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Quando il coraggio si veste di rosa

31 marzo 2013

di Valentina Elia, FIRI

Domenica scorsa, all’età di cento anni, si è spenta Mariana Drăgescu, una donna forse sconosciuta a molti qui in Italia, ma venerata quasi fosse un eroina in Romania.

Eppure questa donna, pilota della Squadriglia Bianca operante nel drammatico periodo del Secondo Conflitto Mondiale, personifica valori che non conoscono barriere, né confini geografici.

Alcuni membri appartenenti all’Aeronautica Militare Romena, appresa la notizia della scomparsa, hanno affermato: “Mariana Drăgescu è stata la personificazione del coraggio, del sacrificio e un esempio di vita”.

Una donna che sin da giovane ha donato la propria vita agli altri: appassionata di aviazione, ha frequentato la Scuola di pilotaggio “Mircea Cantacuzino” per ottenere nel 1935, a soli 23 anni, il brevetto di pilota.mariana dragescu

Una donna certamente rivoluzionaria per quei tempi. Una delle prime ad aver ottenuto la qualifica di pilota in Romania. E una donna coraggiosa e temeraria, che non si è sottratta alla richiesta di sacrificio e responsabilità che l’inizio del conflitto imponeva.

Follemente innamorata del suo lavoro, Mariana Drăgescu entrò a far parte della Squadriglia Bianca, ovvero un’unità di aeromobili sanitari, completamente pilotata da donne: Irina Burnaia, Marina Stirbei, Virginia Dutescu e Nadia Russo.

E in un cielo dipinto di rosa echeggiava il coraggio di queste donne, che seppure con molte difficoltà e spesso rischiando in prima persona, hanno salvato la vita di molti militari di quel periodo, e non solo. Un coraggio e una determinazione che parla al femminile, e che nemmeno la durezza e la violenza del comunismo, associati a ben sette lunghi anni di carcere, riuscì a spezzare.

Una donna dalla personalità incredibile, travolgente, in grado di diffondere forza ed energia attorno a sé e la cui assenza ora non può che lasciare un vuoto immenso.

Una donna da non dimenticare, neppure tra altri cento anni.

Una donna da far conoscere in tutto il mondo, perché cento anni di silenzio andrebbero interrotti.

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