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Ad aprile in “Orizzonti culturali italo-romeni”

4 aprile 2013

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 4, aprile 2013, anno III)), mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.


Edizione italiana

«Sulla bellezza dimenticata della vita». La saggezza di Andrei Pleşu

A. PlesuAndrei Pleşu [foto accanto] è una personalità di primo piano della cultura romena contemporanea. Scrittore, saggista, storico dell’arte e fondatore di riviste culturali, è autore di opere tradotte in diverse lingue, tra le quali non figura ancora l’italiano. [Nota FIRI: Il libro Minima moralia. Elementi per un’etica dell’intervallo, traduzione italiana a cura di Horia Corneliu Cicortas, è pronto per la pubblicazione]. Quasi a mo’ di invito per l’editoria del Belpaese, Afrodita Cionchin ne presenta Sulla bellezza dimenticata della vita (Humanitas 2011), godibile opera che, in un singolare mix di acume, raffinatezza e ironia, si sofferma sul «qui ed ora» del nostro vivere quotidiano, in cerca di una risposta alla stringente domanda: «Cosa facciamo della nostra vita?».

Eliade/1. Il sacro e l’esoterico, nuove prospettive di interpretazione

Mircea Eliade ha sempre mostrato prudenza verso le interferenze della sua opera con l’esoterismo, cui molti hanno tentato di ricondurlo. A un approfondimento di questo tema, su ampio sfondo ermeneutico, è dedicato il volume Mircea Eliade. Le forme della Tradizione e del Sacro (Mediterranee 2012), frutto dei lavori di un congresso organizzato a Perugia nel 2007. I contributi sono a firma di Grazia Marchianò, Pietro Angelini, Enrico Montanari, Roberto Scagno, Giovanni Casadio, Pietro Mander, Carlo Prandi e Guido Ravasi. Recensione di Constantina Buleu.

Eliade/2. Tra filosofia e medicina: lo scambio con Valeriu Bologa

Mihaela Gligor, ricercatrice dell’Academia Română di Cluj, ha pubblicato Între filosofie şi medicină. Folclorul medical în viziunea lui Mircea Eliade şi Valeriu Bologa (2012), un volume dedicato ai rapporti epistolari tra Mircea Eliade e il medico e folclorista transilvano Valeriu Lucian Bologa, fondatore della scuola scientifica di Cluj insieme al francese Jules Guiart. Questo incontro, come mette ben in luce Giovanni Casadio nell’ampia presentazione, chiarisce tra l’altro alcuni aspetti dell’interesse di Eliade per gli studi di folclore, storia della medicina popolare e alchimia asiatica.

Lavinia Simion: «La cultura, motore del rinnovamento di Timişoara»

«Timişoara è l’unica città europea ad avere tre teatri nelle tre lingue nazionali – romeno, ungherese e tedesco – che condividono lo stesso edificio, il Palazzo della Cultura. Questo, insieme agli oltre mille primati in diversi ambiti, costituisce il background per la candidatura a Capitale Europea della Cultura nel 2021». Lavinia Simion, consigliere della Direzione per la Comunicazione del Comune di Timişoara, illustra il profilo culturale che caratterizza il passato e il presente della città, insieme alle iniziative programmate per sostenerne la candidatura al prestigioso titolo europeo.

Benjamin Fondane: «Il Salmo del lebbroso»

Pubblicato nel 1920 e ora tradotto in italiano da Irma Carannante, questo straordinario componimento di Benjamin Fondane ripropone il tema della teodicea giobbica, una «supplica invocativa» in cui risuona l’antica domanda biblica sul senso della sofferenza del giusto e sulla giustificazione del male nel mondo. Apparente parodia della preghiera con intenti distruttivi e blasfemi, in realtà è il riconoscimento del mistero abissale che circonda la parola del Totalmente Altro, nell’indissolubile legame etico del dolore con l’amore. Presentazione di Giovanni Rotiroti.

«Morte di un ballerino di tango». Stelian Tănase e la Romania innocente

La Bucarest degli anni ’40 è lo scenario in cui si staglia la figura di Gogu Vrabete, detto Tango, una sorta di «pícaro» balcanico della mahala bucarestina, splendido protagonista di questo romanzo di respiro «dickensiano» – così l’ha definito lo stesso Stelian Tănase – sullo sfondo di una Romania in procinto di perdere la sua innocenza, una Romania colta in quel limbo, in quel purgatorio inverso che conduce dall’Eden della fine del periodo d’oro interbellico agli inferi del durante e del secondo dopo-guerra. Proponiamo un frammento del romanzo, a cura di Mauro Barindi.

«La parrocchia» di Dan Coman, sguardo su un Paese giunto alla fine

Un villaggio, uno qualsiasi tra i monti e i boschi della Romania comunista alla fine degli anni ’80, e una casa parrocchiale intorno alla quale ruota un microcosmo di tipi umani, storie e quotidianità che si muovono insieme alla terra e al ritmo delle stagioni. Questo l’universo del romanzo di Dan Coman, costruito per giustapposizione d’immagini più che su base cronologica. La voce narrante sviluppa uno stile a metà strada tra prosa e poesia – Coman è anche poeta – in cui trovano spazio il brutale e l’innocente, il reale e l’onirico, la tragedia e l’umorismo. A cura di Clara Mitola.

Maestro Ruggero di Puglia e i Tartari alla conquista della Transilvania

A Maestro Ruggero di Puglia, monaco e documentarista del XIII secolo, si deve la storia della conquista della Transilvania e della pianura pannonica da parte dei Tartari nel 1241. Di questo racconto minutamente descrittivo, affidato al Carmen  Miserabile, proponiamo, in prima traduzione italiana a cura di Afdera Zirone, il capitolo XXXIV dedicato alla distruzione della città di Varadino, l’attuale Oradea. Di Walter Scudero, autore del volume Memoria intorno a Maestro Ruggero di Puglia ed il suo «Carmen Miserabile» (Edizioni del Rosone, Foggia 2012), l’ampia presentazione e profilo storico.

«La voce che non sai da che parte lasciare». Versi di Stefano Raimondi

Con il titolo La voce che non sai da che parte lasciare, pubblichiamo una selezione di versi della raccolta inedita Teatro delle corsie di Stefano Raimondi (Milano, 1964), poeta e critico letterario che si interessa anche di letteratura romena, in particolare di Paul Celan e Benjamin Fondane. Di recente è uscita la sua nuova raccolta, Per restare fedeli (Transeuropa Edizioni 2013), con testi scritti in circostanze particolarissime, segnate da grande abbandono affettivo ed eventi sconvolgenti, come i fatti di Genova (G8), l’11 settembre, la Seconda guerra nel Golfo (Iraq).

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