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Posts Tagged ‘poesia romena contemporanea’

Le poesie di Nina Cassian, in italiano

7 ottobre 2013 1 commento

 

Novità editoriale: Nina Cassian, C’è modo e modo di sparire. Poesie 1945-2007, a cura di Ottavio Fatica. Traduzione di Anita Bernacchia e Ottavio Fatica, Adelphi, 2013, pp. 240.  

nina cassian adelphi

Ultima figura emblematica di una ormai classica tradizione modernista, erede e testimone di quel fecondo ambiente romeno di cui facevano parte Brancusi e Tzara, Ionesco, Eliade e Cioran, e come loro inevitabilmente esule, Nina Cassian ha percorso un tragitto artistico e umano singolare come la sua persona. Nel 1985, già titolare di una lunga carriera di successo (con qualche strappo al morso del regime), durante un soggiorno negli Stati Uniti finisce nel mirino della polizia, che ha scoperto certi suoi testi a dir poco caustici contro la politica e i politicanti del Paese: decide allora di non tornare in patria e chiede asilo politico. Qui, sostenuta e tradotta da vari poeti americani, rinasce a nuova vita. E la scelta, la riproposta, la traduzione, a volte la vera e propria ricreazione delle poesie romene precedenti l’esilio, nonché la stesura di nuovi componimenti – in romeno prima, e dopo qualche anno anche in inglese –, alimenteranno un corpus che non ha riscontri, né rivali, nell’odierno panorama poetico internazionale. Si avvertono, nella voce della Cassian, echi ravvicinati di tutta la più nobile stagione del Novecento: da Mandel’štam a Cvetaeva, da Apollinaire a Brecht a Celan, e si potrebbe risalire fino a Emily Dickinson, «sublime sorella», o anche più indietro, all’amoroso furor saffico. Il timbro è unico: diretto, spudorato, strenuamente lirico, a tratti disarmante, a tratti sornione, arguto e brutale al tempo stesso – e nudo, sempre, e sempre seducente. Si passa dalle punte epigrammatiche avvelenate ai voli pindarici sulle ali d’organo di un Bach – non per niente la Cassian compone musica: e dipinge, disegna, illustra libri anche per l’infanzia, spesso scritti da lei –, e ogni volta queste poesie, come ha scritto Vittorio Sermonti, ci riguardano da vicino, «sconvenientemente».

 

nina cassian

Nina Cassian, nata a Galaţi nel 1924, è una poetessa, scrittrice e traduttrice romena che dal 1985 vive a New York. Questa antologia, che raccoglie i maggiori testi in romeno e in inglese (e in spargano, lingua ‘carrolliana’ da lei inventata per i suoi sfoghi irripetibili), offre al lettore italiano un primo, ampio spaccato della sua opera.

 

Ileana Mălăncioiu al Bistrot de Venise

4 marzo 2011 Commenti disabilitati

Dal 1993, grazie al suo ambiente molto elegante, il Bistrot de Venise (Calle dei Fabbri, San Marco 4685) è diventato uno dei punti d’incontro dell’élite artistica veneziana, dove vengono dibattuti temi di attualità culturale e sociale.

Dal 2009, in ogni mese di marzo, il Bistrot de Venise ospita l’incontro con un poeta romeno, selezionato e promosso dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. Nel 2009, il pubblico veneziano appassionato di poesia ha incontrato Nina Cassian e nel 2010 Mircea Dinescu.
Quest’anno, l’invitata della serata poetica che si svolgerà sabato, 12 marzo, dalle ore 17.00, al Bistrot de Venise è Ileana Mălăncioiu (foto), una delle più importanti voci poetiche e civiche della Romania. Appositamente per l’incontro di Venezia, poesie dell’opera di Ileana Mălăncioiu saranno tradotte, per la prima volta in lingua italiana, dal giovane traduttore Danilo De Salazar, collaboratore linguistico in Lingua e Letteratura Romena presso l’Università degli Studi della Calabria, beneficiario di una borsa per traduttori in formazione assegnatagli dall’Istituto Culturale Romeno.
Il giorno precedente, venerdì, 11 marzo, dalle ore 12.00, la poetessa incontrerà presso la sede dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica gli studenti che studiano lingua e letteratura romena all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Sono stati invitati a partecipare anche gli studenti dei lettorati di romeno di Padova e Udine.
L’incontro annuale con un poeta romeno al Bistrot de Venise è organizzato con il sostegno dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest.

Ana Blandiana a Pisa, per la giornata di studi “Passaggi tra immagini e parole”

7 Maggio 2010 Commenti disabilitati

“Passaggi tra immagini e parole”. Giornata di studio alla Normale di Pisa, dedicata ad Ana Blandiana, Antonella Anedda, Sabrina Mezzaqui e Sabine Gisiger.

lunedì 10 maggio 201o. Ore 9,30 – Sala Stemmi, Palazzo della Carovana, Piazza dei Cavalieri 7, Ore 20,30 – Cineclub Arsenale, Vicolo Scaramucci 4.

Con Antonella Anedda, Ana Blandiana, Sabine Gisiger, Sabrina Mezzaqui.

Passaggi tra immagini e parole è il titolo della giornata di studio che si terrà presso la Scuola Normale Superiore lunedì 10 maggio, dedicata alle poetesse Ana Blandiana e Antonella Anedda, all’artista Sabrina Mezzaqui e alla regista Sabine Gisiger: quattro artiste europee dalle età e dai percorsi creativi quanto mai diversi. Andate e ritorni, contaminazioni ed esperimenti, strade intrecciate da dipanare seguendo il fil rouge del rapporto immagine e scrittura, tra arte poetica e arte visiva.

La giornata di studio è organizzata da Rossana Dedola (Scuola Normale Superiore di Pisa) in collaborazione con Bruno Mazzoni e Antonietta Sanna (Università di Pisa) e Silvana Vassallo (Università di Pisa e Bologna). Collaborano inoltre il Centro Biblioteche e Archivi della SNS, la Biblioteca Universitaria di Pisa e il Cineclub Arsenale. Il convegno si svolgerà presso la Sala Stemmi del Palazzo della Carovana (Piazza dei Cavalieri 7, Pisa): partecipano, oltre alle quattro artiste, Emanuela Tandello (University of Oxford), Camelia Dragomir (Universität Konstanz – Università di Pisa), Mary Di Salvo (Harvard University), Elena Salibra e Alberto Casadei (Università di Pisa).
La sera, presso il Cineclub Arsenale (Vicolo Scaramucci 4, Pisa), verranno proiettati i documentari Ya Sharr MoutL’ultima caccia (The Last Hunt. From the secret personal filmarchiv of Nicolae Ceausescu), di Sabine Gisiger. La serata è a ingresso gratuito.

Ana Blandiana

Ana Blandiana è la poetessa romena più nota al mondo, una delle voci più limpide della fertile poesia contemporanea della Romania. Nata nel 1942, studia filologia e si dedica da subito alla poesia (Prima persona plurale, la sua prima raccolta, è del 1965). Vittima della censura del regime di Ceausescu per le sue poesie a tema politico, il suo nome viene bandito dalle pubblicazioni e cancellato dai libri, ma le sue opere si trasmettono di bocca in bocca e si diffondono manoscritte su fogli volanti in tutto il paese. Denunciata, confinata in casa, con la posta censurata, senza telefono, sotto costante sorveglianza della polizia segreta durante le sue uscite e con l’intimidazione dei suoi visitatori, riacquista la libertà solo con la caduta del regime, il 22 dicembre 1989. Da quel momento la Blandiana assume un ruolo attivo nella vita politica e culturale della Romania post-comunista, pubblicando nuovi volumi di poesia e prosa. Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso Herder Prize (1982).

Antonella Anedda
Di origini sarde, Antonella Anedda Angioy, nata nel 1958, vive tra Roma e l’isola della Maddalena. Ha pubblicato, tra gli altri, il volume di poesie Residenze invernali (Crocetti 1992), il libro di saggi Cosa sono gli anni (Fazi 1997), il libro di traduzioni e variazioni Nomi distanti (Empiria 1998), la raccolta Notti di pace occidentale (Premio Montale 2000 per la poesia edita) ed il libro di saggi La luce delle cose (Feltrinelli 2000). Poetessa e saggista, si affaccia sul mondo dal “balcone del corpo” (titolo di una sua raccolta di poesie), per restituire schegge di emozioni e sensazioni, di pensieri e riflessioni, attraverso uno sguardo addestrato a cogliere gli aspetti epifanici che si celano nei dettagli. Nel suo recente saggio, La vita dei dettagli. Scomporre quadri, immaginare mondi (Donzelli 2009), ha costruito un percorso appassionato e inedito tra arte visiva e poesia, interrogandosi attraverso la parola sul senso dell’arte e sull’enigma della sua fruizione.

Sabrina Mezzaqui
Sabrina Mezzaqui è nata a Bologna nel 1964, vive e lavora a Marzabotto. Ha partecipato a numerose mostre collettive: tra le più importanti, (In)visibile (In)corporeo, presso il MAN di Nuoro nel 2005 e, nello stesso anno, Ti voglio bene: from Italy with love, Raid Projects a Los Angeles. Le sue ultime personali sono stateC’è un tempo alla Galleria d’Arte Moderna di Torino, Sottolineature presso la Galleria Continua di San Gimignano e Giocatori di perle, presso la Galleria Minini, quest’ultima incentrata su testi amati dall’artista, da Hermann Hesse a Simon Weil, ad Heidegger, trasformati in veri e propri oggetti d’arte.

Sabine Gisiger
Sabine Gisiger, svizzera, nata nel 1959, ha studiato storia a Zurigo e alla Scuola Normale Superiore di Pisa, laureandosi nel 1988 con una tesi sulla storia delle collaboratrici domestiche.
Dal 1989 ha lavorato come giornalista presso la Swiss Television SF DRS, realizzando reportages e documentari che affrontano tematiche sociali e politiche della Svizzera e non solo.
Dal 1991, lavorando come produttrice indipendente, ha iniziato a realizzare documentari cinematografici: Do it, scritto con Marcel Zwingli, ha vinto il premio come Miglior documentario svizzero nel 2001. SeguonoHomeland (2003), Gambit (2005), sulla tragedia italiana di Seveso, Premio della Semaine de la Critique a Locarno e Ya Sharr Mout, Premio “Best portrait” alla 28° edizione del FIFA – International Festival of film on art di Montreal nel 2008: un riconoscimento che permetterà a quest’opera di essere proiettata nei luoghi deputati della cultura mondiale, come il Museo del Louvre a Parigi, la Tate Modern di Londra e l’AIA/Center for Architecture di New York. La proiezione del Cineclub Arsenale è la prima assoluta in Italia.

Per il programma dell’intera giornata, cliccare quiPisa10maggio programma.

(Fonte: Scuola Normale Superiore di Pisa.)