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Ana Blandiana a Pisa, per la giornata di studi “Passaggi tra immagini e parole”

7 maggio 2010

“Passaggi tra immagini e parole”. Giornata di studio alla Normale di Pisa, dedicata ad Ana Blandiana, Antonella Anedda, Sabrina Mezzaqui e Sabine Gisiger.

lunedì 10 maggio 201o. Ore 9,30 – Sala Stemmi, Palazzo della Carovana, Piazza dei Cavalieri 7, Ore 20,30 – Cineclub Arsenale, Vicolo Scaramucci 4.

Con Antonella Anedda, Ana Blandiana, Sabine Gisiger, Sabrina Mezzaqui.

Passaggi tra immagini e parole è il titolo della giornata di studio che si terrà presso la Scuola Normale Superiore lunedì 10 maggio, dedicata alle poetesse Ana Blandiana e Antonella Anedda, all’artista Sabrina Mezzaqui e alla regista Sabine Gisiger: quattro artiste europee dalle età e dai percorsi creativi quanto mai diversi. Andate e ritorni, contaminazioni ed esperimenti, strade intrecciate da dipanare seguendo il fil rouge del rapporto immagine e scrittura, tra arte poetica e arte visiva.

La giornata di studio è organizzata da Rossana Dedola (Scuola Normale Superiore di Pisa) in collaborazione con Bruno Mazzoni e Antonietta Sanna (Università di Pisa) e Silvana Vassallo (Università di Pisa e Bologna). Collaborano inoltre il Centro Biblioteche e Archivi della SNS, la Biblioteca Universitaria di Pisa e il Cineclub Arsenale. Il convegno si svolgerà presso la Sala Stemmi del Palazzo della Carovana (Piazza dei Cavalieri 7, Pisa): partecipano, oltre alle quattro artiste, Emanuela Tandello (University of Oxford), Camelia Dragomir (Universität Konstanz – Università di Pisa), Mary Di Salvo (Harvard University), Elena Salibra e Alberto Casadei (Università di Pisa).
La sera, presso il Cineclub Arsenale (Vicolo Scaramucci 4, Pisa), verranno proiettati i documentari Ya Sharr MoutL’ultima caccia (The Last Hunt. From the secret personal filmarchiv of Nicolae Ceausescu), di Sabine Gisiger. La serata è a ingresso gratuito.

Ana Blandiana

Ana Blandiana è la poetessa romena più nota al mondo, una delle voci più limpide della fertile poesia contemporanea della Romania. Nata nel 1942, studia filologia e si dedica da subito alla poesia (Prima persona plurale, la sua prima raccolta, è del 1965). Vittima della censura del regime di Ceausescu per le sue poesie a tema politico, il suo nome viene bandito dalle pubblicazioni e cancellato dai libri, ma le sue opere si trasmettono di bocca in bocca e si diffondono manoscritte su fogli volanti in tutto il paese. Denunciata, confinata in casa, con la posta censurata, senza telefono, sotto costante sorveglianza della polizia segreta durante le sue uscite e con l’intimidazione dei suoi visitatori, riacquista la libertà solo con la caduta del regime, il 22 dicembre 1989. Da quel momento la Blandiana assume un ruolo attivo nella vita politica e culturale della Romania post-comunista, pubblicando nuovi volumi di poesia e prosa. Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso Herder Prize (1982).

Antonella Anedda
Di origini sarde, Antonella Anedda Angioy, nata nel 1958, vive tra Roma e l’isola della Maddalena. Ha pubblicato, tra gli altri, il volume di poesie Residenze invernali (Crocetti 1992), il libro di saggi Cosa sono gli anni (Fazi 1997), il libro di traduzioni e variazioni Nomi distanti (Empiria 1998), la raccolta Notti di pace occidentale (Premio Montale 2000 per la poesia edita) ed il libro di saggi La luce delle cose (Feltrinelli 2000). Poetessa e saggista, si affaccia sul mondo dal “balcone del corpo” (titolo di una sua raccolta di poesie), per restituire schegge di emozioni e sensazioni, di pensieri e riflessioni, attraverso uno sguardo addestrato a cogliere gli aspetti epifanici che si celano nei dettagli. Nel suo recente saggio, La vita dei dettagli. Scomporre quadri, immaginare mondi (Donzelli 2009), ha costruito un percorso appassionato e inedito tra arte visiva e poesia, interrogandosi attraverso la parola sul senso dell’arte e sull’enigma della sua fruizione.

Sabrina Mezzaqui
Sabrina Mezzaqui è nata a Bologna nel 1964, vive e lavora a Marzabotto. Ha partecipato a numerose mostre collettive: tra le più importanti, (In)visibile (In)corporeo, presso il MAN di Nuoro nel 2005 e, nello stesso anno, Ti voglio bene: from Italy with love, Raid Projects a Los Angeles. Le sue ultime personali sono stateC’è un tempo alla Galleria d’Arte Moderna di Torino, Sottolineature presso la Galleria Continua di San Gimignano e Giocatori di perle, presso la Galleria Minini, quest’ultima incentrata su testi amati dall’artista, da Hermann Hesse a Simon Weil, ad Heidegger, trasformati in veri e propri oggetti d’arte.

Sabine Gisiger
Sabine Gisiger, svizzera, nata nel 1959, ha studiato storia a Zurigo e alla Scuola Normale Superiore di Pisa, laureandosi nel 1988 con una tesi sulla storia delle collaboratrici domestiche.
Dal 1989 ha lavorato come giornalista presso la Swiss Television SF DRS, realizzando reportages e documentari che affrontano tematiche sociali e politiche della Svizzera e non solo.
Dal 1991, lavorando come produttrice indipendente, ha iniziato a realizzare documentari cinematografici: Do it, scritto con Marcel Zwingli, ha vinto il premio come Miglior documentario svizzero nel 2001. SeguonoHomeland (2003), Gambit (2005), sulla tragedia italiana di Seveso, Premio della Semaine de la Critique a Locarno e Ya Sharr Mout, Premio “Best portrait” alla 28° edizione del FIFA – International Festival of film on art di Montreal nel 2008: un riconoscimento che permetterà a quest’opera di essere proiettata nei luoghi deputati della cultura mondiale, come il Museo del Louvre a Parigi, la Tate Modern di Londra e l’AIA/Center for Architecture di New York. La proiezione del Cineclub Arsenale è la prima assoluta in Italia.

Per il programma dell’intera giornata, cliccare quiPisa10maggio programma.

(Fonte: Scuola Normale Superiore di Pisa.)

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