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Posts Tagged ‘arte romena contemporanea’

Le sculture dei coniugi Zidaru, in mostra a Venezia

29 maggio 2011 Commenti disabilitati

La mostra “Glorie” di Marian e Victoria Zidaru a Venezia

Nel periodo 1 giugno – 15 luglio 2011, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia organizza presso la sede dell’Ateneo Veneto (Campo San Fantin 1897) la mostra “Glorie” degli artisti romeni Marian e Victoria Zidaru. Vernissage: martedì 1 giugno,  ore 18.00.

L’inaugurazione si svolgerà in presenza degli autori e dello storico e critico d’arte Erwin Kessler, curatore della mostra. Essa è stata concepita come un omaggio a Venezia, la città che ha determinato in maniera decisiva l’orientamento artistico dell’opera dei coniugi Zidaru. Il concetto di spettacolo si concentra tanto sulla purificazione e sull’ardere, quanto sulla trasfigurazione e il cambiamento. Si tratta di impegno, silenzio e del sacrificio necessario richiesto dall’ascesa morale.

Marian e Victoria Zidaru sono i leader di una tendenza artistica affermatasi durante gli ultimi anni di comunismo come alternativa, riparo e protesta contro la repressione del regime totalitario, tendenza comunemente nota come “neo-ortodossa”.

Di dimensioni impressionanti, la scultura di Marian Zidaru – che sarà collocata al centro dell’Aula Magna della prestigiosa istituzione veneziana – s’intitola “La visione di Ezechiele” e rappresenta un frammento del simbolo iconografico bizantino chiamato “Glorie”. Il lavoro è stato ultimato nel 1999 ed è stato esibito per la prima volta presso il Museo Nazionale d’Arte di Bucarest, nell’ambito della mostra personale “Focul” (“Il fuoco”), e poi lo stesso anno presso il Museo Nazionale del Villaggio nell’ambito di una mostra personale, mentre nel 2004 ha partecipato alla Biennale d’Arte dei Balcani a Salonicco.

L’oggetto tessile realizzato da Victoria Zidaru rappresenta una tela casalinga ricamata con inni bizantini, la quale sarà posta sul pavimento a simboleggiare un sentiero sotto la superficie della scultura.

Lo scultore Marian Zidaru

L’evento è sostenuto dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, coi patrocini della Regione Veneto, Provincia e Comune di Venezia.

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“Boudoir”, mostra a Venezia di Nadia Ioan

12 ottobre 2010 Commenti disabilitati

„Boudoir” di Nadia Ioan
13-27 ottobre, IRCRU (Palazzo Correr), Cannaregio 2214, Venezia

Mercoledì, 13 ottobre, dalle ore 18.30, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, vernissage della mostra di pittura e disegno „Boudoir” di Nadia Ioan.
L’autrice ha studiato all’Università Nazionale d’Arte di Bucarest (laurea nel 1981) e all’École du Louvre (1995). Dal 1979 in poi ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali. Le sue opere si trovano in musei e collezioni private o pubbliche in Romania, Francia, Belgio, Germania, Italia, Austria, Russia, Turchia, Canada.

La mostra sarà presentata da Liviana Dan, critico d’arte e direttore artistico alla Galleria d’Arte Contemporanea del Museo Brukenthal di Sibiu.

La mostra di Venezia rappresenta una tappa essenziale nella creazione dell’artista, dedicata all’analisi profondo del corpo, del gesto intimo del corpo femminile. Alla domanda “Cosa sono le mie pitture?” (titolo della “lettera aperta” del catalogo della mostra) l’autrice risponde così: “Ricordi per adesso e per altre volte… L’identità «delle mie donne» non è importante (esse non hanno nome, hanno codici). I frammenti di corpo sono sequenze del film della vita. A1, A2, A3, B4, … D10, D11,… f16, … X29,…Y33 sono donne normali. Adesso. Da domani saranno immortali perché resteranno nel tuo ricordo anche quando cesserai di guardarle. A1, A2, A3, B4, … D10, D11, … f16, … X29, … Y33 sono segni simbolicamente incisi nello spazio mentale dell’esistenza universale”. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 27 ottobre negli spazi espositivi al primo piano dell’Istituto Romeno di Venezia.

“Nadia Ioan pratica una sorta di body-awareness-painting, spesso citata in riferimento ai testi di Merleau-Ponty. Il corpo è per Merleau-Ponty un oggetto strano che utilizza, a casa e nel mondo, un sistema generale di simboli. Le teorie di Merleau-Ponty e poi di Lacan hanno trovato espressione nella pittura, in questo segmento dell’identità femminile diverso dal rigore analitico del movimento femminista. L’artista è concentrato dalle sensazioni e dalle emozioni, svolgendo così il ruolo di un sismografo della vita quotidiana. Il mondo è ridotto al proprio corpo, al sé empirico. Nadia Ioan crea un clima di intimità attraverso la tendenza a lavorare in serie nelle quali i momenti importanti e controversi della giornata sono sorpresi nell’innesto di percezioni ed emozioni. In realtà, ciascuno lavoro ha un frammento di corpo e un frammento di tempo che sembrano funzionare insieme”. Liviana Dan