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Italia-Romania, le relazioni commerciali nel periodo interbellico

6 maggio 2014

Venerdì, 9 Maggio 2014, ore 18,30
Roma, biblioteca dell’Accademia di Romania

Presentazione del libro di Francesca Romana Lenzi, Italia e Romania tra sviluppo e internazionalizzazione. L’esperienza della Banca commerciale italiana e romena (1920-1947), Carocci, Roma, 2014, pp.172, € 18.

Il 9 maggio 1950 Robert Schuman presentò il progetto ideato da Jean Monnet per la realizzazione di un’unione federale, a partire dall’integrazione economica, con la costituzione della CECA. La caduta del muro di Berlino, poi, rese la sfida ancora più ambiziosa, nella prospettiva di un allargamento dell’Unione ai Paesi dell’est Europa. Tuttavia, le relazioni commerciali e finanziarie tra i Paesi fondatori della Comunità Economica Europea e i Paesi dell’Europa orientale traggono origine da tempi ben più lontani e grazie anche a questi trascorsi storici è stato possibile porre le basi per la cosiddetta “Europa allargata”.

Calea Victoriei

In occasione delle celebrazioni per la Giornata dell’Europa, presso l’Accademia di Romania viene presentato il volume di Francesca Romana Lenzi Italia e Romania tra sviluppo e internazionalizzazione. L’esperienza della Banca commerciale italiana e romena (1920-1947).

Intervengono:
Prof. Antonello Folco Biagini, docente di Storia dell’Europa orientale, Università di Roma la Sapienza 
Prof. Gaetano Sabatini, docente di Storia economica, Università degli Studi di Roma 3

Modera: Prof.ssa Giovanna Motta, docente di Storia economica, Università di Roma la Sapienza

Il libro. Nel quadro delle strategie per l’espansione del mercato e della finanza italiani all’estero dopo la Prima guerra mondiale, la Banca commerciale italiana e romena (Romcomit) avviò un’esperienza di rilievo. L’istituto, figlio della Banca commerciale italiana assieme alle altre due sedi di Budapest e Sofia, contribuì a veicolare i numerosi interessi di natura geostrategica dell’Italia postbellica – e, in seguito, mussoliniana – verso il bacino danubiano balcanico. Tali interessi erano motivati da ragioni di contatto culturale, opportunità economica, fermento migratorio, oltre che di vicinanza geografica. Le imprese italiane all’estero costituirono ben presto una parte consistente della partecipazione italiana al capitale romeno: l’Italia investì sin dai primi anni Venti nel settore assicurativo e nelle principali produzioni, tra cui quella petrolifera, che era alla base della ricostruzione postbellica dell’economia balcanica. L’autrice intende ripercorrere, con l’ausilio di fonti primarie, le relazioni tra l’Italia e la Romania a partire dalla vita e dall’attività dell’istituto creditizio di Bucarest e delle sue filiali nazionali, che hanno assunto in più di un’occasione un ruolo cruciale nelle dinamiche tra i due paesi.

Italia Romania Carocci
L’autrice. Francesca Romana Lenzi è ricercatore confermato in Storia dell’Europa orientale presso l’Università Europea di Roma. Dottore di ricerca in “Storia dell’Europa” (Università di Roma la Sapienza) ha insegnato, come professore a contratto, Storia economica presso l’ateneo LUISS Guido Carli. Si occupa di ricerca sui modelli di sviluppo storico, politico ed economico e di internazionalizzazione delle macroregioni, in prospettiva comparata. Tra gli scritti: (2012) An Alternative Conception of Nation: Islamism in the Central Asian Republics in “Mediterranean Journal Of Social Sciences” vol.3, n.11; (2011) L’Italia In Alta Slesia (1919-1922), Nuova Cultura, Roma; (2010) Regional proximity factor: an advantage or a disadvantage for development?.In “Transition Studies Review”, Springer, Wien; (2009) Cile e Mercosur: modelli di sviluppo e di internazionalizzazione, Nuova Cultura, Roma.

 

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