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Roma, primo congresso del Partito dei romeni (PIR)

3 dicembre 2010

Primo Congresso del PIR. Colloquio con Mihai Muntean, segretario nazionale del partito. 

Dopo quattro anni di attività in sostegno dell’integrazione dei cittadini romeni in Italia, il Partito dei Romeni in Italia – Identità Romena, organizza il suo primo Congresso Nazionale che si terrà sabato, 4 dicembre 2010, a partire dalle ore 9.30, a Roma, presso il Collegio dei Salesiani in Via Marsala, 42 (Stazione Termini).

I lavori inizieranno con la presentazione delle attività svolte in questi quattro anni, dal Tesoriere Adrian Ioan Grigor, seguito della relazione introduttiva del Presidente del Partito, l’avv. Giancarlo Germani. Seguirà il dibattito e l’elezione degli organi direttivi del partito previsti dallo Statuto. Al dibattito parteciperanno, oltre ai rappresentanti del partito, anche esponenti dei vari partiti politici italiani e della società civile, tra i quali: On. Potitto Salatto – parlamentare europeo FLI; On. Guido Melis – deputato PD – Presidente del Gruppo Interparlamentare Italia-Romania; On. Pietro Tidei – deputato PD; On Federico Rocca – Consigliere comunale PDL, Delegato del Sindaco di Roma per i cittadini neocomunitari; Dott. Umberto Caruso – Vice Segretario Nuovo PSI PDL; Dott. Ricardo Lucarelli – Coordinatore “Rete Liberal”; Dott. Massimo Converso – Presidente Opera Nomadi. Il diritto di voto nell’Assemblea Nazionale competerà a tutti coloro in regola con l’iscrizione al Partito ai sensi dello Statuto, iscritti entro e non oltre la data del 05 ottobre 2010. Il Partito dei Romeni in Italia e un partito misto, composto da cittadini romeni ed italiani, organizzato in maniera capillare in varie regioni italiane e lotta per la piena integrazione dei romeni in Italia e il riconoscimento dei loro diritti in quanto cittadini comunitari. Obiettivo principale del partito, nato senza alcuna connotazione ideologica, ma con lo scopo di ottenere un progressivo e costante miglioramento delle condizioni di vita della comunità romena in Italia, è di promuovere e sostenere l’inserimento dei cittadini romeni nella realtà sociale, politica e culturale italiana, alla luce delle radici latine che accomunano i nostri popoli. (Fonte: PIR)

Colloquio con Mihai Muntean, segretario del Pir

FIRI: Sabato, il primo Congresso del partito: una tappa senz’altro importante nella giovane vita del PIR…

Mihai Muntean: Il primo congresso di un partito è senz’altro anche il più importante sotto il profilo del significato e del carico emotivo per i propri membri e simpatizzanti, poiché legittima e gratifica l’impegno di tutti quanti in questi quattro anni dalla nascita, consolidando nel contempo i rapporti con le istituzioni politiche italiane.

Quali sono le vostre aspirazioni e proposte per questo appuntamento?

Le aspirazioni del partito sono orientate verso la creazione di una voce indipendente ed auto-organizzata della nostra comunità, verso la realizzazione di un asset di collaborazione e dialogo, paritario e trasparente, in base a degli accordi principiali con le forze politiche italiane ma anche rispetto alla politica romena, snza tentativi di infilitrazioni inutili quanto dannose. La proposta principale è quella di creare un polo elettorale della comunità, unitario e consapevole, con ampie aperture verso le realtà politiche locali, alla luce delle esigenze delle comunità dei romeni in Italia.

2. Il Pir è percepito ancora – a torto o a ragione – come una formazione radicata a Roma e nei dintorni, anche se siete noti per i progetti a favore della comunità romena in diverse regioni italiane. Qual è la strategia “geografica” del Pir e con quali interlocutori pensate di collaborare a livello locale?

Siamo percepiti come organizzazione forte nel Lazio anche perché il nucleo di Roma è stato il locomotore del partito; tuttavia, i nostri colleghi nel resto del Paese non sono affatto da sottovalutare. Ogni organizzazione è composta da persone attive, meno attive o… inerti. Ecco perché non possiamo sostituirci a nessuno ma abbiamo molta fiducia in coloro che si sono uniti a noi poiché, non essendo attratti da improbabili vantaggi materiali, hanno dimostrato la loro disponibilità di mettersi, altruisticamente e con dedizione, a servizio delle nostre idee e idealità.

La nostra strategia è semplice: individuare le persone aperte e oneste, disposte a dedicare un po’ del loro tempo per la cosa più importante: le idee, il dialogo, le proposte.

D’altra parte, la situazione della nostra comunità, al pari delle altre comunità nel panorama politico italiano, è quanto mai infelice. I grandi partiti, i mammut della politica preferiscono – al di là della retorica e delle polemiche ai vertici – la scissione delle comunità, per servirsene a livello individuale.

Ovvero?

Ovvero, preferiscono promuovere dei singoli personaggi, con la speranza che costoro possano portare nella cassa dei partiti un certo numero di voti. Naturalmente, in ciascuna di tale situazione ogni voto è importante per un partito, ma il potere contrattuale dei rispettivi personaggi in rapporto al partito e alla comunità di provenienza è pari allo zero. Ecco perché essi non riescono a proporre e imporre progetti a favore della propria comunità, dato che non sono seguiti e sostenuti da quest’ultima, nel territorio.

Quali sono le cause di questo comportamento?

Questo modo di lavorare, che possiamo chiamare “ingrato”, riflette una realtà enorme: la paura dei grandi partiti di perdere il loro elettorato tradizionale, di rischiare apertamente delle alleanze politiche con le organizzazione di coloro sulla “pelle” dei quali hanno vinto o perse le elezioni e i quali sono, ormai, per colpa dei primi, respinti e rinnegati dalla società civile: parliamo, naturalmente, degli immigrati. La gente dovrebbe capire che, in realtà, questo non è un problema che riguarda il PIR, ma gli stranieri in generale.

 

E i partiti più piccoli?

Sono più aperti e più disposti a fare “gioco di squadra”, a rispettare e promuovere l’identità dell’alleato, perché a loro volta non hanno difficoltà a relazionarsi col proprio elettorato, in genere molto radicato e fedele, nonostante le fluttuazioni croniche della politica italiana. Non a caso, il nostro partito si trova al secondo accordo politico serio con uno di questi partiti. Il primo fu quello con l’UDEUR, concluso a causa dello scioglimento di quella formazione, mentre il secondo, quello attualmente in vigore, è col Nuovo PSI, un partito-radice per numerosi politici italiani, che ora sono sparsi su tutto lo spettro politico.

Certo, dobbiamo ricordarci che nessun partito, piccolo o grande che sia, non stipula un’alleanza se il partner non può offrire garanzie di credibilitatà, serietà e fedeltà, cosa che vale in entrambi i sensi.

A questo proposito, rispetto al quadro politico e sociale italiano, come si muoverà il Pir nei prossimi anni? Le priorità si concentrano sulla società italiana, o anche sulla realtà politica romena?

In Italia terremo conto soprattutto delle esigenze e della posizione locale delle nostre comunità, lasciando aperto ogni canale di comunicazione sociale e politica con coloro che, a livello locale, si dimostreranno aperti e collaborativi. Quanto alla politica e ai politici della Romania, posso dire che non accetteremo la cannibalizzazione politica della diaspora, e nemmeno l’import di delinquenza e di certi usi elettorali dalla Romania all’Italia. Non a caso, abbiamo avviato nell’ultimo semestre una campagna di informazione e di protestazioni in tutta Italia contro l’infiltrazione politica dalla Romania all’Italia, ma soprattutto contro una legge e un disegno di legge frutto del lavoro “a (s)favore dell’ellettorato”, portato avanti dagli onorevoli parlamentari romeni, i quali hanno così affondato la loro mano nelle tasche dei romeni della diaspora, attraverso tasse consolari che non soltanto rubano il frutto del lavoro degli emigranti, ma ne ledono la dignità – visto e considerato che questa legge è stata votata in unanimità!

Comunque, le nostre priorità si concentreranno sulla vita politica italiana. Come dicevo prima, lotteremo per l’auto-organizzazione indipendente delle comunità di romeni all’estero e per una collaborazione in regime di rispetto reciproco e partnership.


  1. Morris
    17 aprile 2011 alle 20:51

    Sparite dalla mia Nazione….costruita colle fatiche di mio nonno….luridi maiali !!!

  2. FIRI
    18 aprile 2011 alle 09:42

    Il commento di sopra è stato appena segnalato all’UNAR – (ufficio nazionale anti discriminazioni).
    Il suo autore è invitato a tornare con un nuovo commento, indicando il proprio nome e cognome e ritirando gli insulti.
    In assenza di tali scuse, procederemo per vie legali.
    Horia Corneliu Cicortas, pres. FIRI

  3. GIANCARLO
    18 aprile 2011 alle 11:05

    MI DISPIACE PER IL NONNO, NON HA FATTO UN BUON LAVORO SE QUESTI SONO I RISULTATI… MAGARI LA DOMENICA VA’ PURE IN CHIESA A FARE LA COMUNIONE QUESTO BELL’ESEMPIO DI UMANITA’ CRISTIANA…

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