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A dicembre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

17 dicembre 2014

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 12, dicembre, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana
La scultura di Paul Neagu: tre grandi mostre a Timişoara e Cluj-Napoca A dieci anni dalla sua scomparsa, la Romania rende omaggio a Paul Neagu, grande scultore neovanguardista, nato in Romania nel 1938 e stabilitosi a Londra nel 1970. Due mostre a Timişoara e una a Cluj-Napoca offrono una panoramica dell’opera di questo artista che, come ha scritto Sir Nicholas Serota, direttore del Tate Museum di Londra, «ha scoperto un nuovo linguaggio nella scultura, con radici nella sua eredità romena, senza però rimanere circoscritto a questa eredità». Partner media del progetto, la nostra rivista pubblica una presentazione a cura di Ileana Pintilie e i due cataloghi.

E Cioran fece il ritratto del suo «miglior amico»: Benjamin Fondane «Il suo temperamento era così esplosivo che avrebbe voluto far scoppiare le limitazioni del linguaggio, avrebbe voluto far esplodere le parole… ma, allo stesso tempo, era uomo della parola. Era un uomo nobile che viveva in un’epoca buia. Pensare a lui è come pensare a una persona nobile. Non era né credente né non-credente, ma entrambe le cose». Così scrive Cioran del suo amico Benjamin Fondane: un incontro decisivo nel 1942, in una Parigi occupata dai nazisti, che porterà Cioran a fare i conti con gli abbagli ideologici della propria giovinezza. Ampio studio di Giovanni Rotiroti.

Mihai_MălaimareEchi d’Italia al teatro romeno: Mihai Mălaimare, attore e regista Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è Mihai Mălaimare [foto accanto], personalità di spicco del teatro romeno, attore e regista con un attivo costituito dalla messa in scena di oltre venti spettacoli e l’interpretazione di innumerevoli personaggi cinematografici e teatrali. Nel 1990 dà vita al Teatro Masca, caratterizzato da una visione particolare, derivata in gran parte dalla tradizione teatrale italiana. Nell’ampia intervista, Mălaimare traccia una panoramica del suo lavoro teatrale e interessanti riflessioni, tra l’altro, su commedia dell’arte, teatro di gesto e teatro di parola.

Invito a editori e studiosi: creiamo insieme la «Biblioteca Orizzonti» Nel quarto anniversario di pubblicazione, la nostra rivista lancia la nuova iniziativa di una «Biblioteca Orizzonti» per offrire integralmente (in formato pdf) libri già pubblicati e testi inediti relativi alla cultura romena e italiana, nonché ai rapporti culturali italo-romeni. Invitiamo gli editori italiani e romeni, tutti i romenisti italiani, gli italianisti romeni e gli studiosi di varie specialità a contribuire con l’invio di loro pubblicazioni e/o lavori inediti dedicati ai legami tra i due Paesi e culture. Saremo lieti di pubblicarli, a vantaggio di una loro maggior circolazione e diffusione.

Hortensia Papadat-Bengescu e il suo «Concert din muzică de Bach» Un concentrato di debolezze e di miserie umane, di cinismo e di arrivismo, di amore e di eros piegati il più delle volte a fini puramente carnali o utilitaristici. Un panorama di introspezione psicologica desolante e spietato, incastonato nella cornice urbana di Bucarest: questo è ciò che offre Hortensia Papadat-Bengescu (1876-1955) in Concert din muzică de Bach (1927), il romanzo più noto di questa scrittrice nonché una delle prove più smaglianti della narrativa romena interbellica. Postilla: un altro «classico» non ancora tradotto in italiano e in attesa di editore. A cura di Mauro Barindi.

Viaggio e ritorno: un mito della letteratura d’immigrazione italofona Il mito del viaggio non ha perso i suoi significati nella letteratura d’immigrazione contemporanea, anzi si è arricchito di nuove espressioni: l’uomo porta in sé questo fantasma e lo perpetua in forme evolute. Ana Maria Tomaziu Pătraşcu analizza il «ritorno a casa» nell’antologia bilingue a cura di Irina Ţurcanu Ritorno a casa (2013), e ne L’italiana di Joseph Zoderer (1982, traduzione italiana 1985). Il viaggio è una scommessa ambivalente: produce alienazione, con l’ego-nomade che si dissipa nel mondo, ma anche ritorno, cioè ritrovamento di sé nel recupero del senso primordiale.

Galileo Galilei a 450 anni dalla nascita. Interviene Magda Stavinschi Magda Stavinschi, maggior astronomo romeno contemporaneo, direttore dell’Osservatorio Astronomico dell’Accademia Romena tra il 1990 e il 2005, propone un ritratto di Galileo Galilei a 450 anni dalla nascita del grande toscano. La vita e le scoperte, e in particolare le vicende legate al processo, sono al centro dell’attenzione della studiosa, che sottolinea come tale processo si sia concluso soltanto nel 1992, quando il papa Giovanni Paolo II propose una rinnovata ermeneutica dei rapporti tra scienza e fede ed espresse profondo rincrescimento per il modo in cui venne trattato il caso Galilei.

Pierfranco Bruni: «Claretta e Benito, un romanzo di passione e morte» Pedepsiţi în iubire (Ed. Capriccio, Piatra-Neamţ, 2014) è il titolo della traduzione romena del romanzo Passione e morte. Claretta e Ben di Pierfranco Bruni, dedicato a ridisegnare i contorni della storia d’amore tra Claretta Petacci e Benito Mussolini. Ştefan Damian, che ha tradotto il romanzo, ha intervistato l’autore, approfondendo il tema dell’invenzione narrativa e le ragioni della scrittura di Bruni, all’origine di un’opera poliedrica che comprende tra l’altro versi, racconti, romanzi, saggi sulla letteratura italiana del Novecento e sulla cultura poetica della Magna Grecia.

Luminița Țăranu, il poliedrico percorso di un’artista romena di successo Voce significativa del panorama artistico contemporaneo, Luminița Țăranu è un’artista romena ben affermata anche in Italia. Nata nel 1960 a Lugoj e dal 1987 stabilita in provincia di Roma, ha realizzato un percorso artistico che va dalle rappresentazioni postclassiche alle installazioni di avanguardia, dipinti, megaoggetti/sculture e interventi artistici in opere di ristrutturazione architettonica. Nel 2013-2014 ha realizzato uno dei suoi progetti più importanti: «Columna mutātio», opera ispirata alla Colonna di Traiano. Presentazione di Claudia Mandi.

«Salazar e la rivoluzione in Portogallo». Note su Mircea Eliade Mircea Eliade visse per qualche anno anche a Lisbona lavorando presso la legazione romena e lì, mentre nel resto d’Europa infuriava la guerra, scoprì il regime salazarista, fautore di una rivoluzione spirituale che secondo lo storico delle religioni era da contrapporre non solo al comunismo ma anche al liberalismo e alla democrazia parlamentare. Filippo Coralli riflette su alcuni aspetti di quest’opera, interrogandosi in particolare su una domanda di fondo dello stesso Eliade: è possibile una rivoluzione sulla base di valori come quelli della dottrina sociale della Chiesa?

«Non sarà tempo di uccidere il tuo essere». Versi di Cezar Ivănescu Nato a Bârlad nel 1941, Cezar Ivănescu è un punto di riferimento della poesia romena contemporanea. I suoi versi sono un flusso ininterrotto in cui si intersecano registri sonori distinti, espressioni e sostanze polifoniche del suo vissuto orfico. «Morte» è la parola chiave di quasi tutta la sua produzione letteraria, che ci offre la cifra della sua avventura metafisica, impresa gnostica e insieme poetica. Pubblichiamo una selezione di versi estratti dal volume di saggi e testi poetici in romeno e italiano Sogno Suono Segno a cura di Geo Vasile (Il Foglio, Piombino 2014).

ocir dic 2014Eventi a Bucarest: Serata Italiana e commemorazione di Nina Façon Due significativi eventi hanno animato nello scorso novembre la vita culturale italo-romena di Bucarest: la diciannovesima Serata Italiana promossa dalla Humanitas, dedicata al romanzo di Paolo Giordano Il corpo umano, e una commemorazione dell’indimenticata italianista Nina Façon, a quarant’anni dalla sua scomparsa, organizzata da studenti e docenti della Cattedra d’italiano dell’Università della capitale. Presenti a quest’ultimo evento due allieve d’eccezione di Nina Façon: Doina Derer ed Eleonora Cărcăleanu. Cronache di Diana Constantin e George Ivan.

La censura: «call for papers» della rivista «Krypton» «Krypton», periodico semestrale del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre, ha in corso di preparazione il numero 5/2015, dedicato al tema censura: cogliere nuovi aspetti della controversa relazione che lega potere, individui e collettività è l’obiettivo programmatico. Pubblichiamo il «call for papers» diffuso dalla rivista, con tutte le informazioni necessarie: gli articoli, redatti in una delle lingue previste (francese, inglese, italiano, portoghese, romeno, spagnolo) dovranno essere inviati entro il 20 dicembre 2014 all’indirizzo email di «Krypton».

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