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“Vivere in Italia da cittadino europeo”, presentazione a Firenze del progetto MoveAct

12 dicembre 2012

 sabato 15 dicembre 2012, ore 17.00, Auditorium dell’Istituto Niels Stensen, Viale Don Minzoni 25/C, Firenze: L’Europa siamo noi? Vivere in Italia da cittadino europeo”  presentazione del Progetto Moveact  (Università degli Studi Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara).

europa di notte

In programma, oltre al saluto di benvenuto del Presidente della Commissione Affari Istituzionali del Comune di Firenze, Valdo Spini, la presentazione della ricerca di Ettore Recchi (Coordinatore del Progetto Moveact) e Luca Raffini (Università degli Studi Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara).

Alle 17:30 la proiezione in prima assoluta del documentario “Something for tomorrow – nove racconti europei”, alla presenza del regista Alberto Bougleux (che vive e lavora a Barcellona). Il film è un viaggio di immagini e voci di europei del Nord e dell’Est che vivono nel Sud del continente (dalla Costa del Sol al mezzogiorno italiano ad Atene). Voci dissonanti, di un’Europa vissuta sulla propria pelle, fatta di lingue, abitudini, progetti personali, anziché di spread, veti incrociati, discussioni sulle Banche Centrali. Un viaggio pieno di umanità, a volte malinconico a volte sognante, che smonta luoghi comuni e pregiudizi e rinnova il senso profondo dell’Europa unita.

Alle 18:00 tavola rotonda con Anna Triandafyllidou (Istituto Universitario Europeo), Maria Gratkowska Scarlini, Presidente dell’Associazione Culturale Italo-Polacca in Toscana, Horia Corneliu Cicortas, Presidente di FIRI (Forum degli intellettuali romeni d’Italia) e Julia Bolton Holloway, President Aureo Anello, Jeroen Moes, Fraternité 2000.

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In Italia risiedono circa un milione e mezzo di cittadini europei non italiani. Due terzi di loro sono romeni, ma numerosi sono anche i polacchi, i bulgari, i tedeschi e gli inglesi. In provincia di Firenze si contano 18.000 romeni, 2.200 polacchi e circa un migliaio di inglesi e tedeschi (una quota dei quali tuttavia vivono in Toscana senza prendervi la residenza). Come cittadini europei, hanno gli stessi diritti degli italiani, anche in politica (salvo il voto alle elezioni del parlamento di Roma). E tuttavia la loro visibilità pubblica è modestissima. Alle ultime elezioni del parlamento europeo, nel 2009, i cittadini comunitari iscritti alle liste elettorali aggiunte sono stati pari a meno del 5%. La partecipazione alle elezioni municipali è più alta, ma sempre ridotta. Perché? Cosa li frena? E non sarebbe una buona idea coinvolgerli di più nel gioco politico locale e, perché no, anche nazionale?

La ricerca MOVEACT suggerisce come promuovere una partecipazione attiva degli stranieri comunitari, al fine di costruire una democrazia europea dei cittadini. Un loro maggiore coinvolgimento potrebbe arricchire i circuiti della rappresentanza, portando sulla scena nuove sensibilità e progetti in un momento storico in cui le istituzioni politiche nazionali e la stessa Unione Europea soffrono una delle crisi di legittimità più profonde della loro storia.

Uno dei curatori del progetto Moveact, Luca Raffini ha spiegato per la redazione FIRI alcuni risultati della ricerca.

vivere_italia_cittadino_europeoFIRI: Da più parti si sente parlare di Stati Uniti d’Europa, anche se l’Unione Europea fatica a salvare la moneta unica e ad agire in modo coeso sul piano geo-strategico internazionale. Quali sono state le principali conclusioni emerse dalla ricerca, per quanto riguarda l’evoluzione attuale della mobilità dei cittadini europei?

Luca Raffini: È prevedibile che la crisi economica attuale determini un mutamento delle dinamiche di mobilità intra-europee. La nostra ricerca non è di tipo demografico, ma concentrata sulla dimensione della cittadinanza, non abbiamo quindi dati approfonditi in tal senso. Possiamo comunque dire che ad oggi i flussi che continuano ad essere più rilevanti sono quelli dai paesi dell’Europa dell’est, tra cui la Romania ha un peso rilevante, verso i paesi dell’UE occidentale, con una significativa rilevanza dei paesi dell’Europa meridionale, Italia e Spagna in primo luogo, che sono meta preferita proprio dai romeni. Ciò che è interessante osservare è che se il flusso est-ovest aveva sostituito il precedente flusso sud-nord, con la crisi quest’ultimo canale si riapre. In particolare, i paesi più colpiti dalla crisi, come Grecia e Spagna, stanno tornando ad essere paesi di emigrazione: i flussi tra Grecia e Germania sono raddoppiati tra 2010 e 2011 e quelli tra Spagna e Germania sono aumentati del 50%. Un simile fenomeno non sta riguardando, invece, l’Italia.
A fronte di una debolezza dell’UE sul piano dell’integrazione politica, la libertà di circolazione resta il vero carattere distintivo dell’integrazione europee. Il diritto di libera circolazione viene quindi praticato dagli individui, e tra loro da un numero cospicuo di giovani, per cercare migliori opportunità lavorative, determinando flussi differenziati e incrociati, rendendo, per esempio, alcuni paesi sia mete sia luoghi di partenza.

MOVEACT_Stensen (programma in pdf)

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