Home > letteratura, libri > Ad aprile in “Orizzonti culturali italo-romeni”

Ad aprile in “Orizzonti culturali italo-romeni”

4 aprile 2014

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 4, aprile 2014, anno IV), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Renzo Rubinelli: l’uomo, centro e sostanza del pensiero di Cioran «Non si esagera se si sostiene che l’uomo è l’unico argomento del pensiero di Cioran. L’uomo gettato in un universo senza senso, costretto a restarvi, forgiandosi continuamente delle lusinghe in grado di prorogare indefinitamente l’appuntamento con l’ineluttabile non senso del tutto». È l’assunto da cui muove l’analisi proposta da Renzo Rubinelli nel suo volume Tempo e destino nel pensiero di E.M. Cioran (Aracne, 2014). L’esegesi si sviluppa prefigurando un dialogo fra due polarità estreme: l’eternità di Emanuele Severino e il nichilismo di Cioran. Una sezione fotografica arricchisce l’opera.

asteptand ceasul de apoi«Așteptând ceasul de apoi», il romanzo postumo di Dinu Pillat Un ritratto della gioventù smarrita e ammaliata dal demone delle ideologie estremiste (di destra) intrise di misticismo e anarchia che segnarono la storia della Romania interbellica. Ecco il romanzo postumo di Dinu Pillat, Așteptând ceasul de apoi (Humanitas 2010), opera il cui destino è legato strettamente a quello del suo autore, del quale condizionò drammaticamente la vita. Per la macchina repressiva comunista romena degli anni ’50, infatti, questo romanzo avrebbe rappresentato uno dei gravi capi d’accusa nel processo-farsa noto come «lotto Noica-Pillat». A cura di Mauro Barindi.

Octavian Paler: «Non ho paura di amare ciò che deve morire»  Octavian Paler (1926-2007) è stato uno dei più grandi scrittori del Novecento romeno, figura di grande rilievo della società civile, giornalista e politico. Ha attraversato periodi e stagioni importanti, che hanno lasciato la loro impronta culturale e ideologica sulla sua opera. Ricco di una storia straordinaria e di una formidabile capacità espressiva, Paler è diventato una sorta di emblema dell’ideale classico di tante persone che hanno letto i suoi scritti, intrisi di grandi concetti e verità. Offriamo al lettore italiano una selezione di aforismi a cura di Alina Breje, come invito alla lettura dell’opera di Paler.

«Dalla Romania senza amore», lo sguardo disincantato di Anca Martinas La Romania degli ultimi vent’anni vista con gli occhi di due donne romene emigrate in Italia. Ecco l’orizzonte del romanzo di Anca Martinas Dalla Romania senza amore (Robin Edizioni, 2009). Nata nel 1970 a Roman, Anca Martinas si laurea in Assistenza Sociale e in Teologia all’Università di Bucarest, coltivando nello stesso tempo la passione per il giornalismo scritto e radiofonico. Dal 2004 si stabilisce a Roma, dove lavora come redattrice e speaker nella sezione romena della Radio Vaticana. Questo è il suo primo romanzo in italiano. Presentazione della scrittrice Laura Rainieri.

«Ecco il verbo che ti perdona». Versi di Valeriu Armeanu Un’ars poetica dello strazio e del pentimento, dell’umiltà e della preghiera: è quella dei versi di Valeriu Armeanu, interessante autore di numerose raccolte. Le parole-chiave ricorrenti nelle sue poesie portano il marchio rovinoso di una minaccia imminente (bufera, orrore, diluvio, nevicate polari), echi di alcuni gravi elementi biografici, di une fin de partie compresa. Bellezza tragica di un discorso poetico scisso tra amore e morte, eros e thanatos, gioia di riveder le stelle e vanità del cacciatore di vento, per parafrasare il titolo di uno dei suoi libri recenti. A cura di Geo Vasile.

Il sapere trasformativo e la questione del soggetto della scrittura: Urmuz Sulla scia del critico Marin Mincu, che aveva identificato la particolare modalità testuale di Urmuz (pseudonimo di Demetru Demetrescu-Buzău), Giovanni Rotiroti analizza la «distruzione del soggetto nel linguaggio» in un testo esemplare, Ismail e Turnavitu: «L’abolizione del soggetto nel testo è in fondo scrittura dell’altro, radicale messa in questione della soggettività. Ma è proprio in forza di ciò che il soggetto, rinunciando alla tentazione di porsi come un sapere totalizzante e definitivo, è portato a un altro tipo di sapere, un sapere latente e trasformativo, differente da ogni sapere».

Cultura e società nella Romania degli «anni bui» Onofrio Cerbone, già lettore d’italiano all’Università di Iasi negli anni ’70, racconta la sua esperienza umana e professionale nella Romania dell’epoca. «Estremamente colta e raffinata, la cultura romena di quei tempi costruiva un mondo parallelo e sotterraneo a quello che la politica voleva; pagava però il prezzo all’antipolitica. La giusta e legittima difesa ad oltranza del soggetto si dissolveva in una oggettività speculare a quella della politica totale che dopo l’89, con la sconfitta definitiva di ogni pensiero totale, porrà una seria ipoteca sulla società, sulla cultura e sull’insegnamento».


Scrittori migranti, nuova sezione nel Database Scrittori romeni in italiano  Nell’ambito dei progetti di database avviati dalla nostra rivista per creare uno strumento operativo centralizzato, a tutt’oggi non esistente, segnaliamo una nuova sezione del primo database, Scrittori romeni in italiano, dedicata agli Scrittori romeni italofoni (Scrittori migranti), che vivono e operano in Italia, dove scrivono e pubblicano le loro opere in lingua italiana. Spiccano i nomi dei prosatori Ingrid Beatrice Coman, Irina Ţurcanu, Mircea Mihai Butcovan e Valerica Mocănaşu. La poesia è rappresentata da autori quali Viorel Boldiş e Victoria Dragone.


Focus: «La Vita in Prosa». Concorso Nazionale di Narrativa 2014 Segnaliamo la terza edizione (2014) del Concorso Nazionale di Narrativa «La Vita in Prosa», con la partecipazione di Puntoacapo Editrice. Il Concorso riguarda scritti inediti in prosa. Possono partecipare scrittori italiani e stranieri con opere in lingua italiana. Scadenza 31 maggio 2014.ocir 4 2014

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: