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A maggio in “Orizzonti culturali italo-romeni”

24 maggio 2015

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 5, maggio 2015, anno V) mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Il Salone del Libro di Torino e i primi cinque anni della nostra rivista Dal 14 al 18 maggio si svolgerà a Torino la XXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro. Anche quest’anno, la Romania sarà presente con uno stand curato dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest e un ricco programma di eventi. La nostra rivista si onora di essere nuovamente media partner dell’evento e proprio al Salone festeggerà i suoi primi 5 anni di attività con la tavola rotonda Da Cioran a Traian. Cinque anni di «Orizzonti»: scommessa e sfide di una rivista italo-romena. Interverranno Smaranda Elian, Bruno Mazzoni, Roberto Scagno, Mauro Barindi, Afrodita Cionchin.

Mihai Bărbulescu: Accademia di Romania in Roma, tesoro da valorizzare «Sono felice che lei creda che lo stage all’Accademia sia un periodo di grazia: così la pensano la maggior parte degli ex borsisti». Non nasconde la sua soddisfazione il professor Mihai Bărbulescu, uno dei maggiori studiosi di storia antica della Romania, da diversi anni direttore dell’Accademia di Romania in Roma. Borse e convegni, mostre e presentazioni di libri, l’Accademia di Romania è una dinamica istituzione nel cuore di Roma. Ma il professore avverte: la società romena non fa assolutamente nulla per far fruttificare le borse, che sono un grande investimento. Intervista di Claudia Mandi.

comoara_filmCinema romeno contemporaneo: grandi film per pochi spettatori Con il Leone d’Oro assegnato a Cannes a Cristian Mungiu e l’Orso d’Oro ricevuto a Berlino da Calin Peter Netzer, la cinematografia romena recente ha ottenuto riconoscimenti che ne segnalano grande vitalità. D’altra parte, l’indubbia qualità del prodotto risulta in Romania spesso inversamente proporzionale alla tematica trattata, non ripagata da risultati di cassetta. Francesco Saverio Marzaduri propone un’ampia e interessante panoramica del cinema romeno contemporaneo, segnalando quanto contino in patria i prestigiosi riconoscimenti da esso ricevuti all’estero.

«Tradire la propria lingua»: un Cioran inedito al Salone del Libro Ritorno a Emil Cioran è il titolo dell’evento dedicato al grande filosofo, nell’ambito del Salone di Torino di quest’anno, con la presentazione dei volumi usciti nel 2014 e 2015. Tra questi, E.M. Cioran, Tradire la propria lingua. Intervista con Philippe D. Dracodaïdis (a cura di Antonio Di Gennaro, trad. Massimo Carloni, Napoli 2015), concessa nell’autunno 1985 al giornalista greco Philippe D. Dracodaïdis. Si tratta di un testo in parte inedito, che mette in luce tra l’altro significativi aspetti di quello che l’intervistatore definisce il «lato balcanico» di Cioran. Recensione di A.N. Bulboaca.

Salone al cardiopalma: «Crimă la Torino», il giallo di Stelian Ţurlea Torino, l’edizione 2013 del Salone sta finendo. Un noto milionario, romeno di nascita ma da tempo cittadino italiano, bandisce un concorso letterario particolare: centomila euro per chi scriverà in dieci giorni un giallo dal titolo Assassinio a Torino… Si impernia attorno a questa storia il giallo nel giallo di Stelian Țurlea – Crimă la Torino (Crime Scene Press, Bucarest 2014) – godibile per l’ironia con cui vengono tratteggiati comportamenti, psicologie e situazioni. Una storia costruita come un intreccio, giocato sull’interazione dei personaggi e sulle loro contraddizioni. A cura di Mauro Barindi.

Il buon critico lavora di umiltà e di ascolto. Intervista a Lucio Felici Ci sono esperienze professionali più uniche che rare. È il caso di Lucio Felici, saggista e critico letterario, già direttore di colossi come Garzanti, Giunti, Newton Compton. Alla scuola di maestri indiscussi quali Mario Luzi, Attilio Bertolucci, Giorgio Caproni, Paolo Volponi, e una ancora lunga lista di grandi nomi, medesima la lezione appresa: «Il critico – segnala Felici – deve mettersi in umile ascolto dell’autore e tentare con lui un dialogo fraterno. Se manca il rapporto empatico, la filologia e qualsiasi altro metodo d’interpretazione diventano autoreferenziali». Intervista di Smaranda Bratu Elian.

Lucian Blaga: «Io non schiaccio la corolla di prodigi del mondo» Ricorrono in questo mese i 120 anni dalla nascita di Lucian Blaga (9 maggio 1895 – 6 maggio 1961), filosofo, poeta, scrittore, grande ed emblematica figura della cultura romena del Novecento. Destituito dall’insegnamento nel 1948, la sua opera venne messa all’indice, tanto che i suoi scritti sono rientrati gradualmente nel circuito editoriale solo dopo la sua morte. Pubblichiamo una selezione di versi in edizione bilingue, tratti dall’importante antologia La poesia romena del Novecento (traduzione e cura di Marco Cugno, Alessandria 1996).

Ancora su Cioran: «Ineffabile nostalgia. Lettere al fratello 1931-1985» Stefano Chemelli recensisce Ineffabile nostalgia, volume curato da Massimo Carloni e Horia Corneliu Cicortaș per Archinto editore, che raccoglie la corrispondenza epistolare (inedita in Italia) tra Emil Cioran e suo fratello Aurel (Relu). Sulla traiettoria parigina che incrocia la terra d’origine, tra il 1931 e il 1985, un sentimento familiare rivive in pagine personalissime, dove scorrono i luoghi del cuore, scenari di un’immaginazione espressa in tocchi brevi ma intensi. Un Cioran meno noto ma molto vero, pagine in cui la memoria parla nel ricordo di un’infanzia mai esiliata dall’anima.

Sul miraggio dell’Oriente: la XXXIII Serata italiana di Bucarest Lo scorso 20 aprile, la libreria Humanitas Kretzulescu di Bucarest ha ospitato la XXXIII Serata italiana dedicata al miraggio dell’Oriente, e in particolare del Giappone, a partire dal romanzo Seta di Alessandro Baricco, uno degli scrittori italiani contemporanei più noti e più tradotti all’estero, anche in Romania (traduzione in romeno di Adrian Popescu, pubblicato da Humanitas nella collana «Raftul Denisei» (Lo scaffale di Denisa). Tra gli invitati, i docenti Oana Boșca-Mălin e Anca Focșeneanu, insieme a Elisabeta Lăsconi, saggista e critico letterario. Cronaca di Cristina Gogianu.

 OCIR maggio 2015

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