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A marzo in “Orizzonti culturali italo-romeni”

6 marzo 2013

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI (n. 3, marzo 2013, anno III),

mensile online bilingue; per l’edizione romena, cliccare qui.

Edizione italiana

Mons. Bercea: Ioan Ploscaru, martire della persecuzione comunista

Arrestato nel 1949, chiuso per quindici anni nelle carceri comuniste, sorvegliato fino al 1989 dalla Securitate, il vescovo greco-cattolico Ioan Ploscaru è una personalità emblematica della comunità cristiana romena, segnata in tutte le sue confessioni dalla testimonianza di uomini che hanno pagato cara la loro fede in Cristo. Di recente è stato pubblicato in Italia il libro-testimonianza di Mons. Ploscaru, Catene e terrore. Un vescovo clandestino greco-cattolico nella persecuzione comunista in Romania (EDB, Bologna). Mons. Virgil Bercea, vescovo di Oradea, ne firma la prefazione.

Chiese romene in Italia, più vicine ai nostri immigrati. Parla P. Barbolovici

Il 16 marzo si terrà a Padova la presentazione del libro Catene e terrore di Ioan Ploscaru, organizzata da P. Vasile Alexandru Barbolovici. L’evento offre l’occasione per un dialogo sull’attuale situazione della Chiesa greco-cattolica romena, e non solo: «La Chiesa romano-cattolica italiana ha messo a disposizione degli immigrati romeni greco-cattolici e ortodossi molti luoghi di culto, esempio concreto di carità verso chi ha deciso di crearsi in Italia un futuro migliore. Noi pastori dobbiamo cercare di stare vicini ai nostri emigrati in ogni aspetto della vita, non soltanto in quello religioso».

Poesia è semplicità: Umberto Saba in Romania, a 130 anni dalla nascita

Il poeta Umberto Saba è conosciuto in Romania grazie a traduzioni pubblicate su varie riviste e a tre antologie (1944, 1970 e 2009). La più recente e complessa silloge, La capra e altri poemi / Capra şi alte poeme, è edita da Humanitas nella prestigiosa Biblioteca Italiana, a cura di Smaranda Bratu Elian, con traduzione e postfazione di Dinu Flâmând. «Un messaggio etico di semplicità e umiltà emerge dall’intera opera di Saba, la cui grandezza sta nella convinta adesione alla realtà, nei contenuti e nel linguaggio, insieme colto e semplice». Così Margherita Ganeri nella prefazione.

Fabio Stassi: «Credo nell’utopia di una letteratura libera e cosmopolita»

«Mi piacerebbe essere in qualche modo considerato uno scrittore siciliano, tunisino, cartaginese, albanese, sudamericano e forse anche romeno, un uomo che appartiene al nostro tempo meticcio. Continuo a credere, in maniera infantile, nell’utopia di una letteratura che abbia ancora al centro il personaggio-uomo, e che sia libera, e cosmopolita». Così Fabio Stassi, scrittore, che si presenta sulla scena culturale romena con il suo libro L’ultimo ballo di Charlot (Sellerio Editore 2012, ora in uscita presso Polirom). Cerasela Barbone, la traduttrice, lo ha intervistato.

«La poesia è anzitutto una forma di speranza». Versi di Octavian Paler

Octavian Paler (1926-2007), personalità di spicco della cultura romena, è noto prevalentemente come scrittore e saggista, ma la sua opera conosce anche il linguaggio della poesia. Magda Arhip ne traduce per noi alcuni passaggi, mentre Giovanni Rotiroti ci segnala che in questa poesia «vengono a raccogliersi suggestioni memoriali, segni culturali, allusioni sentimentali, che racchiudono l’ostinata ricerca di una forma mitica, di un’immagine appropriata che, oltre a rinviare a se stessa, riproduce l’idea, la raffigurazione di verità che il sacro tradizionalmente contiene».

Il Salinger romeno: Constantin Fântâneru e il suo «Interno»

Constantin Fântâneru (1907-1975) è il grande dimenticato e il grande solitario (a ragione gli è stato affibbiato l’appellativo de «il Salinger romeno») della straordinaria stagione letteraria romena del periodo interbellico. Scrittore avvolto nel mistero, rappresenta la primissima voce, la punta di diamante di quella generazione di intellettuali e di giovani scrittori (Cioran, Eliade, Ionesco, Blecher) che cominciavano a tracciare un solco di rinnovamento nella cultura romena del ’900. A cura di Mauro Barindi, proponiamo un frammento del suo romanzo Interior (Interno).
Matei Vişniec e la poetica del ‘teatro decomposto’

Visniec storia del comunismo copertinaDella drammaturgia di Matei Vişniec, noto per la sua attività in Francia, è uscito nel 2012 ‘La storia del comunismo raccontata ai malati di mente’ e altri testi teatrali (Editoria&Spettacolo Edizioni, collana Percorsi, saggio introduttivo e cura di Emilia David). Una introduzione al teatro modulare di Vişniec ci viene proposta da Emilia David, che segnala in tale opera microtesti riuniti in sequenza successiva come ‘moduli teatrali da comporre’, instaurando un’estetica della ricerca e della creazione destinata alla variabile riconfigurazione dei «tasselli» e ad un processo creativo con esiti sempre differenti.

Invito alla storia: il nuovo Atlante Storico Zanichelli 2013

Un avvincente invito alla storia, dove vicende, personaggi, congiunture, implicazioni si squadernano lungo i secoli e tra le latitudini, mentre il lettore è invitato e rimandato, dalla ricchezza di efficaci spunti, all’esigenza di approfondimenti su questo o quell’aspetto. È l’offerta dell’Atlante Storico 2013 edito da Zanichelli (Bologna 2012), opera in due volumi più dvd, che spazia dalla preistoria ai nostri giorni. E la Romania? La troviamo richiamata sempre e inevitabilmente in contesti di relazioni e vicende sovranazionali. Recensione di Giovanni Ruggeri.

Per una storia dei friulani in Romania. La comunità di Craiova

Elena Pîrvu evoca la storia della comunità italiana di Craiova, stanziatasi in questa città e dintorni a partire dal 1850. Il flusso migratorio, proveniente in gran parte dal Friuli, proseguì fino agli anni ’30 del Novecento, quando la comunità friulana raggiunse dimensioni ragguardevoli. Dopo il 1948, i provvedimenti restrittivi del regime comunista colpirono anche gli italiani, che furono privati di passaporto e cittadinanza. Nel settembre del 1991, dopo quarant’anni, la Comunità italiana di Craiova si è riorganizzata con il nome di «Comunità Italiana dell’Oltenia».

I «Versi esicasti» di Enrico DʼAngelo

Enrico D’Angelo, direttore della collana «I poeti della Smerilliana» delle Edizioni Di Felice, ha messo la sua nuova raccolta di poesie, Versi esicasti, sotto il segno della spiritualità ortodossa. Nella Lettera dalla Romania a un poeta italiano, Bruno Pinchard gli scrive: «Non vedo quale altra religione ti appartenga, se non quella dei poeti ed è proprio perché dal monastero sento risuonare le ore nellʼaria che vibra, che posso dirti che il tuo rito non è di convinzione, ma di perfezione; il tuo ritiro non è di contrizione, ma di assoluzione; la tua fede non è di confessione, ma di realizzazione».

Convegno internazionale di italianistica a Craiova. Call for papers

Il 20 e 21 settembre 2013 la sezione di Lingua e letteratura italiana della Facoltà di Lettere dell’Università di Craiova organizza il Convegno Internazionale Discorso e cultura nella lingua e nella letteratura italiana. La scadenza per l’iscrizione e per l’invio del titolo e del riassunto è il 30 giugno 2013.

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