A marzo in “Orizzonti culturali italo-romeni”

5 marzo 2016 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 3, marzo 2016, anno VI) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Umberto-EcoEco 1. Quando «Il nome della rosa» sfuggì alla censura comunista Alla memoria di Umberto Eco e a una ricognizione della recezione della sua opera in Romania è dedicato il profilo di Doina Condrea Derer che qui pubblichiamo. Insieme ad aspetti di critica letteraria, l’autrice ricorda anche come la pubblicazione de Il nome della rosa, primo romanzo che rese celebre Eco oltre la cerchia degli addetti ai lavori, fu una sorta di «miracolo» in Romania: la traduzione, infatti, uscì già nel 1984, sfuggendo all’opprimente censura comunista. Completano il testo annotazioni sull’ampio materiale critico prodotto in Romania su Eco, insieme a traduzioni di saggi e volumi teorici.

Eco 2. E Grigore Gonţa mise in scena «Numele trandafirului» Nel 1998 Grigore Gonţa, noto regista romeno, mette in scena per la prima volta al Teatro Nazionale di Bucarest Numele trandafirului [foto sinistra] spettacolo teatrale basato su Il nome della rosa e volto a restituire in chiave drammaturgica un’opera molto complessa per tema, struttura e linguaggio. Lo spettacolo di Gonţa costituisce il tema e l’orizzonte del volume «Il nome della rosa» a teatro, di Armando Rotondi (Edizioni Nuova Cultura, Roma, 2015), da cui traiamo l’intervista nella quale Gonţa ripercorre la complessa e ardita messa in scena teatrale del capolavoro narrativo di Eco.Beligan_guglielmo_numele_trandafirului

Il puzzle che racconta: l’opera narrativa di Doina Ruşti «A me piace scrivere frammentariamente e così ho fatto il più delle volte. Amo la soddisfazione del lettore dei cruciverba, amo i gialli, amo Faulkner. Molto. E profondamente. E amo ugualmente montare dei filmati, assemblare le sequenze di una pellicola. Sono tutti questi piaceri che stanno alla base della mia propensione per una narrativa puzzle». Così Doina Ruşti, nota scrittrice (e non solo), in un dialogo con Smaranda Bratu Elian, da cui risaltano profilo e strategia della sua opera narrativa. In Italia sono stati finora tradotti tre romanzi della Ruşti: Zogru, Lisoanca e L’omino rosso.

Quando il male si fa carne: «Poveri corpi» di Sonia Larian Lo scorso 23 gennaio 2016 si è spenta a Parigi la scrittrice Sonia Larian, pseudonimo di Ariane Leibovici-Lewenstein. Nata nel 1931 a Bucarest, esordì nel 1952 con racconti per ragazzi, unico genere che le consentì di pubblicare senza sottostare a compromessi ideologici. Il suo primo «vero» romanzo, Biblioteca fantastică (Cartea Românească, 1976), ricevette il premio dell’Unione degli Scrittori di Romania, ma il suo capolavoro è e rimane il secondo romanzo, Bietele corpuri (Cartea Românească, 1986). Ne pubblichiamo un frammento, con presentazione e a cura di Anca-Domnica Ilea.

Il tutto dai frammenti: Gheorghe Vidican e il suo «3D», poesie 2003-2013  «Una poesia spaesante, dentro e fuori la realtà, senza mai indulgere a fatti occorsi o a riferimenti tragici, com’è per la tradizione romena, incatenando i fatti alle parole». È quella di Gheorghe Vidican, uno dei protagonisti della poesia romena contemporanea, nel giudizio di Laura Raineri, autrice del testo critico che qui pubblichiamo. Di Vidican, grazie ad una collaborazione multidisciplinare, è stata di recente pubblicata in italiano la raccolta 3D, poesie 2003-2013 (CFR edizioni, Sondrio 2015). Presentazione e selezione di versi a cura di Laura Rainieri.

«Andrò a Nord della parola». Versi di Eliza Macadan Eliza_Macadan«Andrò a Nord / della parola / nella siberia sintattica / il gelo muto / a cavallo sul pianeta veglierò / la morfologia della fine». Così i versi di Eliza Macadan, nata nel 1967 in Romania, esordio poetico sulla stampa letteraria nel 1988 e in volume nel 1994. Macadan scrive poesie in romeno, italiano e francese. «È una poesia di moto, un “andante con moto” inesorabile come il fluire dei tempi in un gorgo. L’universo oggettuale della Macadan ha un’aria di famiglia con il realismo terminale di Guido Oldani, su un versante meno profetico e più visionario» (A. Anelli). Ne pubblichiamo una selezione di versi.

I classici riscritti per ragazzi alla Serata Italiana di Bucarest Lo scorso 24 febbraio alla Libreria Humanitas Kretzulescu di Bucarest si è svolta una Serata Italiana dedicata alla letteratura per ragazzi, specie ai classici reinterpretati. Spunto per la discussione è stato il romanzo I Promessi Sposi: Umberto Eco racconta la storia di Alessandro Manzoni, tradotto anche in romeno. Tra gli invitati: Smaranda Nicolau, che ha presentato la collana per ragazzi «Save the Story»; Oana Bosca-Malin, intervenuta sulle reinterpretazioni dei classici nella letteratura italiana; la psicologa Maria Iordănescu e la scrittrice Doina Ruști. Cronaca di Renata Stoica.

Mărțișor (1 Marzo) – festa romena della primavera

27 febbraio 2016 Commenti disabilitati

Il Mărțișor – “piccolo Marzo” o “marzolino”, associato al mese di martie (marzo) e al dio Marte – è una delle più rappresentative tradizioni romene e rappresenta il ritorno della primavera. Secondo i Traci, di cui facevano parte i Daci, gli attributi di marzo erano propri del dio Marsyas Silen, considerato l’inventore del flauto traverso, e il cui culto era legato alla madre terra e alla vegetazione. Le feste di primavera, dei fiori e della fecondità della natura erano consacrate a questo dio. Le origini della tradizione del Mărțișor sono narrate anche in una leggenda dacia legata a un’eclissi solare. Un giovane coraggioso si era recato a liberare il sole catturato da un drago. Dopo tre stagioni arrivò dove si trovava il drago, e combatterono. Il suo sangue colò sulla neve fresca, ed è da allora che il rosso e il bianco si intrecciano per combattere i mali dell’inverno e annunciare il ritorno alla vita della natura.martisoare

Un mărţişor di oggi è una finissima spiga formata da due fili di seta intrecciati, uno bianco e l’altro rosso, ai quali viene attaccata una piccola figurina di legno o metallo (un cuore, una lettera, un fiore, uno spazzacamino, un ferro di cavallo o un quadrifoglio), che diventa un portafortuna. Esso si porta all’interno delle giacche o attaccato al polso. Di solito i mărțișor vengono offerti alle donne o ai bambini, spesso insieme a dei fiori primaverili (mughetti o violette).

Un tempo, il filo rosso bianco con un amuleto – uno scudo in oro o argento, una conchiglia – veniva legato dai genitori al polso dei piccoli, offerto dai giovanotti alle ragazze (e viceversa, in Moldavia), oppure scambiato tra ragazze con l’augurio di buona fortuna e di salute. I fili erano quasi sempre rossi e bianchi ma potevano anche essere neri e bianchi o d’oro e argento. Con il passare del tempo il piccolo scudo è stato sostituito da vari oggetti, in oro o argento, con degli amuleti dai significati più svariati, seri, sentimentali o divertenti.

Il mărțișor veniva regalato all’alba del 1° marzo e indossato per dodici giorni, a volte fino a quando fioriva il primo albero o sbocciava la prima rosa. A quel punto veniva appeso a un ramo fiorito con la speranza di vedere i fiori sbocciare tutto l’anno. A volte invece si continuava a portarlo nei capelli. In Dobrogea, veniva portato fino all’arrivo delle cicogne e quindi lanciato verso il cielo perché la fortuna fosse più “grande e alata”. Nei villaggi della Transilvania, il mărțișor rosso e bianco, di lana, era appeso alle porte, alle finestre, alle corna e ai recinti degli animali, ai secchi dei manici, per allontanare gli spiriti malefici e per invocare la vita, la sua forza rigeneratrice, attraverso il rosso, il colore della vita stessa. Nei villaggi di montagna il primo giorno di marzo era quello in cui le ragazze si lavavano con l’acqua della neve sciolta, per essere belle e bianche come la neve.martisor

Il filo intrecciato del mărțișor, chiamato anche “la treccia dei giorni, delle settimane e dei mesi dell’anno” simboleggia dunque la coesione inseparabile degli opposti, lo scambio di forze – vitalità e purificazione – che generano gli eterni cicli della natura.

Mărțișor è il momento dell’anno in cui riconquistiamo speranza, ottimismo e fiducia. Buona primavera!

A gennaio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

15 gennaio 2016 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n.1, gennaio 2016, anno VI) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Constantin Brancusi a 140 anni dalla nascita. Una testimonianza video Nel 2016 ricorrono 140 anni dalla nascita del grande scultore romeno Constantin Brancusi (Brâncuşi), figura centrale del movimento artistico moderno di inizio Novecento e vero pioniere dell’astrazione. Le sue opere esprimono ad un tempo il senso dell’immediatezza della scultura contadina e la sofisticata linea d’avanguardia dell’arte parigina di inizio secolo. Grazie alla collaborazione del regista Victor Popa, pubblichiamo una preziosa testimonianza video, con immagini dall’atelier di Brâncuși (anni 1923-1936) che riprendono l’artista al lavoro.

Scrittori romeni tradotti in Italia. Tutti i libri pubblicati nel 2015 Coloro che sono interessati alle opere di scrittori romeni tradotte in italiano trovano una rassegna dei titoli usciti nel 2015 nel database Scrittori romeni in italiano, a cura di Afrodita Cionchin e Mauro Barindi. Si tratta di scrittori contemporanei viventi, tra cui ad esempio i ben noti Ana Blandiana, Norman Manea e Mircea Cărtărescu, e di importanti nomi del passato più o meno recente, come Mircea Eliade, Liviu Rebreanu, Mihail Sadoveanu, Tristan Tzara. Continua inoltre la pubblicazione delle opere di Cioran con le lettere al fratello Aurel e due libri-intervista con Paul Assall e Philippe D. Dracodaïdis.

magda stavinschi«Immenso cielo stellato, maestro di bellezza». Parla Magda Stavinschi Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è Magda Stavinschi, maggior astronomo romeno contemporaneo e direttore dell’Osservatorio Astronomico dell’Accademia Romena dal 1990 al 2005. Autrice di numerosi articoli specialistici e di pubblicazioni dirette al grande pubblico, Magda Stavinschi è anche attenta ai legami tra astronomia e altri saperi, quindi al dialogo interdisciplinare nonché a quello più ampiamente culturale. Sui tratti di questa poliedrica attività scientifica e su alcune curiosità di questa speciale professione si incentra l’intervista che pubblichiamo.

«Nespus dor». Ancora sulle lettere di Cioran al fratello Aurel Torniamo sulla testimonianza delle lettere di Emil Cioran al fratello Aurel (1931-1985), raccolte nel volume Ineffabile nostalgia, curato da Massimo Carloni e Horia Corneliu Cicortaş per l’editore Archinto (Milano 2015). La condizione dello spaesamento, dell’assenza di radici, del non sentirsi a casa anche in ciò che vi è di più familiare caratterizza, secondo Cioran, l’essere umano. Il tema, sotteso a ogni lettera al fratello Aurel, costituisce una sorta di basso continuo che lega tra loro tutti i testi, nella trama variegata di un unico tessuto esistenziale. Recensione di Draga Rocchi.

Leggere il mondo come una parodia. Anniversario Marin Sorescu Nel 2016 ricorrono gli 80 anni dalla nascita e i 20 anni dalla morte di Marin Sorescu, uno dei più importanti scrittori e poeti romeni del secondo Novecento. Nato il 19 febbraio 1936 a Bulzesti, Sorescu ha pubblicato numerose raccolte poetiche, nonché diversi romanzi, saggi, drammi, traduzioni e interviste con alcuni dei maggiori poeti della scena internazionale. Tradotto a sua volta in oltre quaranta lingue, Marin Sorescu è stato vincitore di prestigiosi premi letterari, anche in Italia, e candidato al Premio Nobel. A cura di George Popescu.

romolo gessiGli anni romeni dell’esploratore Romolo Gessi Una delle pagine più affascinanti, e insieme meno note, della storia italiana è quella rappresentata dalle vicende dei grandi esploratori italiani, protagonisti fino all’inizio del XIX secolo di rimarchevoli imprese in diverse parti del mondo. Tra i numerosi protagonisti, merita un posto particolare Romolo Gessi, nato nel 1831 e trasferitosi nel 1848 a Bucarest come addetto al consolato inglese. Il saggio di Marco Baratto ne ricorda l’attività diplomatica, svoltasi in pieno clima risorgimentale, dedicando particolare attenzione al rapporto di Gessi con la Romania.

Il Rinascimento di Leon Battista Alberti alla «Serata Italiana» di Bucarest Lo scorso 8 dicembre si è svolta alla libreria Humanitas-Kretzulescu di Bucarest l’ultima edizione delle «Serate Italiane» 2015. Il dibattito ha avuto come punto di partenza lo straordinario volume De familia / Despre familie di Leon Battista Alberti, ora pubblicato per la prima volta anche in romeno nella nota collana bilingue «Biblioteca Italiana» della casa editrice Humanitas. Scrittore, architetto, pittore, scultore, teorico dell’arte, matematico, musicista, Alberti è l’esempio perfetto di «uomo universale» del Rinascimento, tema del dibattito della serata. Cronaca di Diana Ilie.

Buone Feste / Sărbători fericite!

27 dicembre 2015 Commenti disabilitati

cu steaua

 

FIRI vi augura
Buone Feste e Felice Anno Nuovo!

Categorie:tradizioni

A dicembre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

27 dicembre 2015 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. n. 12, dicembre 2015, anno V) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

 

Iorga a VeneziaLa comune radice latina: «Scritti veneziani», anniversario Nicolae Iorga Nell’anno che volge ormai a conclusione ricorre il settantacinquesimo anniversario della scomparsa del grande storico romeno Nicolae Iorga [foto accanto], cui si deve la fondazione nel 1930 dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, all’epoca noto come Casa Romena. Per l’occasione è stato pubblicato il volume Nicolae Iorga, Scritti veneziani (Ed. ICR), con articoli, studi, conferenze, relazioni dello storico riguardanti Venezia ed i rapporti politici della Repubblica di Venezia con i Principati Romeni lungo i secoli. Presentazione del volume, l’11 dicembre all’Istituto Romeno di Venezia.

Perdersi e ritrovarsi: Cristian Fulaş, buon esordio con «Fâșii de rușine» «Romanzo-parabola», così si potrebbe definire il debutto narrativo di Cristian Fulaș in Fâșii de rușine (Vinea-Gestalt Books, Bucarest 2015). Recentemente insignito del prestigioso premio letterario «Liviu Rebreanu», il romanzo, in parte autobiografico, racconta in prima persona, con estrema lucidità e linguaggio serrato e diretto, l’odissea di un giovane intellettuale di Bucarest imprigionato nella drammatica condizione dell’alcolismo e della tossicodipendenza. La mano tesa di un altro «fallito» sarà la sua salvezza, l’aiuto che occorre per tornare a vivere. A cura di Mauro Barindi.

Ruxandra Cesereanu: «La mia Venezia di anima e di corpo» «Volevo descrivere la mia Venezia, così come io l’aveva percepita. Frugando dentro Venezia, frugavo nella mia stessa mente, nella mia stessa anima e forse anche nel mio stesso corpo». Così la poetessa Ruxandra Cesereanu nell’intervista rilasciata a Cristina Gogianu, in occasione della presentazione del suo libro Venezia dalle vene viola.Lettere di una cortigiana (Aracne 2015), lo scorso ottobre a Venezia.Tra i temi affrontati, la genesi biografica e letteraria del volume, le sue pluristratificazioni, la ricezione in Romania e i diversi piani di approccio a una città che è per definizione anche un mito letterario.

Incanto di cielo e terra: le icone di Costantin Udroiu Constantin Udroiu, maestro romeno dell’arte bizantina, è stato molto di più di un affermato pittore di icone e di dipinti famosi in tutto il mondo: le sue opere lo rendono un originale e autentico interprete della sua terra d’origine. «Il bizantino romeno è per me il principale punto di partenza per un pittore romeno», soleva dire. L’occasione per ricordare il maestro Udroiu, scomparso lo scorso anno, giunge ora dal paese di Paganica, in Abruzzo, alla cui parrocchia è stata donata, l’8 novembre scorso, l’icona raffigurante la «Madonna del terremoto» [foto accanto]. Servizio di Giacomo Ruggeri.madonna-del-terremoto_Udroiu

Luigi Tassoni: ricerca e creazione, ecco il ruolo di letteratura e università Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è Luigi Tassoni, critico, semiologo, storico della letteratura, ordinario di letteratura italiana all’Università di Pécs (Ungheria) e dal 1994 direttore del Dipartimento di Italianistica della stessa Università e dell’Istituto di Romanistica. In questa articolata intervista si attua, tra l’altro, un interessante confronto sui metodi e sui risultati dell’insegnamento dell’italianistica, della sperimentazione didattica e della ricerca scientifica nelle università romene e ungheresi, comprese le nuove sfide che attendono studenti e professori.

«Un tetto sopra la testa». Incontro con la poesia di Nicolae Coande Proponiamo una selezione di versi dalle raccolte poetiche di Nicolae Coande, membro dell’Unione degli scrittori di Romania e segretario letterario del Teatro Nazionale di Craiova. Nato nel 1962, Coande ha debuttato nel 1995, ottenendo diversi riconoscimenti e premi letterari, tra i quali il Premio per la poesia della rivista «Ramuri» (1988, 2006), il Premio per la saggistica della rivista «Argeș» (2013), il Premio della rivista «Hyperion» (2013). Le sue poesie sono presenti in antologie pubblicate in Romania e in vari altri Paesi. Traduzione di Marin Budică e cura di Mauro Barindi.

«Tre volte all’alba»: Serata Italiana dedicata ad Alessandro Baricco Lo scorso 11 novembre si è tenuta a Bucarest la trentaseiesima Serata Italiana, dedicata al tema «Il gioco con il tempo nella narrazione», con spunto d’avvio dal romanzo di Alessandro Baricco,Tre volte all’alba, dedicato proprio al tempo e recentemente pubblicato nella traduzione di Vlad Russo presso la casa editrice Humanitas. Sono intervenuti Smaranda Bratu Elian, Vlad Russo e Marius Chivu, alle cui presentazioni ha fatto poi seguito la lettura bilingue di alcuni brani del romanzo, ad opera degli studenti di italiano, e il dialogo con il pubblico. Cronaca di Valentin Ghiţă.

 

 

 

A novembre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

29 novembre 2015 Commenti disabilitati

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. n. 11, novembre 2015, anno V) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

 
Zeani_Talento e bellezzaVirginia Zeani, la stella italo-romena che brillò con Karajan e Pavarotti Una stella nel firmamento della cultura italo-romena: ecco Virginia Zeani, forse meno nota alle generazioni giovani, ma astro luminoso della lirica, che ha cantato con tutti i grandi del mondo (Gigli, Del Monaco, Domingo, Pavarotti), sotto le più prestigiose direzioni (von Karajan, Mehta, Giulini) e sui più grandi palcoscenici (Milano, Vienna, New York). Nata nel 1925 in un villaggio della Transilvania, Virginia Zeani si stabilisce nel 1943 in Italia, poi negli Stati Uniti. La sua storia viene narrata nel libro-intervista di Sever Voinescu, ora edito anche in italiano con il titolo Virginia Zeani. Talento e bellezza.

L’architettura dei regimi totalitari. In dialogo con Sorin Vasilescu Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è Sorin Vasilescu, architetto e professore di Architettura a Bucarest. Legato all’Italia da motivi familiari (la moglie è italiana) e scientifici (ha scritto per il Dizionario dell’architettura del XX secolo, è membro del Centro Internazionale «Andrea Palladio»), merita una particolare menzione tra l’altro per il suo importante volume L’architettura dell’Italia fascista (Bucarest 2011). Proprio all’architettura dei regimi totalitari del Novecento, con particolare riferimento a quella promossa dal fascismo in Italia, è dedicata l’intervista che pubblichiamo.

Quando Fondane divenne filosofo: «Rencontres avec Léon Chestov» Sta per uscire in Italia la traduzione di Rencontres avec Leon Chestov di Benjamin Fondane, testo pubblicato in Francia nel 1892, con i colloqui e gli scambi epistolari tra Fondane e il filosofo russo. «È il bene più prezioso che io possegga», così disse di questi scritti Fondane. In effetti l’incontro con Chestov segna una profonda svolta per il pensatore romeno, che dalla poesia migra verso gli orizzonti della filosofia. Firmata da Olivier Salazar-Ferrer, massimo esperto europeo dell’opera di Fondane, ecco la presentazione del volume, tradotta da Luca Orlandini, curatore dell’opera fondaniana.

Biblioteca Cioran: «Tempo e esistenza». Tesi di Marcella Vitiello Il rapporto che la coscienza del tempo instaura con l’esistenza costituisce uno degli assi fondamentali della tesi dedicata da Marcella Vitiello a Cioran. «Al di là della priorità e della rilevanza che Cioran intende attribuire al vissuto personale, va colta la portata dell’acquisizione della coscienza temporale nell’ambito dell’esistenza individuale. Cioran, lasciando trapelare una forma di coinvolgimento con l’universo storico temporale, riserva all’analisi dell’orizzonte storico una notevole attenzione, che sconfina in una critica severa e serrata di ogni forma di compromissione con il divenire».

ruxandra-cesereanuRuxandra Cesereanu e la sua «Venezia dalle vene viola» Venezia dalle vene viola. Lettere di una cortigiana di Ruxandra Cesereanu (Aracne 2015) ci fa intravedere non solo una Venezia decadente, onirica e gotica, ma soprattutto una Venezia interiorizzata, un «odore archetipico», un’«Atlantide rovesciata». «È incredibile – scrive il traduttore Giovanni Magliocco – come una poetessa romena abbia avuto questa sensibilità di percepire quello che anche per me è l’essenza più profonda di questa città, essenza che di rado mi è capitato di ritrovare in altri testi». Presentiamo il volume con una intervista di Cristina Gogianu e alcune poesie.

«La tua carezza di cotone». Versi di Horia Pătraşcu «La tua carezza di cotone al 100% / Senza neanche un po’ di poliestere,/ Tutta terra ed etere/ Mi entrava in corpo come un’ispirazione». Pubblichiamo una selezione di poesie a firma di Horia Pătrașcu, tradotte in italiano da Amelia Natalia Bulboacă. Classe 1976, Horia Pătrașcu ha conseguito nel 2009 il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università «Al. I. Cuza» di Iași e nel 2013 il post-dottorato presso la stessa Università. È autore di cinque libri e in Romania è conosciuto anche per la sua intensa attività pubblicistica.

«Parole in musica. Musica di parole». Al via le nuove Serate Italiane Lo scorso 20 ottobre ha preso il via, a Bucarest, la quinta stagione delle Serate Italiane. A differenza delle precedenti edizioni, la nuova Serata si è proposta di oltrepassare l’ambito della letteratura per spaziare nell’universo della musica. Fabrizio de André, Gino Paoli, Luigi Tenco, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, Vasco Rossi sono stati alcuni dei cantautori di cui, nel corso della Serata, si sono ascoltate e studiate le creazioni, protagoniste dell’apertura di una nuova strada alla musica italiana con riflessi, in qualche caso, anche sulla poesia. Cronaca di Georgiana Nuţu.

 

Sînziana Popescu e il suo “mondo-di-là”

29 novembre 2015 Commenti disabilitati

Sînziana Popescu e il suo “mondo-di-là”

di Sara Salone/FIRI

La Romania e la letteratura per l’infanzia   Quando ero piccola, degli amici di famiglia mi regalarono un libro. Si trattava di “Le avventure di Tempestino”, una raccolta di filastrocche illustrate che ho amato molto. Chi l’avrebbe detto che poi, da studentessa universitaria, mi sarei – di nuovo – avvicinata e appassionata alla letteratura romena? Sì, perché Tempestino nasce dalla fantasia dell’autore romeno Tiberiu Utan, e giunge in Italia con una traduzione del 1972.

   La maggior parte delle traduzioni di letteratura romena per l’infanzia in italiano si colloca tra gli anni Sessanta e Settanta: Ioan Slavici, Petre Ispirescu, Ion Creangă e le loro belle fiabe e leggende; Cezar Petrescu con “Fram, orso polare”; ma il romanzo romeno per ragazzi più recentemente tradotto – dal francese – è “Un ballo per un diamante magico” di Virgil Tănase, apparso in Italia solo negli anni Novanta.

   L’editoria italiana per ragazzi è evidentemente orientata verso altre letterature: americana, inglese, spagnola, francese. La letteratura d’infanzia est-europea fa le veci di Cenerentola. A torto, aggiungerei io. Per quanto riguarda la letteratura romena (non conosco la situazione polacca, russa e così via) ho avuto l’onore di conoscere – e tradurre – una delle più promettenti e premiate autrici romene contemporanee.  Sto parlando di Sînziana Popescu (nata a Târgu Mureş nel 1972), romanziera e autrice di teatro per bambini e ragazzi. L’autrice debutta in letteratura già negli anni dell’università con uno spettacolo televisivo. Dopo la laurea in Medicina e Farmacia lavora per lo più come giornalista per riviste scientifiche. Parallelamente continua a scrivere pezzi teatrali per bambini, vincendo i primi premi ai concorsi promossi dal Ministero della Cultura, da Radiodiffusione Romena, dal Teatro “Gulliver” di Galaţi e dal Teatro “Ion Creangă” di Bucarest.viaggio di Vlad

   Ho avuto il privilegio di conoscere di persona Popescu nel novembre del 2014, durante una borsa di studio per un corso di traduzione letteraria concessami dall’Istituto Culturale Romeno (ICR) di Bucarest. Avevo contattato l’autrice diversi anni fa, poiché dopo la laurea in Lingua romena presso l’ateneo udinese ero interessata alla promozione della letteratura romena in Italia, e la serie Andilandi aveva subito colpito la mia attenzione. L’anno scorso la casa editrice Mediamorphosis ha deciso di affidarmi la traduzione in italiano del primo volume della serie. Ho accettato di buon grado, entusiasta all’idea di occuparmi di una storia che avevo amato leggere, e allo stesso tempo onorata dalla possibilità di aggiungere un piccolo tassello alla letteratura romena tradotta in italiano.

 Il libro  Il viaggio di Vlad nel Mondo-di-là (Mediamorphosis, Bucarest, 2015, 252 pp., traduzione di Sara Salone, illustrazioni di Luca Clemente) racconta le avventure di Vlad Ionescu, un bambino di dieci anni, costretto a trascorrere l’estate dai nonni, in Transilvania, mentre mamma e papà sono in attesa di due gemellini. Proprio a casa dei nonni il ragazzo incappa in una strana ragazza, che si rivela essere nientemeno che una delle Fate Madrine. Seguendola nel Bosco della Cuccagna, Vlad si trova catapultato in un mondo fantastico popolato da creature magiche e bizzarre, a cominciare da un cavallo parlante che gli farà da accompagnatore in tutte le sue peripezie. Molte delle creature, come le Fate Madrine, i Giganti e i Quieti, sono benevole e desiderano aiutare Vlad; altre vogliono intralciarlo e impadronirsi del prezioso Andilandi, l’Usignolo Incantato. Vlad si trova a lottare contro Vampiri, Draghi e Stregoni, e alla fine del suo viaggio, cresciuto e più saggio, torna a casa, non più geloso, bensì desideroso di essere un bravo fratello maggiore.

  L’autrice Dal 2002 Sînziana Popescu partecipa alla realizzazione di diversi programmi televisivi per Prima TV, Pro TV e Acasa TV. Della produzione teatrale ricordiamo i pregevoli e premiati testi Viaţa ca o poveste (“Una vita da fiaba”) o Minune (“Meraviglia”), Alunec nd într-o prună (“Scivolare su una prugna”), Iubirea unui iceberg (“L’amore di un iceberg”), Domnul de ciocolată (“L’uomo di cioccolata”) e Cînd jucăriile spun pa (“Quando i giocattoli fanno ciao”).

 Sinziana Popescu  Nell’agosto 2008 Popescu pubblica con la casa editrice Mediamorphosis il primo volume della serie Andilandi, Călătoria lui Vlad în Celălalt Tărâm (“Il viaggio di Vlad nel Mondo-di-là), un fantasy per bambini e ragazzi i cui personaggi principali sono le figure più importanti della mitologia romena: Fate, Draghi, Vampiri, Stregoni, Cavalli parlanti…

   Nell’ottobre dello stesso anno lancia la raccolta di pezzi teatrali per bambini Teatru pentru prichindei, mari, mici și mititei (“Teatro per bambini, grandi, piccoli e piccini”).

   Negli anni 2009 e 2010 completa la trilogia Andilandi con i volumi Aventura gemenilor dincolo de Poiana Vie (“L’avventura dei gemelli nella Radura Vivente”) e Drumul Anei prin Valea Plîngerii (“Il viaggio di Anna nella Valle del Pianto”), mentre del 2013 è il volumetto Istorioare cu cosiţe (“Storielle con i codini”), una raccolta di racconti incentrati sui personaggi femminili dei romanzi.

   Nel 2014 Popescu varca i confini nazionali: la raccolta “Teatro per bambini” viene tradotta in inglese, il racconto Maşinuţa Curcubeu (“La macchinina Arcobaleno”) è tradotto nelle versioni bilingui romeno-svedese e romeno-ceco, mentre nel 2015 esce la traduzione italiana del romanzo Andilandi – Il viaggio di Vlad nel Mondo-di-là.