top delle mete turistiche». Lo afferma Simona Neumann, direttore esecutivo dell’Associazione Timişoara Capitale Europea della Cultura 2021.

Morto tra i topi del carcere: Papa Francesco beatifica Anton Durcovici Lo scorso 31 ottobre, Papa Franceco ha dichiarato beato Anton Durcovici, vescovo cattolico di rito latino di Iaşi morto nel carcere di Sighetu Marmaţiei durante il comunismo. «La direzione della prigione – scrive Il vescovo greco-cattolico Ioan Ploscaru – lo aveva messo in isolamento quando si era resa conto che stava per morire. Fu proprio lasciato morire di fame, da solo, perché non se ne avesse notizia. Due giorni dopo un poliziotto mi condusse nella cella 13: mons. Anton Durcovici vi morì come un martire, assistito solo dai topi della prigione». Articolo di Giacomo Ruggeri.

«Castelli in Spagna»: la repressione comunista secondo Petre Sirin Amori, illusioni, speranze, drammi e repressione politica dell’élite omosessuale romena degli anni ’50. Tutto ciò è stato vissuto e raccontato in prima persona da un testimone d’eccezione, Petre Sirin, nel suo diario Castele în Spania edito da Humanitas (Bucarest 2013). Il brano che offriamo in traduzione ripercorre le fasi dell’arresto di Petre Sirin in seguito all’azione su ampia scala, da parte del regime, tesa a far piazza pulita degli intellettuali scomodi e degli oppositori politici, con azioni giustizialiste e «moralizzatrici» per colpire l’opinione pubblica. A cura di Mauro Barindi.

Errico e Bruto Amante, personalità del Risorgimento italiano e romeno Nicola Terracciano ci presenta due personaggi profondamente legati al Risorgimento italiano e romeno, Errico e Bruto Amante. Errico Amante fu patriota, giudice, studioso di Giambattista Vico, senatore del Regno d’Italia, una delle figure preminenti del Risorgimento italiano meridionale e molto legato alla Romania. Suo figlio, Bruto Amante, fu alto funzionario nel Ministero della Pubblica Istruzione, Segretario del Ministro Francesco De Sanctis e filoromeno per l’educazione ricevuta dal padre, ma soprattutto per i numerosi rapporti con personalità romene dell’epoca.

lipoveni
Storia di una minoranza: i russi lipovani di Romania Lo studio di Natasha Danila è un viaggio alla ricerca delle proprie radici, invisibili ma sentite e amate. Il viaggio si snoda attraverso paesaggi e luoghi abitati dalle minoranze russo-lipovane della Romania, tra presente e passato, catturando emozioni, gioie e tristezze, bellezze naturali ma anche usi, costumi, tradizioni, mentalità, religioni e miti quasi sconosciuti. Fino a poco tempo fa, i lipovani della Dobrugia settentrionale erano i proprietari incontestati del Delta del Danubio e diedero un contributo molto importante allo sviluppo della pesca in Romania. Un affresco di grande suggestione.

Massimo Cacciari: conoscenza della Romania da rafforzare

30 novembre 2009 Commenti disabilitati

“Amando da tempo tanti esponenti artistici, poetici e filosofici romeni, per me è quasi naturale sentirvi a casa e sentirmi a casa da voi”. Massimo Cacciari

In occasione della Festa Nazionale della Romania che si celebra il 1 dicembre, il Teatro La Fenice di Venezia ha ospitato il 22 novembre un concerto straordinario organizzato dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia (Irccu). Per l’occasione dell’evento, la direttrice dell’Istituto, Monica Joiţa, ha consegnato al sindaco Massimo Cacciari l’Ordine Nazionale al Merito in Grado di Grande Ufficiale, conferitogli, su proposta del presidente dell’Istituto Culturale Romeno, Horia-Roman Patapievici, dal capo dello stato romeno Traian Basescu “in segno di riconoscimento per i suoi meriti speciali nella promozione e lo sviluppo delle relazioni culturali romeno-italiane, per la promozione dell’immagine reale della Romania e per il sostegno ai romeni in Italia”.

Il concerto è stato registrato e diffuso da Rai Radio, Radio Romania ed EBU (European Broadcasting Union).
Il programma del concerto ha incluso lavori di Beethoven, Mozart, Rossini, Verdi, Puccini, Nicolae Kirculescu, George Enescu, Ciprian Porumbescu ed Eduard Caudella. Solisti del concerto sono stati il soprano Leontina Văduva, il violinista Alexandru Tomescu, che ha suonato uno Stradivari, e il pianista Horia Mihail, accompagnati dall’Orchestra del Teatro La Fenice, diretta dal maestro Andrea Battistoni.

Nell’intervista concessa in occasione dell’evento alla Radio Romania Internazionale, Massimo Cacciari ha ricordato l’importanza degli scambi culturali italo-romeni in epoca moderna, soprattutto durante il Risorgimento (quest’anno si compiono 130 anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi) e nel primo Novecento, dichiarandoo che “è impensabile lo sviluppo di una cultura umanistica italiana, latina, senza il rapporto e l’apporto della cultura romena”. Soprattutto ora, da quando la Romania è all’interno della Unione Europea, ha aggiunto il filosofo, i legami tra l’Italia e la Romania vanno ribaditi e rafforzati in tutta la loro importanza”.

Cacciari ha anche ricordato i problemi reali di comprensione, integrazione e la collaborazione tra la società italiana e i popoli di altra cultura o nazionalità, dichiarando che che “bisogna fare di tutto affinché all’immagine sbagliata, all’immagine stereotipa della cultura, del popolo e della nazione romena, si sostituisca l’immagine reale, cioè di un grande Paese, di un grande Paese necessario alla cultura europea – e quindi alla stessa comunità economica e politica europea , e quindi, farlo conoscere sempre di più, farlo apprezzare sempre di più nei suoi effettivi valori”.

Uno sforzo comune da fare, in cui bisogna affidarsi sempre di più alle nuove generazioni: “è su di loro che dobbiamo sperare”.

Fonte: www.rri.roL’intervista  radiofonica a Massimo Cacciari  può essere ascoltata qui. Un articolo correlato, sul sito web dell’Istituto Romeno di Venezia.

L’Accademia di Romania, 20 anni dalla caduta del Muro

7 novembre 2009 Commenti disabilitati

L’Accademia di Romania, 20 anni dalla caduta del Muro. Intervista con Prof. Mihai Bărbulescu, direttore dell’Accademia di Romania di Roma

Roma, 6 novembre 2009 (Italia Network)
Situata nel cuore di Valle Giulia, a Roma, in un  grandioso edificio neoclassico, l’Accademia di Romania, unica  nel mondo,  ha avuto una vita piuttosto travagliata, influenzata dai grandi eventi politici in patria, che si sono succeduti nel tempo.
Inaugurata nel 1931 – anche se la tradizione di inviare  a Roma  dei borsisti risale al 1922 -, l’Accademia funziona sino al ’48, anno in cui il nuovo regime politico comunista decide di chiuderla.


Per i successivi vent’anni, l’Accademia è completamente abbandonata. I primi segnali di vita riprendono nel ’68 con la riapertura della  biblioteca  e da lì a poco ricominciano a tornare anche dei borsisti. Ma dura poco: solo tre anni.
Nel ’73, infatti, l’Accademia conosce una nuova, lunga battuta d’arresto che durerà sino al 1990, anno in cui l’istituzione ricomincia la sua attività culturale. Solo nel ’99, però la situazione riprende la piena normalità con il ritorno dei borsisti.

“Molti affermano che non è cambiato molto con la caduta del Muro di Berlino,  in realtà è cambiato tutto. Abbiamo ancora molti problemi da risolvere ma ora siamo un paese democratico” afferma il Professor Mihai Bărbulescu, direttore dell’Accademia di Romania. Docente di Storia Antica ed Archeologia all’Università di Cluj, è alla guida dell’Accademia da un anno ma conosce bene l’Italia. In passato, infatti, ha preso parte a scavi archeologici a Metaponto su invito del famoso archeologo romeno Dinu Adameşteanu e molte altre volte ancora è giunto in Italia per convegni e per promuovere le  relazioni universitarie tra i due paesi. Un’attività, quest’ultima, che gli è valso il Premio Anassilao che gli verrà conferito il 14 novembre a Reggio Calabria.

Quali sono le finalità dell’Accademia e come interagisce con la città di Roma?

PROF. BARBULESCU: L’Accademia nasce con due finalità: accogliere i borsisiti e promuovere la cultura romena in Italia. I nostri borsisti, circa 12, risiedono  per due anni. Sono laureati in storia, archeologia, lingue classiche e moderne, belle arti e architettura. Sono selezionati attraverso un bando di concorso nazionale e arrivano qui con un progetto di studio preciso legato alla città di Roma o all’Italia. Grazie a queste borse di studio, considerate nel nostro paese le più prestigiose,  i nostri borsisti frequentano corsi all’Università,  hanno professori italiani di riferimento e possono accedere  a tutte le biblioteche. Gli studiosi di archeologia, inoltre, prendono parte  anche  ad alcuni scavi.
I nostri borsisti, solo per citare gli ultimi eventi, hanno preso parte ad una mostra sull’architettura organizzata all’Acquario lo scorso giugno; hanno partecipato all’evento “Rome. The Road to Contemporary Art” e uno dei nostri pittori  ha anche vinto il secondo premio della Fondazione Pio Istituto Catel con il  concorso “L’immagine Contemporanea di Roma.
Quanto alla nostra attività culturale, collaboriamo con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, abbiamo infatti  aderito al Progetto Calliope dell’Auditorium-Parco della Musica e  abbiamo molti contatti con le università e con le  altre accademie straniere che operano a Roma e, una volta l’anno, organizziamo qui “Spazi Aperti”, un grande evento in cui partecipano gli artisti borsisti delle altre accademie che realizzano in ogni ambiente della nostra sede opere site specific.

Quali sono gli eventi interculturali più significativi che avete in programma?

La prossima settimana si terrà all’Università  “La Sapienza” e qui in Accademia un convegno internazionale dal titolo “Ripensando il 1989: la fine dell’egemonia sovietica nei paesi dell’Europa Orientale”, un evento per ricordare i venti anni della caduta del Muro di Berlino a cui parteciperanno studiosi romeni, italiani e francesi.
Ai primi di dicembre c’è  in calendario un convegno su Eugène Ionesco, il drammaturgo francese di origini romene di cui ricorre il centenario della nascita:  due giornate di studi a cui prenderanno parte, di nuovo,  studiosi italiani, romeni e francesi.
Nell’ambito del Progetto Calliope sono in programma tre iniziative: a fine dicembre si svolgerà all’Auditorium-Parco della Musica il concerto in onore del musicista  romeno Roman Vlad, già Direttore  artistico del Teatro alla Scala di Milano e Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma. Un grande artista, che vive in Italia da tempo,  di cui verranno interpretate le musiche.
Il prossimo anno, invece, sono  previsti  il concerto dedicato a Horaţiu Rădulescu e quello del violinista e  compositore Alexandru  Bălănescu che si esibirà  con un’artista folk romena, Ada Milea.
All’inizio del prossimo anno è prevista ancora la grande mostra  “L’oro antico in Romania”, che verrà allestita ai Mercati Traianei. Organizzata con il  Comune di Roma e con la collaborazione della nostra Accademia, il Museo Nazionale di Bucarest porterà nella capitale celebri tesori in oro ed argento che vanno dalla preistoria sino primo millennio d.C.
Inoltre, la nostra attività si articola in molte iniziative che si svolgono presso la nostra sede come concerti, convegni, mostre. Tra queste, voglio ricordare la  mostra “L’umana sintesi”  dell’artista Ileana Florescu, una fotografa italiana di origini romene che vive in Italia da molto tempo, che abbiamo inaugurato alcuni giorni fa.  E ci tengo a precisare che il pubblico dei nostri eventi è al 95% composto da italiani. E sono tanti gli italiani che frequentano i nostri corsi gratuiti di romeno e la nostra biblioteca, la più grande biblioteca romena all’estero che vanta 40.000 testi. Questo a dimostrazione che ci teniamo a dialogare con il vostro Paese.

Dalla Romania sono arrivate in Italia negli ultimi anni quasi un milione di persone. Come ha influito questa grande emigrazione sulla cultura romena?

Per secoli e sino alla metà del Novecento i nostri riferimenti culturali internazionali sono state la Francia e la Germania: erano le culture di questi due paesi ad influenzarci maggiormente. Ora la situazione è cambiata e la Francia ha decisamente perduto terreno. L’Italia sta diventando un nuovo modello culturale. Un cambiamento causato, chiaramente,  dalla grande emigrazione romena in Italia e favorita dal fatto che  le nostre due lingue sono ambedue romanze e,  grazie a questa comunanza linguistica, si può arrivare più facilmente alla cultura italiana.
Prima degli anni  Ottanta, infatti, i romeni che arrivavano in Italia erano pochi ed erano soprattutto intellettuali. Dal ’89 ha avuto inizio questa emigrazione di carattere economico che ha  avuto grandi ripercussioni perché un milione di persone che arriva in Italia vede, conosce e si apre, inevitabilmente, ad una nuova cultura.
Non bisogna, tuttavia, dimenticare che  già dalla fine dell’Ottocento in Romania c’è stata a livello universitario una tradizione di italianistica e i grandi centri universitari, quello di Bucarest così come quello di Cluj, hanno tenuto corsi e  pubblicato opere di autori italiani.
Le relazioni universitarie tra Italia e Romania sono state sempre eccellenti e sono tanti gli accordi interuniversitari in vigore. E non è casuale che le università riunite in un consorzio a Cluj hanno appena aperto una sede distaccata a Viterbo dove dal prossimo anno si  terranno dei corsi per i romeni che vivono qui.

Quale la sua idea di cultura italiana?

Essendo io un archeologo sono incantato dalle antiche vestigia, dai musei. La mia formazione mi permette di cogliere da vicino tutto ciò che è arte e patrimonio. Roma è  affascinante per la varietà che offre  da questo punto di vista: una ricchezza causa di continuo stupore e meraviglia.
Allo stesso tempo non comprendo come nella capitale artistica del mondo, si trovi anche tanto kitsch. Penso, per esempio, alle molte bancarelle che invadono Piazza Navona…

**************

Un’intervista rilasciata dal prof. Bărbulescu un anno fa, al momento del suo insediamento come direttore dell’Accademia di Romania) e pubblicata sul settimanale Ziarul de Duminică (supplemento culturale del quotidiano economico Ziarul Financiar) il 28 nov 2008, può essere letta  – in romeno – qui. (n. red. FIRI).