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“I romeni in Italia tra rifiuto e accoglienza”

23 marzo 2010

Caritas Romania e Caritas Italiana invitano alla presentazione del libro I romeni in Italia tra rifiuto e accoglienza

Roma, Accademia di Romania, giovedì 25 marzo 2010, ore 10.o0-12.15

Introducono:

Prof. Mihai Bărbulescu, Direttore dell’Accademia di Romania

S.E. Razvan Rusu, Ambasciatore di Romania in Italia

Dott. Giuseppe Maurizio Silveri, Direttore Generale Immigrazione del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali

Dott. Massimiliano Monnanni, Direttore Generale Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale (UNAR)

Presentazione della ricerca

Dott. Antonio Ricci, Dossier Caritas/Migrantes e Prof.ssa Laura Timsa, Univ. “L. Blaga” di Sibiu

Commenti

Dott.ssa Miruna Căjvăneanu, Hotnews.ro/Gazeta Românească: Il punto di vista dei romeni

Dott. Roberto Nicastro, UniCredit: Il Credito ai Nuovi Cittadini

Don Livio Corazza, Caritas Italiana: Immigrazione in Europa e dimensione religiosa

Don Egidiu Condac, Confederatia Caritas Romania: Emigrazione impatto sulle famiglie

Conclusioni

Pref. Mario Ciclosi, Vice Capo Dipartimento Vicario Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno

Prof. Giorgio Alessandrini, Responsabile Organismo Nazionale di Coordinamento CNEL

Coordinamento dei lavori

Dott. Franco Pittau (Dossier Caritas/Migrantes)

Ai partecipanti verrà distribuito gratuitamente il volume bilingue edito da Idos/Sinnos

È stata predisposta una scheda riassuntiva per i giornalisti.

Alla fine dell’incontro gli interessati potranno partecipare a un concerto dei bambini della Missione greco-cattolica di Monaco di Baviera

Per informazioni, Centro Studi e Ricerche IDOS + 39-06-66514345; idos@dossierimmigrazione.it

  1. ELA
    17 febbraio 2012 alle 22:35

    Perché NON AVVIATE UN PERCORSO EDUCATIVO E DI REINSERIMENTO NELLA LORO PATRIA ?CON L’ESPERIENZA LAVORATIVA ACQUISITA IN ITALIA POTREBBERO contribuire alla riqualificazione del mercato del lavoro romeno, nonché allo sviluppo dell’economia romena in generale.

  2. FIRI
    18 febbraio 2012 alle 09:49

    Gentile Ela, tali percorsi e progetti esistono, ma non rientrano nelle priorità (e nelle possibilità) della nostra Associazione (FIRI).
    Per quanto riguarda la “loro” patria ecc., purtroppo l’Italia è un esempio di come allontanare i (propri) cervelli, non di come attirarli. E quindi, da questo punto di vista l’Italia non è un modello, né il partner ideale per la gestione dell’emigrazione/immigrazione qualificata.
    Certo, le responsabilità principali per le proporzioni bibliche dell’emigrazione romena (più di 3 milioni dal 1990 in poi) sono da rintracciare in Romania.

  3. GIULIO
    23 febbraio 2012 alle 19:32

    Se i grandi cervelli italiani migrano è perché lo stato non è in grado e mai lo sarà di garantire loro sicurezza lavorativa ed economica per gli sforzi che questi ragazzi han fatto di laurearsi e maturare un curriculum DOCK, CHE TROVERANNO SICURAMENTE IN ALTRI POSTI IN EUROPA.
    è UN PECCATO A MIO AVVISO

  4. GIULIO
    23 febbraio 2012 alle 19:37

    La vera solidarietà per la soluzione dei problemi di queste persone STRANIERE è aiutarle a costruire nei loro paesi migliori condizioni di vita. Illuderle ed abbandonarle al loro destino o, peggio, elemosinare cibi o medicine scadute è semplicemente criminale.

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