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Diversamente simili

19 febbraio 2013

di Valentina Elia, FIRI /zoom

Diversitatea. È sempre difficile affrontare la questione della diversità, data la complessità dell’argomento e il pericolo, in esso intrinseco, di ferire la sensibilità delle persone.

E lo diventa ancor di più se parlando di diversità si affronta la questione dei gay.

In molte parti del mondo, ancora adesso, parlare dei gay e dei loro diritti vuol dire animare gli animi sia di coloro che, associazioni e non, lottano ogni giorno affinché i gay non vengano trattati come diversi e possano quindi godere serenamente e senza alcun ostacolo dei loro diritti, e coloro che, dall’altra parte, sostengono invece che i gay siano una realtà quasi innaturale.

E altrettanto difficile e complessa è la questione in Romania, un paese che continua a portarsi dietro pensieri e punti di vista di una dittatura che non tollerava determinate realtà, puntualmente soffocate e lasciate nell’oblio.

Ho vivida ancora adesso l’immagine di un giovane gay pestato davanti ai miei occhi nel caos della metropolitana di Bucarest. Ricordo l’immobilità della gente, l’indifferenza di fronte a una violenza ingiustificata, e la calma, dopo la tempesta, che aveva in sé un sapore amaro.gay-fest

E ricordo tanti ragazzi, incontrati e conosciuti durante il mio soggiorno romeno, timorosi di rendere pubblica la loro omosessualità in un paese in cui forse essa viene vista ancora come una forma di diversità difficile da digerire e da gestire.

Ma i miei ricordi non vogliono qui tratteggiare l’immagine di una nazione chiusa. D’altronde le scene e le immagini qui suggerite non sono esclusivamente romene. Basta guardarsi intorno e ascoltare il tg, per rendersi conto che anche in Italia, e non solo, ragazzi vengono pestati a sangue ogni giorno per il semplice fatto di essere gay. In Italia non è facile parlare dei gay o dei loro diritti e, in questo, la presenza forte della Chiesa ha certamente un peso non indifferente.

Qui infatti io voglio parlare anche di una Romania che accoglie la diversità, che educa alla tolleranza, che scende in piazza a manifestare per i diritti dei gay. Voglio parlare di un progetto a livello europeo, a cui hanno aderito ben 64 scuole romene, a favore della diversità e della tolleranza, il cui slogan è Eu şi ceilalţi. Să descoperim diversitatea din jurul nostru [“Io e gli altri. Scopriamo la diversità che ci circonda”], che ben si lega alla volontà, espressa dagli alunni del Liceo bilingue “George Coşbuc” di Bucarest tramite una lettera, di inserire nei programmi scolastici i diritti dell’uomo e di organizzare, sempre a tal fine, una parata gay che, invece, è stata impedita lo scorso 11 febbraio.

Voglio parlare di una nazione quindi che reagisce, che difende, che tollera e che, ancora una volta, si presenta come espressione dei due lati di una stessa moneta.

  1. 25 febbraio 2013 alle 00:23

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