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Archi-VE/RO. Tra Oriente e Occidente

2 novembre 2010 Commenti disabilitati

Dal 3 al 12 novembre, “Archi-VE/RO – Tra Oriente e Occidente. L’archivio fotografico Alexandru Tzigara-Samurcaş”. Mostra di diapositive su vetro. Vernissage: mercoledì 3 novembre, ore 18, Istituto Romeno di Venezia.

La mostra presenta una selezione di immagini proveniente dal ricchissimo archivio fotografico appartenuto ad Alexandru Tzigara-Samurcaş (1872-1952), grande studioso romeno, fondatore dell’attuale Museo del Contadino Romeno di Bucarest. Il fondo archivistico si trova all’Università di Architettura di Bucarest.

La peculiare attrazione della mostra è dovuta, da un lato, alla ri-attualizzazione di una tecnica fotografica abbandonata (la diapositiva su vetro), con conseguente qualità delle immagini così ottenute, e dall’altro, nella valorizzazione di testimonianze storicamente preziose sull’Europa intorno al 1900. In certi casi, le fotografie dei monumenti romeni del tempo sono gli unici documenti che ne testimoniano l’esistenza. Le diapositive rivelano sia lo sguardo dell’intellettuale cittadino sul villaggio di fine Ottocento e inizio Novecento, sia anche il modo in cui il romeno quale “straniero” si rapportava alle realtà circostanti (i Balcani, la Turchia, l’Ungheria) e agli orizzonti più lontani, europei o esotici.

La mostra sarà inaugurata dalla prof.ssa Anca Brătuleanu, direttrice del Dip. di Storia e Teoria dell’Architettura e di Conservazione del Patrimonio, Università “Ion Mincu” di Bucarest, e dal dott. Sergiu Nistor, presidente ICOMOS Romania.

Il vernissage sarà seguito da un dibattito moderato dal prof. Nicolae Lascu (Univ. “Ion Mincu”). Interverranno: prof. Franco Mancuso (Università di Venezia), prof. Grigore Arbore Popescu (CNR Italia) e arch. Irina Băldescu (Direzione per i Beni Culturali e Ambientali Veneto).

Alexandru Tzigara-Samurcaş, figura di primo rango della cultura romena, è stato, tra altro, professore di estetica e storia dell’arte alla Scuola di Belle Arti e all’Università di Bucarest e all’Università di Cernăuţi (oggi in Ucraina), fondatore del Museo di Etnografia e Arte Nazionale, direttore della Fondazione Universitaria Carol I.

La mostra, realizzata col sostegno dell’ICR e dell’Università  “Ion Mincu”, resterà aperta fino al 21 novembre negli spazi espositivi del primo piano dell’Istituto Romeno di Venezia.

scarica locandina (programa in pdf)

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“Boudoir”, mostra a Venezia di Nadia Ioan

12 ottobre 2010 Commenti disabilitati

„Boudoir” di Nadia Ioan
13-27 ottobre, IRCRU (Palazzo Correr), Cannaregio 2214, Venezia

Mercoledì, 13 ottobre, dalle ore 18.30, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, vernissage della mostra di pittura e disegno „Boudoir” di Nadia Ioan.
L’autrice ha studiato all’Università Nazionale d’Arte di Bucarest (laurea nel 1981) e all’École du Louvre (1995). Dal 1979 in poi ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali. Le sue opere si trovano in musei e collezioni private o pubbliche in Romania, Francia, Belgio, Germania, Italia, Austria, Russia, Turchia, Canada.

La mostra sarà presentata da Liviana Dan, critico d’arte e direttore artistico alla Galleria d’Arte Contemporanea del Museo Brukenthal di Sibiu.

La mostra di Venezia rappresenta una tappa essenziale nella creazione dell’artista, dedicata all’analisi profondo del corpo, del gesto intimo del corpo femminile. Alla domanda “Cosa sono le mie pitture?” (titolo della “lettera aperta” del catalogo della mostra) l’autrice risponde così: “Ricordi per adesso e per altre volte… L’identità «delle mie donne» non è importante (esse non hanno nome, hanno codici). I frammenti di corpo sono sequenze del film della vita. A1, A2, A3, B4, … D10, D11,… f16, … X29,…Y33 sono donne normali. Adesso. Da domani saranno immortali perché resteranno nel tuo ricordo anche quando cesserai di guardarle. A1, A2, A3, B4, … D10, D11, … f16, … X29, … Y33 sono segni simbolicamente incisi nello spazio mentale dell’esistenza universale”. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 27 ottobre negli spazi espositivi al primo piano dell’Istituto Romeno di Venezia.

“Nadia Ioan pratica una sorta di body-awareness-painting, spesso citata in riferimento ai testi di Merleau-Ponty. Il corpo è per Merleau-Ponty un oggetto strano che utilizza, a casa e nel mondo, un sistema generale di simboli. Le teorie di Merleau-Ponty e poi di Lacan hanno trovato espressione nella pittura, in questo segmento dell’identità femminile diverso dal rigore analitico del movimento femminista. L’artista è concentrato dalle sensazioni e dalle emozioni, svolgendo così il ruolo di un sismografo della vita quotidiana. Il mondo è ridotto al proprio corpo, al sé empirico. Nadia Ioan crea un clima di intimità attraverso la tendenza a lavorare in serie nelle quali i momenti importanti e controversi della giornata sono sorpresi nell’innesto di percezioni ed emozioni. In realtà, ciascuno lavoro ha un frammento di corpo e un frammento di tempo che sembrano funzionare insieme”. Liviana Dan