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A marzo in “Orizzonti culturali italo-romeni”

5 marzo 2016

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 3, marzo 2016, anno VI) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Umberto-EcoEco 1. Quando «Il nome della rosa» sfuggì alla censura comunista Alla memoria di Umberto Eco e a una ricognizione della recezione della sua opera in Romania è dedicato il profilo di Doina Condrea Derer che qui pubblichiamo. Insieme ad aspetti di critica letteraria, l’autrice ricorda anche come la pubblicazione de Il nome della rosa, primo romanzo che rese celebre Eco oltre la cerchia degli addetti ai lavori, fu una sorta di «miracolo» in Romania: la traduzione, infatti, uscì già nel 1984, sfuggendo all’opprimente censura comunista. Completano il testo annotazioni sull’ampio materiale critico prodotto in Romania su Eco, insieme a traduzioni di saggi e volumi teorici.

Eco 2. E Grigore Gonţa mise in scena «Numele trandafirului» Nel 1998 Grigore Gonţa, noto regista romeno, mette in scena per la prima volta al Teatro Nazionale di Bucarest Numele trandafirului [foto sinistra] spettacolo teatrale basato su Il nome della rosa e volto a restituire in chiave drammaturgica un’opera molto complessa per tema, struttura e linguaggio. Lo spettacolo di Gonţa costituisce il tema e l’orizzonte del volume «Il nome della rosa» a teatro, di Armando Rotondi (Edizioni Nuova Cultura, Roma, 2015), da cui traiamo l’intervista nella quale Gonţa ripercorre la complessa e ardita messa in scena teatrale del capolavoro narrativo di Eco.Beligan_guglielmo_numele_trandafirului

Il puzzle che racconta: l’opera narrativa di Doina Ruşti «A me piace scrivere frammentariamente e così ho fatto il più delle volte. Amo la soddisfazione del lettore dei cruciverba, amo i gialli, amo Faulkner. Molto. E profondamente. E amo ugualmente montare dei filmati, assemblare le sequenze di una pellicola. Sono tutti questi piaceri che stanno alla base della mia propensione per una narrativa puzzle». Così Doina Ruşti, nota scrittrice (e non solo), in un dialogo con Smaranda Bratu Elian, da cui risaltano profilo e strategia della sua opera narrativa. In Italia sono stati finora tradotti tre romanzi della Ruşti: Zogru, Lisoanca e L’omino rosso.

Quando il male si fa carne: «Poveri corpi» di Sonia Larian Lo scorso 23 gennaio 2016 si è spenta a Parigi la scrittrice Sonia Larian, pseudonimo di Ariane Leibovici-Lewenstein. Nata nel 1931 a Bucarest, esordì nel 1952 con racconti per ragazzi, unico genere che le consentì di pubblicare senza sottostare a compromessi ideologici. Il suo primo «vero» romanzo, Biblioteca fantastică (Cartea Românească, 1976), ricevette il premio dell’Unione degli Scrittori di Romania, ma il suo capolavoro è e rimane il secondo romanzo, Bietele corpuri (Cartea Românească, 1986). Ne pubblichiamo un frammento, con presentazione e a cura di Anca-Domnica Ilea.

Il tutto dai frammenti: Gheorghe Vidican e il suo «3D», poesie 2003-2013  «Una poesia spaesante, dentro e fuori la realtà, senza mai indulgere a fatti occorsi o a riferimenti tragici, com’è per la tradizione romena, incatenando i fatti alle parole». È quella di Gheorghe Vidican, uno dei protagonisti della poesia romena contemporanea, nel giudizio di Laura Raineri, autrice del testo critico che qui pubblichiamo. Di Vidican, grazie ad una collaborazione multidisciplinare, è stata di recente pubblicata in italiano la raccolta 3D, poesie 2003-2013 (CFR edizioni, Sondrio 2015). Presentazione e selezione di versi a cura di Laura Rainieri.

«Andrò a Nord della parola». Versi di Eliza Macadan Eliza_Macadan«Andrò a Nord / della parola / nella siberia sintattica / il gelo muto / a cavallo sul pianeta veglierò / la morfologia della fine». Così i versi di Eliza Macadan, nata nel 1967 in Romania, esordio poetico sulla stampa letteraria nel 1988 e in volume nel 1994. Macadan scrive poesie in romeno, italiano e francese. «È una poesia di moto, un “andante con moto” inesorabile come il fluire dei tempi in un gorgo. L’universo oggettuale della Macadan ha un’aria di famiglia con il realismo terminale di Guido Oldani, su un versante meno profetico e più visionario» (A. Anelli). Ne pubblichiamo una selezione di versi.

I classici riscritti per ragazzi alla Serata Italiana di Bucarest Lo scorso 24 febbraio alla Libreria Humanitas Kretzulescu di Bucarest si è svolta una Serata Italiana dedicata alla letteratura per ragazzi, specie ai classici reinterpretati. Spunto per la discussione è stato il romanzo I Promessi Sposi: Umberto Eco racconta la storia di Alessandro Manzoni, tradotto anche in romeno. Tra gli invitati: Smaranda Nicolau, che ha presentato la collana per ragazzi «Save the Story»; Oana Bosca-Malin, intervenuta sulle reinterpretazioni dei classici nella letteratura italiana; la psicologa Maria Iordănescu e la scrittrice Doina Ruști. Cronaca di Renata Stoica.

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