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Posts Tagged ‘ecumenismo’

Giovanni Paolo II e la Romania – mostra a Roma

13 aprile 2011 Commenti disabilitati

Dal 14 aprile al 3 maggio 2011 (lunedì-venerdì, ore 10-16) – Accademia di Romania in Roma, chiostro e sala conferenze.
Apertura
: mercoledì 13 aprile, ore 17.30

Giovanni Paolo II e il patriarca Teoctist

Mostra di fotografia e filatelia organizzata in occasione della beatificazione del papa Giovanni Paolo II dall’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede e l’Accademia di Romania in Roma, con la partecipazione speciale di Romfilatelia e la collaborazione del Programma in lingua romena della Radio Vaticana e dell’Arcivescovato Cattolico di Bucarest.

Si ringrazia il Servizio fotografico dell’Osservatore Romano e l’Agenzia Stampa Basilica del Patriarcato Ortodosso Romeno.

Programma:

Indirizzo di saluto
Prof. MIHAI BARBULESCU. Direttore dell’Accademia di Romania in Roma
S.E. Dott. BOGDAN TATARU-CAZABAN, Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede

Intervengono:
S.Em.za Rev.ma. il Cardinale LEONARDO SANDRI, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali
S.E. Sig.ra HANNA SUCHOCKA, Ambasciatore della Polonia presso la Santa Sede
Sig.ra CRISTINA POPESCU, Presidente direttore generale, Romfilatelia

Fonte e info: Accademia di Romania, Roma.

Cremona: “Tradizione monastica in terra romena”

22 aprile 2010 Commenti disabilitati

Cremona, 23 aprile, ore 17.30: “Tradizione monastica in terra romena: spiritualità cultura identità”

Monastero Sambata de Sus (Romania centrale)

Il Segretariato Attività Ecumeniche (SAE) della Diocesi di Cremona, diretto da Maria Bergamasco, in collaborazione con la Fondazione della Banca Popolare di Cremona promuove per il pomeriggio di venerdì 23 aprile un incontro sul tema “Tradizione monastica in terra romena: spiritualità cultura identità” proposto da Adalberto Mainardi della Comunità monastica di Bose. L’appuntamento è per le ore 17.30 presso la sala Puerari del Museo Civico di Cremona, in Via Ugolani Dati 4.

L’iniziativa è nata dal desiderio di favorire la conoscenza della cultura della Romania, dato che le due comunità romene (cattolica e ortodossa) presenti in città sono numericamente consistenti e costituiscono di fatto una componente non irrilevante del tessuto sociale cremonese. Il SAE ha scelto di proporre la ricca tradizione monastica, elemento di riferimento identitario di primaria importanza nella realtà di quel Paese.

Per garantire un approccio organico al tema l’argomento sarà sviluppato coniugando l’intervento del qualificato relatore con l’uso di strumenti comunicativi multimediali e con una significativa documentazione fotografica.

Qui accanto, la copertina del libro di Ioanichie Balan, “Volti e parole dei padri del deserto romeno”, pubblicato presso la casa editrice Qiqajon, del monastero di Bose, specializzata in pubblicazioni di patristica, ecumenismo e spiritualità biblica.

Andrei Scrima e il linguaggio contemporaneo

29 ottobre 2008 Commenti disabilitati

Andrei Scrima e il linguaggio teologico contemporaneo

29-30 ottobre 2008, Roma: convegno internazionale di due giorni sull’opera del monaco e del teologo Andrei (André) Scrima.


Organizzatori: Accademia di Romania a Roma & Ambasciata di Romania presso la Santa Sede ed il Sovrano Ordine Militare di Malta

Sotto il Patrocinio del Pontifico Consiglio per la Cultura e della Diocesi Ortodossa Romena per l’Europa Occidentale e Meridionale

In collaborazione con il Pontificio Istituto Orientale
Con il sostegno dell’Istituto Culturale Romeno (ICR) e New Europe College, Bucarest.


Programma del colloquio

29 ottobre, Accademia di Romania

9.00 Mihai BARBULESCU, Marius LAZURCA, Horia – Roman PATAPIEVICI: Allocuzioni d’apertura

9.40 -11.10 Vlad ALEXANDRESCU L’enseignement pneumatologique d’Andre Scrima, Andrei GĂITĂNARU Apophatism and christocentric pneumatology, Lucian PETRESCU La réflexion anthropologique du Père Scrima

11.10 – 12.00 Discussioni (Moderatore: Vlad Alexandrescu)

12.00 – 14.30 Pausa pranzo

14.30 -16.00 Vincenzo POGGI s.j. Un incontro benedetto, Michel JALAKH o.a.m. “Chiese sorelle”: parabola di un’espressione, Bogdan TATARU-CAZABAN Andrei Scrima et la recherche de l’unité. Fragments d’un “journal” orthodoxe du Concile Vatican II 15.30 – 16.00

16.00 – 16.50 Discussioni (Moderatore: Bogdan Tataru – Cazaban)

17.00 – 18.30 DOCUMENTARIO IN MEMORIA DI ANDREI SCRIMA. Regia di RADU GAINA, TVR Cultural

18.30 – 19.30 Rinfresco

30 ottobre 2008, Pontificio Istituto Orientale

9.00 – 9.20 Cyril VASIL’ s.j., Edward FARRUGIA s.j., Mons. FORTINO, Lettera Card. SCHÖNBORN: Allocuzioni d’apertura

9.20 – 10.20 Michel DOUSSE “Prophétisme: messianisme et eschatologie (regard sur l’Islam)”, Claude GEFFRÉ L’énigme du pluralisme religieux et l’unicité du Mystère du Christ

10.20 – 11.20 Discussioni seguite dalla pausa (Moderatore: Claude Geffré o. p.)

11.20 – 12.20 Anca MANOLESCU Un langage de dépassement, Marco TOTI Andrei Scrima e l’ “orientamento tradizionale”,

12.20 – 12.50 Discussioni seguite dalla pausa pranzo (Moderatore: Enrico Montanari)

15.00 – 16.00 Enrico MONTANARI Metafisica e ascesi: le “tracce” di A. Scrima nel mondo moderno, Anca VASILIU Solitude du principe et singularité de l’homme. Langage théologique et réflexion philosophique chez André Scrima

16.00 – 16.40 Discussioni seguite dalla pausa (Moderatore: Anca Vasiliu)

16.40 – 17.10 Daniela DUMBRAVĂ Andrei Scrima e il linguaggio teologico contemporaneo

17.20 – 18.20 TAVOLA ROTONDA “Cultura ed educazione sulla stessa strada del dialogo fra le chiese” (Moderatore: Horia – Roman Patapievici)

18. 30 CONCLUSIONI DEL COLLOQUIO

***

“Per quanto mi riguarda, è con infinita gratitudine che ricordo un monaco della Chiesa ortodossa romena, padre André Scri­ma, che negli anni ’60 ha iniziato molte comunità monastiche francofone alla pratica della preghiera di Gesù. Prima di giunge­re esule in occidente, padre Scrima era stato in Romania figlio spirituale di un monaco russo, padre Ioan Kulygin, superstite proprio dell’allora soppresso monastero di Optina, e in seguito internato in un gulag sovietico, dal quale fu liberato per l’avan­zata delle truppe tedesche nel 1942. Padre Scrima aveva rice­vuto una benedizione particolare da padre Ioan, che quest’ul­timo a sua volta conservava dal proprio padre spirituale a Op­tina, ed è grazie a quella benedizione che egli riteneva di aver ricevuto il carisma della paternità spirituale. E’ lecito pensare che attraverso le parole e la preghiera di padre Scrima, e anche attraverso quella benedizione, che egli talora acconsentiva, in via eccezionale, a impartire ai figli spirituali d’occidente, qual­che cosa della grazia di Optina Pustyn’ abbia oggi portato dei frutti fin nel monachesimo latino?” (tratto da André Louf, La paternità spirituale nel monachesimo d’Occidente oggi, www.esicasmo.it)



Funerali di Chiara Lubich

18 marzo 2008 Commenti disabilitati


Si sono svolti oggi pomeriggio, nella Basilica S. Paolo a Roma, i funerali di Chiara Lubich, fondatrice e presidente del movimento ecumenico dei Focolari, morta nei giorni scorsi all’età di 88 anni.
Chiara Lubich è una delle figure più rappresentative del dialogo interreligioso e interculturale. Grande amica di Giovanni Paolo II e anche dell’attuale Papa, Benedetto XVI, ha avuto l’intuizione di fondare uno tra i movimenti più innovativi del mondo ecclesiastico, presente oggi in 87 nazioni con 780 comunità sparse in tutto il mondo: 140 mila membri attivi e oltre 2 milioni di aderenti alla spiritualità del Movimento. Unità, pace e dialogo tra popoli e culture: questi i tre pilastri dei Focolari.
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Chiara Lubich (il suo nome di battesimo è Silvia) nasce a Trento, il 22 gennaio 1920, da una famiglia di tipografi. Suo padre perse il lavoro a causa delle sue idee socialiste e così tutta la famiglia visse anni di estrema povertà. Per mantenersi e pagarsi le spese universitarie (si iscrisse a filosofia a Venezia), sin da giovanissima, diede lezioni private e agli inizi degli anni ’40 insegnò nelle scuole elementari nella città natale. Durante la Seconda Guerra mondiale, Silvia scelse “Dio Amore” come proprio motto di vita. Condivise questa idea con un piccolo gruppo di compagne, che come lei si erano formate nell’Azione Cattolica. Il 7 dicembre 1943, sola in una cappella, fece a Dio la promessa di donarsi a lui per sempre, e scelse di cambiare il suo nome in quello di Chiara, in onore della santa di Assisi. Questa data è considerata l’inizio del Movimento dei Focolari.
Al parlamento italiano, nel 1948, incontrò lo scrittore, giornalista e deputato democristiano Igino Giordani, da lei poi ribattezzato “Focò”, ritenuto cofondatore del movimento per il suo contributo all’incarnazione nel sociale della spiritualità dell’unità.
Nel 1962, Papa Giovanni XXIII diede la prima approvazione al movimento; tuttavia gli statuti vennero approvati solo nel 1990 da Giovanni Paolo II.
Nel 1964 Chiara Lubich fondò la cittadella di Loppiano nelle colline del Valdarno, presso Firenze, prima di una serie di cittadelle in vari paesi del mondo, dove l’obiettivo è vivere la spiritualità dell’unità a tempo pieno in tutti gli aspetti della vita. Nel 1966 diede vita al Movimento Gen (Generazione Nuova), rivolto ai giovani.
Nel 1984 Giovanni Paolo II visita il Centro internazionale di Rocca di Papa. Riconosce nel Movimento i lineamenti della Chiesa del Concilio, e nel suo carisma un’espressione del “radicalismo dell’amore” che caratterizza i doni dello Spirito nella storia della Chiesa.
Nel 1991 visita il Brasile e, colpita dalla miseria delle favelas, lancia l’Economia di Comunione, prospettando una nuova teoria e prassi economica basata anche su una diversa distribuzione degli utili (un terzo per lo sviluppo dell’azienda, un terzo ai poveri, un terzo alla formazione dei membri del movimento) e aggregando in breve tempo un migliaio di aziende.
Nel 1994 è nominata tra i presidenti onorari della Conferenza mondiale delle Religioni per la pace (Wcrp).
Dal 1997 al 1998 si dedicò ad aprire nuove prospettive per il dialogo interreligioso. Nel 1981 fu la prima donna cristiana ad esporre la propria testimonianza in un tempio a Tokyo di fronte a 10.000 buddhisti, e nel 1997 in Thailandia a monache e monaci buddhisti. Qualche mese dopo, nella storica Moschea ‘Malcolm X’ di Harlem a New York, parlò di fronte a 3.000 musulmani afro-americani ed in Argentina alla comunità ebraica di Buenos Aires.
Nel 2001 infine, va in India: si apre una nuova pagina nel dialogo del Movimento con il mondo indù. La pacifica rivoluzione evangelica che parte da Trento suscita l’interesse anche di persone senza una fede religiosa. Con il mondo laico si svilupperà infatti un dialogo sulla base dei grandi valori umani come solidarietà, fraternità, giustizia, pace e unità tra singoli, gruppi e popoli.
Un impegno, quello di Chiara Lubich, che va oltre l’aspetto religioso, ma intacca anche quello civile e politico. Nel 1997 viene invitata a parlare dell’unità dei popoli ad un Simposio al Palazzo di Vetro dell’Onu; un anno dopo interviene a Berna alla celebrazione per il 150esimo della Costituzione Svizzera. Sempre nel 1998, a Strasburgo, la Lubich presenta l’impegno sociale e politico del Movimento ad un gruppo di deputati del Parlamento Europeo e l’anno successivo interviene alla Conferenza per il 50esimo del Consiglio d’Europa su “Società di mercato, democrazia, cittadinanza e solidarietà”, presentando l’esperienza dell’Economia di Comunione.
Tra i premi ricevuti, quello Templeton, a Londra, nel 1977 per lo sviluppo della religione; a Parigi, nel 1996, l’UNESCO le conferisce il Premio per l’Educazione alla Pace. Nel 1998 a Strasburgo riceve dal Consiglio d’Europa il Premio Diritti Umani ’98. Ha ricevuto numerose lauree honoris causa e cittadinanze onorarie in Italia ed all’estero.

(fonti: La Stampa, Ansa).