Archivio

Posts Tagged ‘letteratura romena oggi’

A novembre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

14 novembre 2014 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 11, novembre, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana
Uno storico a «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian»: Adriano Prosperi Prende il via con questo numero la rubrica «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian», appuntamento mensile che la nota italianista romena, responsabile della collana bilingue «Biblioteca italiana» dell’editrice Humanitas di Bucarest, propone con una prestigiosa personalità della scena culturale italiana, legata in qualche modo alla cultura romena, e con una personalità romena legata alla cultura italiana. Apre la serie un’intervista con Adriano Prosperi, storico molto noto per i suoi studi sull’Inquisizione. Tra i temi del dialogo, il significato della storia, il rapporto con l’ideologia e, naturalmente, l’inquisizione.ocir nov 14

«I Romeni e la Grande Guerra»: in mostra a Torino documenti e foto  La Prima guerra mondiale costò molto all’esercito romeno: 365 mila perdite tra morti e dispersi, pari al 36% dei chiamati alle armi. In occasione del centenario del conflitto, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia propone la mostra foto-documentaria «I Romeni e la Grande Guerra», aperta fino al 14 dicembre al Museo del Risorgimento di Torino. Pubblichiamo il testo introduttivo al catalogo di Rudolf Dinu, direttore dell’Istituto Romeno di Venezia, e l’intervento di Ana Victoria Sima dell’Università «Babeş-Bolyai» di Cluj-Napoca su «I transilvani nella Grande Guerra».

Cesare De Michelis: «Giuseppe Berto, vero interprete della crisi morale» In occasione del centenario della nascita di Giuseppe Berto, l’editrice Humanitas ha pubblicato, nella traduzione romena di Smaranda Bratu Elian, Il male oscuro, il più noto romanzo dello scrittore. Cesare De Michelis, presidente della Fondazione Giuseppe Berto e direttore della storica Marsilio Editori, propone alcune chiavi di lettura della temperie culturale contemporanea, segnata prima dal tramonto delle ideologie e poi da una profonda crisi morale. Berto, osserva De Michelis, ha colto prima e più a fondo di altri le ragioni profonde di questa condizione. Intervista di Cristina Gogianu.

Esce in italiano il «Falso Trattato di estetica» di Benjamin Fondane Filosofo per difendere la poesia, ovvero la creatività infinita della vita, Benjamin Fondane giustifica l’essere del mondo e della vita umana come fenomeno estetico e piacere creativo. È, questa, una delle tesi che percorrono il suo Falso Trattato di estetica. Saggio sulla crisi del reale, in uscita in prima edizione italiana presso l’editore Mucchi di Modena, a cura e in traduzione di Luca Orlandini. Navigatore di terrae incognitae, limitrofo di Dio, Fondane canta e pensa con una vitalità sorprendente e la sua vita si chiude come quella dei poeti di cui parla. Presentazione di Luca Orlandini.

E un giornalista incontrò Cioran: «Vivere contro l’evidenza» Il concetto di r-esistenza espresso da uno sguardo contemplativo e radicalmente disincantato sull’irreparabile è una delle più efficaci testimonianze presenti nel recente E.M. Cioran, Vivere contro l’evidenza, a cura di Antonio Di Gennaro, traduzione di Massimo Carloni (La scuola di Pitagora 2014). Il libro presenta per la prima volta al pubblico italiano l’intervista a Cioran realizzata da Christian Bussy, nel febbraio 1973, per la televisione belga RTBF. Anche se refrattario a telecamere e microfoni, Cioran si è concesso spesso e con efficacia alle domande dei giornalisti. Di Amelia Bulboacă.

Quando la lingua è vita: «lo Zingarelli 2015». (Con una nostra proposta) La lingua è la casa dell’uomo e nulla di quanto avviene nell’ambito del linguaggio è irrilevante: cambiamenti di civiltà comportano cambiamenti di linguaggio. Lo evidenzia con efficacia quel gioiello editoriale che è il vocabolario lo Zingarelli 2015 (Zanichelli), dove tra 144 mila voci e 380 mila significati, troviamo 500 parole nuove, 3.000 parole da salvare e un’idea originale: 55 «definizioni d’autore», ossia parole commentate da varie personalità. Spunto per una proposta: grande operazione farebbe quell’editore che volesse lavorare a un «lessico culturale italo-romeno». Di Giovanni Ruggeri.

«FEM», di Magda Cârneci: un tributo al mondo femminile Libro-confessione, biografia spiritual-sentimentale, libro di ricordi, diario intimo, libro epistolare, poema in prosa: tutte queste pur significative definizioni del romanzo FEM di Magda Cârneci (Cartea Românească, 2011) risultano insufficienti e limitative, incapaci di rendere l’idea di fondo di questa prima incursione nella prosa che scandaglia l’intimo universo della scrittrice, un universo che vola da episodi legati all’infanzia a quelli della donna adulta, alla sua (fallita) storia d’amore, ai fantasmi femminili debordanti che popolano, si potrebbe dire fellinianamente, il suo vissuto. A cura di Mauro Barindi.

Alia_Irina TurcanuLetteratura migrante: Irina Ţurcanu e il suo «Alia su un sentiero diverso» Con questo numero iniziamo la pubblicazione di interventi dedicati ai libri più rappresentativi della cosiddetta letteratura romena migrante, cioè prodotta in lingua italiana da autori romeni italofoni che vivono e operano in Italia. Apre la serie il romanzo d’esordio di Irina Ţurcanu, Alia su un sentiero diverso (Edizioni Seneca 2008). Temi centrali del libro sono lo sradicamento e la perdita dell’orizzonte, ma anche la ricerca di una terra fertile dove poter reimpiantare le proprie radici. Un altro luogo per declinare la propria identità. Recensione di Ana Maria Tomaziu Patraşcu.

La «nostalgia del giardino» nell’arte di Virginia Tomescu Scrocco Virginia Tomescu Scrocco è una protagonista emblematica della pittura della prima metà del Novecento in Italia. Nata nel 1886 in Romania, dove iniziò la sua formazione nel campo dell’arte, continuò i suoi studi in Francia e in Italia. Visse e dipinse a Tivoli, e oggi le sue opere si trovano nelle mostre permanenti di Villa d’Este, segno dell’omaggio della città di Tivoli all’artista romena. Altri quadri sono alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, mentre le opere custodite nella casa paterna di Buonalbergo sono state donate al Museo del Sannio di Benevento. Presentazione di Claudia Mandi.

Staffetta generazionale alla XXVIII Serata Italiana di Bucarest Lo scorso 20 ottobre, alla libreria Humanitas Kretzulescu di Bucarest si è svolta la XXVIII Serata Italiana. Le Serate Italiane, organizzate dal Circolo di Studi Interdisciplinari degli Studenti Italianisti e coordinate dai docenti di italiano dell’Università di Bucarest in collaborazione con Humanitas, sono dibattiti aperti al pubblico con prestigiosi invitati, che a partire da un libro fondamentale della cultura italiana indagano l’attualità di un tema. La scorsa serata è stata caratterizzata da un evento particolare, dedicato a uno scambio generazionale. Cronaca di Alina Vlăgea.

Focus. A Faenza il Teatro Merlin di Timişoara con «La Bella e la Bestia» Il prossimo 30 novembre, la compagnia teatrale Merlin di Timişoara darà al Teatro Masini di Faenza «La Bella e la Bestia», in lingua romena e con traduzione simultanea. L’evento è realizzato in collaborazione con la città di Timişoara, gemellata con Faenza a sostegno della candidatura di Timişoara-Capitale Europea della Cultura 2021, ed è strutturato in tre parti: una mostra fotografica con immagini di Timişoara realizzate dall’artista fotografo Alin Zelenco, un breve film di presentazione della storia della città e lo spettacolo «La Bella e la Bestia».

Annunci

Lo scrittore Dan Lungu al Festival di letteratura di Mantova

3 settembre 2013 Commenti disabilitati

Nell’ambito dell’’edizione 2013 di Festivaletteratura, in programma a Mantova tra il 4 e l’8 settembre, la Romania sarà rappresentata dallo scrittore Dan Lungu il quale partecipa, col supporto dell’Istituto Romeno di Venezia, a due eventi.

Il primo evento si terrà giovedì, 5 settembre, dalle 20:45 presso la Chiesa di S. Maria della Vittoria nell’ambito della sezione “Vocabolario Europeo”, nella quale dieci scrittori sono invitati a presentare al pubblico una parola rappresentativa per la loro opera e cultura. Dan Lungu ha proposto il termine “umorismo”. Insieme allo scrittore romeno, all’evento parteciperà lo scrittore finlandese Tuomas Kyrö con la parola “voce”. L’incontro sarà moderato dal linguista Giuseppe Antonelli.Dan Lungu @ Festival Letteratura di Mantova

Il secondo evento si terrà venerdì, 6 settembre, a partire dalle 19.15 presso il Palazzo di San Sebastiano. Accanto allo scrittore italiano Diego De Silva, Dan Lungu parteciperà a un dialogo moderato dal critico letterario Simonetta Bitasi, una discussione sulle opere dei due scrittori incentrata su due parole-chiave amore e ironia.

Dan Lungu è uno dei più tradotti scrittori romeni contemporanei. In Italia sono stati pubblicati finora due suoi libri di narrativa: Il paradiso delle galline. Falso romanzo di voci e misteri (trad. di Anita N. Bernacchia, Manni, 2010); e Sono una vecchia comunista (trad.e di Ileana M. Pop, Zonza, 2009 – prima edizione; Aìsara, 2012 – seconda edizione). Insieme a Radu Pavel Gheo, Dan Lungu ha curato il volume Compagne di viaggio. Racconti di donne ai tempi del comunismo (traduzioni di Mauro Barindi, Anita Natascia Bernacchia e Maria Luisa Lombardo), pubblicato presso Sandro Teti, Roma, 2011.

Ai due eventi parteciperà anche la traduttrice e interprete Ileana M. Pop, uno dei più attivi traduttori di letteratura romena in lingua italiana negli ultimi anni.

L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia è partner del Festivaletteratura di Mantova dall’edizione 2010. Per la Romania hanno partecipato finora gli scrittori Mircea Cărtărescu, Norman Manea, Radu Mihăileanu, Horia-Roman Patapievici, Ştefania Mihalache, Lucian Dan Teodorovici, Varujan Vosganian, Gabriela Adameşteanu.

Babbo Natale & Co – un romanzo da Guinness dei Primati

19 dicembre 2012 Commenti disabilitati

di Andreea Demirgian

Il 15 dicembre scorso, 53 scrittori romeni si sono incontrati nei laboratori della Facoltà di Matematica dell’Università di Bucarest e hanno scritto il più veloce romanzo maratona, dal titolo Babbo Natale & Co (Moș Crăciun & Co.). Il libro è stato scritto in 9 ore, 5 minuti e 8 secondi, sotto l’attenta sorveglianza di un arbitro internazionale di calcio, che ha cronometrato tutto, e di rappresentanti del Guinness dei Primati, contenti di venire in Romania a omologare un record dell’intelligenza collettiva. L’inedita iniziativa è stata promossa dall’Associazione Culturale Aedificatio, presieduta da Gabriel Horaţiu Decuble.

Babbo Natale & Co.Uno dei più noti critici letterari romeni, Marius Chivu, racconta come è avvenuto tutto. “È stato un esperimento molto piacevole. La letteratura è un’occupazione privata, che lo scrittore esercita nell’intimità della sua stanza; ma la letteratura può essere anche gioco, convenzione, può imporsi da sola delle norme, costrizioni. Assieme agli scrittori Florin Iaru, Răzvan Ţupa e Gabriel Horaţiu Decuble, abbiamo deciso il tema e i personaggi. Io sono stato un narratore che ha sorvegliato tutto questo lavoro. Come momento dell’azione ci serviva un giorno importante dal punto di vista narrativo, e abbiamo scelto la Vigilia di Natale; l’azione del romanzo è ambientata nel pomeriggio e la sera del 24 dicembre, e tratta una serie di vicende e momenti più o meno inediti nello schema dei preparativi natalizi, quando c’è tanto stress e tanta agitazione per le strade. Si tratta della Vigilia di Natale, a pochi giorni dopo che la fine del mondo non è avvenuta”, spiega Marius Chivu.

Dopo 9 ore, 5 minuti e 8 secondi, Babbo Natale & Co è stato impaginato e le prime dieci copie sono state stampate in solo mezz’ora  con l’aiuto dell’Editrice ART. Adela Greceanu è uno dei 53 autori. Le abbiamo chiesto un commento su questa meravigliosa avventura, dalla prospettiva dello scrittore.

“È stato divertente, in realtà ognuno di noi ha dovuto scrivere pochissimo, ha dovuto concentrarsi su una certa scena, sapendo alcuni dettagli sui personaggi e meno su tutto il romanzo. In fin dei conti è stato un gioco. Le cose non vanno prese troppo sul serio, né minimizzate. È stato un reale sforzo collettivo e una bella cosa, che 53 scrittori romeni sono giunti alle 9 in punto e hanno dovuto aspettare i temi da trattare affinché alla fine risulti un romanzo, spero, coerente. Ho letto alcuni brani su Internet; suonavano benissimo, avevano ritmo, stile, senza avere un’impronta estremamente personale. Non so chi, cosa ha scritto; i nomi degli autori appaiono solo sulla copertina, non è indicato quale brano abbia scritto ognuno di noi”, ha detto Adela Greceanu.

Il romanzo ha registrato anche un record in materia di reazione dei critici. “Non pochi sono i casi in cui gli scrittori, gli intellettuali, in generale, tendono a sottovalutarsi collettivamente e a sopravalutarsi individualmente. È un esperimento che si propone di contraddire questa tendenza e dimostrare che l’originalità e la creatività possono sorgere anche in seguito ad un impegno collettivo, basato sulla solidarietà di gruppo, non solo come risultato di un io singolare e irriducibile”, dichiarava all’inaugurazione dell’evento Laura Albulescu, direttrice editoriale dell’Editrice ART.

scriitori-mos-craciunAbbiamo chiesto al critico Marius Chivu quale valore letterario ha il più velocemente scritto romanzo del mondo. “Un romanzo che ha questa qualità di essere scritto molto rapidamente non significa granché di per se stesso. D’altra parte dobbiamo pensare che vuol dire un narratore formato di 53 autori. Ogni scrittore partecipante ha avuto quattro ore a disposizione per scrivere un unico capitolo, di poche pagine. Ciò significa un ritmo assolutamente normale, nelle condizioni in cui allo scrittore è stato indicato un momento molto chiaro da trattare e dei personaggi molto ben descritti. Pur essendo stato scritto in poche ore, il romanzo non è affatto superficiale. Abbiamo trattato molto bene il problema dei personaggi e della trama, ci siamo adoperati al massimo per renderlo attraente. Vi garantisco che è un romanzo che fa ridere, ma che fa anche commuovere, con cambiamenti di situazioni inattese. Siamo molto contenti del risultato. Vale veramente la pena di leggerlo”, ha detto il critico.

Babbo Natale &Co è già in vendita. Marius Chivu ci ha detto che nel Guinness dei Primati non c’era una categoria per questo record, ma i suoi rappresentanti sono stati felicissimi di inventarsene una. Finora, l’unico record letterario romeno apparteneva al sommo poeta romeno Mihai Eminescu, per “L’astro” (Luceafărul), il più lungo poema d’amore.

Traduzione di Carmen Velcu. Fonte: Radio Romania Internazionale

Scrittori romeni al Salone del Libro 2011

10 maggio 2011 Commenti disabilitati

Per il terzo anno consecutivo, l’Istituto Romeno di Venezia e il Centro Nazionale del Libro dell’ICR Bucarest organizzano lo stand nazionale della Romania al Salone, nonché una serie di manifestazioni sul tema La letteratura romena, oggi.

Per l’occasione, saranno presenti a Torino 16 tra i più importanti scrittori romeni contemporanei, della cui opera sono stati pubblicati di recente titoli importanti in Italia: Gabriela Adameşteanu, Adriana Babeţi, Adrian Chivu, Vasile Ernu, Radu Pavel Gheo, Florina Ilis, Nora Iuga, Florin Lăzărescu, Dan Lungu, Răsvan Popescu, Adina Rosetti, Doina Ruşti, Cecilia Ştefănescu, Cristian Teodorescu, Lucian Dan Teodorovici, Varujan Vosganian.
Lo stand della Romania (72 mq) è stato costruito secondo un concetto innovativo e attrattivo, sia per attirare il pubblico largo, sia per illustrare la produzione delle case editrici romene rappresentative per il tema scelto. Fotografie dei 16 scrittori romeni invitati, realizzate da Mircea Struţeanu, saranno riprodotte tanto sulla struttura esterna dello Stand, quanto nell’ambito di una campagna visiva di promozione dell’evento sugli autobus della città.
Grazie alla collaborazione con la libreria Cărtureşti, il pubblico che desidera farlo potrà acquistare i libri esibiti presso lo Stand.
Il partner delle due istituzioni organizzatrici è, per la prima volta, la cattedra di italiano della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Bucarest.

L’apertura ufficiale dello Stand della Romania si svolgerà giovedì, 12 maggio 2011, dalle ore 13.00, nel Padiglione 3 (P26 – R25). Prenderanno la parola Ovidiu Dajbog-Miron (ICR Bucarest), Dana Bleoca (Centro Nazionale del Libro – Bucarest), Gian Luca Kannes, Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, i professori Marco Cugno dell’Università di Torino, Bruno Mazzoni dell’Università di Pisa e Smaranda Bratu Elian dell’Università di Bucarest.
Durante quattro giorni (12-15 maggio), sia presso lo Stand della Romania, sia presso altri spazi del Salone saranno presentate le traduzioni di letteratura romena in lingua italiana, pubblicate nel corso dell’ultimo anno, nonché i recenti risultati dell’italianistica romena e della romenistica italiana.
L’edizione di quest’anno segnerà la più consistente presenza romena al Salone di Torino, sia grazie alla ricca raccolta di traduzioni di letteratura romena, che al grande numero di invitati: oltre 50 tra scrittori, traduttori, critici letterari e giornalisti, italianisti e romenisti di spicco, rappresentanti di alcune case editrici.
Media partners: Radio Torino International, Centro 95 e il giornale Ora României di Torino.

“Il paradiso delle galline”, nelle librerie italiane

2 marzo 2010 Commenti disabilitati

Il romanzo di esordio (2004) dello scrittore romeno è il secondo pubblicato in Italia.

Dan Lungu, Il paradiso delle galline. Falso romanzo di voci e misteri, traduzione dal romeno di Anita Natascia Bernacchia. Manni Editore, 2010, 184 pp., € 16.00

***

Scheda del libro: In Romania un’epoca è finita. La Cortina di Ferro è stata smantellata. Il Muro è crollato. Sotto le macerie è rimasto un paradiso chiamato Transizione. È il paradiso dell’irrealtà, sobborgo della storia, dove nulla più accade, tutto si ricorda. Dove gli abitanti di una strada di periferia, di una città di periferia, di un Paese ex comunista alla periferia dell’Europa, sono come galline, che al mattino escono a beccare mangime e lombrichi, e alla sera ritornano al pollaio.

Gli eroi del regime di Ceauşescu ora sono solo zavorra della modernità. Operai, pensionati, casalinghe di via delle Acacie evocano vicende più o meno immaginarie del passato, preparano progetti grandiosi e fantasmagorici per il futuro, e intanto bevono vodka e acquavite, ciarlando e beccandosi, stravaccati ai tavoli del “Trattore stazzonato”.

Dan Lungu è nato nel 1969 a Botoşani. Professore associato presso la Cattedra di Sociologia dell’Università di Iaşi, nel 1996 ha fondato il movimento letterario Club 8. È caporedattore della rivista “Au Sud de l’Est” di Parigi. È uno degli autori romeni più noti e tradotti all’estero. Ha scritto anche racconti e commedie teatrali.

Il romanzo Sono una vecchia comunista è stato è stato pubblicato in Italia nel 2009 (Zonza Editori). Il paradiso delle galline, del 2004, è il suo romanzo d’esordio.