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130 anni di rapporti diplomatici Italia-Romania

15 dicembre 2009

130 anni di rapporti diplomatici Italia-Romania: parla l’Ambasciatore d’Italia a Bucarest, Mario Cospito

Bucarest, venerdì 11 dicembre (Romanian Global News)

Discorso dell’Ambasciatore Mario Cospito, durante la celebrazione dei 130 anni di relazioni diplomatiche tra la Romania e l’Italia, il 10 dicembre:

“Signor Segretario di Stato, eccellenze colleghi del corpo diplomatico, signore e signori,

Vorrei iniziare il mio discorso riferendovi un episodio ricorrente nel corso delle mie visite ufficiali in città della Romania. Nelle città del vostro Paese trovo spesso la statua della “lupa capitolina”, simbolo della romanità e delle radici latine di questo Paese. Davanti a queste statue molti sindaci mi ricordano il motto romeno “noi suntem urmaşii Romei” (“noi siamo i seguaci di Roma”). Il richiamo orgoglioso alle comuni origini latine ed il legame che unisce la Romania all’antica Roma e’ un elemento che da secoli unisce i nostri popoli e che conferisce ancora maggior rilievo alla celebrazione dei 130 anni di relazioni diplomatiche tra i nostri Paesi.

Questo anniversario costituisce un evento particolarmente significativo che cade nello stesso anno in cui si celebra il ventennale della nascita della democrazia romena post-decembrista. Vent’anni che hanno visto consolidarsi una vicinanza storicamente fondata sulle comuni radici culturali e soltanto temporaneamente interrotta dal regime comunista. Non a caso,l’Italia è stato uno dei più assertivi sostenitori dell’adesione della Romania alla NATO ed all’Unione Europea ed ancora oggi sono comuni le battaglie condotte insieme a Bruxelles sia nell’ambito dell’Alleanza atlantica che a favore del processo d’integrazione europea. Un partenariato dalla forte valenza geopolitica che vede l’Italia proiettata verso il Mediterraneo e la Romania rivestire un ruolo cruciale nel sud-est Europa e nella zona del Mar Nero con il comune interesse ad una rapida stabilizzazione ed integrazione in Europa dei Balcani occidentali. La condivisione di valori comuni e l’intensa cooperazione bilaterale in campo politico, economico, sociale e culturale richiedono sempre maggiore interazione tra i nostri Governi ed una costante e proficua attivazione dei canali diplomatici.

Tra i tanti settori di collaborazione, quello economico riveste particolare importanza: non cito i dati già menzionati dal Segretario di Stato Bogdan Mazuru che danno la cifra dell’intensità dei nostri rapporti commerciali. Nonostante la crisi economica in atto, tali rapporti resta solido e con prospettive di rafforzamento. La presenza attuale della grande impresa italiana ha seguito quella di migliaia di imprenditori che, partendo dal miracolo di Timişoara, hanno eletto la Romania a seconda patria. Una scelta dovuta non soltanto alle favorevoli condizioni di crescita ma anche alla vicinanza culturale e linguistica tra i nostri Paesi. Una situazione straordinaria che occorre utilizzare per sostenere il reciproco sviluppo e per far fronte comune alle sfide economiche e sociali del nostro tempo. In tale contesto segnalo come oltre un milione di romeni abbiano scelto l’Italia come destinazione dove lavorare e studiare; le imprese e le famiglie italiane a loro volta apprezzano la professionalità e l’affidabilità dei lavoratori romeni. Un esempio tangibile di questa straordinaria presenza e’ dato dalla città di Torino dove oggi vivono oltre 100.000 romeni: il 12% della popolazione urbana. Un segno importante di quanto le comunità romene in Italia costituiscano una parte significativa della società civile italiana.

Infine, ma non meno importante, per rimarcare e per rafforzare il legame culturale tra i due Paesi, in nome della latinità sono stati avviati progetti di collaborazione a livello accademico affiancati da un grande numero di strutture scolastiche bilingui.

Anche le celebrazioni dell’anniversario dei 130 anni dell’apertura delle relazioni diplomatiche costituiscono un’occasione di rilancio della cooperazione bilaterale: la “crisi sociale” seguita ad alcuni noti fatti di cronaca ha monopolizzato il rapporto bilaterale fino al febbraio scorso, ma ha ben presto lasciato spazio ad un intenso scambio di visite di Governo che hanno sgombrato il campo da equivoci ed incomprensioni ed hanno aperto la strada per una cooperazione politica ed amministrativa sempre più stretta (negli ultimi nove mesi sono venuti a Bucarest i Ministri italiani degli Esteri, della Difesa, dell’Interno e delle Politiche comunitarie). Una cooperazione richiesta non soltanto dai nostri Paesi ma dalla stessa Europa: sono infatti numerosi i campi in cui i nostri interessi convergono e quelli in cui lo scambio di esperienze favorisce un quadro di reciproco sviluppo. Vi sono dunque tutte le premesse affinché l’Accordo di partenariato rafforzato bilaterale del 2006 e le conclusioni del primo Vertice intergovernativo del 2008 vengano rilanciate in attesa del prossimo Vertice intergovernativo, che dovrebbe tenersi a Bucarest nei primi mesi del prossimo anno. Un’ulteriore occasione per sottolineare la straordinaria ricchezza dei nostri rapporti e per aprire una nuova fase della cooperazione bilaterale rendendo sempre più concreto nei nostri Paesi il modello europeo di crescita sostenibile, di progresso sociale e di democrazia della partecipazione e dei diritti”.

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