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Posts Tagged ‘orizzonti culturali italo-romeni’

A ottobre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

4 novembre 2016 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 10, ottobre 2016, anno VI) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Carlo Varotti: «Letteratura, quelle domande che ci mantengono liberi» «Che lo studio della letteratura abbia perso ovunque terreno è sotto gli occhi di tutti. Eppure si parla continuamente di primarietà della ‘narrazione’: ebbene, se la letteratura è per eccellenza il luogo della rielaborazione narrativa del mondo, allora essa è ineludibile, pur sotto altre forme». È una riflessione a tutto campo sul ruolo e sulle attuali possibilità della letteratura quella che Carlo Varotti, professore all’Università di Parma e specialista del pensiero politico del Rinascimento, sviluppa sollecitato dalle domande di Smaranda Bratu Elian nell’intervista che pubblichiamo.

Emil Cioran lettore e interprete di Max Stirner Gli appunti su Max Stirner, qui tradotti per la prima volta in italiano, ci restituiscono il volto di un Emil Cioran, giovane studente di filosofia, impegnato nella preparazione di corsi e seminari universitari. Il ventiseienne Cioran lascerà una traccia indelebile nella memoria dei suoi alunni, anche per le letture loro proposte. Ştefan Baciu, ad esempio, si ricorderà nitidamente il nome di Max Stirner come uno dei filosofi menzionati incessantemente da Cioran durante le sue lezioni – o, come qualcuno ha proposto di definirle, monologhi visionari. A cura e traduzione di Amelia Bulboaca.

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«Orologiul fără ore»: l’incessante tempo della poesia di Ana Blandiana Con il suo ultimo volume di poesie, Orologiul fără ore (Humanitas, Bucarest 2016), Ana Blandiana torna ad emozionarci mediante versi carichi dei suoi temi portanti e ricorrenti: la Natura e l’uomo, il mistero della morte e del tempo, il bene e il male, il rapporto con Dio… Immuta profondità e saldezza ispiratrice rinnovano il pathos etico e umano del canto di Blandiana, coniugato e disseminato in liriche distillate attraverso la fremente, insaziabile e personalissima visione di una poetessa di grandezza europea. Presentazione e cura di Mauro Barindi.

E Mioriţa si fece racconto. Una proposta di rielaborazione narrativa Una trasposizione in prosa di una delle più note leggende popolari romene: Mioriţa. Ce la propone Armando Santarelli, presentando così il senso del suo lavoro: «Ho amato questa ballata – espressione della pietas popolare romena – al punto da voler conoscere le interpretazioni che ne hanno dato molti autorevoli studiosi e letterati romeni, fra i quali Eminescu, Blaga, Eliade, Botta e Cioran. Poi ho voluto traslarla in prosa, farne un racconto fruibile a molti una sua elaborazione in senso narrativo, con l’intento di far emergere alcuni temi sottesi alla poesia».

Vlad Alexandrescu, ex ministro: «I musei romeni? Indietro di 50 anni» «Nella nostra cultura persiste l’idea che dobbiamo essere guidati: non ci siamo ancora assunti la responsabilità della nostra condizione. Nella mia breve esperienza al Ministero della cultura ho constatato che ci sono persone straordinarie, desiderose di lavorare, stufe della corruzione. Ma ci sono anche manager che svolgono un’attività culturale mediocre e comoda. E ciò quando la maggior parte dei musei, per fare un solo esempio, si presentano come cinquanta anni fa». Così l’ex ministro romeno della cultura Vlad Alexandrescu, nell’intervista a Smaranda Bratu Elian.

«Il viaggio di Vlad nel Mondo-di-là»: mitologia romena per ragazzi di oggi Streghe e Fate Madrine per Vlad, un bambino di dieci anni mandato d’estate in vacanza dai nonni a Hoghiz, sperduto villaggio di Transilvania. Lontano da Tv e computer Vlad trascorre le serate tra i racconti di un anziano, dove prende vita un universo di storie e miti che sembrano reali nella vita del paese. Un mondo di creature fantastiche è alla base dei romanzi fantasy di Sînziana Popescu, ad iniziare da Il viaggio di Vlad nel Mondo-di-là, tradotto anche in italiano, rilettura intelligente e avvincente della mitologia e del folclore romeno tradizionali. Presentazione di Sara Salone.ocir-ott-2016

Panait Istrati, un libro per conoscerlo Nato a Brăila nel 1884, Panait Istrati è uno degli autori romeni che soprattutto all’inizio della loro carriera hanno avuto più successo all’estero che in Romania. Dopo aver pubblicato a Parigi nel 1924 il suo Chira Chiralina, Istrati entra a fare parte pienamente della letteratura francese, mentre in Romania è stato accettato con fatica dai grandi nomi della cultura nazionale. Elena Dumitru ha dedicato un volume bilingue – De vorbă cu Panait Istrati / Parlando con Panait Istrati (Aracne 2015) – alla figura di questo poliedrico scrittore. Ne offriamo una presentazione a cura dell’autrice medesima.

 

A marzo in “Orizzonti culturali italo-romeni”

5 marzo 2016 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 3, marzo 2016, anno VI) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Umberto-EcoEco 1. Quando «Il nome della rosa» sfuggì alla censura comunista Alla memoria di Umberto Eco e a una ricognizione della recezione della sua opera in Romania è dedicato il profilo di Doina Condrea Derer che qui pubblichiamo. Insieme ad aspetti di critica letteraria, l’autrice ricorda anche come la pubblicazione de Il nome della rosa, primo romanzo che rese celebre Eco oltre la cerchia degli addetti ai lavori, fu una sorta di «miracolo» in Romania: la traduzione, infatti, uscì già nel 1984, sfuggendo all’opprimente censura comunista. Completano il testo annotazioni sull’ampio materiale critico prodotto in Romania su Eco, insieme a traduzioni di saggi e volumi teorici.

Eco 2. E Grigore Gonţa mise in scena «Numele trandafirului» Nel 1998 Grigore Gonţa, noto regista romeno, mette in scena per la prima volta al Teatro Nazionale di Bucarest Numele trandafirului [foto sinistra] spettacolo teatrale basato su Il nome della rosa e volto a restituire in chiave drammaturgica un’opera molto complessa per tema, struttura e linguaggio. Lo spettacolo di Gonţa costituisce il tema e l’orizzonte del volume «Il nome della rosa» a teatro, di Armando Rotondi (Edizioni Nuova Cultura, Roma, 2015), da cui traiamo l’intervista nella quale Gonţa ripercorre la complessa e ardita messa in scena teatrale del capolavoro narrativo di Eco.Beligan_guglielmo_numele_trandafirului

Il puzzle che racconta: l’opera narrativa di Doina Ruşti «A me piace scrivere frammentariamente e così ho fatto il più delle volte. Amo la soddisfazione del lettore dei cruciverba, amo i gialli, amo Faulkner. Molto. E profondamente. E amo ugualmente montare dei filmati, assemblare le sequenze di una pellicola. Sono tutti questi piaceri che stanno alla base della mia propensione per una narrativa puzzle». Così Doina Ruşti, nota scrittrice (e non solo), in un dialogo con Smaranda Bratu Elian, da cui risaltano profilo e strategia della sua opera narrativa. In Italia sono stati finora tradotti tre romanzi della Ruşti: Zogru, Lisoanca e L’omino rosso.

Quando il male si fa carne: «Poveri corpi» di Sonia Larian Lo scorso 23 gennaio 2016 si è spenta a Parigi la scrittrice Sonia Larian, pseudonimo di Ariane Leibovici-Lewenstein. Nata nel 1931 a Bucarest, esordì nel 1952 con racconti per ragazzi, unico genere che le consentì di pubblicare senza sottostare a compromessi ideologici. Il suo primo «vero» romanzo, Biblioteca fantastică (Cartea Românească, 1976), ricevette il premio dell’Unione degli Scrittori di Romania, ma il suo capolavoro è e rimane il secondo romanzo, Bietele corpuri (Cartea Românească, 1986). Ne pubblichiamo un frammento, con presentazione e a cura di Anca-Domnica Ilea.

Il tutto dai frammenti: Gheorghe Vidican e il suo «3D», poesie 2003-2013  «Una poesia spaesante, dentro e fuori la realtà, senza mai indulgere a fatti occorsi o a riferimenti tragici, com’è per la tradizione romena, incatenando i fatti alle parole». È quella di Gheorghe Vidican, uno dei protagonisti della poesia romena contemporanea, nel giudizio di Laura Raineri, autrice del testo critico che qui pubblichiamo. Di Vidican, grazie ad una collaborazione multidisciplinare, è stata di recente pubblicata in italiano la raccolta 3D, poesie 2003-2013 (CFR edizioni, Sondrio 2015). Presentazione e selezione di versi a cura di Laura Rainieri.

«Andrò a Nord della parola». Versi di Eliza Macadan Eliza_Macadan«Andrò a Nord / della parola / nella siberia sintattica / il gelo muto / a cavallo sul pianeta veglierò / la morfologia della fine». Così i versi di Eliza Macadan, nata nel 1967 in Romania, esordio poetico sulla stampa letteraria nel 1988 e in volume nel 1994. Macadan scrive poesie in romeno, italiano e francese. «È una poesia di moto, un “andante con moto” inesorabile come il fluire dei tempi in un gorgo. L’universo oggettuale della Macadan ha un’aria di famiglia con il realismo terminale di Guido Oldani, su un versante meno profetico e più visionario» (A. Anelli). Ne pubblichiamo una selezione di versi.

I classici riscritti per ragazzi alla Serata Italiana di Bucarest Lo scorso 24 febbraio alla Libreria Humanitas Kretzulescu di Bucarest si è svolta una Serata Italiana dedicata alla letteratura per ragazzi, specie ai classici reinterpretati. Spunto per la discussione è stato il romanzo I Promessi Sposi: Umberto Eco racconta la storia di Alessandro Manzoni, tradotto anche in romeno. Tra gli invitati: Smaranda Nicolau, che ha presentato la collana per ragazzi «Save the Story»; Oana Bosca-Malin, intervenuta sulle reinterpretazioni dei classici nella letteratura italiana; la psicologa Maria Iordănescu e la scrittrice Doina Ruști. Cronaca di Renata Stoica.

A novembre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

29 novembre 2015 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. n. 11, novembre 2015, anno V) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

 
Zeani_Talento e bellezzaVirginia Zeani, la stella italo-romena che brillò con Karajan e Pavarotti Una stella nel firmamento della cultura italo-romena: ecco Virginia Zeani, forse meno nota alle generazioni giovani, ma astro luminoso della lirica, che ha cantato con tutti i grandi del mondo (Gigli, Del Monaco, Domingo, Pavarotti), sotto le più prestigiose direzioni (von Karajan, Mehta, Giulini) e sui più grandi palcoscenici (Milano, Vienna, New York). Nata nel 1925 in un villaggio della Transilvania, Virginia Zeani si stabilisce nel 1943 in Italia, poi negli Stati Uniti. La sua storia viene narrata nel libro-intervista di Sever Voinescu, ora edito anche in italiano con il titolo Virginia Zeani. Talento e bellezza.

L’architettura dei regimi totalitari. In dialogo con Sorin Vasilescu Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è Sorin Vasilescu, architetto e professore di Architettura a Bucarest. Legato all’Italia da motivi familiari (la moglie è italiana) e scientifici (ha scritto per il Dizionario dell’architettura del XX secolo, è membro del Centro Internazionale «Andrea Palladio»), merita una particolare menzione tra l’altro per il suo importante volume L’architettura dell’Italia fascista (Bucarest 2011). Proprio all’architettura dei regimi totalitari del Novecento, con particolare riferimento a quella promossa dal fascismo in Italia, è dedicata l’intervista che pubblichiamo.

Quando Fondane divenne filosofo: «Rencontres avec Léon Chestov» Sta per uscire in Italia la traduzione di Rencontres avec Leon Chestov di Benjamin Fondane, testo pubblicato in Francia nel 1892, con i colloqui e gli scambi epistolari tra Fondane e il filosofo russo. «È il bene più prezioso che io possegga», così disse di questi scritti Fondane. In effetti l’incontro con Chestov segna una profonda svolta per il pensatore romeno, che dalla poesia migra verso gli orizzonti della filosofia. Firmata da Olivier Salazar-Ferrer, massimo esperto europeo dell’opera di Fondane, ecco la presentazione del volume, tradotta da Luca Orlandini, curatore dell’opera fondaniana.

Biblioteca Cioran: «Tempo e esistenza». Tesi di Marcella Vitiello Il rapporto che la coscienza del tempo instaura con l’esistenza costituisce uno degli assi fondamentali della tesi dedicata da Marcella Vitiello a Cioran. «Al di là della priorità e della rilevanza che Cioran intende attribuire al vissuto personale, va colta la portata dell’acquisizione della coscienza temporale nell’ambito dell’esistenza individuale. Cioran, lasciando trapelare una forma di coinvolgimento con l’universo storico temporale, riserva all’analisi dell’orizzonte storico una notevole attenzione, che sconfina in una critica severa e serrata di ogni forma di compromissione con il divenire».

ruxandra-cesereanuRuxandra Cesereanu e la sua «Venezia dalle vene viola» Venezia dalle vene viola. Lettere di una cortigiana di Ruxandra Cesereanu (Aracne 2015) ci fa intravedere non solo una Venezia decadente, onirica e gotica, ma soprattutto una Venezia interiorizzata, un «odore archetipico», un’«Atlantide rovesciata». «È incredibile – scrive il traduttore Giovanni Magliocco – come una poetessa romena abbia avuto questa sensibilità di percepire quello che anche per me è l’essenza più profonda di questa città, essenza che di rado mi è capitato di ritrovare in altri testi». Presentiamo il volume con una intervista di Cristina Gogianu e alcune poesie.

«La tua carezza di cotone». Versi di Horia Pătraşcu «La tua carezza di cotone al 100% / Senza neanche un po’ di poliestere,/ Tutta terra ed etere/ Mi entrava in corpo come un’ispirazione». Pubblichiamo una selezione di poesie a firma di Horia Pătrașcu, tradotte in italiano da Amelia Natalia Bulboacă. Classe 1976, Horia Pătrașcu ha conseguito nel 2009 il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università «Al. I. Cuza» di Iași e nel 2013 il post-dottorato presso la stessa Università. È autore di cinque libri e in Romania è conosciuto anche per la sua intensa attività pubblicistica.

«Parole in musica. Musica di parole». Al via le nuove Serate Italiane Lo scorso 20 ottobre ha preso il via, a Bucarest, la quinta stagione delle Serate Italiane. A differenza delle precedenti edizioni, la nuova Serata si è proposta di oltrepassare l’ambito della letteratura per spaziare nell’universo della musica. Fabrizio de André, Gino Paoli, Luigi Tenco, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, Vasco Rossi sono stati alcuni dei cantautori di cui, nel corso della Serata, si sono ascoltate e studiate le creazioni, protagoniste dell’apertura di una nuova strada alla musica italiana con riflessi, in qualche caso, anche sulla poesia. Cronaca di Georgiana Nuţu.

 

A luglio e agosto in “Orizzonti culturali italo-romeni”

9 luglio 2014 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 7-8, luglio-agosto, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

– Edizione italiana- 

«Fine dell’Occidente?». Il best seller di Lucian Boia ora anche in Italia Grande studioso dell’immaginario e dei miti nazionali romeni, propugnatore di teorie spesso provocatrici, Lucian Boia è uno dei maggiori storici della Romania post-comunista. Autore di autentici best seller, spesso accompagnati da accese polemiche, entra ora nella scena culturale italiana con il suo recente Fine dell’Occidente? Verso il mondo di domani (Ediesse 2014), suggestivo saggio in cui Boia sostiene, contro la tendenza generale, che l’Occidente non è finito, bensì che va preparando una nuova civiltà. Ancora una volta, c’è da esserne certi, farà discutere. Presentazione di Clara Mitola.

bambini nemici del popolo

Lăcrămioara Stoenescu: «Il mio caso, un bambino – nemico del popolo» Pubblichiamo un’ampia intervista a Lăcrămioara Stoenescu sul suo libro di memorie Bambini – nemici del popolo, pubblicato da Saecula Edizioni. L’autrice ci illustra le motivazioni che l’hanno persuasa a scrivere questa dolorosa e drammatica testimonianza di vita, della quale i nostri lettori hanno potuto leggere in anteprima un estratto nel 2012. «Non è stato affatto semplice per me decidermi di scrivere della nostra deportazione in Bucovina, di ricordare un periodo che mi ha ferito psicologicamente e mi ha umiliato fin dall’infanzia, separandomi dagli altri bambini». A cura di Mauro Barindi.

«Storia dei romeni e delle interferenze italo-romene»: nuovo database La nostra rivista, in collaborazione con l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, dà il via ad un nuovo progetto volto a creare un database online dedicato alla «Storia dei romeni e delle interferenze italo-romene dal medioevo all’età contemporanea». Il database segnalerà i libri relativi alla storia dei romeni e alle relazioni bilaterali tra i due Paesi dal Medioevo all’età contemporanea. Storici e romenisti sono invitati a dare il loro prezioso contributo a questo progetto, inviando un elenco dei titoli suddivisi per anno di pubblicazione, dal 2014 a ritroso.

Dalla Romania: omaggio a Mario Luzi nel centenario della nascita «Una vita dedicata alla difesa e alla dignità della parola poetica». È il ritratto che del grande Mario Luzi propone l’italianista Geo Vasile, ripercorrendo gli snodi essenziali dell’opera del maestro. Ieratica e duttile, la poesia di Luzi prende di mira il cuore dell’enigma. Vasile riporta anche un breve scambio epistolare personale con il grande poeta, non senza accenni alla poesia romena e a Eminescu, di cui Luzi scrive: «Ha fatto ciò che nel secolo successivo al suo e anche oggi si tenta di fare per convinzione o per calcolo: una letteratura senza frontiere tra germanesimo e retaggio latino».

 La Romania alla XIV Mostra Internazionale di Architettura di Venezia La Romania partecipa alla XIV Mostra Internazionale di Architettura, Biennale di Venezia, in programma fino al 23 novembre 2014, con due progetti espositivi: Site Under Construction, presentato nel padiglione della Romania ai Giardini della Biennale, e Exploring Identity_the Nomad Archives, presentato nella Nuova Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. Con l’occasione di questa segnalazione, abbiamo anche il piacere di comunicare l’avvio di un nuovo partenariato tra la nostra rivista e l’Istituto Culturale Romeno di Bucarest.

«Un verbo su cui salire entrambi e viaggiare». Versi di Paul Vinicius Paul Vinicius, poeta, drammaturgo e giornalista, ha debuttato nel 1982 con un primo gruppo di poesie, seguite poi da numerose raccolte. Non ancora tradotto in italiano, alla sua opera hanno dedicato studi in Romania autorevoli critici, da Mircea Martin a Nicolae Manolescu, da Alex Ștefănescu a Marin Mincu, Geo Vasile, Mihai Șora ecc. Ne presentiamo, per la prima volta in italiano, alcune poesie tratte dai suoi due volumi più recenti: Liniștea de dinanintea liniștei (2011) e kemada (2013), entrambi destinatari di prestigiosi riconoscimenti in Romania. A cura di Mauro Barindi.

«La mattina di un miracolo»: Bujor Nedelcovici tradotto in Italia Una voce romena ci arriva da Parigi: è quella di Bujor Nedelcovici, scrittore di spicco dell’esilio romeno, ora anche in traduzione italiana con il romanzo La mattina di un miracolo (Rediviva Edizioni, Milano, 2014). La traduttrice Ingrid Beatrice Coman ci introduce al libro, dove campeggia la storia di una donna, Maria, alla ricerca di se stessa, della sua verità ultima e del senso nascosto e misterioso della vita, attraverso le rovine di un passato devastato. Trovando l’amore, ricorda il libro, si trova Dio. Il mistero dell’animo femminile tratteggiato con raffinata abilità dalla mano di un uomo.

Radu Vancu, «Quattro villanelle» Radu Vancu è uno dei più significativi poeti romeni dell’ultima generazione. Ne presentiamo alcuni pregevoli e raffinati testi, scritti nella forma della villanella, canto di origine popolare napoletana, ma già passato attraverso numerose trasfigurazioni stilistiche, dal Parnasse al Novecento, da Banville a Leconte de Lisle, da Auden a Sylvia Plath a Dylan Thomas. Il fraseggio di Vancu, osservano i critici, segue una determinazione formale e una perfezione stilistica condotte all’estremo, che fanno pesare a Sade o a Poe. A cura di Matteo Veronesi.ocir_7_2014

Arturo Graf, mediatore culturale ante litteram della Romania  L’intensificarsi delle relazioni e lo sviluppo delle attività economiche degli Italiani nei porti franchi romeni di Brăila e Galați nell’Ottocento portarono anche i semi più fertili della cultura. All’interno di questa realtà è presente anche Arturo Graf, uno dei poeti e critici letterari più in vista tra il XIX e il XX secolo. Nato ad Atene da padre tedesco e da madre italiana di Ancona, ma di antica famiglia fiorentina, Graf si trasferisce con la famiglia a Trieste e, dopo la morte prematura del padre, va a vivere presso la casa dello zio materno che risiedeva a Braila, dove pubblica i suoi primi scritti. Studio di Corina Ţucu.

Incontro con Lea Contestabile e le sue installazioni artistiche «Una casa, da qualche parte in Aquila, trasformata in atelier, o viceversa; dappertutto i segni, come tracce ancora calde, di un travaglio artistico che non tradisce i suoi limiti. Con la sua esperienza didattica universitaria, con i suoi vari sperimenti spettacolari (teatro-musica-poesia), Lea ha fatto la prova suprema del sincretismo artistico ed è arrivata, naturalmente, organicamente, a un modello in cui sembra iscrivere il suo stesso messaggio testamentario: l’installazione artistica». Così George Popescu evoca l’incontro con l’artista abruzzese Lea Contestabile.

Violenza sulle donne: un «no» al femminile dall’Italia alla Romania Ogni due minuti, mentre il mondo fa un passo in avanti, una madre, una sorella, una donna subiscono violenza. A questo triste tema, di drammatica attualità, è dedicata l’antologia Io scelgo, a cura di Irina Turcanu (Rediviva Edizioni, Milano 2014), dove scrittrici italiane e romene uniscono i loro testi per dire no alla violenza sulle donne. Da questa raccolta, pubblichiamo il racconto di Luiza Diculescu, Vacanza angelica, dove, nonostante le umane sembianze, un amore finisce per assumere i contorni del demoniaco. Accade quando si attende troppo e la vita alla scelta, come un precipizio.

 

 

 

 

A maggio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

6 maggio 2014 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 35, maggio 2014, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

La Romania al Salone del Libro di Torino e l’apporto della nostra rivistaDall’8 al 12 maggio si terrà a Torino la XXVII edizione del Salone Internazionale del Libro. Per la sesta volta consecutiva, anche la Romania vi sarà presente, mediante uno stand curato dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, tramite il Centro Nazionale del Libro e l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. Anche quest’anno, Orizzonti Culturali Italo-Romeni si onora di essere media partner della Romania al Salone. L’editoriale di Afrodita Cionchin presenta l’evento ed evidenzia lo specifico apporto della nostra rivista nella promozione della letteratura romena in Italia.

Cioran-Kraus«L’agonia dell’Occidente», il carteggio tra Cioran e Wolfgang KrausProtrattosi per quasi vent’anni, il carteggio tra Cioran e il filosofo della cultura austriaco Wolfgang Kraus (L’agonia dell’Occidente. Lettere a Wolfgang Kraus 1971-1990, a cura di Massimo Carloni, Edizioni Bietti), con le sue centocinquantotto lettere si dimostra uno dei più ragguardevoli tra quelli del grande di Răşinari fino ad oggi pubblicati. A far da sfondo al dialogo epistolare, l’orizzonte della crisi della cultura europea prefigurata dallo sgretolamento dell’Impero asburgico. Il libro sarà presentato al Salone del Libro di Torino il 10 maggio (ore 18), presso lo Stand della Romania.

«Falso trattato di manipolazione»: la grande sintesi di Ana Blandiana«Non sono fatta per comandare le persone bensì per emozionarle e convincerle». Si può condensare in questa frase un aspetto essenziale dell’ultima, straordinaria uscita editoriale di Ana Blandiana, Fals tratat de manipulare (Falso trattato di manipolazione, Humanitas, 2013, 481 pp.), una sorta di testamento morale della sua vita. Il libro riassume il senso profondo della visione che questa grande autrice ha maturato su se stessa e sul proprio percorso intellettuale e politico nell’arena pubblica romena, dove si staglia possente la sua rettitudine civica e morale. A cura di Mauro Barindi.

Andrei Pleşu: «La gioia nell’Est e nell’Ovest»Le differenze di mentalità tra l’Est e L’Ovest europeo, a partire dal ʻconcettoʼ di gioia. Vengono messe in luce dal testo di Andrei Pleşu che qui proponiamo, scritto appositamente per un pubblico non romeno, al fine di presentare, attraverso una brillante analisi comparativa, aspetti essenziali di mentalità diverse. «Una delle ragioni per cui l’Est e l’Ovest a volte faticano a capirsi – segnala Pleşu – è il fatto che non si “sottintendono”, che hanno esperienze diverse su quello che, nella vita di tutti i giorni, è “dato per scontato”». Un autore da tradurre. A cura di Natasha Danila.

Ilarie_Voronca_by_Robert_DelaunayIl poeta amato da Ionesco: Ilarie Voronca e lo splendore della vitaPoeta romeno d’origine ebraica, Ilarie Voronca è uno dei protagonisti dell’avanguardia poetica romena. Nato a Brăila nel 1903 e noto all’anagrafe con il nome di Eduard Marcus, ha avuto una vastissima produzione poetica, prima in romeno e poi, dopo l’espatrio avvenuto nel 1934, in francese. Giovanni Rotiroti propone un’introduzione all’opera di Voronca, riportando anche le illuminanti parole di Eugène Ionesco su questo grande poeta inventore della «pitto-poesia», morto suicida nel 1946: «Amavo molto la sua poesia: densa, ricca, sfavillante di immagini fresche e numerose».

«Vagando cautamente dentro me stessa». Versi di Ofelia ProdanOfelia Prodan è una delle poetesse oggi più apprezzate in Romania. Ha esordito nel 2007 e ha vinto numerosi premi letterari nazionali. In Italia ha vinto il Premio Internazionale di Poesia e Prosa «Napoli Cultural Classic», VIII edizione, 2013, classificandosi al primo posto nella sezione Poesia in lingua straniera. I suoi componimenti sono tradotti in italiano, spagnolo, portoghese, inglese, francese, ungherese e olandese. Pubblichiamo una selezione di versi dell’ultima raccolta, Călăuza (Cartea românească, 2012), con la traduzione di Răzvan Purdel e la presentazione del critico Ion Pop.

La famiglia nel processo migratorio, tra distanze e ricongiungimentiSegnaliamo il Convegno La famiglia nel processo migratorio, tra distanze e ricongiungimenti, in programma il 9 maggio a Roma, in occasione della 20° Giornata Internazionale della Famiglia, e promosso da Khalid Chaouki, in collaborazione con ADRI – Associazione delle Donne Romene in Italia – e SOLETERRE, Strategie di Pace ONG Onlus. Il convegno tratterrà il fenomeno della mobilità familiare con le molteplici problematiche implicate e si svolgerà a Roma, presso la Sala del Mappamondo della Camera dei deputati.

ocir maggio 2014
Database Italianistica traduzioni: aggiornamento 2013Nell’ambito dei progetti di database avviati dalla nostra rivista per creare uno strumento operativo centralizzato, a tutt’oggi non esistente, segnaliamo l’aggiornamento del terzo database, Italianistica traduzioni, con gli autori italiani pubblicati in traduzione romena nel 2013. Accanto ai classici della letteratura italiana editi nella collana bilingue «Biblioteca Italiana» della Humanitas, come Boccaccio, Goldoni, Giovanni Botero e Sandro Penna, figurano diversi scrittori dei nostri giorni: Alessandro Baricco, Federica Bosco, Margaret Mazzantini, Paolo Ruffilli e Fabio Stassi.

 

 

A marzo in “Orizzonti culturali italo-romeni”

3 marzo 2014 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 3, marzo 2014, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

OCIR III 2014

Expo Milano 2015, appuntamento con la Romania Nutrire il pianeta, energia per la vita. È questo il tema della Expo Milano 2015, in programma dal 1° maggio al 31 ottobre 2015, al quale la nostra rivista intende dedicare sin da ora costante attenzione. In entrambe le edizioni linguistiche, verranno presentati al pubblico italiano e romeno aspetti e contenuti di questa grande manifestazione, con riferimento alla partecipazione della Romania. Il padiglione romeno verrà realizzato nel cuore del sito dell’Expo, in uno spazio espositivo di 887 metri quadrati, vicino al Cardo, l’area dedicata all’Italia. Budget di investimento: 3,5 milioni di euro.


Antonio Batani: Grand Hotel Italia, ecco il mio sogno per Cluj-Napoca 
«In quel cocuzzolo, ci starebbe bene un albergo, anzi il più bell’albergo della città». Italiani in Romania, storia di un’imprenditoria sempre sorprendente, specie se si tratta di raffinata ospitalità e prelibatezze a tavola. Così è la storia di Antonio Batani, grande nome dell’hotellerie italiana – suoi sono Select Hotels Collection e il leggendario Grand Hotel di Rimini – che a Cluj-Napoca ha realizzato da zero il più grande e lussuoso hotel cinque stelle della Transilvania. Scommettendo su un Paese che lo sta ripagando con molte soddisfazioni. Servizio di Giovanni Ruggeri.


«Vedute»: Benjamin Fondane-Fundoianu tradotto in italiano 
Poeta visionario, pensatore esistenziale, saggista, drammaturgo, cineasta, Benjamin Fondane-Fundoianu è uno dei più grandi scrittori europei del XX secolo. In prossima uscita, il volume Vedute, a cura di Giovanni Rotiroti e Irma Carannante (Edizioni Joker 2014). Si tratta di una raccolta di poesie romene, scritte tra il 1917 e il 1923, tradotte ora in italiano per la prima volta. La poesia di Fondane si inscrive nella letteratura esistenziale di matrice ebraica e questo volume è di fondamentale importanza per lo studio della letteratura europea del Novecento. Presentazione di Giovanni Rotiroti.

Cioran/1: L’intellettuale senza patria Spettatori indiscreti di uno spettacolo a cui non a tutti è dato prender parte. Questa è la sensazione che si prova nel leggere Emil Cioran. L’intellettuale senza patria. Intervista con Jason Weiss, recentemente pubblicato per la cura di Antonio Di Gennaro, con traduzione di Pierpaolo Trillini (Mimesis Edizioni, 2014). Il volume riporta l’intervista rilasciata da Cioran al giornalista, scrittore e traduttore americano Jason Weiss, nella famosa mansarda parigina in rue de l’Odéon 21, nell’agosto del 1983. Ora viene pubblicata per la prima volta in italiano. Recensione di Marisa Salzillo.


Cioran/2: Il nulla. Lettere a Marin Mincu (1987-1989) 
La figura di Constantin Noica, un testo in memoria di Eminescu e una discussione sulla pubblicazione delle opere di Cioran in Italia. Sono questi i tre temi principali attorno ai quali si raccoglie lo scambio epistolare tra Cioran e Marin Mincu, avvenuto tra il 1987 e il 1989, ora pubblicato nel volume Il nulla. Lettere a Marin Mincu (1987-1989). Il libro, curato e tradotto da Giovanni Rotiroti, ha una postfazione di Mircea Ţuglea e un’appendice di Antonio Di Gennaro (Mimesis Edizioni, 2014). Di non secondario interesse, anche il suo valore documentario. Presentazione di Irma Carannante.

Bucarest reietta: Adrian Schiop e il suo nuovo «Soldații» Adrian Schiop è un autore coraggioso, capace di sbatterci in faccia il lato più crudo di chi sta ai margini della città. Con il suo nuovo romanzo, Soldații – Poveste din Ferentari (Polirom 2013), ci si imbarca per un viaggio in un mondo sconosciuto, in quel quartiere-pianeta della Bucarest schivata, nascosta, reietta, chiamato Ferentari: sideralmente lontano dalla Bucarest perbene che, esterrefatta, ci vive accanto e lo guarda dall’alto in basso. Forse Schiop pecca talvolta di ingenuità, ma è proprio questo suo lato innocente e schietto che lo rende unico. A cura di Mauro Barindi.


Letture dantesche, Roberto Benigni a scuola da Boccaccio 
La nota celebrità e il meritato successo di pubblico riscosso dalle tre edizioni del riuscitissimo spettacolo «Tutto Dante» di Roberto Benigni – eccezione aurea in un paesaggio culturale spesso desolante – vantano antecedenti storici di tutto rispetto. Ce ne parla Laszlo Alexandru, che presenta le «Letture dantesche» inaugurate già dai tempi di Boccaccio e arrivate ai nostri giorni. Tra le esperienze recenti, gli incontri di Franco Nembrini e gli happening danteschi avviati dall’attore e regista teatrale Franco Palmieri. Anticipazione: pare che Benigni prepari un film su Dante.

L’isola dei lipovani, un modello culturale e paradigma etnico Alla fine del 1600, prese vita in Russia un movimento religioso di protesta contro le riforme ecclesiastiche, chiamato dei Vecchi credenti o lipovani, che si trasferì presto in Romania, sul basso Danubio, dove ancora oggi vive. A questa comunità appartiene Ivan Evseevlinguista, etnologo, traduttore e critico letterario (Tulcea 1937) – che ad essa ha dedicato il libro Gândurile şi tristeţile unui rus lipovean, («Pensieri e tristezze di un russo lipovano», CRLR, Bucureşti 2005). Ne pubblichiamo un frammento, incentrato sul simbolo dell’Isola, archetipo per i lipovani. A cura di Natasha Danila.

daniel vighi

«Il sex-appeal delle missionarie». Daniel Vighi e le parodie italo-romene  Daniel Vighi [foto destra] è un romanziere, saggista e giornalista romeno appartenente alla schiera degli scrittori postmoderni degli anni Ottanta. Dopo il debutto, nel 1985, numerosi volumi sono venuti a confermarne il profilo di intellettuale interessato all’arte e alla cultura in ogni sua forma. Pubblichiamo un frammento di un suo romanzo inedito che, prendendo spunto da aspetti a dir poco risibili, propone la parodia di una tipologia di personaggi più che improbabili della comunità di affari italo-romena, costituitasi in Romania dopo il 1989. A cura di Mauro Barindi, traduzione di Valentina Elia.

A febbraio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

12 febbraio 2014 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 2, febbraio 2014, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.


Edizione italiana

Eliade «politico»: il dittatore Salazar e la rivoluzione in Portogallo

Lisbona, 1941. Mircea Eliade è addetto stampa presso la Legazione romena, mentre il Portogallo è nelle mani autoritarie di António de Oliveira Salazar, al potere dal 1932 al 1968. Figura e opera del politico lusitano avvincono Eliade, che dedica al dittatore un libro: Salazar e la rivoluzione in Portogallo, ora pubblicato anche in Italia (traduzione e cura di Horia Corneliu Cicortaş, Bietti, Milano 2013). L’opera ci mostra un Eliade critico verso la democrazia e il sistema dei partiti, ma questo apprezzamento del dittatore portoghese sarà poi oggetto di severa autocritica. Recensione di Alessandro Vagnini.

Ocir feb 2014

Arnoldo Foà, la profonda voce dai mille volti

Lo scorso 11 gennaio si è spento a Roma, all’età di 97 anni, Arnoldo Foà, grande protagonista della scena italiana novecentesca, attore di teatro, cinema e tv, regista, ma anche scultore, pittore e poeta. Roxana Utale, docente all’Università di Bucarest, ci propone un’originale memoria di Foà, seguendo l’unica traccia realmente praticabile alla stragrande maggioranza dei romeni, che non hanno potuto vedere il grande Foà a teatro ma ne hanno conosciuto l’inconfondibile, profonda e vibrante voce di doppiatore di grandi indimenticabili del cinema, da Anthony Quinn a John Wayne.

Tutto l’amore di «Adela». Cercasi editore per Garabet Ibrăileanu

Mai prima d’ora uno scrittore romeno era riuscito a scavare così a fondo nei sentimenti di un uomo e di una donna, sorpresi a fare i conti con i propri fantasmi d’amore. Accade in Adela di Garabet Ibrăileanu (Ed. Adevărul, Bucarest 1933), primo grande romanzo sentimentale romeno, storia tenera e coinvolgente, giocata sull’esile confine, sul sottile filo tra amore fisico e amore platonico, amore filiale-paterno e amore che non osa andare oltre, tra il detto e il non detto. Un romanzo che vinse subito il premio nazionale per la prosa e che andrebbe oggi nuovamente tradotto. A cura di Mauro Barindi.

Tra metafora e voluttà: a Ion Mureşan il Premio «Mihai Eminescu» 2014

Un riflessivo che possiede la scienza dell’immagine e l’insolenza metaforica. Indole discreta, a volte solitaria, seppur infaticabile bon viveur, Ion Mureşan vive la poesia furiosamente e con infinita voluttà. Trae le sue origini dal surrealismo onirico e oracolare di Gellu Naum e Virgil Mazilescu ma, consapevole del proprio valore, è creatore di un universo immaginario e discorsivo consono alla propria visione poetica, uno stato di grazia naturale ironica e pietosa. A gennaio di quest’anno ha vinto il Premio Nazionale di Poesia «Mihai Eminescu». A cura e traduzione di Geo Vasile.

Dan Ciobotaru: Timişoara, tra scoperte archeologiche e futuro europeo

I lavori in corso per il recupero del centro storico a Timişoara sono stati occasione per la recente scoperta di reperti archeologici di grande interesse, come le fondamenta della chiesa medievale di Piazza San Giorgio e le fondamenta del bagno turco in piazza della Libertà. Un’intervista con Dan Leopold Ciobotaru, direttore del Museo del Banato, offre l’occasione non solo per una valutazione di tali scoperte, ma anche per approfondire il profilo che sviluppo e promozione culturale della città dovrebbero avere, in vista della sua candidatura a Capitale Europea della cultura nel 2021.

«Pâlnia şi Stamate»: Urmuz, il precursore romeno della letteratura Dada

Demetru Demetrescu-Buzău, meglio noto con lo pseudonimo di Urmuz (1883-1923), è considerato un precursore della letteratura Dada europea. Del suo romanzo Pâlnia şi Stamate, Giovanni Rotiroti propone un ampio studio critico, assumendo quanto già evidenziato da Eugène Ionesco, ossia l’esistenza in Urmuz di un’impressionante stratificazione di strutture interpretative. Rotiroti segnala tra l’altro i punti di contatto tra la scrittura di Urmuz e quella di Kafka: l’interpretazione teologica (l’ansiosa ricerca del Dio assente), quella sociale e critica, quella psicologica e autobiografica.

Mariana Istrate, «Strategie denominative in letteratura»

Strategie denominative in letteratura di Mariana Istrate (Edizioni ETS, Pisa 2012) è un’opera dedicata alle problematiche della tassonomia degli pseudonimi, percorsi denomastici con riferimento alla lingua italiana e al romeno, peculiarità di nomi propri di animali nel testo letterario romeno, toponomastica transilvana. Riferimento di analisi sono grandi opere come il poema eroicomico Ţiganiada (La Zingareide) di Ion Budai Deleanu, il romanzo Ion di Liviu Rebreanu, Luntrea lui Caron (La barca di Caronte) di Lucian Blaga, La Divina Commedia dantesca, La coscienza di Zeno di Italo Svevo.

Database Scrittori romeni in italiano: aggiornamento 2013

Nell’ambito dei progetti di database avviati dalla nostra rivista per creare uno strumento operativo centralizzato, a tutt’oggi non esistente, segnaliamo l’aggiornamento del primo database con gli autori romeni pubblicati in traduzione italiana nel 2013, non solo in Italia, ma anche in Romania (in edizioni bilingui). Tra le «new entry» del panorama editoriale italiano, Nicolae Breban, Florin Manolescu, Tatiana Niculescu Bran e Radu Ţuculescu, accanto ai notissimi Emil Cioran e Mircea Eliade. Costante attenzione e presenza anche per i libri di Doina Ruşti.