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A settembre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

11 settembre 2014

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 9, settembre, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

???????????????????????????????????????????? «Sentinella, a che punto è la notte?». Gli 80 anni di Dieter Schlesak Il 7 agosto scorso, Dieter Schlesak [foto sinistra] ]ha compiuto 80 anni. Insieme agli auguri della nostra redazione, pubblichiamo un articolo di Vivetta Valacca, amica e collaboratrice dello scrittore. «Il suo destino – osserva la Valacca – è di essere testimone: prezioso, per quanti vogliono sapere, e scomodo, per quanti vogliono mistificare, di un secolo che ha attraversato regimi totalitari, conflitti e revisioni storiche. Non è semplicemente un testimone, bensì una sentinella per le nostre coscienze: la sua testimonianza, come la sua vita, è contrassegnata da una profonda eticità».

Cioran terapeutico: ermeneutica psicologica del pensiero negativo Uno strumento pratico di una terapia spirituale basata sul cosiddetto pensiero negativo: ecco la sostanza del libro di Horia Pătraşcu Terapia prin Cioran. Forţa gândirii negative (Ed. Trei, Bucarest 2014). Cioran ha elaborato un sistema di pensiero coerente, una psicologia dei sentimenti spirituali, metafisici dell’uomo, catalogati con massima sottigliezza analitica. La sua filosofia, secondo Pătraşcu, è in grado di suggerire una vera e propria terapia psicologica e spirituale, dove l’assunzione del negativo è cardine imprescindibile. Recensione di Amelia Bulboacă.

«I gigli della prima liceo»: Gabriel Liiceanu e l’amore a prima vista L’amore a prima vista: cinque storie e autori d’eccezione, Gabriel Liiceanu, Adriana Bittel, Ana Blandiana, Nicolae Manolescu e Ioana Pârvulescu, in Povești de dragoste la prima vedere (Humanitas, 2008). Pubblichiamo il racconto che apre la raccolta, incentrato sugli amori liceali. È quello che accade ai protagonisti: Liiceanu, invaghito di una compagna di classe dai capelli d’oro, la convince che sublime suggello per il loro amore incompreso debba essere un talamo di gigli il cui mortifero afrore li condurrà avvinti verso l’eterna passione. A cura di Mauro Barindi.

 L’eredità armena di Eminescu secondo Arşavir Acterian Pubblichiamo la traduzione di Despre originea lui Mihail Eminescu (1935) di Arşavir Acterian, testo ripubblicato dalle edizioni Ararat nel volume Eminescu văzut de armeni (2000). L’autore, romeno di nascita ma di origine armena, pensava che la famiglia di Eminescu fosse imparentata con un mercante venuto dal paese caucasico, ed emigrato successivamente in Europa orientale. Il saggio è un commento ad alcuni passaggi della biografia Viaţa lui Mihai Eminescu (Vita di Mihai Eminescu), scritta nel 1932 dal critico letterario George Călinescu. A cura di Francesco Testa.

 Camil Petrescu, l’innovatore del romanzo romeno camil petrescuNel 2014 ricorrono 120 anni dalla nascita di Camil Petrescu [foto destra], romanziere, drammaturgo e poeta, membro dell’Accademia Romena. Per i suoi romanzi di analisi psicologica, è considerato «l’innovatore del romanzo romeno». Petrescu è stato proposto in Italia già nel 1956 nella traduzione di Anna Colombo, nell’Antologia della narrativa romena curata da Giuseppe Petronio, senza che i suoi romanzi venissero poi editi in volume. Pubblichiamo un frammento del romanzo introspettivo Il letto di Procuste (1933), nell’auspicio che venga integralmente tradotto e fatto conoscere al pubblico italiano.

Urmuz e il compito (im)possibile della traduzione L’opera di Urmuz ha esercitato una notevole influenza, per molti versi paradossale, su intere generazioni di scrittori che vanno dal padre del Dadaismo, Tristan Tzara, alle avanguardie e al surrealismo romeni, da Eugène Ionesco a Paul Celan e Gherasim Luca, da Nichita Stănescu fino ai poeti postmoderni e testualisti come Mircea Cărtărescu. Analizzando la natura del «romanzo familiare» che si gioca nelle Pagine bizzarre di Urmuz, Giovanni Rotiroti ci propone una riflessione sul transfert e sulla traduzione nel contesto dell’espropriazione dal nome proprio nella scrittura.

«Sono ancora proprietà di Dio». Versi di Victoria Milescu «Sono ancora / proprietà di Dio / Dove correre? / Sono lo scriba terrorizzato dalle parole / Mi hai inviato perché sto in silenzio / mordendo la terra. / Dove correre quando a correre è la terra stessa? / Atterriti siamo da un’unica parola, / presto si farà sentire, / sarà tuono o brezza. / La dirai tu, la sussurrerò io. / Sono ancora la prediletta di Dio, / dove e perché correre…». Pubblichiamo una selezione di versi di Victoria Milescu, poetessa e traduttrice di lingua inglese, membro dell’Unione degli Scrittori della Romania. Traduzione italiana a cura di Alexandru Calciu.

Il Cenacolo di Leonardo da Vinci, una curiosa storia d’archivio Secondo la ricerca 2014 dell’Istituto Europa Asia, il simbolo italiano più noto al mondo è Leonardo da Vinci: «Sulla sua straordinaria figura – afferma Achille Colombo Clerici, presidente IEA – dovrà essere imperniato il rilancio dell’immagine dell’Italia, specie nella prossima “vetrina” mondiale dell’Expo». Il Cenacolo è forse anche l’opera più conosciuta dell’intera storia dell’arte. Ivana Novani, responsabile Biblioteca-Archivi della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, presenta una curiosa storia d’archivio riguardante questo capolavoro.

orizzonti culturali 9_2014

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