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“24 ore senza di noi”, sciopero e mobilitazione degli immigrati

1 marzo 2010

Manifestazioni a Milano, Napoli e in numerose città italiane per la prima giornata di sciopero dei lavoratori immigrati.

L’iniziativa per rendere “visibili” gli immigrati e per lottare contro il razzismo, parte dalla Francia; colore simbolo il giallo. A Napoli oltre 20 mila i lavoratori in corteo. Iniziative di solidarietà in 60 piazze in tutta Italia.

“Basta razzismo, siamo i nuovi cittadini, le vostre pensioni le paghiamo noi”. Sono alcuni degli slogan gridati dai lavoratori immigrati nel corso del corteo del primo marzo a Milano. Emanuel, 34 anni del Camerun, lavora nella reception di un grande albergo. “Sono a Milano da sei anni e da sei anni in metropolitana vengo guardato con disprezzo” racconta. Oggi ha deciso di non andare al lavoro: “I motivi di questa scelta sono tanti, il punto è che non veniamo considerati come cittadini” spiega. Eder Herrera ha 22 anni ed è uno studente peruviano dell’Università Statale: “ho raggiunto i miei genitori che lavorano qui – racconta – non dimenticherò mai quel giorno che mi hanno fermato i controllori dell’Atm. Avevo dimenticato il portafoglio con l’abbonamento e mi hanno trattato come un criminale”. “Ho dovuto rinnovare il permesso di soggiorno e sono precipitato in un limbo – spiega Roberto, ecuadoriano, che l’autista – mi sono sposato qui, lavoro qui, mio figlio è nato qui: ha avuto bisogno di cure ma con il permesso di soggiorno scaduto al massimo puoi andare al pronto soccorso. Ecco perché stamattina ho scelto di scioperare”.

Sono circa ventimila, secondo gli organizzatori, le presenze stimate al corteo antirazzista a Napoli nell’ambito della giornata di mobilitazione “Ventiquattro ore senza di noi” promossa a difesa dei diritti degli extracomunitari. La manifestazione si è svolta in maniera pacifica e senza incidenti. Il corteo, partito da piazza Garibaldi, ha raggiunto piazza del Plebiscito dove, per l’intero pomeriggio sono previste esibizioni di musicisti e attori. Presenti tutte le comunità presenti sul territorio campano, dal Burkina Faso al Ghana, dalla Nigeria al Marocco, dal Bangladesh al Senegal. “I lavoratori extracomunitari – sottolinea il responsabile immigrati della Cgil Campania, Jamal Qaddorah – hanno risposto in maniera massiccia all’appello lanciato dalle associazioni e dal sindacato. Hanno raggiunto Napoli dalle città della provincia, da Castelvolturno e da San Nicola Varco. E’ una bella giornata di mobilitazione, con tanti italiani presenti in corteo”.

A Roma salgono in cattedra gli stranieri con le loro “lezioni di clandestinità” in piazza Montecitorio, davanti al Parlamento, dove gli studenti universitari dell’Onda e quelli delle superiori si sono seduti in terra e in silenzio ad ascoltare “gli insegnamenti” degli immigrati, intervenuti per parlare della loro condizione in Italia e descrivere le loro esperienze protestando contro “il razzismo delle istituzioni”. L’iniziativa si è svolta in occasione dello sciopero nazionale degli stranieri che vivono in Italia, per sottolineare l’importanza del ruolo degli immigrati nel mondo del lavoro e contro il razzismo. Su di una lavagnetta sono state esposte scritte che criticano il pacchetto sicurezza del governo che li “criminalizza” e il tetto del 30% per l’iscrizione di alunni stranieri nelle scuole, considerato “discriminatorio”. A parlare sono stati alcuni migranti di seconda generazione, lavoratori, studenti stranieri, africani di Rosarno, e richiedenti asilo afghani. Tra i presenti anche alcuni docenti e il dirigente scolastico della scuola elementare Iqbal Masih, Simonetta Salacone. Sono state esposti ovunque cartelli, striscioni e le immagini di San Papier, protettore dei migranti. “Non pensiamo – hanno detto i manifestanti – che serva un pezzo di carta per essere cittadini e per rivendicare i diritti. La strada da percorre è un’altra, e il primo marzo è solo una tappa”. “Bisogna ripartire dalla cultura per cambiare le leggi sulla cittadinanza”, ha detto nel suo intervento la scrittrice italo-somala, Igiaba Sciego.

Fonte e immagini: ANSA.

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