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Posts Tagged ‘autori rumeni’

A maggio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

9 maggio 2016 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 5, maggio 2016, anno VI) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Professione badante: luci e ombre di molte storie di casa nostra
Sono poco meno di un milione e quasi non c’è italiano che non ne abbia conosciuto una, magari di nome o di viso. Sono le badanti romene, protagoniste in Italia di molte storie, spesso luminose, talvolta opache. Ma cosa sappiamo realmente di loro e della loro vita? Cosa c’è dietro i loro nomi e, spesso, i luoghi comuni che le riguardano? Risponde, con un’ampia panoramica di testimonianze personali, il libro Badanti romene, di Giancarlo Germani e Alexandra Cristina Grigorescu (Viola Editrice, Roma 2015), un’opera di grande interesse di cui pubblichiamo il toccante capitolo dedicato ai figli.

Romania_salone2016La Romania e le culture del mondo al Salone del Libro di Torino 2016 Dal 12 al 16 maggio si svolgerà a Torino la XXIX edizione del Salone Internazionale del Libro: ospite di quest’anno, la cultura dei Paesi Arabi. Anche la Romania, grazie all’Istituto Culturale Romeno, Centro Nazionale del Libro e Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia sarà presente alla prestigiosa manifestazione, con uno stand e una serie di eventi sul tema «La Romania incontra le culture del mondo». La grafica dello stand ricorderà i 140 anni dalla nascita di Constantin Brâncuși e i 120 anni dalla nascita di Tristan Tzara. Il programma completo degli eventi ospitati dallo stand può essere scaricato qui.

Ana Blandiana, un classico della poesia. Intervista a Dan Cepraga «La classicità dell’opera di Ana Blandiana è anzitutto dentro la sua scrittura, è la caratteristica principale del suo stile, poi dipende dall’autorità della sua figura pubblica e della sua biografia, dalla forza con la quale si è impegnata per la ricostruzione di una società civile in Romania». Lo sostiene il professor Dan Octavian Cepraga nell’intervista rilasciata a Mauro Barindi in occasione della IX edizione del Festival letterario «Incroci di civiltà», tenutosi a Venezia dal 30 marzo al 2 aprile. Presente alla manifestazione, tra gli altri, la celebre poetessa romena Ana Blandiana, cui è dedicata l’intervista.

«Una vita con Cioran». La testimonianza di Simone Boué Simone Boué_Cioran«È a Cioran che m’interesso, non a me». Una donna riservata, che preferisce la regalità del silenzio a quella della parola, e che mette il proprio uomo sempre in primo piano. È la testimonianza di Simone Boué, compagna di vita di Cioran, raccolta nel libro, a cura di Massimo Carloni, Una vita con Cioran. Intervista con Norbert Dodille (La scuola di Pitagora editrice). Cinquant’anni accanto a Cioran, facendosi carico anche delle ubbie del suo uomo: la testimonianza di Simone Boué apre scorci su un’intimità di vita dalle note sorprendenti, cariche di tenerezza. Recensione di Amelia Bulboacă.

«Dayan e altri racconti». Nei labirinti di Mircea Eliade Alla consistente lista delle opere di Mircea Eliade tradotte in italiano, si unisce il recente Dayan e altri racconti, a cura di H.C. Cicortaș (Bietti 2015), con tre testi scritti tra il 1975 e il 1982 e pubblicati inizialmente solo in Francia, paese adottivo dello scrittore. Eliade riesce a concentrare in questi racconti temi caratterizzanti il suo pensiero – religione e scienza, filosofia e mitologia – mentre il filo rosso che li unisce è rappresentato dall’elemento politico, con la onnipresente ombra della polizia politica del regime, la famigerata Securitate. Recensione di Elena Lavinia Dumitru.

Ascoltare come parla il mondo. In dialogo con Rodica Zafiu «Insegnare il romeno agli italiani è molto interessante perché professore e studente scoprono similitudini col parlato o con i dialetti spesso ignorate dai manuali. Gli italiani si sorprendono nel constatare che un costrutto di tipo a me mi piace possa essere di norma in un’altra lingua (mie îmi place), mentre io, partendo dalle loro domande, mi chiedo come si può descrivere la differenza fra Ce faci? e Ce mai faci?». È una delle tante battute di esperienza che arricchiscono l’intervista di Smaranda Bratu Elian a Rodica Zafiu, docente alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bucarest.

XXI Colloquio internazionale di studi «Emil Cioran»: Sibiu, 12-14 maggio Dal 12 al 14 maggio avrà luogo a Sibiu e a Răşinari la XXI edizione del Colloquio internazionale di studi «Emil Cioran», organizzato dal Dipartimento di Studi romanzi dell’Università «Lucian Blaga» di Sibiu, a continuazione della lungimirante iniziativa ideata, avviata e condotta per molti anni dal compianto professor Eugène van Itterbeck. Tema di questa edizione sarà la solitudine, dimensione d’esperienza e categoria esistenziale a cui l’intera opera di Cioran riserva un ampio spazio. Lingua ufficiale del Colloquio sarà il francese. Pubblichiamo il programma della manifestazione.

Tomasi di Lampedusa protagonista della XL Serata Italiana di Bucarest Lo scorso 25 aprile si è volta a Bucarest la quarantesima edizione delle Serate Italiane, dedicata al volume di Giuseppe Tomasi di Lampedusa La Sirena e altri racconti, recentemente pubblicato in traduzione romena presso Humanitas Fiction (trad. di Gabriela Lungu). Il volume raccoglie ricordi d’infanzia, due novelle e un frammento di un romanzo incompiuto di questo grande protagonista della letteratura italiana del secolo scorso. Alla serata sono intervenuti, tra gli altri, Irina Nistor, Teodor Baconschi e Vlad Russo. Cronaca di Georgiana Nuţu.

 

A luglio-agosto in “Orizzonti culturali italo-romeni”

21 ottobre 2015 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 7-8, luglio-agosto 2015, anno V) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Romania_Beit«Romania. Storia e cultura». L’opera di Keith Hitchins ora in italiano È da poco uscito in italiano il volume di Keith Hitchins, Romania. Storia e cultura (Beit editrice, Trieste), grande affresco delle principali tappe della complessa storia romena. Come segnala Alberto Basciani nella articolata postfazione, che qui pubblichiamo, Hitchins fa continui riferimenti ai grandi dibattiti culturali e politici che accompagnarono l’evoluzione delle terre romene, in particolare tra il XVII e il XX secolo. Significativa novità dell’opera è l’aver fatto della questione culturale il vero e proprio tessuto connettivo della narrazione storica e del divenire del popolo romeno.

La «dimensione romena» di Paul Celan, secondo l’amico Petre Solomon Gli occhi dell’amico Petre Solomon per illuminare il periodo romeno della vita e dell’opera di Paul Celan. È questa la sostanza del libro di Petre Solomon Paul Celan. La dimensione romena, recentemente pubblicato in italiano per la cura di Giovanni Rotiroti (traduzione di Irma Carannante, postfazione di Mircea Ţuglea, Mimesis 2015). Una comune ricerca poetica lega questi due amici nella Bucarest dell’immediato dopoguerra, dove Celan traduce in romeno, con l’aiuto di Solomon, la prima versione della Todesfuge. Una testimonianza preziosa e di prima mano sul grande Celan.

Şoimiţa Lupu, quando grazia e vigore che danzano insieme «La danza è un’arte così complessa che unisce non solo la poesia, la musica, il movimento, ma anche la pittura, il teatro, la regia. Non mi sono mai annoiata in questo lavoro, perché ho sempre qualcosa di nuovo da imparare per migliorare me stessa. È una continua trasformazione, una piena corrispondenza tra spirito, mente e corpo». Şoimiţa Lupu, prima ballerina al Teatro Massimo di Palermo, testimonia come talento innato e severo esercizio siano alla base della seria carriera che ne ha fatto oggi un nome importante del balletto internazionale. Intervista di Claudia Mandi.

Radu Paraschivescu: «Astăzi este mâinele de care te-ai temut ieri» Una vicenda che prende lo spunto da un evento calcistico per sviluppare scenari e intrecci quanto mai variegati. Ce la racconta Radu Paraschivescu – prosatore, traduttore, giornalista sportivo – nel suo romanzo Astăzi este mâinele de care te-ai temut ieri (Humanitas, Bucarest, 2012). Sintesi perfetta di finzione e realtà, epopea e agonismo sportivo, anelito alla libertà e caso umano, il romanzo di Paraschivescu sa combinare e trasformare elementi disparati in un racconto originale e accattivante, sospinto da una scrittura vivace e generosa. A cura di Mauro Barindi.

Giorgio Stabile: Leopardi e Galilei, la modernità tra natura e disincanto Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è il professor Giorgio Stabile, i cui interessi di studio comprendono filosofia, scienza, religione, arti, dall’antichità al XVII secolo. L’intervista affronta aspetti di acuta modernità che accomunano i due grandi, ossia Leopardi e Galilei. «Leopardi, nello Zibaldone, chiama Galilei “primo riformatore della filosofia e dello spirito umano” – segnala Stabile –, con perfetta coscienza che Galilei aveva aperto una nuova epoca e strada alla filosofia europea sradicando dalle fondamenta l’edificio dottrinale aristotelico-scolastico».

Letteria Giuffrè Pagano: «teatROmania», un festival sull’identità Si è recentemente conclusa la quinta edizione del Festival «teatROmania_emersioni sceniche» di Roma, di cui la nostra rivista è media partner. Un articolato bilancio della manifestazione viene dall’intervista di Mauro Barindi a Letteria Giuffrè Pagano, direttore artistico: «Il nesso che ha legato le rappresentazioni quest’anno è quello della identità. La risposta del pubblico a questo appuntamento ormai annuale per i romani ma anche per la comunità romena, con interessanti discussioni a fine serata, ci fa pensare che non abbiamo deluso le aspettative nemmeno questa volta».

Ion Caramitru al festival teatROmania_emersioni sceniche, insieme al musicista A.O.Popa, in "Dor de Eminescu".

Ion Caramitru al festival teatROmania_emersioni sceniche, insieme al musicista A.O.Popa, in “Dor de Eminescu”.

Gellu Naum, un grande surrealista europeo a cento anni dalla nascita Il mese di agosto segna la ricorrenza della nascita di Gellu Naum, uno dei più grandi poeti surrealisti europei (1 agosto 1915 – 29 settembre 2001). Esordisce come poeta nel 1931, quindi nel 1938 è a Parigi per studi di specializzazione in filosofia. Rientrato in Romania dopo lo scoppio della guerra, fa parte del «gruppo surrealista di Bucarest» (1941-1947) con Virgil Teodorescu, Paul Păun, Gherasim Luca e Trost. Pubblichiamo una selezione di versi tratti dall’antologia La poesia romena del Novecento (traduzione e cura di Marco Cugno).

San Martino del Carso, memoria e riconciliazione Il Museo della Grande Guerra di San Martino del Carso ospita fino al 30 settembre 2016 l’esposizione internazionale «San Martino e l’Albero Storto. C’era una volta. Storie da una trincea», L’Albero Storto qui esposto è un tronco di albero che fa parte della collezione del Museo del Banato di Timișoara, ritornato dopo un secolo sul territorio in cui era cresciuto. La sua singolare storia, risalente alla Prima guerra mondiale, viene qui evocata da Claudiu Ilaş, manager del Museo del Banato di Timișoara, presente all’inaugurazione dell’esposizione.

Nel segno del gestualismo: l’arte di Laurian Popa Ileana Pintilie presenta l’opera di Laurian Popa, artista nato nel 1980 ad Arad, dove vive e lavora. Interessato alla pittura figurativa, Popa segue per lo più la via del gestualismo come mezzo di espressione, vicino alla sua zona di ricerca visuale e anche al suo temperamento. Membro dell’Unione degli Artisti Plastici della Romania, ha partecipato a numerose mostre collettive in Romania e in varie capitali europee (Parigi, Madrid, Berlino, Kiev e Budapest). In Italia, ha avuto una mostra personale nel 2012, Spazi chiusi, dove ha cercato nuove soluzioni espressive improntate alla geometria.

«Epifania». La poesia cristiana di Daniel Turcea «Io ho scordato paura e tristezza / non mi resta che varcare il confine / della mia ombra, l’imbrunire / del mio essere. Signore, ho trovato / un principio per ciò che ha una fine». Ricorrono a luglio settant’anni dalla nascita di Daniel Turcea, considerato uno dei grandi poeti della letteratura cristiana romena del XX secolo. I suoi versi, scritti nel periodo dell’oppressione comunista, acquistano oggi un significato ancora maggiore. Ne pubblichiamo una selezione, dall’antologia La poesia romena del Novecento (traduzione e cura di Marco Cugno).

 

A luglio e agosto in “Orizzonti culturali italo-romeni”

9 luglio 2014 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 7-8, luglio-agosto, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

– Edizione italiana- 

«Fine dell’Occidente?». Il best seller di Lucian Boia ora anche in Italia Grande studioso dell’immaginario e dei miti nazionali romeni, propugnatore di teorie spesso provocatrici, Lucian Boia è uno dei maggiori storici della Romania post-comunista. Autore di autentici best seller, spesso accompagnati da accese polemiche, entra ora nella scena culturale italiana con il suo recente Fine dell’Occidente? Verso il mondo di domani (Ediesse 2014), suggestivo saggio in cui Boia sostiene, contro la tendenza generale, che l’Occidente non è finito, bensì che va preparando una nuova civiltà. Ancora una volta, c’è da esserne certi, farà discutere. Presentazione di Clara Mitola.

bambini nemici del popolo

Lăcrămioara Stoenescu: «Il mio caso, un bambino – nemico del popolo» Pubblichiamo un’ampia intervista a Lăcrămioara Stoenescu sul suo libro di memorie Bambini – nemici del popolo, pubblicato da Saecula Edizioni. L’autrice ci illustra le motivazioni che l’hanno persuasa a scrivere questa dolorosa e drammatica testimonianza di vita, della quale i nostri lettori hanno potuto leggere in anteprima un estratto nel 2012. «Non è stato affatto semplice per me decidermi di scrivere della nostra deportazione in Bucovina, di ricordare un periodo che mi ha ferito psicologicamente e mi ha umiliato fin dall’infanzia, separandomi dagli altri bambini». A cura di Mauro Barindi.

«Storia dei romeni e delle interferenze italo-romene»: nuovo database La nostra rivista, in collaborazione con l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, dà il via ad un nuovo progetto volto a creare un database online dedicato alla «Storia dei romeni e delle interferenze italo-romene dal medioevo all’età contemporanea». Il database segnalerà i libri relativi alla storia dei romeni e alle relazioni bilaterali tra i due Paesi dal Medioevo all’età contemporanea. Storici e romenisti sono invitati a dare il loro prezioso contributo a questo progetto, inviando un elenco dei titoli suddivisi per anno di pubblicazione, dal 2014 a ritroso.

Dalla Romania: omaggio a Mario Luzi nel centenario della nascita «Una vita dedicata alla difesa e alla dignità della parola poetica». È il ritratto che del grande Mario Luzi propone l’italianista Geo Vasile, ripercorrendo gli snodi essenziali dell’opera del maestro. Ieratica e duttile, la poesia di Luzi prende di mira il cuore dell’enigma. Vasile riporta anche un breve scambio epistolare personale con il grande poeta, non senza accenni alla poesia romena e a Eminescu, di cui Luzi scrive: «Ha fatto ciò che nel secolo successivo al suo e anche oggi si tenta di fare per convinzione o per calcolo: una letteratura senza frontiere tra germanesimo e retaggio latino».

 La Romania alla XIV Mostra Internazionale di Architettura di Venezia La Romania partecipa alla XIV Mostra Internazionale di Architettura, Biennale di Venezia, in programma fino al 23 novembre 2014, con due progetti espositivi: Site Under Construction, presentato nel padiglione della Romania ai Giardini della Biennale, e Exploring Identity_the Nomad Archives, presentato nella Nuova Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. Con l’occasione di questa segnalazione, abbiamo anche il piacere di comunicare l’avvio di un nuovo partenariato tra la nostra rivista e l’Istituto Culturale Romeno di Bucarest.

«Un verbo su cui salire entrambi e viaggiare». Versi di Paul Vinicius Paul Vinicius, poeta, drammaturgo e giornalista, ha debuttato nel 1982 con un primo gruppo di poesie, seguite poi da numerose raccolte. Non ancora tradotto in italiano, alla sua opera hanno dedicato studi in Romania autorevoli critici, da Mircea Martin a Nicolae Manolescu, da Alex Ștefănescu a Marin Mincu, Geo Vasile, Mihai Șora ecc. Ne presentiamo, per la prima volta in italiano, alcune poesie tratte dai suoi due volumi più recenti: Liniștea de dinanintea liniștei (2011) e kemada (2013), entrambi destinatari di prestigiosi riconoscimenti in Romania. A cura di Mauro Barindi.

«La mattina di un miracolo»: Bujor Nedelcovici tradotto in Italia Una voce romena ci arriva da Parigi: è quella di Bujor Nedelcovici, scrittore di spicco dell’esilio romeno, ora anche in traduzione italiana con il romanzo La mattina di un miracolo (Rediviva Edizioni, Milano, 2014). La traduttrice Ingrid Beatrice Coman ci introduce al libro, dove campeggia la storia di una donna, Maria, alla ricerca di se stessa, della sua verità ultima e del senso nascosto e misterioso della vita, attraverso le rovine di un passato devastato. Trovando l’amore, ricorda il libro, si trova Dio. Il mistero dell’animo femminile tratteggiato con raffinata abilità dalla mano di un uomo.

Radu Vancu, «Quattro villanelle» Radu Vancu è uno dei più significativi poeti romeni dell’ultima generazione. Ne presentiamo alcuni pregevoli e raffinati testi, scritti nella forma della villanella, canto di origine popolare napoletana, ma già passato attraverso numerose trasfigurazioni stilistiche, dal Parnasse al Novecento, da Banville a Leconte de Lisle, da Auden a Sylvia Plath a Dylan Thomas. Il fraseggio di Vancu, osservano i critici, segue una determinazione formale e una perfezione stilistica condotte all’estremo, che fanno pesare a Sade o a Poe. A cura di Matteo Veronesi.ocir_7_2014

Arturo Graf, mediatore culturale ante litteram della Romania  L’intensificarsi delle relazioni e lo sviluppo delle attività economiche degli Italiani nei porti franchi romeni di Brăila e Galați nell’Ottocento portarono anche i semi più fertili della cultura. All’interno di questa realtà è presente anche Arturo Graf, uno dei poeti e critici letterari più in vista tra il XIX e il XX secolo. Nato ad Atene da padre tedesco e da madre italiana di Ancona, ma di antica famiglia fiorentina, Graf si trasferisce con la famiglia a Trieste e, dopo la morte prematura del padre, va a vivere presso la casa dello zio materno che risiedeva a Braila, dove pubblica i suoi primi scritti. Studio di Corina Ţucu.

Incontro con Lea Contestabile e le sue installazioni artistiche «Una casa, da qualche parte in Aquila, trasformata in atelier, o viceversa; dappertutto i segni, come tracce ancora calde, di un travaglio artistico che non tradisce i suoi limiti. Con la sua esperienza didattica universitaria, con i suoi vari sperimenti spettacolari (teatro-musica-poesia), Lea ha fatto la prova suprema del sincretismo artistico ed è arrivata, naturalmente, organicamente, a un modello in cui sembra iscrivere il suo stesso messaggio testamentario: l’installazione artistica». Così George Popescu evoca l’incontro con l’artista abruzzese Lea Contestabile.

Violenza sulle donne: un «no» al femminile dall’Italia alla Romania Ogni due minuti, mentre il mondo fa un passo in avanti, una madre, una sorella, una donna subiscono violenza. A questo triste tema, di drammatica attualità, è dedicata l’antologia Io scelgo, a cura di Irina Turcanu (Rediviva Edizioni, Milano 2014), dove scrittrici italiane e romene uniscono i loro testi per dire no alla violenza sulle donne. Da questa raccolta, pubblichiamo il racconto di Luiza Diculescu, Vacanza angelica, dove, nonostante le umane sembianze, un amore finisce per assumere i contorni del demoniaco. Accade quando si attende troppo e la vita alla scelta, come un precipizio.

 

 

 

 

A febbraio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

12 febbraio 2014 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 2, febbraio 2014, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.


Edizione italiana

Eliade «politico»: il dittatore Salazar e la rivoluzione in Portogallo

Lisbona, 1941. Mircea Eliade è addetto stampa presso la Legazione romena, mentre il Portogallo è nelle mani autoritarie di António de Oliveira Salazar, al potere dal 1932 al 1968. Figura e opera del politico lusitano avvincono Eliade, che dedica al dittatore un libro: Salazar e la rivoluzione in Portogallo, ora pubblicato anche in Italia (traduzione e cura di Horia Corneliu Cicortaş, Bietti, Milano 2013). L’opera ci mostra un Eliade critico verso la democrazia e il sistema dei partiti, ma questo apprezzamento del dittatore portoghese sarà poi oggetto di severa autocritica. Recensione di Alessandro Vagnini.

Ocir feb 2014

Arnoldo Foà, la profonda voce dai mille volti

Lo scorso 11 gennaio si è spento a Roma, all’età di 97 anni, Arnoldo Foà, grande protagonista della scena italiana novecentesca, attore di teatro, cinema e tv, regista, ma anche scultore, pittore e poeta. Roxana Utale, docente all’Università di Bucarest, ci propone un’originale memoria di Foà, seguendo l’unica traccia realmente praticabile alla stragrande maggioranza dei romeni, che non hanno potuto vedere il grande Foà a teatro ma ne hanno conosciuto l’inconfondibile, profonda e vibrante voce di doppiatore di grandi indimenticabili del cinema, da Anthony Quinn a John Wayne.

Tutto l’amore di «Adela». Cercasi editore per Garabet Ibrăileanu

Mai prima d’ora uno scrittore romeno era riuscito a scavare così a fondo nei sentimenti di un uomo e di una donna, sorpresi a fare i conti con i propri fantasmi d’amore. Accade in Adela di Garabet Ibrăileanu (Ed. Adevărul, Bucarest 1933), primo grande romanzo sentimentale romeno, storia tenera e coinvolgente, giocata sull’esile confine, sul sottile filo tra amore fisico e amore platonico, amore filiale-paterno e amore che non osa andare oltre, tra il detto e il non detto. Un romanzo che vinse subito il premio nazionale per la prosa e che andrebbe oggi nuovamente tradotto. A cura di Mauro Barindi.

Tra metafora e voluttà: a Ion Mureşan il Premio «Mihai Eminescu» 2014

Un riflessivo che possiede la scienza dell’immagine e l’insolenza metaforica. Indole discreta, a volte solitaria, seppur infaticabile bon viveur, Ion Mureşan vive la poesia furiosamente e con infinita voluttà. Trae le sue origini dal surrealismo onirico e oracolare di Gellu Naum e Virgil Mazilescu ma, consapevole del proprio valore, è creatore di un universo immaginario e discorsivo consono alla propria visione poetica, uno stato di grazia naturale ironica e pietosa. A gennaio di quest’anno ha vinto il Premio Nazionale di Poesia «Mihai Eminescu». A cura e traduzione di Geo Vasile.

Dan Ciobotaru: Timişoara, tra scoperte archeologiche e futuro europeo

I lavori in corso per il recupero del centro storico a Timişoara sono stati occasione per la recente scoperta di reperti archeologici di grande interesse, come le fondamenta della chiesa medievale di Piazza San Giorgio e le fondamenta del bagno turco in piazza della Libertà. Un’intervista con Dan Leopold Ciobotaru, direttore del Museo del Banato, offre l’occasione non solo per una valutazione di tali scoperte, ma anche per approfondire il profilo che sviluppo e promozione culturale della città dovrebbero avere, in vista della sua candidatura a Capitale Europea della cultura nel 2021.

«Pâlnia şi Stamate»: Urmuz, il precursore romeno della letteratura Dada

Demetru Demetrescu-Buzău, meglio noto con lo pseudonimo di Urmuz (1883-1923), è considerato un precursore della letteratura Dada europea. Del suo romanzo Pâlnia şi Stamate, Giovanni Rotiroti propone un ampio studio critico, assumendo quanto già evidenziato da Eugène Ionesco, ossia l’esistenza in Urmuz di un’impressionante stratificazione di strutture interpretative. Rotiroti segnala tra l’altro i punti di contatto tra la scrittura di Urmuz e quella di Kafka: l’interpretazione teologica (l’ansiosa ricerca del Dio assente), quella sociale e critica, quella psicologica e autobiografica.

Mariana Istrate, «Strategie denominative in letteratura»

Strategie denominative in letteratura di Mariana Istrate (Edizioni ETS, Pisa 2012) è un’opera dedicata alle problematiche della tassonomia degli pseudonimi, percorsi denomastici con riferimento alla lingua italiana e al romeno, peculiarità di nomi propri di animali nel testo letterario romeno, toponomastica transilvana. Riferimento di analisi sono grandi opere come il poema eroicomico Ţiganiada (La Zingareide) di Ion Budai Deleanu, il romanzo Ion di Liviu Rebreanu, Luntrea lui Caron (La barca di Caronte) di Lucian Blaga, La Divina Commedia dantesca, La coscienza di Zeno di Italo Svevo.

Database Scrittori romeni in italiano: aggiornamento 2013

Nell’ambito dei progetti di database avviati dalla nostra rivista per creare uno strumento operativo centralizzato, a tutt’oggi non esistente, segnaliamo l’aggiornamento del primo database con gli autori romeni pubblicati in traduzione italiana nel 2013, non solo in Italia, ma anche in Romania (in edizioni bilingui). Tra le «new entry» del panorama editoriale italiano, Nicolae Breban, Florin Manolescu, Tatiana Niculescu Bran e Radu Ţuculescu, accanto ai notissimi Emil Cioran e Mircea Eliade. Costante attenzione e presenza anche per i libri di Doina Ruşti.

A novembre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

4 novembre 2013 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 11, novembre 2013, anno III), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

 Ocir nov. 2013Capolavori da salvare: le chiese in legno nei dintorni di Lugoj e Faget

Tra le straordinarie testimonianze di arte e spiritualità che costellano il territorio romeno, le antiche chiese di legno costituisco un capitolo di grande valore. Paolo Ceriani, ingegnere e specialista nel restauro dei monumenti, presenta con accurata documentazione fotografica alcune di queste chiese esistenti nel Banato, precisamente nell’area di Lugoj e Faget. Indiscutibile prodigio costruttivo di profondo valore storico e architettonico, oltre che ovviamente religioso, tali chiese sono attualmente interessate da un necessario progetto di restauro conservativo avviato dal Ministero della Cultura della Romania.

L’ortodossia romena, prospettive storiche e odierna presenza in Italia

La specificità culturale del popolo romeno, la cui presenza travalica i confini dell’attuale Romania, è inscindibilmente legata allo spazio in cui esso è vissuto e dove ha intessuto complesse relazioni con altre tradizioni. Sullo sfondo di un’efficace sintesi storica, Cesare Alzati segnala alcuni tratti essenziali dell’odierna presenza dell’ortodossia romena in Italia nel suo studio L’ortodossia nello spazio romeno e il significato della sua presenza in Italia per la comunione tra le Chiese pubblicato nel libro L’ortodossia in Italia. Le sfide di un incontro (EDB, Bologna 2011). Recensione di Giacomo Ruggeri.

«Do Not Cross»: eros e ricerca di sé nel nuovo romanzo di Dora Pavel

Le pulsioni erotiche e la ricerca di se stesso di un giovane omosessuale sono al centro del nuovo e avvincente romanzo, quasi un thriller, di Dora Pavel, intitolato Do Not Cross (Polirom, Iaşi 2013), un romanzo psicologico e forte dove tensione e introspezione si compenetrano sullo sfondo del drammatico rapimento del protagonista ad opera di uno psicolabile. Do Not Cross è certamente uno dei romanzi più interessanti e intensi usciti quest’anno in Romania, dove ha subito ricevuto una positiva accoglienza da parte della critica. A cura di Mauro Barindi.

Novità editoriale: Mircea Eliade, «Salazar e la rivoluzione in Portogallo»

A 71 anni dalla pubblicazione in Romania, il libro di Mircea Eliade Salazar e la rivoluzione in Portogallo approda anche in Italia, ad opera della casa editrice Bietti di Milano. Oltre al testo di Eliade – per la prima volta tradotto in italiano – il volume contiene due saggi critici, firmati da Sorin Alexandrescu, esegeta dell’opera eliadiana, e da Horia Corneliu Cicortaș, e verrà presentato in anteprima all’Accademia di Romania in Roma, il 7 novembre. Temi e attualità di questa novità editoriale vengono affrontati in una intervista con il curatore, Horia Corneliu Cicortaș.

Badea Cârțan, il contadino autodidatta arrivato a piedi a Roma

Lo storico Ionel Cionchin evoca la figura di Badea Cârţan (Gheorghe Cârțan, 1848-1911), il contadino amante dei libri e della storia diventato famoso per il suo viaggio a Roma, per vedere con i suoi occhi la Colonna Traiana. Partì a piedi dal suo villaggio, Cârţişoara (Sibiu), e vi arrivò dopo 45 giorni. Stanco come era, si addormentò sui gradini della Colonna e all’alba le guardie lo presero per un soldato daco sceso dal monumento, tale era la somiglianza. Ciò impressionò profondamente gli italiani e sui giornali del tempo uscì in prima pagina: «Un Daco è sceso dalla Colonna».

«Mi fu fatta la proposta di nascere uccello». Versi di Spiridon Popescu

È stata recentemente pubblicata, presso la Rediviva Edizioni di Milano, la silloge bilingue Supplemento di esistenza di Spiridon Popescu, a cura di Mirela Tingire. «Spiridon Popescu è un poeta particolare, con delle peculiarità alquanto rare. Per coloro che lo conoscono da vicino egli è il poeta che, attraverso il suo lirismo naturale, riesce a svelare ogni momento prosaico della vita. D’altronde la sua vita è un poema unico, un modo di essere interiore, fino ad arrivare all’estasi che solo la poesia riesce a creare» (Ion Hirghiduş). Pubblichiamo una selezione di versi.

do not cross
«Riviviscenze di lacerti». La pittura di Marco Paladini a Timişoara

Il 14 novembre sarà inaugurata la mostra «Riviviscenze di lacerti» di Marco Paladini, artista che vive da alcuni anni a Timişoara: «Per il mio lavoro, la contemplazione della bellezza e la sua relativa fruizione sono sempre stati motore energetico della mia creatività, ci dice. Da questo punto di vista credo di essere femmina che riceve la propria ingravidazione attraverso gli occhi. Il giorno in cui mi resi conto che in Italia questa realtà mi si sarebbe viepiù pregiudicata per ragioni socio-economiche ed etniche, incominciai a seguire un amico che da tempo frequentava la Romania».

Settimana della lingua italiana nel mondo: l’italiano parlato in Eritrea

Per la XIII Settimana della lingua italiana nel mondo, il Consolato Generale d’Italia a Timişoara, rappresentato dal dott. Flavio Ceneda, ha organizzato una serie di eventi tra i quali un’interessante conferenza del prof. Giampaolo Montesanto sull’italiano parlato in Eritrea. Il testo che qui pubblichiamo evoca la breve storia coloniale italiana e analizza i fenomeni linguistici che più hanno colpito l’attenzione del prof. Montesanto, docente di Lingue e Letterature Straniere presso l’Istituto Omnicompresivo ‘Guglielmo Marconi’ di Asmara, nel corso dei tredici anni trascorsi in Eritrea.

A ottobre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

4 ottobre 2013 Commenti disabilitati


ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 10, ottobre 2013, anno III), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

 Edizione italiana

Luigi Geninazzi: vi racconto l’Est comunista e la sua fine

 «Bucarest, maggio 1987. Sono sconvolto dallo spettacolo straziante di un popolo affamato e terrorizzato. Manca il cibo nella Romania di Ceauşescu. Tutto è razionato, anche i prodotti di base come pane, burro, olio, farina e zucchero, spesso introvabili». Testimone della vita impossibile in tutto l’Est durante il comunismo, Luigi Geninazzi, giornalista esperto di politica internazionale, ha appena pubblicato L’Atlantide rossa. La fine del comunismo in Europa (Torino, Lindau, prefazione di Lech Walesa). Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo l’introduzione e l’inserto fotografico.

Orizzonti culturali

«Una strana gioia di vivere». Sandro Penna pubblicato in Romania

 Ha visto da poco la luce, per i tipi della Humanitas di Bucarest, la silloge bilingue Poesie / Poezii di Sandro Penna, nella traduzione e cura di Smaranda Bratu Elian. «La poesia di Penna – avverte Alberto Casadei nella prefazione – punta soprattutto all’immediatezza del rapporto sensazione-parola, alla trasparenza e alla cantabilità. La nettezza stilistica allontana le impurità ma non le elimina, e anzi si giustifica soprattutto come invenzione di una bellezza insieme falsa e vera. La sua è una scrittura che vuole esprimere la felicità del vivere attraverso l’azione della poesia: la vita è un bene, nonostante tutto».

Smaranda Elian: «Tradurre, necessità e diletto del dialogo tra le culture»

 Coordinatrice della prestigiosa collana bilingue Biblioteca Italiana dell’editrice Humanitas di Bucarest, traduttrice di prim’ordine soprattutto dall’italiano al romeno, Smaranda Bratu Elian è stata insignita del Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana per il 2012. «La traduzione letteraria è per me un lusso e un diletto e le traduzioni fanno parte del dialogo vivo tra le culture», racconta in questa intervista dove affronta tra l’altro le problematiche della traduzione letteraria e la presenza della letteratura italiana in Romania.

«Farse alle porte dell’Oriente», ecco la Romania di Andrei Pleşu

 Comédii la porțile Orientului di Andrei Pleșu (Humanitas 2005) è un libro carico di graffiante, sarcastica, quasi irriverente verve ironica su vizi e virtù della Romania post-comunista. Il volume raccoglie articoli pubblicati da Pleșu tra il 1991 e il 2004 sulle riviste «Dilema», «Plai cu boi» e sul quotidiano «Jurnalul Național». Con il suo tipico stile, tagliente ma calibrato, senza peli sulla lingua ma mai sopra le righe, Pleșu ci conduce nelle pieghe della società romena ʻorientaleʼ, stordita e orfana di Ceaușescu, libera e smarrita dopo anni di asfissiante regime comunista. A cura di Mauro Barindi.

Gheorghe Fikl, l’artista di Timişoara che dipinge per il principe Carlo

 Gheorghe Fikl è un poliedrico artista di Timisoara: pittura, musica e fotografia coesistono nel suo universo creativo, dando vita a espressioni simboliche su più registri. Lo scorso giugno, dopo un’esposizione nella località di Archita, riceve una telefonata dalla Casa Reale britannica: il principe Carlo vuole acquisire sue opere. E così i quadri di Fikl, Taur violet în altar e Staul cu oii şi candelabru, entrano a far parte della collezione privata di Carlo d’Inghilterra: «Anche lui dipinge – racconta sereno Fikl – ha un master in belle arti». Reportage di Oana Grimacovschi.

Essere bambini in Romania: l’esperienza del gruppo «Gli amici di Sighet»

 Da oltre dieci anni il Gruppo di Solidarietà Missionaria «Amici di Sighet», sorto a Fidenza, aiuta bambini e ragazzi in stato di abbandono della città romena di Sighet. Il primo ad essere conquistato da quei bambini bisognosi di una carezza fu Padre Filippo Aliani. Poi fu tutto il Gruppo a buttarsi anima e corpo in progetti mirati a realizzare case di accoglienza, costruire centri giovanili, ricostruire l’orfanotrofio, dar vita a cooperative socio-educative. Una storia di solidarietà italo-romena confluita in un libro edito da Franco Angeli. La presenta Giacomo Ruggeri.

Radu Ţuculescu e il suo «Stalin, con la zappa in spalla»

 Tuculescu AracneStalin, con la zappa in spalla (Aracne Editrice 2013) è un romanzo dal carattere semi-autobiografico, in cui Radu Ţuculescu sviluppa, con eccezionale maestria, un parallelo tra i due periodi della vita di un uomo nato a ridosso degli anni ’50: un’infanzia vissuta all’insegna della spensieratezza, dell’avventura e del pericolo, in un Paese nel quale il senso di reciproco sospetto va diffondendosi in maniera capillare nell’intero tessuto sociale; e l’età adulta, in cui il protagonista, dopo il fallimento del matrimonio, si trova a dover fare i conti con la propria solitudine. A cura di Danilo De Salazar.

«Conquistare il bastione delle palpebre». Versi di Dan Dănilă

 Con il titolo Conquistare il bastione delle palpebre, pubblichiamo una selezione di poesie di Dan Dănilă (1954), poeta, traduttore e pittore che dal 1990 vive a Leonberg (Germania). Le sue poesie, racconti, traduzioni, lavori di grafica sono stati pubblicati da importanti riviste letterarie in Romania, Germania, Danimarca, Canada e negli Stati Uniti. Ha pubblicato diversi libri di poesie in romeno e sempre in romeno ha tradotto François Villon, Rainer Maria Rilke, Wolf von Aichelburg e Georg Scherg. È membro dell’Unione degli Scrittori della Romania e dell’Exil PEN Germania.

 

 

 

A giugno in “Orizzonti culturali italo-romeni”

17 giugno 2013 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 6, giugno 2013, anno III), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Eminescu in fiction: «Vietile paralele» di Florina Ilis

Ancora una volta Florina Ilis sorprende e spiazza con il suo nuovo romanzo, Vieţile paralele (2012), un romanzo di ciclopiche dimensioni (quasi 700 pagine) per un ciclope della letteratura romena ed europea, Mihai Eminescu, colto dalla scrittrice in modo significativo negli ultimi suoi tormentati anni di vita, segnati in modo drammatico dalla malattia mentale e dal declino fisico. Nell’intervista la scrittrice ci illustra alcuni aspetti di questo romanzo poderoso, sorprendente, geniale, diventato un caso letterario in Romania e al quale sono già stati tributati due premi. A cura di Mauro Barindi.

Ilis vietile paralele

Cioran/1. Una esasperata lucidità: le lettere giovanili del grande romeno

Le lettere di Emil Cioran redatte al tempo della composizione del suo primo libro pubblicato in Romania: le troviamo nel volume Lettere al culmine della disperazione, curato da Giovanni Rotiroti, in traduzione di Marisa Salzillo, presentato al recente Salone del Libro di Torino. Appassionate e aggressive, oppure tenere e affettuose, le missive di quel periodo precisano il contesto emozionale nel quale hanno preso campo le idee e le ossessioni che anticipano di qualche anno Al culmine della disperazione. E non mancano ombre e ambiguità del periodo berlinese. Testo di Giovanni Rotiroti.

Cioran/2. «Al culmine della disperazione. Ma non rinuncio all’amore»

«Per quanto combatta al culmine della disperazione, non vorrei né potrei rinunciare all’amore neppure se la disperazione e la tristezza oscurassero la fonte luminosa del mio essere, dislocata in chissà quali angoli remoti della mia esistenza». Così Cioran nelle sue lettere giovanili, efficaci testimonianze della vita privata del giovane scrittore, ma anche florilegio di emozioni, desideri, derive che il ventenne romeno aveva la necessità di esprimere e condividere. Irma Carannante traccia una panoramica dei motivi e delle circostanze di questi scritti.

Il «sale del pensiero»: l’aforisma romeno contemporaneo

«Un aforisma è un semplice granello di metallo nobile, ma può avere il peso del mondo. La letteratura aforistica è il sale del pensiero». Non aveva dubbi il grande Lucian Blaga, considerato tra l’altro anche il maggior esponente dell’aforisma romeno del Novecento, circa questo genere letterario, non «marginale» eppure assolutamente «marginalizzato» dall’editoria e dalla critica. Ampia panoramica di voci e temi è, al riguardo, la recente Antologia dell’aforisma romeno contemporaneo (Genesi, 2013), pubblicata a cura di Fabrizio Caramagna, con la collaborazione di Alina Breje.

Religione e stato nell’Europa odierna. Conferenza di Andrei Marga

Quello tra religione e stato è un rapporto notoriamente complesso nella storia europea. Il professor Andrei Marga, presidente dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, ne approfondisce gli aspetti, mostrando come, pur non essendo realistico il ritorno ad una condizione precedente alla secolarizzazione, sia insoddisfacente una separazione radicale tra queste due realtà. Tenendo ferma la differenza tra politica e religione, Marga segnala che la religione non è apolitica e che lo stato non può restare indifferente rispetto alle fedi dei propri cittadini, specie se sono in gioco valori democratici.

George Teseleanu: «Romeni in Italia, usciamo dall’individualismo»

«La comunità romena in Italia sta affrontando la perdita della propria identità culturale, spirituale e linguistica, mentre la propensione all’individualismo tipica del popolo romeno è difficile da sradicare». George Teseleanu, già Console onorario di Romania ad Ancona, è convinto che solo una comunità unita può promuovere efficacemente i propri valori. I numeri ci sono tutti: sono oltre un milione i romeni presenti in Italia, protagonisti di un apporto all’economia Italiana pari al 1,2% del Pil. Non è più tempo di badare soltanto al cerchio ristretto dei propri interessi: occorre unirsi e promuovere cultura.

Romania da tradurre: Andrei Pleşu e i suoi «Minima moralia»

Andrei Pleşu, scrittore di spicco della Romania contemporanea, è ancora in Italia quasi un signor sconosciuto. Eppure la sua prosa, animata da un contrasto formale tra una problematica impegnativa (morale, teologica, esistenziale) e un approccio diretto, spesso ludico e ironico, si segnala per uno stile inconfondibilmente elegante e largamente accessibile.andrei_plesu

Horia-Corneliu Cicortaş traduce alcuni brani di una nota opera di Pleşu, Minima moralia: elementi per un’etica dell’intervallo. Un aperto invito all’editoria italiana a prestare attenzione a questo raffinato autore.

«Festival di lettura giovane», un promettente progetto italo-romeno

È giunto al suo secondo anno il «Festival di lettura giovane», promettente progetto culturale che coinvolge cinque licei bilingui di Romania, nei quali, in base al protocollo firmato fra Italia e Romania, si studia in modo intensivo e secondo programmi speciali l’italiano. Si tratta dei licei: «Dante Alighieri e «Ion Neculce» di Bucarest, «Gheorghe Bariţiu» di Cluj-Napoca, «Transilvania» di Deva e «Jean Louis Calderon» di Timişoara. La professoressa Smaranda Bratu Elian dell’Università di Bucarest presenta obiettivi, risultati e prospettive di questo significativo progetto.

«Scrivo amore con un nodo in gola». Versi di Dan Sociu

Dan Sociu, classe 1978, è una delle voci più interessanti della poesia romena contemporanea. Ciò che subito risalta nella sua opera è la coerenza tematica e stilistica. Sociu scrive in modo sapiente, è conscio dei propri strumenti e li utilizza al meglio, rivolgendosi al lettore in modo diretto e potente, una sorta di «épater le bourgeois» che avviene raccontando semplicemente il reale: quello del poeta. Tutti i libri di Sociu mettono insieme e rivelano progressivamente un personaggio ispirato direttamente all’autore, di cui porta il nome e manifesta i dati biografici. A cura di Clara Mitola.


«Letteratura Spontanea», a Monaco la lingua italiana è casa per molti

«Letteratura Spontanea» è un salotto letterario ospitato dall’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera e frequentato non solo da italiani, ma anche da tedeschi, francesi e romeni, accomunati dal fatto di conoscere tutti la lingua italiana. Giulio Bailetti, ideatore e direttore, racconta di questa stimolante esperienza, in dialogo con Eugen Popin. «Se decidi di vivere all’estero, la lingua che prima ti univa a tutti, ora ti unisce a pochi vicini e a molti lontani. Chi vive all’estero è salvato dalla distanza. Il rumore di fondo spesso insopportabile, che in Italia impedisce di pensare, qui non c’è».