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Romeni a Milano, Maria Stefanache si candida per loro

16 febbraio 2011

di Ginevra Battistini, Mixa (Milano)

Milano come la Parigi di Eugène Ionescu, Mircea Eliade, Emile Cioran, Tristan Tzara, i grandi scrittori e artisti della cultura romena. È il sogno di Maria Ștefanache, uno dei motivi per cui ha scelto di candidarsi come consigliere comunale alle elezioni di maggio nella lista dell’aspirante sindaco Giuliano Pisapia.

Nata a Bucarest nel 1962, da vent’anni è e si sente milanese e a Milano lavora come regista teatrale dal 1992. Della politica l’affascina la partecipazione, il protagonismo, la voglia di darsi da fare in prima persona per cambiare il volto della città. Un volto raggiante, fresco come il suo che si accende con un sorriso.

Maria incarna alla perfezione la donna di teatro: è piena di energia, è convinta e convincente. Ha entusiasmo da vendere e ride appena può. Sull’ottimismo, la positività, l’ironia e la speranza punterà la sua campagne elettorale. “I romeni sono così, e lo sono anch’io. Come Tristan Tzara, il fondatore del Dadaismo. ‘Da’  significa sì, va bene, siamo d’accordo”. Un sì alla vita e alla voglia di fare, piuttosto che disfare. “Esatto, ripartiamo da qua. Io non farò mai polemiche con nessuno, sono una persona pacifica e mi interessa costruire lasciando perdere le critiche alla destra”. Piuttosto, guardiamo avanti e ragioniamo sul da farsi è il senso del suo impegno politico. “Ogni volta che nomini la destra poi, in particolare il signor B., porti energia alla loro parte. Un disastro” dice ridendo. Sulla sua scelta di campo, risponde, ancora una volta, con una battuta: “Ti pare che un’artista come me, possa votare per la destra? Ne ho di amici di destra ma c’è poco da fare: è la sinistra o il centrosinistra ad avere un’apertura maggiora verso gli stranieri, una più forte solidarietà sociale. Qui ho trovato fatti concreti, contenuti. Dall’altra parte, non mi hanno dato mai retta e solo ora, in vista delle elezioni, tentano di corteggiarmi. Ma è solo perché vogliono esibire un manichino”.

Impresa ardua portare dalla sua i circa 12 mila romeni residenti a Milano che come tutti i cittadini comunitari possono votare alle elezioni comunali. Secondo diversi sondaggi, il voto degli immigrati romeni va soprattutto a destra. “È normale. Per molti di loro sinistra significa comunismo” spiega Maria. E comunismo significa il regime di Ceausescu durato più di vent’anni. […]

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  1. 16 febbraio 2011 alle 09:30
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