Archivio

Posts Tagged ‘esuli romeni’

Bujor Nedelcovici a “Bookcity Milano”

10 novembre 2014 Commenti disabilitati

bookcity milano

Tre eventi (13, 14 e 15 novembre) con la partecipazione dello scrittore romeno

Nel periodo 13–16 novembre 2014 si svolge il Festival Internazionale di Letteratura “BOOKCITY Milano”, un festival letterario giovane, che si è guadagnato un notevole successo di stampa, pubblico e critico. Poiché si svolge a Milano, la città che ospita alcune delle più importanti case editrici italiane, il festival mira a promuovere su larga scala uno dei simboli locali – il libro – e gli attanti strettamente coinvolti nel mondo del libro: gli scrittori, gli editori, i traduttori, i critici letterari e, non per ultimo, i lettori. Durante i quattro giorni del festival, in diversi luoghi della città si svolgeranno centinaia di eventi letterari dedicati a tutte le età: incontri con scrittori, presentazioni di libri, conferenze, spettacoli, mostre, laboratori di lettura o creative writing.

All’edizione 2012 l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia ha sostenuto la partecipazione dello scrittore Vasile Ernu e all’edizione 2013 della scrittrice e poetessa Nora Iuga. Alla presente edizione lo scrittore Bujor Nedelcovici è stato invitato a partecipare a vari eventi nell’ambito di #BCM 2014.

Il primo evento, dedicato esclusivamente allo scrittore Bujor Nedelcovici, si svolgerà giovedì, 13 novembre, ore 18:30, presso il Consolato Generale di Romania a Milano (Via Gignese 2, Milano). L’incontro con Bujor Nedelcovici sarà moderato dalla scrittrice Ingrid Beatrice Coman, la traduttrice del romanzo Dimineața unui miracol de Bujor Nedelcovici (La mattina di un miracolo, Rediviva 2014) presentato all’edizione di quest’anno del Salone Internazionale del Libro di Torino. Ingresso libero.Nedelcovici_le matin d'un miracle

Il secondo evento si svolgerà venerdì, 14 novembre, dalle ore 09:00 alle 16:00, nella Sala del Grechetto della Biblioteca Centrale di Palazzo Sormani (Corso di Porta Vittoria, 6). Si tratta del convegno letterario “L’Europa e il viaggio”, organizzato dall’Istituto Francese di Milano, in collaborazione con i membri del  cluster EUNIC Milano, di cui fa parte anche l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. Nell’ambito del convegno letterario, lo scrittore Bujor Nedelcovici terrà una relazione dal titolo “ICARO vola libero sull’Europa”. Insieme a Bujor Nedelcovici, che sarà accompagnato dalla sua traduttrice in lingua italiana, Ingrid Beatrice Coman, al convegno interveranno: Josef Formánek (Repubblica Ceca), Felicitas Hoppe (Germania), Natalia Sanmartin Fenollera (Spania), Alexandre Blokh detto Jean Blot e Christian Giudicelli (Francia) e Marco Modenesi (Italia). Ingresso libero fino all’esaurimento dei posti disponibili.

Il terzo evento, svolto sotto il patrocinio della Commissione Europea, si terrà sabato, 15 novembre, ore 12:30, nella Sala Viscontea – Castello Sforzesco (Piazza Castello, Milano). Si tratta dell’incontro con scrittori e giornalisti dissidenti dalla Repubblica Ceca, Polonia e Romania, evento organizzato dal Centro Cecco di Milano, in partenariato con l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e il Consolato Generale della Repubblica di Polonia a Milano, in occasione del 25° anniversario del crollo del Muro di Berlino e del comunismo nei paesi dell’Europa Centrale e Orientale. Nell’ambito dell’incontro, lo scrittore Bujor Nedelcovici, parteciperà con una comunicazione dal titolo “Da Ian Palah a Vàclav Havel e l’implosione del comunismo”. Insieme a Bujor Nedelcovici, che sarà accompagnato dalla sua traduttrice in lingua italiana, Ingrid Beatrice Coman, all’incontro interveranno: Martin Machovec (Repubblica Ceca), Barbara Torunczyk (Polonia), Francesco M. Cataluccio e Maria Serena Natale (Italia). Ingresso libero fino esaurimento posti disponibili.

bujor nedelcoviciBujor Nedelcovici (n. 1936) è lo scrittore della libertà che ha pagato con l’esilio il coraggio delle sue idee: dal romanzo Zile de nisip (Giorni di sabbia) è stato tratto il film Faleze de nisip (Spiagge di sabbia) che ha destato, nel 1981, l’ira del dittatore Ceauşescu. Continuo a scrivere e pubblicare da Parigi e dopo la caduta del regime viene riabilitato. È oggi considerato uno degli scrittori più importanti della resistenza al regime comunista in Romania. Tra le numerose opere, alcune hanno ricevuto dei riconoscimenti: nel 1979 l’Associazione degli Scrittori di Romania lo premia per il suddetto Giorni di sabbia; nel 1986, per Al doilea mesager (Il secondo messaggero) riceve “Il Premio della libertà” da parte del Pen Club Français; nel 1990 è insignito Chevalier de l’Ordre des Arts et Lettres e tre anni più tardi ha ricevuto, da parte della medesima Associazione degli Scrittori, il massimo riconoscimento per Dimineaţa unui miracol (La mattina di un miracolo).

Fonte e dettagli: Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

Nuovi luci su Panait Istrati e l’emigrazione romena

7 ottobre 2013 Commenti disabilitati

Venerdì 11 ottobre, ore 18,30, biblioteca dell’Accademia di Romania in Roma: presentazione del volume di Elena Dumitru, L’emigrazione intellettuale dall’Europa centro-orientale. Il caso di Panait Istrati, Edizioni Nuova Cultura, Roma, 2012.

Intervengono i professori: Mihai Bărbulescu, Direttore dell’Accademia di Romania in Roma, Giovanna Motta, professore ordinario di Storia Moderna, Sapienza Università di Roma e Antonello Biagini, professore ordinario di Storia dell’Europa Orientale, Sapienza Università di Roma.

Elena Dumitru Panait IstratiIl libroIl lavoro intitolato L’emigrazione intellettuale dall’Europa centro-orientale. Il caso di Panait Istrati si occupa del ruolo e delle dinamiche connesse all’emigrazione intellettuale dall’Europa centro-orientale nel periodo interbellico, concentrandosi in particolare sull’esperienza romena. Il volume si basa su un’attenta analisi delle ricche fonti bibliografiche presenti in lingua francese, romena, italiana, greca al fine di tracciare, attraverso l’analisi incrociata dei documenti e della produzione letteraria, pubblicistica e storica, un quadro d’insieme capace di delineare non solo gli aspetti essenziali dell’argomento trattato ma anche evidenziare la specificità di un’esperienza di vita, al fine di completare un quadro interpretativo di un fenomeno che si potrebbe quindi definire come emigrazione intellettuale.

L’autrice. Elena–Lavinia DUMITRU è assegnista di ricerca nel quadro del PRIN (Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) 2009 “Imperi e Nazioni in Europa dal XVIII al XX secolo”, Unità di ricerca Università degli Studi di Teramo. È stata docente presso l’Università “Petru Maior” di Târgu Mures, stagista dell’Ambasciata romena in Italia dove ha svolto attività di traduzioni, analisi di stampa ed economiche. Ha conseguito due dottorati di ricerca, uno in “Storia d’Europa” presso La Sapienza Università di Roma e uno in filologia presso il Dipartimento di Hungarologia delll’Università di Bucarest. Collabora con la cattedra di Storia dell’Europa Orientale della Facoltà di Lettere e Filosofia de La Sapienza.

Un libro italiano sulla biblioteca dell’esilio romeno

14 marzo 2012 Commenti disabilitati

Giovedì, 15 marzo, ore 18,00
Accademia di Romania in Roma, biblioteca

Presentazione del volume Studi per i sessant’anni della Biblioteca Romena di Freiburg, a cura di Lauro Grassi, serie ”Quaderni del CeSEO”, Genova 2011

Nel dicembre 2011 l’editore Coedit di Genova ha pubblicato nella collezione ”Quaderni del CeSEO” il volume ”Studi per i sessant’anni della Biblioteca Romena di Freiburg”, a cura di Lauro Grassi. Il volume rappresenta un omaggio alla più importante biblioteca dell’emigrazione romena, quella di Friburgo (Germania), nel sessantesimo anniversario dalla fondazione, e riunisce contributi firmati da Cesare Alzati, Roberto Scagno, Roberto Sinigaglia, Lauro Grassi, Giuliano Caroli e Mauro Elli.

Intervengono: Lauro Grassi (Università degli Studi di Milano), Roberto Scagno (Università degli Studi di Padova) e Giuliano Caroli (”La Sapienza” Università di Roma).

La biblioteca dell’Istituto Romeno di Freiburg [un dettaglio nella foto sottostante] è un simbolo dell’emigrazione romena durante gli anni della Cortina di Ferro. Fondata nel 1949, contiene più di 90 mila volumi, materiali radiofonici, periodici, oggetti di patrimonio culturale e artistico, ma anche manoscritti originali di Mihai Eminescu, George Enescu, Ion Pillat, Liviu Rebreanu e altri autori romeni. E’ stata parzialmente sostenuta dal governo federale tedesco, ma negli ultimi anni la penuria di risorse minaccia la sopravvivenza dell’istituzione culturale. (Fonte e altre info: Radio Europa Libera)

Serge Moscovici “maestro del nostro tempo” (premio Nonino 2010)

3 febbraio 2010 1 commento

Premio Nonino 2010 allo psicologo di origine romena (naturalizzato francese) Serge Moscovici

Il climatologo francese Jean Jouzel, lo scrittore tedesco Siegfried Lenz, lo psicologo franco-romeno Serge Moscovici (v. foto) e il coro venezuelano Manos Blancas sono stati scelti dalla giuria internazionale, presieduta dal premio Nobel per la letteratura, Vidiadhar Naipaul e consegnati sabato 30 gennaio nelle distillerie Nonino a Percoto (Pavia di Udine). A Moscovici è stato assegnato il premio Nonino 2010 Un maestro del nostro tempo per aver “rinnovato e riorentato la psicologia sociale, apportandovi sottigliezza di pensiero e creatività intellettuale”. Lo scrittore tedesco Lenz ha ricevuto il Premio Internazionale Nonino per aver “saputo affrontare intimamente, con grazia e senza retorica, il lacerante dramma del suo popolo divenuto una moltitudine di solitudini al termine della seconda guerra mondiale”. A Jouzel è stato attribuito il Nonino 2010 per aver reso ”accessibile a tutti la storia epica dell’esplorazione” e aver “spiegato in parole semplici e comprensibili l’arcana scienza” che studia ”il clima e l’atmosfera della terra nei milioni di anni trascorsi”. La giuria ha inoltre attribuito il Premio Nonino Risit d’Aur 2009 al coro venezuelano Manos Blancas per aver ”operato un miracolo strappando dalla strada giovani destinati a una sorte desolante, riscattandoli attraverso l’educazione musicale”.

La motivazione del premio a Moscovici, consegnatogli da Edgar Morin:
Serge Moscovici nasce in Romania nel 1925 e si forma alla scuola della vita, prima in un campo di lavoro e poi da emigrante. È direttore emerito di studi all’École des Hautes Études en Sciences Sociales e fondatore e direttore del Laboratoire Éuropéen de Psychologie Sociale della Maison des Sciences de l’Homme.
L’opera di Serge Moscovici nel campo della psicologia sociale è riconosciuta in tutto il mondo, in particolar modo sulle minoranze etniche e non, e il loro rapporto con le società dominanti. Ha rinnovato e riorientato questa disciplina apportandovi sottigliezza di pensiero e creatività intellettuale.

Fra le numerose opere citiamo “Psychologie des minorités actives” (Psicologia delle minoranze attive) e “La machine à faire des dieux ” (La fabbrica degli dei). Ma è soprattutto il pensatore del rapporto fra Uomo e Natura al quale siamo felici di rendere omaggio. Moscovici ha costruito una vera antropologia, nel senso tedesco dell’Ottocento, della riflessione sull’essere umano che si nutre dell’apporto di tutte le scienze. A questo proposito citiamo “l’Essai sur l’histoire humaine de la nature” e “Sulla natura”. L’antropologia di Serge Moscovici è approdata a una considerazione politica del problema ecologico contemporaneo, preziosa fonte di ispirazione per tutti coloro che sono preoccupati dell’urgenza di una politica che faccia propria la dimensione ecologica.
Le Sue opere sono pubblicate in Italia dalle case editrici Il Mulino, Il Saggiatore e Bollati Boringhieri.

Articoli correlati: G. Carbonetto, Serge Moscovici, il teorico dell’influenza sociale delle minoranze, G. Mattioni, Intervista con S. Moscovici (“Stranieri integrati? Sì, se puntiamo sui loro bambini).