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A novembre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

8 novembre 2012

 

A NOVEMBRE IN ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI
www.orizzonticulturali.it (n. 11, novembre 2012, anno II), mensile online di cultura, ISSN 2240-9645

Celan e Fondane, un dialogo immaginario firmato da Norman Manea

Un luogo immaginario di incontro tra Paul Celan e Benjamin Fondane. Ecco Al di là della montagna, l’ultimo libro di Norman Manea, curato da Marco Cugno (il Saggiatore, 2012), dove due ebrei nati in Romania nello stesso mese e accomunati da una medesima condizione di esilio, che sfocerà nella catastrofe, dialogano idealmente tra loro. Norman Manea, anche lui romeno di origini ebraiche, individua nella posterità della parola lo spazio di scambio tra Fondane e Celan. Inclusa nel libro un’accurata antologia di scritti esegetici e testimonianze sui due poeti.

Tra ricamo e labirinto: l’opera e la scrittura di Vincenzo Consolo

 L’opera narrativa di Vincenzo Consolo non si impone né per quantità, né per l’imprudenza di lusingare i gusti del lettore, spesso pervertiti e corrotti dal consumismo. Piuttosto, per questo scrittore, la letteratura appare come una scommessa e un riscatto: una scommessa con la Storia così come è sempre stata scritta-descritta, ma non vissuta; e un riscatto, quale tentativo di recupero mediante la parola, diventata pietra, capace di esorcizzare il reale vero, quello vissuto e mai tradito. Un’ampia ricognizione critica dell’opera di Consolo, firmata da George Popescu.

Cioran e il suicidio. Ciprian Vălcan a colloquio con Andrea Rossi

 Il suicidio e i suoi vari significati, riletti anche con rimando all’opera di Cioran, nichilista per eccellenza. Verte attorno a questo tema il dialogo tra il filosofo romeno Ciprian Vălcan e il suo interlocutore italiano Andrea Rossi, curatore e autore di pubblicazioni sul comportamento suicidario e socio fondatore dell’associazione L’Orecchio di Van Gogh, che ha pubblicato nel 2010 l’epistolario tra Emil Cioran e Friedgard Schulte-Thoma, Per nulla al mondo. Un amore di Cioran. Una lettura, quella di Rossi, che cerca una mediazione tra approcci diversi a un tema sempre inquietante.

E lo spirito italiano risuona all’Opera di Timişoara. Parla Corneliu Murgu

 Da dodici anni Corneliu Murgu dirige l’Opera Romena di Timişoara. Strettamente legato all’Italia per il suo articolato percorso umano e professionale, il maestro Murgu delinea l’attività di questa prestigiosa istituzione, presentandone i successi e illustrando anche la nuova stagione, ricca di manifestazioni speciali per festeggiare i sessantacinque anni di attività artistica dell’Opera. Di un fatto il maestro Murgu è convinto, con aperta soddisfazione: «Abbiamo portato qualcosa dello spirito e della mentalità italiana nel nostro teatro».

Anteprima. Tatiana Niculescu Bran: «Nella Terra di Dio»

La terra divina cui si fa riferimento nel titolo del libro di Tatiana Niculescu Bran non è quella biblica, ma una ben delimitabile geograficamente, ossia il Corno d’Africa (tra Somalia, Eritrea ed Etiopia). Agli occhi degli antichi Egizi, era una sorta di meraviglioso Eldorado perduto, una Terra di Dio, appunto. Qui, gli Egizi lasciarono in eredità alle popolazioni indigene una pratica ancestrale, successivamente fatta sua dalla religione, che l’ha trasformata in un feroce rito imposto alle donne: l’infibulazione, ossia l’asportazione del clitoride. Presentazione di Mauro Barindi.

«Il cavallo del diavolo». Nel centenario di Ion Luca Caragiale

Nel 2012 ricorre il centenario della morte di Ion Luca Caragiale, creatore del teatro romeno moderno. La sua genialità di commediografo si rivelò con Una notte tempestosa (1879) e Una lettera smarrita (1884). La sua sorprendente capacità d’invenzione verbale anticipa, nell’arte di ridurre il dramma a puro automatismo verbale, la tecnica di Ionesco. Caragiale trascorse gli ultimi anni a Berlino, dedicandosi al giornalismo e alla prosa, specie d’ispirazione fantastica, come dimostra Il cavallo del Diavolo che qui pubblichiamo, e che riprende il motivo di Belfagor di Machiavelli.

«Poeti romeni al bivio: continuità e rottura». Antologia di Geo Vasile

Nell’antologia bilingue romeno-italiana Poeti romeni al bivio: continuità e rottura, pubblicata in Romania (Fundaţia Scrisul Românesc, Craiova 2012), il critico e traduttore Geo Vasile presenta una raccolta di saggi e un repertorio di poesia romena moderna e postmoderna, a partire da George Bacovia, Lucian Blaga, Nichita Stănescu e Marin Sorescu, per continuare quindi con Virgil Mazilescu, Cezar Ivănescu, Mariana Marin, e arrivare ai nostri giorni con Ion Mureşan, Ruxandra Cesereanu, Eugenia Ţarălungă e Linda Maria Baros.

Risorgimento antieroico: «Il Cimitero di Praga» di Umberto Eco

 Filippo Salvatore analizza la versione antieroica dei fatti storici sul Risorgimento data da Umberto Eco nel suo Il Cimitero di Praga. Eco confuta l’esistenza di un complotto che guida la storia dell’umanità, ma ricorda che, ripercorrendo gli avvenimenti, si scoprono piccole congiure e trame che hanno effetti drammatici per chi ne è vittima. Lo scrittore ci ammonisce che i complotti, anche quando non esistono o sono basati su falsità, hanno fatali conseguenze nella vita reale. Una convinzione resta salda: il primo rimedio contro il male è la conoscenza, la forma più sublime di pietà.

Aurel Cosma Jr: «Tracce di vita italiana nel Banato» (II)

 Continuiamo il progetto editoriale «Presenza italiana a Timişoara e nel Banato» con la pubblicazione della seconda parte dello studio di Aurel Cosma Jr. intitolato Tracce di vita italiana nel Banato, edito nel 1939 dall’Istituto di Cultura Italiana, sezione di Timişoara. «Pulsazioni di vita italiana nel Banato troviamo anche nel campo militare, soprattutto all’epoca delle guerre contro i Turchi, quando innumerevoli Italiani versarono il loro sangue per la liberazione dal terrore della mezzaluna anticristiana» Spiccano le figure di San Giovanni da Capestrano e del conte Luigi Ferdinando Marsigli.

«Siamo felici come i giunchi». Versi di Virgil Mazilescu

 Pur muovendosi nel tardo-surrealista (onirismo) degli anni ’70, Virgil Mazilescu rappresenta una sorta di anello di congiunzione tra gli anni ’60 e gli anni ’80 della poesia romena. Già solo questo, la cronologia della sua attività, lascia immaginare la misura della complessità poetica di quest’autore, poco prolifico ma dotato di eccezionale accuratezza e intelligenza compositiva, capace di correggere per anni interi un singolo verso che inevitabilmente imparava a memoria, nell’ossessiva ripetizione della cura formale. Pubblichiamo qui alcuni suoi poemi tradotti da Clara Mitola.

Focus eventi. A Bologna «Noul Val. Il nuovo cinema romeno»

 Segnaliamo due presentazioni di Noul Val. Il nuovo cinema romeno, libro di Francesco Saverio Marzaduri, a novembre, presso due biblioteche di Bologna: l’8 novembre presso la Biblioteca Lame (via Marco Polo 21/13), il 28 novembre presso la Biblioteca Casa di Khaoula (via di Corticella 104).

 

 

 

 

 

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