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A ottobre in “Orizzonti culturali italo-romeni”

27 ottobre 2012

A OTTOBRE IN ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI
www.orizzonticulturali.it (n. 10, ottobre 2012, anno II), rivista online di cultura (ISSN 2240-9645).


NOVITÀ. Dialogo Italia-Romania, «Orizzonti» pubblica il primo volume

La nostra rivista ha pubblicato, all’inizio di ottobre, il suo primo volume in edizione cartacea e bilingue: un articolato panorama, sui molteplici aspetti del dialogo culturale tra Italia e Romania, ad opera di alcuni dei maggiori protagonisti. Noti romenisti e romanisti, storici, traduttori, giornalisti, uomini di cultura legati su piani diversi all’orizzonte culturale italo-romeno danno corpo, nella forma dell’intervista, a originali prospettive ed esperienze, che attestano la vitalità dei rapporti culturali tra Italia e Romania, unitamente alla necessità di incrementarne gli spazi di espressione.
Ana Blandiana: «I piccoli editori portano le letterature dell’Est in Occidente»

Ana Blandiana è stata l’ospite d’onore alla I edizione della Fiera dell’Editoria Indipendente tenutasi lo scorso settembre a Tassignano/Capannori (Lucca). «Se le letterature degli ex paesi comunisti sono riuscite a penetrare nel mercato occidentale, e addirittura a imporsi, lo devono proprio agli editori indipendenti», segnala la nota poetessa romena, nell’intervista a noi concessa. «Ammiro lo spirito d’indipendenza nella cultura, che il più delle volte presuppone di esporsi a rischi e al pericolo di venire marginalizzati. Case editrici di questo tipo svolgono una funzione preziosissima».
«La mia patria in A4». Poesie di Ana Blandiana

Si intitola Patria mea A4 l’ultimo volume di poesie di Ana Blandiana (Humanitas, Bucarest 2010), un’immagine che riflette il sentimento di una patria per così dire di carta, forse banale nella sua candida fisicità, eppure smisuratamente spirituale per ciò che essa può contenere. «Qui c’è la patria dell’inquietudine: / Riuscirò un giorno / A decifrare le orme che non si vedono, / Ma che io so che esistono e che attendono / Che io le passi in bella copia / Nella mia patria in A4?». Spazio di ricerca e apertura, la patria della poetessa, non torre d’avorio. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.
Il nuovo cinema romeno tra parodia del passato e critica dell’attualità

Non è stata solo la Palma d’oro, assegnata a Cristian Mungiu a Cannes nel 2007, a richiamare l’attenzione sulla produzione cinematografica romena: impossibile dimenticare nomi come Wim Wenders, Martin Scorsese o Francis Ford Coppola quali produttori esecutivi di film girati in Romania. Il volume Noul Val (Ed. Archetipolibri 2012) è il primo articolato studio sulla nuova cinematografia romena, un percorso coincidente, come sottolinea l’autore Francesco Saverio Marzaduri, «con l’analisi di un Paese di cui, fino ad ora, davvero poco ci è stato dato di conoscere».
«Verrà il giorno» di Gabriela Adameşteanu. Una lettura di Diego Zandel

Gabriela Adamesteanu ha rappresentato la Romania all’ultimo Festivaletteratura di Mantova (5-9 settembre), con il suo secondo libro uscito quest’anno in Italia: Verrà il giorno (Editore Cavallo di ferro, Roma 2012, traduzione di Celestina Fanella). Diego Zandel offre una stimolante chiave di lettura di questo romanzo: «Gabriela Adameşeanu ha la straordinaria capacità di trasmettere al lettore la dimensione psicologica in cui vive Letiția – il personaggio principale – attraverso le cose, le persone, gli aspetti esterni, il suo sguardo, le descrizioni, che sostituiscono i moti dell’animo».
«Presenza italiana nel Banato», al via nuovo progetto. Aurel Cosma Jr.

Inauguriamo con questo numero il nuovo progetto editoriale «Presenza italiana a Timişoara e nel Banato». Coordinato da Afrodita Carmen Cionchin, si propone il duplice obiettivo di recuperare la memoria storica, valorizzando e reinserendo nel circuito culturale alcuni dei contributi più importanti di coloro che hanno trattato questo tema, e di produrre nuovi studi sull’argomento. Si inizia con un testo di Aurel Cosma Jr., avvocato, giornalista e scrittore, nato il 25 marzo 1901 a Timişoara, intellettuale di spicco del Banato del primo Novecento.
La comunità italiana nella Bucarest di fine Ottocento e Luigi Cazzavillan

Luigi Cazzavillan (1852-1903) è la personalità più dinamica ed eminente del primo insediamento italiano nella capitale romena. Tra il 1884 e il 1885, pubblica il giornale «Necesarul», che raggiunge subito una tiratura di 5000 copie quando gli altri giornali romeni raggiungevano appena le 3000 copie, acquista una propria tipografia e nel 1884 fonda «Universul», che in breve tempo diviene il più letto e diffuso quotidiano romeno, con una tiratura di decine di migliaia di copie. Lo studio è tratto dal volume Veneti in Romania, a cura di Roberto Scagno (Longo Editore 2008).
«La Fine del mondo». Poesie di Gherasim Luca

L’antologia Gherasim Luca, La Fine del mondo (Poesie 1942-1991), a cura di Alfredo Riponi (tr. it. di A. Riponi, Rita R. Florit, Giacomo Cerrai, Joker, Novi Ligure 2012) offre, per la prima volta al lettore italiano, la possibilità di entrare nell’universo creativo di Gherasim Luca attraverso un percorso poetico di grande suggestione, che raccoglie i testi di più forte impatto emotivo, senza tralasciare i classici dei suoi recitals, le prime prose poetiche e quello che può essere considerato il suo manifesto poetico, inedito in volume. Qui un saggio poetico bilingue, francese e italiano.
Carmine Abate, vincitore del Campiello. Una testimonianza interculturale

L’emigrazione italiana ha espresso, come del resto ogni fenomeno migratorio, una vasta produzione artistica e letteraria, che si è andata evolvendo negli anni, acquisendo nuove forme, nuove tematiche, nuove spinte artistiche. Tale produzione ha arricchito la letteratura di migrazione e le donne e gli uomini che l’hanno resa possibile esprimono oggi un importante apporto culturale, sul piano internazionale e multiculturale. Frosina Qyrdeti esamina alcuni aspetti della scrittura narrativa di uno dei rappresentanti di questa corrente, Carmine Abate, vincitore del Premio Campiello 2012.
L’eresia alla rovescia nel «Decameron» di Pier Paolo Pasolini

George Popescu analizza il film Decameron, citando Mario Luzi come una possibile chiave di accesso per Pasolini. Il che può sembrare curioso, però non è affatto casuale che Pasolini abbia prodotto una pellicola cinematografica a partire da un vangelo, quello di Matteo. E, poi, è ancora vivo un tratto significativo della sua personalità, in parte sbagliato, in parte malinteso, quello di eretico, epiteto che ha proposto e assunto da solo e di cui si devono cogliere non solo alcune sfumature vere e proprie, ma anche l’idea del gioco che Pasolini ha sempre interpretato.
Donna-sfinge o donna fatale? Il femminile e «La noia» di Moravia

Laura Stefania Mara ci dischiude l’universo femminile de La noia di Alberto Moravia a partire dai quattro tipi di donne nella letteratura, identificati dal critico Corina Ciocârlie nel suo Fals tratat de disperare (Falso trattato di disperazione): la sfinge oppure la moglie dominante; la bisbetica oppure la moglie detestata; il diavolo oppure la donna fatale; Vidma oppure la donna malata. Nei personaggi-donna di Moravia – la madre di Dino, Cecilia e sua madre – questi tipi non sono mai troppo nettamente delimitati, ma si intersecano tra loro in modo molto interessante.
In memoriam Massimina Pesce. Un’artista amica della Romania

Lo scorso 10 giugno se ne è andata in silenzio e con dolore la poliedrica artista aquilana Massimima Pesce, stimata e apprezzata ceramista, scultrice e pittrice, e anche una vera amica della Romania. Massimina Pesce è stata sempre sostenuta dalla critica italiana e straniera più qualificata e ospitata in mostre personali e collettive in molti musei e istituzioni culturali italiane, europee ed extraeuropee. La ricordiamo attraverso le parole di Afrodita Cionchin e George Popescu, che hanno accompagnato una sua mostra itinerante collettiva di qualche anno fa, in Italia e in Romania.
Impressioni di viaggio dai lettori: Timişoara tra passato e presente

La lettrice Irma di Patre ci invia le impressioni di un suo viaggio a Timişoara. «La città annovera numerosi primati. Il più importante: è la prima città della Romania in cui si è accesa la scintilla della libertà. Oggi sui primi gradini della scalinata, strisce di vernice rossa ricordano l’orrore. Sarebbe oltremodo sconfortante se in futuro, turisti distratti scambiassero quel rosso con la conseguenza del gesto maldestro di qualche imbianchino inesperto. È un esercizio salutare per l’animo umano non dimenticare mai le aberrazioni e i guasti prodotti da chi nasconde la brama di potere sul prossimo».

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