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Posts Tagged ‘artisti romeni di oggi’

“Srotolando la storia”, mostra di Anca Seel-Constantin a Roma

5 ottobre 2011 Commenti disabilitati

6 ottobre – 3 novembre 2011
Inaugurazione: giovedì 6 ottobre, ore 19
Roma, Accademia di Romania, Sala esposizioni

La mostra di Anca Seel-Constantin propone un percorso artistico che definisce in maniera fedele il suo ultimo ciclo creativo. Si tratta di pittura, tessuti, installazioni e libri d’arte, opere caratterizzate da un “espressionismo lirico con accenti autobiografici” (Le Livre libre, ed. Buchet -Chastel, Paris, 2010). Anca Seel-Constantin si è formata all’Istituto Nicolae Grigorescu di Bucarest e all’Università di Neuchâtel.

 Dal 1991 al 2010 l’artista romeno-elvetica ha organizzato 26 mostre personali, tra cui, le più importanti, sono quelle di pittura presso l’Alexander Onassis Center – New York, la Galleria La Haune Brener di Parigi, a Chateau de la Napoule – Cannes, alla Gallery 44 New York e quelle dedicate ai libri d’arte (Institut du Monde Arabe Paris, Salon of Graphic Arts – Parigi, Fiera d’arte di Francoforte e quella presentata nell’ambito del 15° Congresso Mondiale di Estetica di Tokyo). È stata ospite della Fondazione Henry and Mary Clews a Chateau de la Napoule di Cannes. Nel 2009 ha partecipato al “Mulan Art Show” in Corea del Sud. Ha presentato le sue opere sugli angeli al Patriarcato Ortodosso di Alessandria. Nel periodo giugno-settembre 2010 le sue opere sono state esposte allo Swiss Montessori Centre.
La mostra sarà presentata dal prof. Dario Evola (Accademia di Belle Arti di Roma, presidente dell’associazione culturale Orienteoccidente).

[Fonte e info: Accademia di Romania in Roma].

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“Boudoir”, mostra a Venezia di Nadia Ioan

12 ottobre 2010 Commenti disabilitati

„Boudoir” di Nadia Ioan
13-27 ottobre, IRCRU (Palazzo Correr), Cannaregio 2214, Venezia

Mercoledì, 13 ottobre, dalle ore 18.30, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, vernissage della mostra di pittura e disegno „Boudoir” di Nadia Ioan.
L’autrice ha studiato all’Università Nazionale d’Arte di Bucarest (laurea nel 1981) e all’École du Louvre (1995). Dal 1979 in poi ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali. Le sue opere si trovano in musei e collezioni private o pubbliche in Romania, Francia, Belgio, Germania, Italia, Austria, Russia, Turchia, Canada.

La mostra sarà presentata da Liviana Dan, critico d’arte e direttore artistico alla Galleria d’Arte Contemporanea del Museo Brukenthal di Sibiu.

La mostra di Venezia rappresenta una tappa essenziale nella creazione dell’artista, dedicata all’analisi profondo del corpo, del gesto intimo del corpo femminile. Alla domanda “Cosa sono le mie pitture?” (titolo della “lettera aperta” del catalogo della mostra) l’autrice risponde così: “Ricordi per adesso e per altre volte… L’identità «delle mie donne» non è importante (esse non hanno nome, hanno codici). I frammenti di corpo sono sequenze del film della vita. A1, A2, A3, B4, … D10, D11,… f16, … X29,…Y33 sono donne normali. Adesso. Da domani saranno immortali perché resteranno nel tuo ricordo anche quando cesserai di guardarle. A1, A2, A3, B4, … D10, D11, … f16, … X29, … Y33 sono segni simbolicamente incisi nello spazio mentale dell’esistenza universale”. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 27 ottobre negli spazi espositivi al primo piano dell’Istituto Romeno di Venezia.

“Nadia Ioan pratica una sorta di body-awareness-painting, spesso citata in riferimento ai testi di Merleau-Ponty. Il corpo è per Merleau-Ponty un oggetto strano che utilizza, a casa e nel mondo, un sistema generale di simboli. Le teorie di Merleau-Ponty e poi di Lacan hanno trovato espressione nella pittura, in questo segmento dell’identità femminile diverso dal rigore analitico del movimento femminista. L’artista è concentrato dalle sensazioni e dalle emozioni, svolgendo così il ruolo di un sismografo della vita quotidiana. Il mondo è ridotto al proprio corpo, al sé empirico. Nadia Ioan crea un clima di intimità attraverso la tendenza a lavorare in serie nelle quali i momenti importanti e controversi della giornata sono sorpresi nell’innesto di percezioni ed emozioni. In realtà, ciascuno lavoro ha un frammento di corpo e un frammento di tempo che sembrano funzionare insieme”. Liviana Dan