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Posts Tagged ‘Accademia di Romania’

“teatROmania_emersioni_sceniche”, quarta edizione

23 giugno 2014 Commenti disabilitati

IV edizione, 27-29 giugno 2014

Roma, Accademia di Romania

www.teatromania.info

Dopo il grande successo di pubblico dello scorso anno, la proposta artistica della quarta edizione comprende spettacoli che mettono in risalto scelte drammaturgiche innovative, alcuni in prima nazionale –  il caso della piece di Matei Vișniec Del sesso della donna come campo di battaglia (Teatro di Petroșani, sabato 28 giugno, ore 21.30), dramma sul femminile e guerra (non solo) di Bosnia, m anche di Aspettando Alice, della compagnia indipendente Atelier45 di Cluj (domenica 29 giugno, ore 21.30), incentrato sull’innocenza ludica – e salvifica – dell’infanzia. Altra novità di quest’edizione: il teatro ragazzi, con lo spettacolo Ombre nel bosco della compagnia Telluris Associati, ispirato al mondo onirico delle fiabe tradizionali est-europee (domenica 29 giugno, ore 18).

Ma l’appuntamento con il mondo della fiaba avviene già in apertura del Festival, con il reading musicale Giovinezza senza vecchiaia e vita senza morte (prima assoluta, venerdì 27 giugno, ore 20) del gruppo milanese Wasabi: fiaba fondamentale della cultura romena, spunto della narrazione di Mircea Eliade “Giovinezza senza giovinezza” resa celebre in Italia grazie al film omonimo girato negli anni scorsi da Francis Ford Coppola (in Italia, racconto e pellicola sono usciti col titolo “Un’altra giovinezza”). Ed è proprio da quest’ultimo testo – coincidenza di questa edizione del Festival! -a trarre la propria  linfa lo spettacolo La favola di un’altra giovinezza (prima romana, venerdì 27 giugno, ore 21.30) della compagnia torinese Mutamento Zona Castalia.

 logo_sfondato_GENERALE

Programma

Venerdi 27 giugno, ore 20.00

Giovinezza senza vecchiaia e vita senza morte – prima assoluta

con Vlad Scolari e Alice Protto, musiche dal vivo di  Federico Branca Bonelli, testo e regia di Vlad Scolari

produzione Wasabi in collaborazione con il festival teatROmania_emersioni sceniche

 

ore 21.30

La favola di un’altra giovinezza – prima romana

Spettacolo vincitore del Premio Kilowatt Festival Visionari 2013

Liberamente ispirato a “Un’altra giovinezza” di Mircea Eliade, di e con Eliana Cantone, drammaturgia Giordano Amato, musica dal vivo Elisa Fighera,  produzione Il Mutamento Zona Castalia, Torino

 

Sabato 28 giugno, ore 21.30

Del sesso della donna come campo di battaglia nella guerra di Bosnia – prima nazionale

di Matei Vișniec, con Irina Bodea Radu e Bianca Holobuț, regia Muriel Manea, produzione Teatrul “I.D. Sîrbu”, Petroșani

 

Domenica 29 giugno, ore 18.00

Ombre nel bosco – prima romana (spettacolo di teatro ragazzi)

liberamente ispirato alle fiabe dell’Europa Orientale, di e con Tazio Torrini, immagini e regia Letteria Giuffrè, produzione Telluris Associati, Pontedera

Alice_Atelier 45

ore 21.30

Aspettando Alice ­– prima nazionale

di e con Oana Mardare (foto accanto), regia Doru Taloș. Produzione Compagnia  Atelier45, Cluj

 

Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero.

Ingresso da Viale delle Belle Arti

Organizzatori: Telluris Associati (Pontedera), Accademia di Romania in Roma (ICR Roma) e FIRI, col sostegno finanziario dell’Istituto Culturale Romeno (ICR Bucarest).

Ufficio stampa: 369 Gradi – Benedetta Boggio 333.20.62.996, benedetta.bo@gmail.com

Programma e dettagli sul sito del Festival: www.teatromania.info

Info: 06.320.15.94. Facebook: TeatromaniaEmersioniSceniche

 

 

 

“Altre Risonanze” – festival all’Accademia di Romania in Roma

13 ottobre 2011 Commenti disabilitati

Roma, 14-23 ottobre 2011: Festival Internazionale di musica “AltreRisonanze – dall’antico al moderno”

Il Festival percorre un viaggio nella tradizione musicale di diverse culture nel mondo: dall’antichissima eredità musicale, passando attraverso il rinascimento, il barocco e il classicismo fino a cavallo del XIX e il XX secolo per giungere ai nostri giorni, spaziando dalle culture di riferimento in Europa (Italia, Francia, Germania, Austria e Spagna) fino a quelle del Sud America. Un lungo sentiero realizzato grazie al contributo di artisti di gran valore provenienti dalla Romania, dall’Italia e da altri paesi che rappresentano la propria cultura in questo caleidoscopio sonoro.

Un momento particolare è rappresentato dalla musica romena alla quale viene dedicata una conferenza e il concerto di chiusura del Festival entrambi aventi come ospiti musicisti d’élite provenienti dalla Romania.

Andrea Riderelli (Ensemble AltreRisonanze)

Altro momento estremamente importante di questo Festival è la presentazione di una rarissima versione della IV Sinfonia di Gustav Mahler arrangiata per ensemble da camera (12 strumentisti e soprano) da Erwin Stein nel 1921. Questa raffinata orchestrazione, che rende merito alla trasparenza musicale del compositore austriaco di cui ricorrono quest’anno i 100 anni dalla sua scomparsa, è eseguita in una tra le più belle sale da concerto a Roma: l’Oratorio del Caravita.

Il Festival è organizzato dall’Accademia di Romania in Roma, in collaborazione con l’Associazione Incontri Mediterranei, col sostegno di ICR Bucarest.

Programma

venerdì 14 ottobre 2011, ore 20 – Accademia di Romania, Biblioteca

…la paix du parnasse… 

la réunion des Goûts François et Italiens doit faire la perfection de la Musique (musiche di: Fr. Couperin, J.J.Froberger, J.Ph. Rameau, J.S. Bach, D. Scarlatti.)
Cipriana Smarandescu clavicembalo

sabato 15 ottobre 2011, ore 20 – Accademia di Romania, Sala Concerti
in collaborazione con l’associazione Incontri Mediterranei – Orte
…dal barocco al galante…

sonate per violino e clavicembalo obbligato di: J.S. Bach, C. Ph. E. Bach, W. A. Mozart, J. Haydn.
Mauro Lopes – Ferreira violino – Cipriana Smarandescu clavicembalo

domenica 16 ottobre 2011, ore 18 – Accademia di Romania, Sala Concerti
…begl’occhi, bel seno…

madrigali amorosi ed erotici del ‘600 italiano (musiche di: C. Monteverdi, B. Strozzi, F. Cavalli, G. Caccini, S. Landi, S. d’India, G. Frescobalci, G.F. Sances, W. Byrd, B. Pasquini, J.P. Sweelinck.)
Angela Bucci soprano – Cipriana Smarandescu clavicembalo

mercoledì 19 ottobre 2011, ore 20 – Accademia di Romania, Sala Concerti. In collaborazione con l’associazione Incontri Mediterranei – Orte 

…un solo cammino…

danze e improvvisazioni dalla Spagna al Sudamerica. Evangelina Mascardi chitarra barocca,  Lincoln Almada arpa gesuita e percussioni.

sabato 22 ottobre 2011, ore 20 – Oratorio del Caravita (Via del Caravita 7). Centenario dalla morte del compositore austriaco Gustav Mahler

…la vita celestiale…

G. Mahler – Sinfonia IV in Sol Maggiore (arr. per 12 strumenti e soprano di Erwin Stein)
Angela Bucci soprano

ensemble altrerisonanze: Mauro Lopes Ferreira, David Simonacci violini – Alessandro Santucci viola – Luca Peverini violoncello, Igor Barbaro contrabbasso – Pierluigi Tabachin ottavino e flauto – Stefania Mercuri oboe e corno inglese – Pietro Cingolani clarinetto e clarinetto basso – Elisabetta Di Filippo, Andrea Bonioli percussioni – Alvaro Lopes Ferreira pianoforte – Cipriana Smarandescu armonium. Andrea Riderelli direttore

domenica 23 ottobre 2011, ore 18 – Accademia di Romania, Sala Conferenze
… file din hronicul muzicii româneşti…

Ensemble Konick

conferenza Ioan Dobrinescu e concerto con trascrizioni di I. Dobrinescu e musiche originali di: Bartok, Caioni, Pann, Porumbescu, Dimitrescu, Scarlatescu, Golestan, Jianu, Negrea, Tagle Lara, Fernic, Vasilescu, Villnow, Enescu.
ensemble Konick: Mihai Dina, Andrei-Cristian Theodoru, Vasile Mocioc, Cristian-Eugeniu Petrisor clarinetti, Laura Smarandescu pianoforte.

 Altre info su www.altrerisonanze.it

Fanfara Shavale, concerto all’Accademia di Romania

10 Maggio 2011 Commenti disabilitati

Notte dei musei all’Accademia di Romania: Sabato, 14 maggio 2011, ore 21.00 – 23.00, Accademia di Romania. Ingresso libero da Piazza José de San Martin, 1

 La Fanfara Shavale della Romania proviene da un villaggio [Zece Prăjini, distretto di Iași] della Moldavia centrale di sole 140 case e 560 abitanti. Ciò malgrado, questa piccola località vanta un’invidiabile fama: è il centro abitato con la maggiore concentrazione di bande musicali della Romania (e forse anche del mondo intero), dove ogni uomo sa suonare almeno uno strumento. Il talento musicale si trasmette da una generazione all’altra: dai bambini di 4 anni fino agli anziani di 74, ognuno è capace di interpretare un brano musicale, anche senza conoscere le note, il che assicura l’autenticità delle melodie. Non sorprende che il villaggio è ormai da tempo oggetto di studi e ricerche per musicologi, musicisti ed etnologi.

Ad iniziare dal 1999, i 10 membri della Fanfara Shavale promuovono con gran successo la musica tradizionale romena e rom in tutto il mondo, partecipando a concerti live e prestigiosi festival di world music, folk o jazz in Austria, Cina (alla recente Esposizione universale di Shanghai) Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Israele, Italia (Festa di Capodanno in Piazza San Marco e Carnevale di Venezia), Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria, Ucraina e Turchia.

Il loro album di debutto (2003), intitolato “Speed Brass of the Gypsies“, include 20 brani e porta uno spirito innovatore nella musica delle fanfare zingare, combinando più stili di musica tradizionale dell’area balcanica ad un ineguagliabile ritmo di oltre 200 battiti al minuto.

(fonte e info: Accademia di Romania in Roma)

Pièce di Visniec in scena a Roma

5 aprile 2011 Commenti disabilitati

Martedì 5 aprile ore 20.00, l’Accademia di Romania invita allo spettacolo E con il violoncello che facciamo? (“Și cu violoncelul ce facem?”) di Matei Vişniec.

Dove: Teatro dell’Angelo, Roma, via Simone de Saint Bon n.19 (Zona Viale delle Milizie, metro Ottaviano)

Risentendo della parentela con il drammaturgo Eugène Ionesco, la pièce in un atto, che abbina la commedia col teatro del’assurdo, questa volta viene proposta in una visione integralmente romena: con la regia di Lavinia Jemna e alcuni dei più noti attori del mondo dello spettacolo di Bucarest: L’uomo con il giornale Toma DănilăIl vecchio con il bastone – Gheorghe DănilăLa signora con il velo Tamara CreţulescuIl signore con il violoncello – Cristian Munteanu.

La pièce è stata scritta nel 1989 e racconta la storia di tre personaggi – L’uomo con il giornale, Il vecchio con il bastone e La signora con il velo – che lasciano passare il tempo preferendo la comodità di una falsa attesa. Ad un certo punto vengono disturbati dall’Uomo con il violoncello il quale suona insistentemente, sempre impegnato con gli accordi del suo strumento. Per lui l’ideale sarebbe quello di perfezionare le sue interpretazioni. I tre personaggi “in attesa” guardano all’inizio condiscendenti verso di lui, ma poi cominciano a scandalizzarsi e a respingerlo. Troveranno persino modi stupidi per farlo smettere. Ma riusciranno a cacciarlo via? E se sì… allora con il violoncello che faranno?
Le cacofonie di una Babele interna (ed esteriore) di alcuni incontrano le armonie di suono e d’anima di altri…

Matei Vişniec: giornalista e scrittore nato in Romania nel 1956, vive a Parigi dal 1987, quando ha chiesto asilo politico in Francia (le sue opere erano sistematicamente bandite dal regime comunista). Dopo la caduta del regime è diventato uno degli autori più presenti sui palcoscenici romeni. Le sue opere sono state tradotte e rappresentate in numerosi paesi del mondo. Recentemente Vişniec è stato ospite all’evento TransEuropaExpress (Auditorium Ara Pacis, 3-4 marzo 2011), nel cui ha condiviso col pubblico alcune sue riflessioni sul tema “Il lavaggio dei cervelli a Est e a Ovest”.

Spettacolo in lingua romena con sopratitoli in italiano. (Traduzione di Roberto Merlo). Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

(fonte: Teatro dell’Angelo).

DECO 2010, all’Accademia di Romania

18 novembre 2010 Commenti disabilitati

Dal 18 novembre al 7 dicembre 2010
Sala esposizioni, Accademia di Romania
Inaugurazione: 18 novembre 2010, ore 19.00

La mostra collettiva d’arte decorativa romena DECO 2010 rappresenta una novità tra le iniziative artistiche promosse dall’Accademia di Romania. Si propone di rivalutare un genere artistico ingiustamente considerato “minore”, presentando al pubblico italiano opere di una serie di artisti romeni affermati e di alto livello: Elena Amariei, Elena Basso, Manuela Botis, Raveca Brânzas, Felicia Cenan Man, Emilia Chirila, Iordanka Cioti, Elena Cîmpian, Ileana Craciun, Zoita Craciun, Hermina Csata, Sanda Damian, Adriana Dobra, Andrei Florian, Agnes Forro, Ludmila Fratescu, Corina Horvath Bugnariu, Marta Huluba, Gyongyi Karoli Zold, Melinda Kiss, Liliana Moraru, Ernest Palko, Angela Popescu Roman, Anca Rusan, Doina Stici, Mihaela Tatulescu, Aurelia Tompa, Clara Tudoran e Natalia Udrea.

Un progetto a cura di: Adriana Dobra, Angela Popescu Roman, Zoita Craciun
In collaborazione con l’Unione degli Artisti di Belle Arti della Romania – Filiale di Cluj.

Transilvania multiculturale, mostra fotografica a Roma

7 ottobre 2010 Commenti disabilitati

Transilvania multiculturale. Fotografie di Ştefan Socaciu

Accademia di Romania, sala esposizioni, 7-19 ottobre. Orario di apertura: lunedì-venerdì dalle 16 alle18 e, su prenotazione, tra le 10 e le 12 (tel. 06-320.15.94). Inaugurazione: giovedì 7 ottobre, ore 19.

Adagiata nella culla dei Carpazi, la Transilvania è da molti secoli uno spazio di incontri e di confluenze soprattutto tra romeni, ungheresi e tedeschi ma anche armeni, ebrei, cechi, slovacchi, ruteni o bulgari. Le sue ricchezze e le sue bellezze sono note oggi al mondi intero, eppure la parte più bella è poter sorprendere proprio questo suo tessuto profondo che si respira nel quotidiano. Quando si discute di unioni e di integrazioni, a pochi viene in mente questo esempio vivente e per nulla astratto che è la Transilvania.

La mostra contiene circa 60 immagini di grandi dimensioni con il patrimonio multiculturale della Transilvania: monumenti medievali, fortezze, città, chiese in legno, sinagoghe e alcune spettacolari immagini panoramiche.

Il fotografo Ştefan Socaciu (n. 1977) collabora con la rivista Tribuna di Cluj-Napoca ed insegna presso il Centro di Formazione Professionale per la Cultura di Bucarest e Cluj.  A partire dal 2000 espone costantemente in Romania e all’estero. Ha illustrato numerosi album dedicati alla Transilvania.

Play! – Alex Mirutziu (performance), Radu Comşa e Vlad Olariu, a Roma

24 Maggio 2010 Commenti disabilitati

Dal 25 al 30 Maggio 2010
Sala Esposizioni dell’Accademia di Romania
Inaugurazione: 25 Maggio 2010, ore 18.00 – 21.00

Nell’ambito della fiera dell’arte contemporanea Roma Road to Contemporary Art, l’Accademia di Romania ospita la mostra Play!, un progetto a cura di Mirela Pribac.

Play! si propone di investigare i meccanismi del gioco, atto sintomatico non solo dell’età infantile, ma anche intimamente connesso alla società contemporanea. Dall’homo ludens di Johan Huizinga, la cui esistenza è definita e confermata dal gioco come fondamento culturale, all’homo ludens post-ludus che, per via di meccanismi ludici sfuggiti al proprio controllo arriva ad auto-sabotarsi, ad entrare in collisione con le convenzioni d’ordine socio-politico, ad auto-lesionare la propria immagine e carriera. I tre artisti romeni invitati a sviluppare queste idee, Radu Comşa, Alex MirutziuVlad Olariu s’incontrano al livello di quella membrana dove i due universi riescono a permearsi, dove il gioco diventa vita, dove la vita è – per un brevissimo intervallo – risposta al gioco, per poi trasformarsi nella sua grande interrogazione. Gli artisti presenteranno pittura, scultura e performance insieme ad una serie di interventi site-specific nello spazio dell’Accademia di Romania.
Play! presenta in anteprima una performance straordinaria di Alex Mirutziu, il giovane artista che ha riscontrato un grande successo quest’anno a New York, grazie alle sue raffinate meditazioni sugli intrecci tra il mondo della moda, l’arte e la vita. La performance si svolgerà il 25 maggio, dalle ore 19.00.
Un progetto in collaborazione con la galleria Sabot di Cluj-Napoca.

R. Comsa, "Your dreams still clinging to the pillow", 2007, ricamo su cuscino

Gli artisti

Radu Comşa (n. 1974) si interessa al voyeurismo. Presenta dei lavori che giocano sulla memoria sovversiva intrecciata con il voyeurismo. La sua pittura e’ in un continuo processo del ri-immaginarsi, che insaziabilmente digerisce i suoi dintorni/contorni e sottolinea la preziosità dei dé’jà-vu.

Alex Mirutziu (n. 1981) presenta una performance site-specific incentrata sull’investigazione dell’errore estrapolato formalmente dal mondo della moda. L’artista ricrea una sfilata adottando l’intero armamentario di una modella. Ogni momento di caduta o di mancanza di equilibrio sarà punteggiato e sarà tenuto in conto come paradigma dell’errore, dell’inganno e della manipolazione nell’arena dei giochi dell’umanità’.

Vlad Olariu, "Ghost Truck", 2009, plastica sciolta

Vlad Olariu (n. 1983) gioca con la sottile ironia. Presenta dei piccoli oggetti che riguardano la vita adulta, le azioni sovversive del turismo e dell’industria rivisitate attraverso forme appartenenti al mondo dell’infanzia. I candidi gioccatoli si trasformano in strumenti sovversivi attraverso i quali l’artista critica i grandi giochi dell’umanità. Presenta anche un grande lavoro site-specific.

Giorni di visita: Mer. 26, Gio 27, Ven 28, Sab 29: Orario / 10–16; Dom. 30 / su appuntamento, tel. 327.427.56.46
Accesso / libero

Grande festa per gli 80 anni del pittore Constantin Udroiu

14 febbraio 2010 Commenti disabilitati

di Goffredo Palmerini

Da sinistra, C. Udroiu, D. Maffia, E. Colombo

ROMA, 5 febbraio – Piovigginava a Roma mercoledì pomeriggio, non tanto però da infastidire le fiaccole accese lungo il percorso d’accesso all’Accademia di Romania dal Viale delle Belle Arti a valle Giulia, sul quale prospettano la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e molte altre Accademie ed Istituti di cultura. Accese a giorno le luci ed aria di festa nei pressi del Salone delle Esposizioni. In fretta gli ospiti arrivano guadagnando l’ingresso. Si è quasi alle sei e mezza, l’ora fissata per il vernissage della mostra che celebra l’ottantesimo compleanno di Constantin Udroiu, nato il 3 febbraio 1930 a Bucarest ma da molti anni cittadino italiano nella capitale. Rimarrà aperta fino al 14 febbraio. Vi giungo, finalmente, con l’affanno del tempo tiranno, consumato dall’ansia d’un ritardo inopportuno, complice il traffico di Roma nei giorni di pioggia, i sensi unici che snervano e un parcheggio per l’auto, agognato come una pepita per il cercatore d’oro. E’ quasi l’ora della festa approntata dall’Accademia in onore del pittore ed intellettuale rumeno, italiano d’adozione dal 1971. La Romania non ha inteso lasciar passare inosservata questa tappa della vita dell’Artista, uno dei suoi grandi figli che in Italia ed in Europa hanno al meglio illustrato la cultura e l’arte del Paese d’origine. E non solo. Giacché Constantin Udroiu, per altro, è un testimone vivente dei principi di libertà e di democrazia durante gli anni del regime comunista, affermati e pagati a caro prezzo con una condanna a 22 anni di lavori forzati, sofferti con un decennio di dura carcerazione, fino al 1964. Ora la Romania libera, dopo il crollo del regime di Ceausescu seguito all’insurrezione popolare nel dicembre 1989, non manca mai un appuntamento dell’itinerario artistico per onorare il Maestro, manifestando ovunque riconoscenza verso l’intellettuale e stima verso l’Artista, con l’immancabile presenza delle rappresentanze diplomatiche rumene, in Italia e presso la Santa Sede, all’inaugurazione delle sue esposizioni. Ecco, per l’appunto, come è nata questa mostra per l’ottantesimo compleanno del maestro Udroiu. E non poteva che essere celebrata nella sede dell’Accademia di Romania, prestigiosa vetrina del fecondo mondo culturale del Paese, legato all’Italia da molteplici affinità per le comuni radici neolatine.

La Sala delle Esposizioni è già animata da numerosi ospiti. Brillano gli ori delle icone su un’intera parete, spiccano i colori intensi delle tele sugli altri lati. Luminosa e solare la sua pittura sapida, inconfondibile la cifra dell’Artista, densa e ricca la sua versatilità espressiva. Il Maestro è impegnato a conversare con il Senatore a vita Emilio Colombo, uno dei Padri della nostra Repubblica, deputato a soli 26 anni, il più giovane dell’Assemblea Costituente. Qualche minuto d’attesa per l’arrivo dell’Ambasciatore, Razvan Rusu, perché la cerimonia abbia inizio. In programma alcune testimonianze ed una presentazione critica dell’arte di Udroiu. E’ il direttore dell’Accademia di Romania, Mihai Barbulescu, a far gli onori di casa. Con parole che presto abbandonano i canoni della circostanza, egli esprime a Constantin Udroiu ammirazione per la sua arte, per l’onore che rende alla Romania, per l’opera assidua come “ambasciatore” insigne della cultura rumena nel mondo.

L’Ambasciatore di Romania in Italia, Razvan Rasu, nel suo intervento, rivolge all’Artista gli auguri per la felice ricorrenza e sopra tutto gli consegna la riconoscenza del Governo rumeno e dell’intero Paese, manifesta attraverso una pergamena, per aver illustrato la Romania attraverso le espressioni della sua arte, ma anche per il contributo ai valori di libertà reso con la sua testimonianza di vita. Intenso l’intervento del sen. Emilio Colombo, a nome proprio e della sua regione d’origine, la Basilicata, così tanto cara all’Artista da averle dedicato una significativa messe di lavori monumentali e di eventi espositivi.

Il turno per una testimonianza, come prevede il programma, è di chi scrive. Privati restano i sentimenti della mia amicizia, nata quasi tre decenni fa. Ma pubblico e doveroso è il tributo di gratitudine all’Artista, espresso per i tanti anni d’amministratore civico anche a nome della città che Udroiu molto ama, L’Aquila. Egli la scelse non a caso per tenervi la sua novantanovesima mostra personale, in ossequio al numero che distingue L’Aquila per il numero di Castelli che la fondarono, nel 1254. Nel 1984, al Forte Spagnolo, quella mostra fu un evento artistico di grande rilievo e da allora la città capoluogo d’Abruzzo è nel cuore di Constantin Udroiu. L’Artista volle rendere duraturo il suo sentimento verso la città con il dono alla Municipalità aquilana della Madonna dell’Amore, una grande icona che ha impreziosito la Sala della Giunta fin quando il terremoto del 6 aprile 2009 non ha devastato Palazzo Margherita d’Austria, come l’insieme dell’immenso patrimonio architettonico ed artistico cittadino e degli antichi Borghi che alla città fanno corona. Il dramma, per le vittime e le distruzioni del sisma, Udroiu l’ha sentito come suo, come ogni aquilano. Per la rete degli affetti, per l’amore verso una città preziosa d’arte e di storia, dove molte sue opere sono presenti in pinacoteche e collezioni private, dove ha tenuto altre due grandi esposizioni (nel 1989 a Paganica, nelle Scuderie del Palazzo Ducale, e nel 2001 all’Aquila, a Palazzo Antonelli-Dragonetti), dove ha realizzato due affreschi, al Centro Civico di Paganica e in una scuola elementare. Infine un legame con L’Aquila, il suo, reso ancor più forte per i suoi itinerari nell’arte sacra. La città lo ha sempre attratto per l’innata spiritualità, evocata dal messaggio universale di pace e perdono lasciato da papa Celestino V sette secoli fa con la Perdonanza, il primo giubileo della cristianità, istituita tre mesi prima di rinunciare al papato. Come pure per il segno impresso alla città dall’opera dei francescani dell’Osservanza sotto la guida di San Bernardino da Siena che all’Aquila volle venire a morire e dove le sue spoglie sono custodite nella basilica rinascimentale dedicata al suo nome.

Ancora una testimonianza di stima e d’affetto verso il Maestro giunge da mons. Pierdomenico Di Candia, Vicario generale dell’Arcidiocesi di Matera. Le relazioni artistiche intrattenute dal maestro Udroiu nelle chiese e nei conventi del materano sono numerose, ricorda il presule, come i lasciti di opere stupende che hanno arricchito quei luoghi di meditazione.

Il compito d’illustrare l’arte di Constantin Udroiu spetta al critico Dante Maffia, scrittore e poeta di notevole valore, docente di Letteratura italiana all’Università di Salerno. “Il percorso pittorico di Constantin Udroiu – afferma Dante Maffia – è estremamente complesso e si muove a un tempo su piani diversi, non trascurando di soffermarsi su quegli aspetti delle arti figurative che la gran parte dei pittori ha messo in disparte per ragioni che vanno dall’incompetenza fino all’ignoranza. I pittori oggi hanno fretta d’arrivare, curano soprattutto le pubbliche relazioni… Non è il caso di Constantin Udroiu che invece ha pensato esclusivamente al lavoro, alla qualità di un lavoro enorme che l’ha visto onnivoro in direzione della grafica (disegno, incisione, acquaforte, xilografia, litografia, acquatinta), della pittura (su tela, vetro e tavola) e dell’affresco. Egli viene dalla rigida scuola rumena degli studiosi di icone. I suoi studi l’hanno impegnato su testi di storia, di patristica, d’arte bizantina. Ed è per questo che ancor oggi è capace di produrre raffinate e perfette icone nella stretta osservanza di quelle antiche regole stabilite a Bisanzio. Il passo verso l’affresco è stato naturale ed oggi possiamo ammirare opere di Udroiu in chiese e conventi di tutta Europa: immense scene del vecchio e nuovo Testamento in un’interpretazione vibrante che ha il sapore umano dei tempi moderni. Il sacro di Udroiu è intinto fortemente di una terrestrità che è poi la nota alta delle sue realizzazioni. In altri termini sacro e profano in lui non sono nettamente divisi, ma trovano sempre una loro perfetta convivenza e si risolvono in un rapporto senza contrasti. Semmai – aggiunge Maffia – si integrano e si illuminano a vicenda. A compiere questa simbiosi è la natura essenzialmente religiosa di Constantin che non sa prescindere d’adornare di sacralità anche il nudo femminile, la natura morta o il paesaggio. Con il passare degli anni l’Artista ha sprigionato un cromatismo che si lega ad una luce compatta,  senza dispersioni. I colori hanno ritrovato la loro primigenia faccia, irrobustiti da una libertà festosa e voluttuosa. E’ memoria impressionistica sposata al fauve, con qualcosa di magico e fiabesco. Si può dire – conclude Maffia – che Costantin è un cavallo brado della pittura che sa però trovare la sua misura nel fuoco ardente della creazione e nella poesia rigorosa della sua anima…Quel che maggiormente sorregge la sua arte e la rende una preziosa miniera è l’umanità alta e profonda di questo figlio della latinità che ha saputo coniugare sempre una grande tenerezza con un’impeccabile tecnica”.